Filmscoop

Tutto il mio cinema

Disposta a tutto

Disposta a tutto locandina 2

Lui, Marco, è un ingegnere sposato con una donna che lo tradisce senza remore; a tenere unita la coppia sono le convenzioni sociali e sopratutto la figlia dei due che il padre ama teneramente.
Marco ha una teoria sull’amore, abbastanza confusa (almeno come espressa nella pellicola) e sostanzialmente cinica.
Decide di intraprendere una relazione con la sua giovane dattilografa, Anna, che ben presto trasforma in una specie di oggetto erotico; la costringe infatti ad umilianti e degradanti relazioni inclusa la prostituzione.
Anna è disperatamente innamorata di Marco, tanto da accettare supinamente tutto quello che lui gli chiede.
Ma quando un giorno scopre di essere incinta, lo comunica all’amante che per tutta risposta la fa abortire.
Il colpo finale restituisce finalmente consapevolezza ad Anna che decide così di lasciare il suo amante, che troppo tardi ha scoperto di amarla.

Disposta a tutto 2

Eleonora Giorgi

Disposta a tutto 8

Bekim Fehmiu

Disposta a tutto 7

Barbara Magnolfi

Ottimo rimedio contro l’insonnia, Disposta a tutto diretto dal regista milanese Giorgio Stegani è uno dei film più barbosi nei quali mi sia capitato di imbattermi.
Dialoghi ampollosi che nascondono il vuoto più totale, staticità assoluta sono due delle caratteristiche peculiari del film, salvato a stento da una bella fotografia e dalle grazie di una giovanissima Eleonora Giorgi, che aveva 24 anni all’epoca in cui fu girato il film ma che riesce a rendere credibile il personaggio di Anna,diciassettenne perdutamente innamorata di un uomo che la lega a se in una relazione di stampo masochistico, nella quale la ragazza finisce per diventare una bambola di pezza nelle mani di un uomo deluso e cinico, che la plasma secondo i suoi voleri e che riuscirà a venir fuori dalla degradante esperienza con una nuova maturità, con una presa di coscienza del suo stato e della sua dignità.

Disposta a tutto 1

Disposta a tutto 3
Detta così sembra che il film impartisca almeno una lezione di vita come sunto finale;in realtà per tutta la durata del film si ascoltano solo vani soliloqui del protagonista e improbabili discorsi sull’amore che snervano lo spettatore e che contribuiscono alla fine ad un dolce riposo, sopratutto se si visiona la pellicola nelle ore notturne.
Sarà anche un caso ma questo è l’ultimo film di Stegani, che otto anni prima aveva diretto il discreto Il sole nella elle, con la giovanissima Ornella Muti in compagnia del suo fidanzato di allora, Alessio Orano.
Oltre alla noia, che si respira a pieni polmoni per tutta la durata della pellicola, si possono segnalare solo le scene in cui compare nuda Eleonora Giorgi e null’altro.L’attrice romana ci mette tutto quello che può ma malinconicamente alla fine l’unica cosa che si ricorda è la sua figura nuda mentre Bekim Fehmiu,

Disposta a tutto 4

Disposta a tutto 5

protagonista maschile è legnoso e inespressivo, in palese sofferenza in un ruolo non adatto a lui.
In sostanza, un film pretenzioso e inespresso, ammesso che la storia banale potesse dire qualcosa in più di quanto raccontato da Stegani.
Rimasto a lungo nell’ombra,è oggi disponibile in una versione digitale molto curata nella quale si può apprezzare almeno la bella fotografia.
Disposta a tutto

Un film di Giorgio Stegani Casorati. Con Eleonora Giorgi, Bekim Fehmiu, Barbara Magnolfi, Vittorio Duse Drammatico, durata 92 min. – Italia 1977

Disposta a tutto banner gallery

Disposta a tutto 15

Disposta a tutto 14

Disposta a tutto 13

Disposta a tutto 12

Disposta a tutto 11

Disposta a tutto 10

Disposta a tutto 9

Disposta a tutto 6

Disposta a tutto banner protagonisti

Eleonora Giorgi: Anna
Bekim Fehmiu: Marco
Barbara Magnolfi: Paola
Vittorio Duse: maggiordomo
Laura De Marchi: moglie di Marco

Disposta a tutto banner cast

Regia Giorgio Stegani
Soggetto Giorgio Stegani
Sceneggiatura Giorgio Stegani, Roberto Gianviti
Casa di produzione A.T.A. Cine TV
Distribuzione (Italia) Stefano – Magnum 3B
Fotografia Sandro Mancori
Montaggio Mario Gargiulo
Musiche Gianni Marchetti
Scenografia Enzo Bulbarelli

Disposta a tutto banner recensioni

L’opinione di mm40 dal sito http://www.filmtv.it

Ingegnere maturo, sposato con bimba piccola ma infelice della vita coniugale, intreccia un rapporto morboso con una giovane che pende dalle sue labbra. Tanto da decidere, incinta, di abortire per non causare troppi problemi all’uomo. Che, naturalmente, farà marcia indietro troppo tardi.
L’ultima regia di Giorgio Stegani, più attivo come sceneggiatore, è questo Disposta a tutto, dramma psicologico con lieve componente erotica che racconta di un morboso rapporto sentimentale a senso unico, dove lui (adulto) domina lei (ragazzina). Fondamentalmente la pecca principale dell’opera sta nel fatto che nella sceneggiatura scritta dal regista insieme a Roberto Gianviti non c’è sufficiente profondità, lo sguardo sui personaggi rimane sempre piuttosto superficiale e, a dirla tutta, il percorso intrapreso dalla relazione al centro della trama è pure parecchio prevedibile: quando lui si accorge di essere innamorato della donna che per lui ha perso la testa, ovviamente lei non avrà più alcuna voglia di vederlo. Così va la vita, così il cinema la racconta, senza troppa fantasia in questo caso, e con un pizzico eccessivo di pathos, cercando la facile lacrimuccia negli spettatori. Eleonora Giorgi, pure giovane, era già nota al pubblico; anche Bekim Fehmiu, di origini slave, aveva già interpretato vari ruoli di un certo rilievo nel nostro cinema: fra i due protagonisti meglio lui, ma non di tanto; nel cast anche Laura De Marchi, Vittorio Duse, Barbara Magnolfi. Musiche mielosette di Gianni Marchetti.

L’opinione di Kowalski dal sito http://www.filmscoop.it

Sarei stato propenso a dimenticare alla grande questo film pseudo-erotico se non fosse per il fatto che ho involontariamente assistito alle riprese, nella scena in cui lei (Giorgi) vuole comunicare a lui (Fehmiu, l’Ulisse della tv) di non avere piu’ intenzione di stare con lui.
Avevo 9 anni, passeggiavo con i miei genitori vicino a Piazza San Marco e stavano girando questa scena… dopodichè l’ho rivisto in tv: un fotoromanzo con qualche scena di sesso che è davvero la rappresentazione della stupidità, e che fra l’altro comunica una sensualità nulla (se era questo lo scopo). Il tema della bella (?) in mano a un’adorabile carogna, plagiata da lui, è assai ricorrente.
Quasi quasi mi rivedo quella scena perchè si notano gli spettatori (fra cui io) al di là della barricata: ci mancava solo questa

Dal sito http://www.davinotti.com

L’opinione di B.Legnani

Difficile dare verosimiglianza ai dialoghi d’amore, perché il ridicolo e il senso di falso sono dietro l’angolo: il film pare fatto per dimostrarlo. Qua, poi, è verboso, là è allungato, e diventa noioso dopo 50’. I due protagonisti ci provano, ma più che fumare poco possono, con lei più bella che brava e lui che interpreta un uomo di rara ottusità, capace di massime come “è l’umanità che è disumana”. Nel finale strappalacrime ci viene pure inflitta Venezia, con citazione catulliana (odi et amo)! Momento di culto assoluto: lui che critica l’invadente pubblicità e, nel contempo, ostenta a nostro beneficio una bottiglia di J&B. Doppiaggio non curatissimo, visto che si sente una “cattiva nòmea”

L’opinione di Homesick

Le flautate armonie di Gianni Marchetti sui titoli di testa lusingano destando umori panici, ma Stegani, regista di un considerevole western come Al di là della legge, si perde in rallentamenti dalle pretese autoriali e dialoghi pretenziosi e vuoti per un indigesto piatto di aria fritta indorato di ridicolaggini – spacciate per massime filosofiche – su incomunicabilità coniugale, femminismo, misoginia e gravidanze improvvisate come suggello d’amore. Fehmiu e la Giorgi più ingessati e falsi che mai, esattamente come la tediosa vicenda che ci viene presentata.

L’opinione di Markus

Quando si scrive il commento per un film di genere italiano degli Anni Settanta bisogna spesso scegliere se parlarne male oppure cercare i lati positivi e parlarne dunque bene. In questo caso cedo ai fantastici dialoghi che, secondo me, sono da Oscar del trash. Lui ricco cinquantenne affascinante e vizioso, lei giovanissima e povera ed oltre tutto un po’ facilona, ma dal carattere sincero. Ambedue si trascinano stancamente da un luogo all’altro, filosofeggiando sull’amore e sul sesso che ogni tanto mettono in pratica. Grande film.

L’opinione di Stefania

Teoria e prassi del sentimento amoroso, laddove la prassi diverge notevolmente dall’enunciato teorico: Anna, che si autoproclama “disposta a tutto”, in realtà si fa molto i fatti suoi; Marco, convinto negazionista della verità dell’amore, ci casca con le scarpe. Fotografia flou, musiche carezzevoli e monotone, emergono sì i temi caldi dell’epoca (femminismo, coppia aperta, divorzio, aborto), ma non si accende l’empatia con i protagonisti, più ciarlieri che appassionati.

L’opinione di Didda23

Quest’opera entra di diritto fra le più trash che io abbia mai visto! Il divertimento involontario scorre come un fiume in piena, merito di una sceneggiatura ai limiti dell’incredibile. Il film va visto per i dialoghi inverosimili: il personaggio di Bekim Fehmiu dispensa alla povera Giorgi una serie di “perle” di saggezza improponibili. I suoi monologhi sono dei polpettoni indigeribili, ma allo stesso tempo deliziano il palato di ogni cultore del genere “trash”. Opera imprescindibile.

Disposta a tutto foto 1

Disposta a tutto locandina 1

Disposta a tutto locandina 3

Disposta a tutto locandina sound

Disposta a tutto locandina sound 2

febbraio 7, 2015 Posted by | Drammatico | , , | 2 commenti

Le regine dei sogni anni 70 oggi parte seconda

Le regine dei sogni banner

Uno degli articoli più seguiti su Filmscoop riguarda certamente la gallery di foto delle attrici più belle e famose degli anni 60 e 70 ai giorni odierni https://filmscoop.wordpress.com/2010/11/05/le-regine-dei-sogni-anni-70-oggi/

Ecco una nuova galleria di altre attrici. Sono donne bellissime,sensuali alle prese con il passare degli anni; oggi sono tutte delle mature signore,ancora belle e affascinanti.Alcune di loro hanno proseguito regolarmente l’attività cinematografica,altre sono diventate manager,lavorano nel cinema ma non più come attrici, altre non hanno più avuto a che fare con il grande schermo.Questi sono i loro volti,oggi.

 Cinzia MonrealeSempre bellissima e affascinante,comprimaria in molte commedie sexy: Cinzia Monreale

Carole AndrÞ

La celebre Marianna del Sandokan televisivo,attrice di talento: Carole Andrè

Carla Gravina

Sempre affascinante: Carla Gravina

Barbara Magnolfi

Barbara Magnolfi

Barbara De Rossi

Reginetta dei fotoromanzi,buona attrice di film e fictionBarbara De Rossi

Ania Pieroni

L’indimenticabile volto di Inferno: Ania Pieroni

Claudine Auger

L’ex Bond girl Claudine Auger

Stella carnacina

Sempre bellissima,l’attrice e cantante Stella Carnacina

 Olga Karlatos

E’ stata una delle protagoniste del cinema 70, Olga Karlatos

Nadia Cassini

Il posteriore più ammirato del cinema sexy, Nadia Cassini

Monica Zanchi

Protagonista dei film della serie Emanuelle, Monica Zanchi

Maria Grazia Buccella

Reginetta di bellezza nella commedia anni 70, Maria Grazia Buccella

Lisa Gastoni

Bellissima e sensuale, Lisa Gastoni

Lilli Carati

Una storia personale travagliata, Lilli Carati

Ines Pellegrini

L’attrice preferita da Pasolini, Ines Pellegrini

Haydee Politoff

Inconfondibile il sorriso di Haydee Politoff

Francoise Fabian

Splendida: Francoise Fabian

Florinda Bolkan

Un autentico mito: Florinda Bolkan 

Florence Guerin

Sempre affascinante la reginetta dei soft core anni 80, Florence Guerin

Elke Sommer

La protagonista dei film di Bava, Elke Sommer

Dominique Sanda

L’indimenticabile Dominique Sanda

Daria Nicolodi

La regina del thriller, Daria Nicolodi

Daniela Giordano

Sempre bella, l’ex reginetta Daniela Giordano

Seguite il link aggiornamenti per vedere le gallerie ricaricate!

https://filmscoop.wordpress.com/2014/09/01/aggiornamenti/

settembre 18, 2014 Posted by | Miscellanea | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Di che segno sei?

Di che segno sei locandina

Film in quattro episodi, con tema portante i quattro gruppi in cui sono divisi i 12 segni astrologici, ovvero acqua,terra fuoco e aria, diretto da Sergio Corbucci nel 1975 girato con un cast all star che racchiude i nomi più importanti della commedia all’italiana degli anni settanta.

Primo episodio,Acqua

Dante è un marittimo che in seguito ad una visita medica crede di essere sul punto di cambiare sesso, ovvero diventare una donna.
La rivelazione gli provoca ovviamente un trauma e Dante tenta il suicidio.In seguito si convince a convivere con la realtà che incombe e si adatta alla cosa, salvo scoprire, dopo varie vicissitudini, che il dottore aveva inopinatamente confuso le analisi.

Di che segno sei 1

Di che segno sei 5

Secondo episodio,Aria

Claquette è una donna della Romagna appassionata di ballo, che ha un sogno, comprarsi una Vespa; a tal pro decide di iscriversi ad una gara di ballo per vincere il premio in palio ma il suo compagno di allenamenti e suo partner Lorenzo finisce per rompersi una gamba con il risultato che Claquette è costretta a rivolgere il suo sguardo altrove per trovare un degno sostituto.
Lo individua in Alfredo detto “Fred Astaire”, un ballerino sposato ad una donna che nella vita fa la lottatrice.
Nella gara la coppia dopo aver superato tutte le selezioni arriva a vincere, ma la vittoria dei due sarà amara perchè Alfredo verrà arrestato dalla polizia per tentato omicidio, in quanto l’uomo per sbarazzarsi della gelosa moglie aveva tentato di eliminarla fisicamente.

Di che segno sei 7

Di che segno sei 9

Terzo episodio,Terra

Basilio è un operaio edile con un sogno nel cassetto: mettere da parte i soldi per acquistare una tabaccheria e cambiare finalmente vita.
Un giorno, nel palazzo alla cui costruzione sta lavorando vede arrivare il proprietario dello stabile, il conte Leonardo e la sua bellissima amante Cristina; ne rimane così colpito che durante il viaggio di ritorno in treno dimentica di scendere dallo stesso ed è costretto a passare la notte in un’automobile rottamata in una stazione di servizio.
Qui arrivano il conte e Cristina, che ha una disperata voglia di fumare.
Basilio potrebbe cambiar loro i soldi che servono per utilizzare il distributore automatico ma rifiuta prendendosi una piccola rivincita.Arriva anche a rifiutare i soldi che potrebbero servirgli per rilevare la famosa tabaccheria e realizzare il suo sogno.
Il conte e Cristina litigano e il primo, dopo la discussione, pianta l’amante e si allontana. Cristina, pur di avere l’agognata sigaretta si offre a Basilio.
Qualche ora dopo il conte ritorna con in mano una stecca di sigarette e presa Crisitina va via con lei. Basilio ha così perso la sua grande occasione ma ha avuto comunque qualcosa a cui teneva tanto…

Di che segno sei 11

Di che segno sei 12

Quarto episodio, Fuoco

Nando è una guardia del corpo che viene assunta dal Commendator Ubaldo Bravetta per vigilare su di lui.L’imprenditore è infatti a rischio rapimento e Nando fa del suo meglio per sventare i presunti tentativi di sequestro a cui crede che Ubaldo sia sottoposto.Non è così in realtà, perchè da quel momento Nando finirà per diventare una spina nel fianco di Ubaldo, malmenando sistematicamente persone innocue o lo stesso imprenditore e scambiando semplici avvenimenti casuali per atti dolosi.Quando viceversa si verificherà il tentativo di sequestro vero, Nando si rivelerà drammaticamente ma anche comicamente inadatto al suo ruolo…

Di che segno sei 13

Di che segno sei 15
A fare da collante ai quattro episodi descritti è il tema, assolutamente marginale dei gruppi di appartenenza dei segni astrologici; in realtà l’astrologia centra poco o nulla se non come apologo di un paese in profondo cambiamento, nel quale la lotta politica e sociale, le grandi battaglie civili e i grandi ideali stanno per trasformarsi in un unicum che porterà il paese stesso alla stagione del riflusso.Siamo ancora lontani dagli edonistici anni 80, ma i segnali del cambiamento ci sono, con un paese che inizia a credere nell’oroscopo, nei concorsi a premi, nei giornali pieni di gossip che anticipano i temi portanti degli anni ottanta, quando il paese, stanco di lutti e della triste stagione degli anni di piombo passerà ad un’epoca in cui tutti i valori degli anni settanta verranno dimenticati per lasciar spazio all’arrivismo più rampante ma sopratutto alla voglia sfrenata di dimenticare un passato recente triste e plumbeo.
Ma nel film di Corbucci questi temi si possono osservare solo in trasparenza o quantomeno solo lontanissimi sullo sfondo.
La pellicola è più che altro un tentativo di far sorridere in un momento storico in cui c’è veramente poco da ridere; un tentativo riuscito a metà o meno, perchè la formula del film a sketch funziona marginalmente per la scarsa omogeneità degli episodi e per il loro diverso peso specifico.
Se l’episodio interpretato da Sordi (Fuoco) è probabilmente il più divertente, con l’attore romano che interpreta un personaggio che ricalca quello già interpretato in Un americano a Roma, caciarone e fanfarone, che finisce per stravolgere la vita del suo datore di lavoro salvo consegnarlo poi a coloro che volevano rapirlo, quello con protagonista Pozzetto è ben equilibrato, con altri due grandi protagonisti del cinema italiano, Salce e la Ralli.
E’ un episodio agro/dolce, con protagonista un muratore che rinuncerà al sogno della sua vita per un puntiglio e che ne ricaverà comunque qualcosa in cambio, una notte d’amore con il suo sogno proibito, la bellissima Cristina.
Molto meno riuscito, decisamente anonimo è l’episodio interpretato dal duo inedito Celentano-Melato; la storia non cattura, è fragile e i due protagonisti finiscono ingabbiati nei loro personaggi.
Infine l’episodio con protagonista Villaggio dimostra in maniera lampante come l’attore genovese fosse prigioniero della maschera di Fantozzi; le sue espressioni, le sue battute restano implacabilmente sempre le stesse e finiranno per diventare il suo personale marchio di fabbrica, rendendolo uno degli attori più sopravvalutati della storia del cinema.
Un film in chiaro scuro come pochi, strettamente legato alla sua struttura ad episodi, che non permette un’omogeneità spontanea della storia e che per questioni di tempi cinematografici finisce per mortificare le storie stesse, compresse in spazi temporali ristretti.
Corbucci scrive la sceneggiatura con uno stuolo di amici, come lo stesso Sordi, con Mario Amendola, con Bruno Corbucci ecc.
Alla fine ottiene un prodotto di sicuro successo nazional popolare che si impone anche grazie alla voglia di ridere o quanto meno di sorridere di un paese avvolto da una cappa di piombo.
Corbucci replicherà il tentativo due anni più tardi con esiti ancora inferiori con il film Tre tigri contro tre tigri.
Da segnalare nel cast la presenza di Lilli Carati al suo esordio sullo schermo nel ruolo di una ballerina al fianco di Celentano con cui girerà qualche anno dopo Qua la mano e di Carmen Russo in una brevissima scena durante la quale scende una scalinata con la gonna svolazzante.
Il resto del cast fa il suo.
Il film è passato numerose volte in tv ed è di facile reperibilità in rete.

Di che segno sei?
Un film di Sergio Corbucci. Con Renato Pozzetto, Paolo Villaggio, Alberto Sordi, Luciano Salce, Mariangela Melato, Adriano Celentano, Giovanna Ralli, Ugo Bologna, Barbara Magnolfi, Marilda Donà Commedia, durata 130′ min. – Italia 1975.

Di che segno sei banner gallery

Di che segno sei 2

Di che segno sei 3

Di che segno sei 4

Di che segno sei 6

Di che segno sei 8

Di che segno sei 10

Di che segno sei 14

Di che segno sei 16

Di che segno sei 17

Di che segno sei banner personaggi

Adriano Celentano: Alfredo Astariti detto “Fred Astaire”
Mariangela Melato: Marietta detta “Claquette”
Paolo Villaggio: Dante Bompazzi
Renato Pozzetto: Basilio
Alberto Sordi: Nando Mericoni
Giovanna Ralli: la contessa Cristina
Luciano Salce: il conte Leonardo
Ugo Bologna: Commendator Ubaldo Bravetta
Massimo Boldi: Massimo
Giuliana Calandra: Maria
Lilli Carati (come Ileana Carati): “Chewingum”
Gil Cagnè: Ballerino
Jack La Cayenne: Enea Giacomazzi detto “Bolero”
Angelo Pellegrino: Lorenzo
Marilda Donà: la cameriera del commendator Brevetta
Shirley Corrigan: segretaria del commendatore
Maria Antonietta Beluzzi: Maria Vincenzoni, detta “King Kong”
Enzo De Toma: un pendolare
Marcello Di Falco: Cosimo, il domestico
Gino Pernice: il Dottore
Luca Sportelli: Il marito “ipotetico” di Bompazzi alla discoteca, che parla con accento siciliano (l’uomo con gli occhiali)
Raffaele Di Sipio: membro della giuria della gara di ballo (l’uomo calvo con il monocolo)
Ettore Geri: Geri
Sofia Dionisio: amante del commendatore
Lello Bersani: Tv reporter
Barbara Magnolfi: ragazza nella sauna
Marcello Tusco: Vice di Bravetti
Lucia Alberti: Sé stessa
Mafalda Berri:
Carmen Russo: ragazza importunata
Eduardo Faietta: Capo dell’organizzazione delle guardie del corpo
Alberto Postorino: funzionario del commendator Ubaldo Brevetta (l’uomo aggredito da Nando Mericoni)
Mauro Misul: Il giudice che telefona alla polizia, spaventato da Nando Mericoni

Di che segno sei banner cast

Regia Sergio Corbucci
Soggetto Mario Amendola, Franco Castellano, Sabatino Ciuffini, Bruno Corbucci,
Sergio Corbucci, Massimo Franciosa, Giuseppe Moccia, Rodolfo Sonego, Alberto Sordi
Sceneggiatura Mario Amendola, Franco Castellano, Sabatino Ciuffini, Bruno Corbucci,
Sergio Corbucci, Massimo Franciosa, Giuseppe Moccia, Rodolfo Sonego, Alberto Sordi
Produttore Franco Cristaldi
Montaggio Eugenio Alabiso
Musiche Lelio Luttazzi
Scenografia Giantito Burchiellaro

Di che segno sei banner recensioni

L’opinione dell’utente Dr.Jerryll tratta da http://www.filmtv.it

A volte si pretende troppo da un film. Questi episodi sono nati per divertire il pubblico e ci riescono. Un poker d’assi della comicità italiana in altrettanti sketch. Villaggio gioca con la sua solita comicità dell’assurdo, quasi kafkiana; Celentano e Pozzetto ripropongono i loro personaggi lunari; Sordi rispolvera efficacemente l’americano di Roma. Proprio questo ultimo episodio è il più riuscito diventando un vero e proprio film nel film. Da rivalutare in fretta!

L’opinione dell’utente B.Legnani tratta dal sito http://www.davinotti.com


Celebre film ad episodi, piuttosto disuguali. Bello quello con Sordi, che rifà l’americano “de Roma”; divertente quello surreale con Pozzetto (in tv viene tagliata una scena con la Ralli, per cui lo spettatore non capisce, nel finale, perché Pozzetto parli di collànt). Più deboli quello con Celentano (nonostante una paio di battute notevoli ed una Lilli Carati in fiore) e quello con Villaggio (nel quale si vedono Carmen Russo e Luca Sportelli, non accreditati).

L’opinone dell’utente Markus tratta dal sito http://www.davinotti.com

Quartetto di episodi con cast di all stars racchiusi in un unico film commercialmente riempi-sala. A parte la confezione puramente commerciale e fine a se stessa, la pellicola, pur in forma discontinua, allieta lo spettatore con quanto di meglio potevano offrire, seppur stancamente, gli attori presenti. L’episodio più ricordato è l’ultimo con Sordi, che fa il verso a se stesso reinterpretando nuovamente il Nando Moriconi di Un americano a Roma. Gli altri episodi sono piuttosto divertenti o quantomeno scacciapensieri. Un po’ datato.

Di che segno sei banner foto

Di che segno sei foto 9

Marilda Donà

Di che segno sei foto 8

Giuliana Calandra

Di che segno sei foto 7

Sofia Dionisio

Di che segno sei foto 6

Carmen Russo

Di che segno sei foto 5

Mariangela Melato

Di che segno sei foto 4

Lilli Carati

Di che segno sei foto 3

Renato Pozzetto

Di che segno sei foto 2

Adriano Celentano

Di che segno sei foto 1

Alberto Sordi

Filmscoop è su Facebook:per richiedere l’amicizia:

https://www.facebook.com/filmscoopwordpress.paultemplar

giugno 18, 2013 Posted by | Commedia | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Milano difendersi o morire

Milano difendersi o morire 1

Tardo poliziottesco targato 1978;  Milano, difendersi o morire, narra la storia di Pino Scalise, un giovane reduce da un lungo soggiorno in galera.
All’uscita dal carcere, il giovane è costretto a cercarsi un rifugio e lo trova presso un suo zio, padre di due giovani, Teresa e Marina.
Casualmente, Pino incontra la cugina Marina in un locale dove la giovane si prostituisce.
La banda da cui è virtualmente tenuta prigioniera la ragazza è retta con pugno di ferro da Don Ciccio, sulle cui tracce è il commissario Marani, che agevola il rientro di Pino nella società civile, sicuro che il giovane lo condurrà proprio sulle tracce del boss.

Milano difendersi o morire 5
Marc Porel è Pino

Milano difendersi o morire 2
George Hilton è il Commissario Marani

Don Ciccio ben presto decide di utilizzare il giovane per i suoi loschi traffici, e ricattandolo tenendo sotto sequestro la giovane Marina, tenta di piegare il giovane ai suoi voleri.
Dopo alcune vicissitudini, Pino sarà costretto a cedere al volere del boss, che nel frattempo ha preso in ostaggio anche Teresa.
Così Pino è costretto a diventare un trafficante di droga, ma il commissario Marani vigila………

Milano difendersi o morire 12
 Anna Maria Rizzoli

Milano, difendersi o morire, diretto da Gian Antonio Martucci è un classico poliziottesco, talmente classico da non distinguersi dai molti altri cloni della seconda metà degli anni settanta.
Nessun elemento innovativo; la miscela è quella tradizionale del genere.
Il solito commissario solerte e furbo, il delinquente che tale non è alla ricerca del riscatto, le bellone di turno, il rapimento, il cattivone che riceve la giusta punizione.
Sangue, un pò di violenza, il traffico di droga, lo sfruttamento della prostituzione.
Il cast fa il suo dovere con sufficienza, mettendo in mostra un George Hilton in versione standard, con faccia adeguata e furbizia latente nei panni del commissario di polizia, un Marc Porel abbastanza convincente nei panni del giovane Pino, angariato dal suo passato e dal solito boss spietato.

Milano difendersi o morire 13

A loro due si aggiungono le due sorelle Marina e Teresa, la prima interpretata dalla bella Anna Maria Rizzoli, la seconda dall’affascinante Barbara Magnolfi, che si segnala anche per una sequenza di nudo mozzafiato davanti ad uno specchio.
Poco altro da segnalare per un film anonimo, ne bello ne brutto, che comunque è passabile quanto meno sul piano del ritmo, anche se sembra una ripetizione di tante altre pellicole di questo genere che furoreggiò per qualche anno nella parte centrale e successiva degli anni settanta.

Milano difendersi o morire 10

Tra i comprimari segnalo l’onnipresente Al Cliver.

Milano difendersi o morire 11
Barbara Magnolfi

Milano… difendersi o morire, un film di Gianni Martucci. Con George Hilton, Marc Porel, Al Cliver, Anna Maria Rizzoli, Guido Leontini, Barbara Magnolfi, Nino Vingelli, Franco Diogene
Poliziesco, durata 98 min. – Italia 1978.

Milano difendersi o morire banner gallery

Milano difendersi o morire 9

Milano difendersi o morire 8

Milano difendersi o morire 7

Milano difendersi o morire 6

Milano difendersi o morire 4

Milano difendersi o morire 3

Milano difendersi o morire banner personaggi

Marc Porel     …     Pino Scalise
George Hilton    …     Commissario Morani
Anna Maria Rizzoli    …     Marina ‘Fiorella’
Al Cliver    …     Domino
Mario Novelli    …     Nosey
Guido Leontini    …     Don Ciccio
Silvia Mauri    …     Anna
Osvaldo Natale    …     Assistente Natale
Amparo Pilar    …     Assunta
Parvin Tabrizi    …     Alicante
Nino Vingelli    …     Nicola
Barbara Magnolfi    …     Teresa

Milano difendersi o morire banner cast

Regia     Gianni Martucci
Produttore     Giuseppe Zappulla
Casa di produzione     Ariete Cinematografica
Distribuzione (Italia)     Rex Films Home Video
Fotografia     Richard Grassetti
Montaggio     Vincenzo Vanni
Musiche     Gianni Ferrio
Scenografia     Sergio Palmieri (arredatore)
Costumi     Marika Flandol

“Porel, malavitoso appena scarcerato, per amore di una prostituta (Anna Maria Rizzoli) subisce ricatti, sino a decidere di collaborare con il commissario Morani (un Hilton sottotono a dir poco). Mediocre polizi(ott)esco diretto da un cineasta più versato alla commedia (La collegiale, La dottoressa sotto il lenzuolo) e titolare del controverso I frati rossi, horror gotico realizzato fuoritempo massimo. Carico di scene erotiche e con dose di nudo più insistito – garantito dalle belle presenza femminili (la Rizzoli e la Magnolfi) – fa sfoggio di scene fuori tema, a cominciare dai titoli di testa.

Poliziottesco in piena regola incentrato su uno dei temi principe del genere: il revanchismo. Nessuna novità e tante ovvietà per una pellicola di scarso interesse e consigliata solo ai fan del genere. Anche la confezione non presenta alcun elemento di particolare rilievo.

Un film non brutto, ma sostanzialmente piatto. I bellissimi titoli di testa fanno sperare nel classico filmaccio “di genere” sporco, marcio e claustrofofico, ma ben presto la storia prende una piega banale e scontata. La sceneggiatura è mediocre, i dialoghi funzionano abbastanza bene ma quello che manca è proprio la struttura narrativa, che risulta piuttosto approssimativa. Un film che tutto sommato si segue piacevolmente, ma per gli appassionati del cinema di genere c’è di molto, ma molto meglio.

Più noir che poliziesco. Film che racconta una storia semplice con una sceneggiatura senza particolari buchi che si segue piacevolmente ma che però non offre grandi idee. Purtroppo il film soffre di una fase centrale piuttosto lenta e noiosa mentre il resto del film è gradevole, soprattutto l’inizio. Marc Porel è piuttosto “imbolsito”, Hilton nel ruolo del commissario non ha mai molto convinto. Le attrici del film si offrono quasi tutte in nudi integrali. Girato sì a Milano (periferia però), ma diversi automezzi hanno la targa di Cremona…

Fumettone melodrammatico con qualche spruzzata di poliziottesco. Hilton è valido come Commissario sopra le righe, Porel fa l’ex galeotto siculo ma è doppiato con accento francese e Leontini da semplice sgherro, in altre più dignitose pellicole, si trasforma in boss tendente alla lacrimuccia. Vari nudi integrali (bello quello della Magnolfi, finta sedicenne). Risultato molto sotto la media con scene d’azione raccogliticce e una Rizzoli oca monolitica.

I titoli di testa su immagini documentaristiche virate in seppia (cariche della polizia, manifestanti a volto coperto, tossici che si bucano) lasciano ben sperare; invece segue un melodramma di impostazione ottocentesca e i tutti i luoghi (commissario duro ma comprensivo, la puttana dal cuore d’oro…) della celebre “sceneggiata napoletana” direttamente chiamata in causa da Al Cliver. Siccome il budget è basso, il perfido boss è Guido Leontini, più credibile nei panni abituali del gregario.

L’ho finito a fatica, molto noioso. Mi è parso più una “sceneggiata” che un vero e proprio poliziottesco, anche perché l’azione langue assai. Splendida la Rizzoli. Belle e adatte le musiche di Gianni Ferrio, anche se in un pezzo copia paro paro Dave Brubeck.”

 

luglio 31, 2010 Posted by | Drammatico | , , , , , , | 3 commenti

La sorella di Ursula

La sorella di Ursula locandina

In un albergo situato sulla costiera amalfitana, arrivano due sorelle; la prima, Ursula, una bella ragazza, sembra in preda a qualche particolare trauma subito in passato.
Ha un comportamento ambiguo, sembra vedere nel futuro squarci di avvenimenti.
Sua sorella Dagmar, pur preoccupata, non da peso alla cosa.

La sorella di Ursula 13

Ma ben presto una serie di misteriosi omicidi turba la quiete dell’albergo, che in realtà nasconde qualcosa.
Sarà un poliziotto che si spaccia per un tossico dipendente a scovare il misterioso assassino e a scoprire che all’interno dell’albergo avviene un traffico di droga.
Sintesi di un film assolutamente da dimenticare; siamo di fronte ad uno degli ultimi thriller degli anni settanta, uscito quando il genere era ormai avviato al tramonto.

La sorella di Ursula 9

La sorella di Ursula 12

La regia di Enzo Milioni appiattisce ancor di più il film, di per se non sorretto da una sceneggiatura accettabile; diventa quindi fondato il sospetto che il film altro non fosse che un erotico mascherato da thriller.
Si, perchè è proprio l’eros a farla da padrone; sono numerose le scene di sesso presenti nel film, alcune davvero ai limiti dell’hard.
Una delle scene per esempio vede protagonista un fallo di dimensioni notevoli, che l’assassino usa per punire ritualmente le sue vittime.
Ma il film non possiede nerbo, e ben presto si spegne dietro la sequenza degli assassini in cui vediamo il killer avvolto dall’oscurità in qualsiasi momento, un espediente che la dice lunga sull’inventiva del regista.

La sorella di Ursula 1

Così si scivola verso il finale, tra un amplesso e un nudo, mentre l’identità dell’assassino viene svelata senza provocare nessun sussulto, tanto diventa lapalissiana la sua figura di killer che uccide per motivi legati a traumi adolescenziali.
Se c’è un motivo per vedere il film, a parte la conturbante bellezza di Barbara Marzano, l’unica a elevarsi sulla soglia della dignità, è la splendida location del film.

La sorella di Ursula 14

La sorella di Ursula 2

Girato nella bellissima Ravello, località fiabesca della costiera amalfitana,il film mostra parti di paesaggio che quantomeno fanno conoscere Amalfi, la stessa Ravello, attraverso una fotografia che ha il pregio, quanto meno, di essere molto chiara.
Il resto del film è davvero poca cosa, sia per la sceneggiatura davvero da brividi (in senso negativo) sia per la sciatteria e l’insulsaggine dei dialoghi, oltre a mostrare crepe vistose nelle sequenza temporali.

La sorella di Ursula 3

La sorella di Ursula 4

A completare l’opera una colonna sonora pesante, in cui il sax la fa da protagonista senza creare un minimo di atmosfera.
Peccato, perchè se è vero che la trama dell’omicida traumatizzato puzzava di stantio, l’aver scelto un posto cosi bello come la zona di Amalfi avrebbe potuto creare contrasti molto forti tra la bellezza del paesaggio e la crudezza delle morti.
Alla fine, resta solo una quantità industriale di nudi.
E qualcuno si sarà consolato almeno con essi.

La sorella di Ursula 5

La sorella di Ursula, un film di Enzo Milioni. Con Marc Porel, Stefania D’Amario, Antiniska Nemour, Barbara Magnolfi,Anna Zinnemann, Vanni Materassi, Yvonne Harlow, Giancarlo Zanetti
Erotico, durata 92 min. – Italia 1978

L sorella di Ursula banner gallery

La sorella di Ursula 6

La sorella di Ursula 7

La sorella di Ursula 8

La sorella di Ursula 10

La sorella di Ursula 11

La sorella di Ursula 15

L sorella di Ursula banner protagonisti

Barbara Magnolfi     …     Ursula Beyne
Stefania D’Amario    …     Dagmar Beyne
Vanni Materassi    …     Roberto
Marc Porel    …     Filippo / Gianni Nardi
Anna Zinnemann    …     Vanessa
Antiniska Nemour    …     Jenny
Yvonne Harlow    …     Stella Shining

L sorella di Ursula banner cast

Regia Enzo Milioni
Soggetto Enzo Milioni
Sceneggiatura Enzo Milioni
Produttore Armando Bertuccioli
Casa di produzione Supercine
Fotografia Vittorio Bernini
Montaggio Francesco Bertuccioli
Musiche Mimì Uva
Tema musicale Eyes performed by Yvonne Harlow
Scenografia Italia Verdelli
Costumi Anna Onori
Trucco Carlo Sindici

L sorella di Ursula banner foto

La sorella di ursula foto 6

La sorella di ursula foto 5

La sorella di ursula foto 4

La sorella di ursula foto 3

La sorella di ursula foto 2

La sorella di ursula foto 1

La sorella di ursula foto 7

aprile 22, 2010 Posted by | Erotico | , , | 2 commenti

Inferno in diretta

Inferno in diretta Locandina

Frances, una giovane reporter televisiva, gira con l’aiuto di Mark, operatore anche lui alle dipendenze di una emittente Tv, un reportage sui trafficanti di eroina; i due arrivano in un appartamento pochi minuti dopo che un gruppo di narco trafficanti è stato orrendamente massacrato da qualcuno che non è il solito trafficante rivale.
Frances e Mark così vengono incaricati di seguire una traccia, che porta al colonnello Horn, impegnato in una personale guerra al narcotraffico; i due, per poter intervistare il colonnello devono però recarsi in Amazzonia, dove l’uomo ha la sua base.

Inferno in diretta 1
Il massacro dei narcos…

Inferno in diretta 13
…nel villaggio indios in Amazzonia

La coppia arriva così in un campo gestito proprio dai narcos, nel quale c’è il figlio del proprietario della emittente televisiva per la quale i due lavorano, Tommy; il giovane, smanioso di nuove avventure, è arrivato casualmente nel campo con una sua compagna, Ana, che è costretta dai narcos ad avere rapporti con alcuni di loro.
Il campo viene assaltato dagli uomini di Horn, che massacrano tutti i presenti, con l’eccezione di Tommy e Ana, che si aggregano a Frances e Mark, arrivati sul posto poco dopo il compimento del dramma.
Inizia così una pericolosa fuga attraverso la foresta, piena di insidie; dagli animali selvaggi ai narcos dagli uomini di Horn ai selvaggi, tutto nasconde pericoli mortali.

Inferno in diretta 2
Il campo base per lo smercio della droga

Durante la traversata, Ana viene uccisa orrendamente dagli indios, mentre Mark e Frances girano in diretta tutto quello che accade, grazie anche ad un’apparecchiatura satellitare; così, all’emittente televisiva, arrivano le drammatiche immagini di quanto accade, oltre alla buona notizia del salvataggio di Tommy.
Ma alla fine la lunga corsa dei tre giovani si conclude presso il campo base di Horn; il quale incredibilmente, accetta di farsi intervistare in diretta. Durante le riprese, il colonnello si fa uccidere ritualmente da uno degli indios, che lo decapita. Pochi minuti dopo i tre giovani, che sono riusciti a trovare ricovero presso un idrovolante che era il nascondiglio di Horn, vengono raggiunti da uomini assoldati dal padre di Tommy e liberati.

Inferno in diretta 9
Valentina Forte è Ana

Inferno in diretta 3

Inferno in diretta è un film diretto nel 1985 da Ruggero Deodato, che due anni prima aveva girato il poco convincente I predatori di Atlantide, a sua volta preceduto dal buon La casa sperduta nel parco e dal ferocissimo Cannibal holocaust.
Per questo film Deodato decide di usare immagini scioccanti, come ormai sua abitudine;la scena del massacro iniziale in cui periscono i narcos, tra i quali c’è Rita una corriere della droga interpretata dalla affascinante Barbara Marzano, non risparmia dettagli cruenti al limite dello splatter, così come sono moltissime le scene forti presenti nel film, dal massacro degli indios e dei bianchi presenti in un campo di raccolta, in cui si vedono scene di amputazione e violenza carnale, alle scene dei massacri operati dagli uomini di Horn ai danni dei narcos, per finire alla scena cruenta della decapitazione rituale dello stesso colonnello.

Inferno in diretta 4
Karen Black

Il film ha dei buoni momenti, ed ha decisamente un buon ritmo, pur essendo abbastanza incredibile nel finale, con la incomprensibile scelta del colonnello di farsi decapitare, scena che sembra mutuata da Apocalypse now; gli attori se la cavano con dignità, sopratutto Leonard Mann, Micahel Berryman, John Steiner e Gabriele Tinti, mentre c’è anche un piccolo cameo per Karen Black, che interpreta la direttrice del net work televisivo.
Molto curata l’ambientazione, mentre la parte girata negli Usa è sicuramente debole e decisamente fuori contesto.

Inferno in diretta 5

Inferno in diretta 10

Inferno in diretta 6

Inferno in diretta, un film di Ruggero Deodato. Con Leonard Mann, Lisa Blount, Willie Aames, Barbara Magnolfi, Gabriele Tinti,John Steiner, Luca Barbareschi, Karen Black, Richard Lynch, Richard Bright, Michael Berryman Avventura, durata 93 min. – Italia 1985.

Inferno in diretta banner gallery

Inferno in diretta 7
Inferno in diretta 8

Inferno in diretta 11

Inferno in diretta 12
Inferno in diretta 14

Inferno in diretta 15

Inferno in diretta banner personaggi

Lisa Blount     …     Fran Hudson
Leonard Mann    …     Mark Ludman
Willie Aames    …     Tommy Allo
Richard Lynch    …     Colonel Brian Horne
Richard Bright    …     Bob Allo
Michael Berryman    …     Quecho
Eriq La Salle    …     Fargas
Gabriele Tinti    …     Manuel
Valentina Forte    …     Ana
John Steiner    …     Vlado
Karen Black    …     Karin
Barbara Magnolfi    …     Rita
Luca Barbareschi    …     Bud, il pilota d’elicottero
Penny Brown    …     Lucy
Carlos de Carvalho    …     Tony Martina

aprile 13, 2010 Posted by | Drammatico | , , , , , | Lascia un commento

Suspiria

Due anni dopo il travolgente successo di Profondo rosso,Dario Argento torna dietro la macchina da presa,e questa volta opera una svolta copernicana nella sua produzione. Al thriller canonico,come L’uccello dalle piume di cristallo,Il gatto a nove code e 4 mosche di velluto grigio,si sostituisce il theriller parapsicologico/horror,con protagoniste le tre madri infenali,Mater tenebrarum,Mater sospiriorum e Mater lacrimorum,trilogia inizata con Suspiria,proseguita con Inferno e chiusa,ai giorni nostri,con La terza madre. Suspiria racconta la storia di Susy Bannon, una ragazza americana arrivata in Germania per studiare danza, che si troverà da subito in una situazione terrificante,tra omicidi,messe nere e situazioni al limite del paranormale. L’incursione di Argento nel gotico-noir,con spiccata predilezione per i colori accesi e le situazioni splatter,stravolge completamente i canoni che il regista aveva seguito;

Suspiria 5

Suspiria 6

Suspiria 7

al thriller schematico,con il classico binomio assassino/motivazione,con la consueta scoperta dell’insospettabile mano omicida,si sostituisce un genere che Argento non aveva mai nemmeno sfiorato. I risultati,almeno nel caso di Suspiria,appaiono di buon livello,anche se il regista mostra la tendenza a voler stupire ad ogni costo,abbandonando la liquidità della trama che diventa più complessa e di minor presa iniziale;tendenza che sarà esasperata in Inferno,in cui avremo il trionfo dei colori accesi,mentre Suspiria è il trionfo del nero,dell’oscurità.

In Suspiria Susy è la classica brava ragazza che riesce a sconfiggere la prima delle tre madri,il bene che trionfa sul male;esce indenne da attentati in serie,sempre casualmente,come se fosse protetta da qualcosa di arcano.

Il film mostra la capacità di Dario Argento di impressionare con scene ad effetto,come la caduta del lucernario,o la pioggia di vermi,o la scena finale,quando riesce a uccidere Helena,la fondatrice dell’istituto.

Il film resta oscuro per buona parte,perchè la trama risente della necessità di un seguito esplicativo,cosa che avremo con Inferno,in cui molte delle parti oscure di Suspiria,verranno chiarite.

Suspiria 2

Suspiria 1

Buona la recitazione dei vari protagonisti,sopratutto quella della luciferina Alida Valli,perfida e insopportabile nel ruolo di una delle direttrici.La colonna sonora,affidata a quel geniaccio di Simonetti e dei suoi Goblin è ottima,anche se non all’altezza del capolavoro creato con profondo rosso;un binomio,quello di Argento-Goblin interrotto con Inferno,dove un grande Keith Emerson creerà una delle musiche più belle ascoltate nei film orror,Mater tenebrarum,ripresa poi dallo stesso Simonetti.

Suspiria 3

Suspiria 4

Suspiria
Un film di Dario Argento. Con Flavio Bucci, Alida Valli, Stefania Casini, Jessica Harper, Miguel Bosè, Barbara Magnolfi,
Rudolf Schundler, Fulvio Mingozzi, Renato Scarpa, Udo Kier, Susanna Javicoli, Renata Zamengo, Eva Axen, Joan Bennett
Genere Horror, colore 97 minuti. – Produzione Italia 1977.

Suspiria banner gallery

Suspiria 8

Suspiria 9

Suspiria 10

Suspiria 11

Suspiria 12

Suspiria 13

Suspiria 14

Suspiria 15

Suspiria 16

Suspiria banner protagonisti

Jessica Harper: Susy Benner
Stefania Casini: Sara
Flavio Bucci: Daniel
Miguel Bosé: Mark
Barbara Magnolfi: Olga
Susanna Javicoli: Sonia
Eva Axén: Patricia “Pat” Ingle
Rudolf Schündler: professor Milius
Udo Kier: dottor Frank Mandel
Alida Valli: miss Tanner
Franca Scagnetti: cuoca
Joan Bennett: madame Blanc
Renato Scarpa: professor Verdegast
Giuseppe Transocchi: Pablo
Margherita Horowitz: insegnante
Jacopo Mariani: Albert
Fulvio Mingozzi: autista del taxi
Serafina Scorceletti: cuoca
Renata Zamengo: Caroline
Alessandra Capozzi: ballerina
Salvatore Capozzi: ballerino
Diana Ferrara: ballerina
Cristina Latini: ballerina
Alfredo Raino: ballerino
Claudia Zaccari: ballerina
Giovanni Di Bernardo: ispettore di polizia
Dario Argento: narratore
Daria Nicolodi: donna all’aeroporto

Suspiria banner cast

Regia     Dario Argento
Soggetto     Dario Argento, Daria Nicolodi
Sceneggiatura     Dario Argento, Daria Nicolodi
Produttore     Claudio Argento
Produttore esecutivo     Salvatore Argento
Casa di produzione     Seda Spettacoli
Distribuzione (Italia)     CDE Home Video
Fotografia     Luciano Tovoli
Montaggio     Franco Fraticelli
Effetti speciali     Germano Natali
Musiche     Goblin, Dario Argento
Tema musicale     Suspiria
Scenografia     Giuseppe Bassan
Costumi     Pierangelo Cicoletti
Trucco     Pierantonio Mecacci, Maria Teresa Corridoni, Piero Mecacci, Aldo Signoretti

Suspiria banner filmscoop

Suspiria banner foto

Suspiria foto 5

Suspiria foto 4

Suspiria foto 3

Suspiria foto 2

Suspiria foto 1

 


Mag 10, 2008 Posted by | Thriller | , , , , | 7 commenti