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Le regine dei sogni anni 70 oggi parte seconda

Le regine dei sogni banner

Uno degli articoli più seguiti su Filmscoop riguarda certamente la gallery di foto delle attrici più belle e famose degli anni 60 e 70 ai giorni odierni https://filmscoop.wordpress.com/2010/11/05/le-regine-dei-sogni-anni-70-oggi/

Ecco una nuova galleria di altre attrici. Sono donne bellissime,sensuali alle prese con il passare degli anni; oggi sono tutte delle mature signore,ancora belle e affascinanti.Alcune di loro hanno proseguito regolarmente l’attività cinematografica,altre sono diventate manager,lavorano nel cinema ma non più come attrici, altre non hanno più avuto a che fare con il grande schermo.Questi sono i loro volti,oggi.

 Cinzia MonrealeSempre bellissima e affascinante,comprimaria in molte commedie sexy: Cinzia Monreale

Carole AndrÞ

La celebre Marianna del Sandokan televisivo,attrice di talento: Carole Andrè

Carla Gravina

Sempre affascinante: Carla Gravina

Barbara Magnolfi

Barbara Magnolfi

Barbara De Rossi

Reginetta dei fotoromanzi,buona attrice di film e fictionBarbara De Rossi

Ania Pieroni

L’indimenticabile volto di Inferno: Ania Pieroni

Claudine Auger

L’ex Bond girl Claudine Auger

Stella carnacina

Sempre bellissima,l’attrice e cantante Stella Carnacina

 Olga Karlatos

E’ stata una delle protagoniste del cinema 70, Olga Karlatos

Nadia Cassini

Il posteriore più ammirato del cinema sexy, Nadia Cassini

Monica Zanchi

Protagonista dei film della serie Emanuelle, Monica Zanchi

Maria Grazia Buccella

Reginetta di bellezza nella commedia anni 70, Maria Grazia Buccella

Lisa Gastoni

Bellissima e sensuale, Lisa Gastoni

Lilli Carati

Una storia personale travagliata, Lilli Carati

Ines Pellegrini

L’attrice preferita da Pasolini, Ines Pellegrini

Haydee Politoff

Inconfondibile il sorriso di Haydee Politoff

Francoise Fabian

Splendida: Francoise Fabian

Florinda Bolkan

Un autentico mito: Florinda Bolkan 

Florence Guerin

Sempre affascinante la reginetta dei soft core anni 80, Florence Guerin

Elke Sommer

La protagonista dei film di Bava, Elke Sommer

Dominique Sanda

L’indimenticabile Dominique Sanda

Daria Nicolodi

La regina del thriller, Daria Nicolodi

Daniela Giordano

Sempre bella, l’ex reginetta Daniela Giordano

Seguite il link aggiornamenti per vedere le gallerie ricaricate!

https://filmscoop.wordpress.com/2014/09/01/aggiornamenti/

settembre 18, 2014 Posted by | Miscellanea | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

La compagna di banco

La compagna di banco locandina

Nel solito liceo della Puglia, ancora una volta quello di Trani, arriva Simona figlia di un industrialotto settentrionale che produce salumi.
L’arrivo della ragazza mette naturalmente in subbuglio la classe, che si divide al solito tra chi le mette subito gli occhi addosso, ovvero l’immancabile playboy Mario e le compagne di classe che invece vedono in lei una pericolosa rivale nella conquista del cuore di Mario.
Le ragazze mettono subito in guardia, in maniera interessata la giovane Simona, descrivendo Mario come un seduttore incallito.

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Lilli Carati è Simona

Inizia così il solito gioco della parti, con i due ragazzi impegnati nelle schermaglie dell’amore, mentre altri personaggi si muovono sullo sfondo, come Ilario Cacioppo, professore ambito dalla gigantesca e manesca prof.Marimonti.
Tra un equivoco e l’altro, alla fine si arriverà al tradizionale happy end.

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Scialba commedia sexy diretta da Mariano Laurenti, uno specialista del genere autore di La Liceale Nella Classe Dei Ripetenti (1978), L’Insegnante Va In Collegio (1978),La Liceale Seduce i Professori (1979) ecc. La compagna di banco, girato nel 1977 è forse la cosa peggiore diretta dal regista romano, questa volta alle prese con un copione rabberciato e sopratutto con attrici che non hanno il fascino della Fenech, abituale protagonista dei film di Laurenti.

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Nikky Gentile è Elena Mancuso

Ci sono, è vero, i soliti protagonisti della commedia sexy, ovvero Lino Banfi, Alvaro Vitali, Gianfranco D’Angelo e l’immancabile Francesca Romana Coluzzi; ma c’è anche, nel ruolo di protagonista, una svogliata e inespressiva Lilli Carati alle prese con un personaggio debolissimo e poco interessante scenicamente.

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Francesca Romana Coluzzi è la Professoressa Marimonti

Così la commediola si trascina svogliatamente tra gag viste mille volte e una storia debolissima che finisce per annoiare mortalmente lo spettatore; gli unici momenti divertenti, se tali vogliamo definirli, sono quelli affidati a Banfi, perso dietro le affascinanti forme di Nikki gentile, che interpreta la moglie di un losco e gelosissimo mafiosetto di provincia.
La stessa Carati, esposta generosamente, non appare nella sua migliore forma fisica e alla fine le uniche cose degne di nota sono essenzialmente logistiche.
Splendida la location, vista altre volte ma sempre piena di fascino, la romanica Trani che appare in tutto il suo fascino anche un pò misterioso.

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Alvaro Vitali è Salvatore

La compagna di banco 12Lino Banfi è Teo D’Olivo

Il resto è noia di prim’ordine, con attori alle prese con ruoli tagliati con l’accetta e con gag che non convincono, inclusa la solita presenza della manesca professoressa e degli altrettanto soliti alluppati compagni di classe della protagonista.
Un film debolissimo e arruffato, da dimenticare in fretta.
La compagna di banco, un film di Mariano Laurenti. Con Lino Banfi, Lilli Carati, Francesca Romana Coluzzi, Gianfranco D’Angelo, Alvaro Vitali, Giacomo Furia, Linda Sini, Rosario Borelli, Gigi Ballista, Paola Maiolini, Stefano Amato, Brigitte Petronio
Commedia, durata 85 min. – Italia 1977.

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A sinsitra, Brigitte Petronio

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Lilli Carati – Simona Girardi
Gianfranco D’Angelo – Professor Ilario Cacioppo
Alvaro Vitali – Salvatore
Antonio Melidoni – Mario D’Olivo
Lino Banfi -Teo d’Olivo
Francesca Romana Coluzzi -Professoressa Marimonti
Gigi Ballista -Girardi
Stefano Amato – Martocchia
Ermelinda De Felice – Giuditta
Nikki Gentile -Elena Mancuso
Paola Maiolini -Vera
Brigitte Petronio – Mirella
Susanna Schemmari -Vera

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Regia     Mariano Laurenti
Soggetto     Franco Mercuri, Francesco Milizia
Sceneggiatura     Franco Mercuri, Francesco Milizia
Fotografia     Pasquale Rachini
Montaggio     Alberto Moriani
Musiche     Gianni Ferrio

Le recensioni qui sotto appartengono al sito http://www.davinotti.com

TUTTI I DIRITTI RISERVATI


La Carati, prima di cedere alla depravazione (droga & porno) non solo era dotata di una bellezza incantevole, ma riusciva pure a dare un tocco di grazia alle sue interpretazioni, come si può notare dalle (poche) commedie sexy che ha interpretato. In questo film la sceneggiatura non valorizza il suo personaggio, puntando l’attenzione su Vitali e D’Angelo (gravissimo errore). Risollevano le sorti del film le sequenze incentrate sul personaggio Teo d’Olivo (Banfi) nei panni del sarto perduto dietro alle perfette forme di Elena (Nikki Gentile).
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Piacevole. Una commedia scolastica meno scollacciata della media, nonostante la presenza di nomi di punta del genere come D’Angelo, Vitali, Banfi, Amato. Gags goliardiche ma insolitamente pulite, nudi femminili di gran classe (la Carati, ma anche la Maiolini, la Petronio, la Gentile), un tocco di romanticismo e un inciso fuori tema sul cinema (la figura del regista squattrinato). Azzeccatissimi i ruoli minori: dalla coppia altolocata Ballista-Sini alla ciclopica Coluzzi, passando per il mafioso e gelosissimo Borelli e il frastornato commissario Furia.

Commedia scollacciata-scolastica settantiana che si avvale della presenza cult di Lilli Carati e questo vale il prezzo del biglietto. Tuttavia c’è di più: dei bravi caratteristi ed il sempre efficace Lino Banfi con battute divertenti, anche se contate. Bella la colonna sonora.

Un film da mal di testa non fosse che io sono un veneratore del pube di Liliana Caravati; girato in quel delle Puglie, come sempre, è la solita collezione di frizzi&lazzi&scorregge (vittima designata in particolare D’Angelo, sempre insediato dalla Romana Coluzzi). A far da gentile contorno la bellezza da escort girl dell’indimenticata Nikki Gentile, di Cavvallina memoria. I belli del film (Carati e fidanzato) sono, come sempre, antipatici.

Se si eccettua la storiella d’amore, con momenti patetici a dir poco e se si esclude il bamboccione co-protagonista e si apprezza la bellissima Lilli allora si potrà passare una buona serata, altrimenti… Io non l’ho trovato insostenibile, anzi, mi sono anche fatto un paio di risate. C’è del nudo ma non esagerato. Si può vedere senza dubbio!

Mariano Laurenti tenta la commedia cercando di affidare un ruolo da protagonista a una bella ragazza come Lilli Carati, che si rivela però incapace di suscitare l’interesse del pubblico (colpa del suo personaggio inutile). Il resto infatti è tutto sorretto (ma neanche bene) da squallide e ripetive gag tra Gianfranco D’Angelo e Alvaro Vitali, i quali interpretano rispettivamente un professore e un bidello, riciclando scene già viste nelle commedie ambientate a scuola. Lino Banfi, però, ha un ruolo simpatico, seppur marginale.

Opera che ho un po’ rivalutato in negativo. il motore comico poggia su Vitali e D’Angelo (bah!), che non reggono la scena a dovere a causa di gag davvero poco riuscite. Non eccellono Vitali, la Carati, Melidoni e la Coluzzi, bensì Paone, la De Felice, Furia e Banfi (che hanno indegnamente ridotto a un cameo di un sarto, in verità molto ben caratterizzato come del resto tutti). Grazie agli ultimi tre, infatti, la scena al commissariato è un piccolo saggio di bravura. Trionfano le pubblicità (non solo liquori). Ottimi i momenti con la Gentile. **

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gennaio 28, 2011 Posted by | Commedia | , , , , , , | 4 commenti

C’è un fantasma nel mio letto

Adelaide e Camillo, giovane coppia in viaggio di nozze, mentre percorre di sera una strada inglese finisce per perdere l’orientamento.
Si recano quindi nella locanda di un vicino paesino, gestita da un manesco oste e dalla procacissima moglie, che consigliano loro di cercare rifugio in un castello vicino.

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Renzo Montagnani

Seguendo il consiglio, la coppia si reca al Black Castle dove viene accolta da una dama discendente del Barone Archibald Trenton che accetta di fornire loro una camera per la notte.
Ma all’interno del castello si aggira il fantasma libertino di Archibald Trenton, antico proprietario del castello stesso, che ha l’abitudine di insidiare tutto ciò che ha una gonna.

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Grazie all’aiuto del fido Angus, un ex apprendista del dottor Frankenstein che gli prepara filtri e pozioni, il Barone riesce a sabotare la prima notte del povero Camillo.
Il fantasma infatti si gode le grazie della bella Adelaide; ma per errore un filtro eccitante e rinvigorente finisce per essere somministrato al povero Camillo,

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Vincenzo Crocitti e Lilli Carati

che eccitato “spingarda” tutto ciò che gli capita a tiro, dalla moglie alla dama factotum del castello passando anche per la cameriera.
Nel frattempo Angus gioca un brutto scherzo al fantasma, che è costretto a rientrare tra i ranghi, ovvero a prendere posto nel ritratto che campeggia nell’ingresso del castello.

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Lilli Carati

La scena si trasferisce nuovamente sulla strada buia che Adelaide e Camillo stavano percorrendo: l’uomo ha frenato di colpo e ha battuto la testa contro il parabrezza.
Morale: tutto è stato solo un brutto sogno.
C’è un fantasma nel mio letto, regia di Claudio De Molinis è una commediaccia sexy/comica datata 1981, in cui vengono riproposte battutacce, scherzi e volgarità tipiche delle commediole B movie che avevano caratterizzato gli anni precedenti.
Fra spingardate, beffe goliardiche, gli immancabili peti e trivialità, si assiste ad una stanca replica di situazioni già viste troppe volte nel corso degli anni precedenti.
A nulla vale la simpatia dell’immancabile Renzo Montagnani e del compianto Vincenzo Crocitti: il film è davvero scadente, nonostante qualche trovata che riesce comunque a strappare un sorriso.

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Il guaio è che tutto ha il sapore stantio del deja vu; Lilli Carati è svagatissima, probabilmente era già alle prese con i problemi che in seguito la porteranno ad avere grossi guai con la droga, mentre il resto del cast è praticamente umiliato in parti di contorno, inclusa Luciana Turina costretta a fare la cameriera che subirà gli assalti dell’assatanato Camillo.
Film costato due soldi, ma che ebbe curiosamente un discreto successo.
Merito probabilmente della presenza di Montagnani, che stava ancora sfruttando l’onda lunga delle varie commedie sexy interpretate a dozzine nei due anni precedenti.

Il film è disponibile in un’ottima versione digitale all’indirizzo: http://www.youtube.com/watch?v=B4EvUNnMK64

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C’è un fantasma nel mio letto, un film di Claudio De Molinis. Con Lilli Carati, Vincenzo Crocitti, Renzo Montagnani, Luciana Turina,Vanessa Hidalgo, Guerrino Crivello
Commedia, durata 94 min. – Italia 1980.

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Lilli Carati – Adelaide Ferretti
Renzo Montagnani – Archibald Trenton
Vincenzo Crocitti  – Camillo Fumagalli
Vanessa Hidalgo – Meg
Guerrino Crivello -Angus
Alejandra Grepi – Baronessa
Giacomo Assandri -Terence
Luciana Turina – Josephina

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Regia Claudio Giorgi
Soggetto Luis María Delgado e Jesús R. Folgar
Sceneggiatura Giovanni Simonelli
Casa di produzione Telecinema 80 e Victory Films
Distribuzione (Italia) Cinedaf
Fotografia Raúl Pérez Cubero
Montaggio Giorgio Serrallonga
Effetti speciali Marco Bernardo
Musiche Piero Umiliani
Scenografia Gonzalo García Flaño
Costumi Susanna Micozzi
Trucco Marisa Marconi


Il cast spagnolo ha il viso che fa pensare alla corrida e fanno gli inglesi, la Carati arriva vergine al matrimonio dopo un lustro di fidanzamento, la cena britannica è tutta tricolore, il baronetto declama Petrarca… Quanto detto già fa capire che siamo di fronte a una tremenda commediaccia, che di buono ha solo l’amato castello di Balsorano, la simpatia di Crocitti e il corpo della Carati. Tutto il resto, Montagnani compreso, è tremendo. Come se non bastasse, è il trionfo della ripetitività. L’ispirazione fantasmerotica “alta” rimanda a Wilde, col romanzo breve “Il fantasma di Canterville”, già fonte di film.

Adelaide (Lilli Carati) e Camillo (Vincenzo Crocitti) sono una giovane coppia di sposi in viaggio di nozze in Inghilterra. Rimasti a piedi a causa d’un incidente riparano, come ospiti, per passare la notte nel castello dei nobili Trenton. Da costoro apprendono che l’antenato Archibald (Renzo Montagnani) infesta, da spettro, la magione ed è ancora legato ai piaceri carnali, tanto che arriva a possedere, in più contesti, la bella sposina. Non a caso l’erotomane fantasma è morto singolarmente: alla 7a prestazione sessuale! Insipida coproduzione italo spagnola, assai mediocre per realizzazione…

Estenuante, tarda commedia sexy di ambientazione gotico-grottesca con vaghi rimandi a Per favore non mordermi sul collo! e a Rocky Horror Picture show. Noioso, grossolano, ripetitivo, con il pur bravissimo Montagnani condannato a replicare quasi in eterno il suo ruolo di donnaiolo impenitente. La male assortita coppia di coniugi è composta da Crocitti e dalla Carati.

Commediola col bravo Montagnani che interpreta il fantasma sporcaccione del titolo. Molto interessante per la sexy Lilli Carati, che si segnala con un suo bagno di schiuma nella vasca. Mediamente divertente. Possiamo citare scene come quelle del “palpamento ectoplasmico” a tavola, con la Carati convinta che sia il marito a farlo.

Mamma mia… film davvero scialbo, salvo appena la stupenda ambientazione e la Carati che è sempre un belvedere. Il resto del cast è davvero deprimente. Mediocre Crocitti, Montagnani peggio pure… insomma non ci siamo proprio (anche se la commedia sexy ha toccato livelli più bassi… vedi Vedova del trullo e similari).

Discreta commediola ravvivata sopratutto da qualche gag azzeccata e da una coppia d’attori (Montagnani e Crocitti) talmente male assortita da risultare divertente. Al solito bella, ma come attrice non lascia certo un ricordo indelebile, la Carati. Regia meno che mediocre.

Deliziosa commedia leggermente in ritardo rispetto al big bang del genere “scollacciato”, con una Lilli Carati ormai prossima alla svolta hard nonchè alla dipendenza da eroina (lo attestano le interviste promozionali, tra cui quella tristemente storica a “TG L’una”). Il film si prende gioco delle atmosfere tipiche dell’horror gotico, con un Montagnani scatenatissimo mattatore e Crocitti nel ruolo dell’imbambolato di turno, che rivedremo in Attila. Non è l’apoteosi della comicità, ma i fan di Montagnani e della Carati gradiranno sicuramente.

Penosa parodia di Rocky Horror in versione commediaccia, per nulla ravvivata da una sceneggiatura noiosa e ripetitiva e da una regia piatta come un marciapiede. A dare il colpo di grazia ci pensano poi un Montagnani ormai alla frutta e un insopportabile Crocitti. Un po’ meglio il cast femminile: la Carati fa visivamente ancora la sua figura (ma quanto a recitazione…), la Turina è simpatica e le due spagnole Vanessa Hidalgo e Alejandra Crepi sono abbastanza intriganti. Le mura di Balsorano assistono ancora una volta con paziente rassegnazione.


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novembre 12, 2010 Posted by | Commedia | , , , , , | Lascia un commento

La professoressa di scienze naturali

La professoressa di scienze naturali locandina

In un liceo, un incidente avvenuto in laboratorio mette fuori causa per parecchio tempo la titolare della cattedra, prof.ssa Mastrilli.
In sua vece arriva una giovane insegnante, che ovviamente è molto più giovane e avvenente della sua collega, anzianotta e bruttina.
La bellezza e il fascino della giovane insegnante,Stefania, non mancano di ammaliare i ragazzi della scuola ma non solo.
A palpitare sono anche i cuori di alcuni genitori, ovviamente maschi, ma colui che riesce a rapire il cuore della ragazza ( e non solo) è Andrea figlio del farmacista del paese, sposato ad una specie di ninfomane.
A corteggiare la ragazza c’è anche il solito vitellone ricco, che alla fine impalma la giovane insegnante, che però altrettanto ovviamente non rinuncia all’amore clandestino con Andrea.

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Adriana Facchetti e Ria De Simone

Solita trama per il solito film appartenente al fertile filone ambientato nel mondo della scuola, comprendente insegnanti e supplenti, ripetenti e presidi, liceali e quant’altro.
La professoressa di scienze naturali è in pratica indistinguibile da tanti prodotti clone, che vertono sulle trite e ritrite beffe scolastiche, su amori sospirati di alunni nei confronti di insegnanti avvenenti o viceversa di splendide studentesse innamorate di insegnanti belli e improbabili.

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Lilli Carati (Stefania) spiata con un periscopio artigianale

A variare il tutto c’è il cast, che di volta in volta propone caratteristi e bellone di turno; in questo caso abbiamo Lilli Carati, assolutamente monocorde e inespressiva nel ruolo della professoressa Stefania.
Come ebbe a dire un salace critico, la Carati ha due espressioni; una con il vestito l’altra senza, parafrasando Sergio Leone.
L’altra bellezza è la sfortunata Ria De Simone; nel film è Immacolata (ma guarda un pò) Balsamo, moglie assolutamente poco fedele, incapricciata di Genesio, ovvero Gianfranco D’Angelo, che è il commesso della farmacia del marito.
Attorno ruota il solito cast di caratteristi, con in testa il solito inossidabile Mario Carotenuto, per una volta nel ruolo non usuale di un prete, Don Antonio, oltre ad Alvaro Vitali, il solito liceale scorretto, Adriana Facchetti, l’insegnante sostituita per la gioia dei suoi alunni dalla procace Stefania, eppoi Serena Bennato, Angela Doria e Gianfranco Barra, Giacomo Rizzo e il solito playboy da strapazzo Michele Gammino.

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Le gag sono sempre le stesse, e passano indifferentemente dal liceale allupato che sbircia le gambe generosamente esposte della professoressa sotto la cattedra alla partita di calcio, questa volta sostenuta tra una rappresentanza maschile e una femminile, con tanto di energumeno in gonnella di stazza poderosa e tette d’acciaio.
Scene d’amore acquatico tra Andrea e Stefania, scene da voyeur con Peppino (Alvaro Vitali) e Andrea (Marco Gelardini) impegnati a spiare la solita professoressa che fa il bagno nuda, questa volta con un periscopio di preparazione artigianale.

La professoressa di scienze naturali 10Ria De Simone (Immacolata)

Per una volta non trionfa l’amore ma le corna, ed è l’unica novità di un film assolutamente anonimo, come anonima è la regia di Michele Massimo Tarantini, regista a cui si devono altre perle come  La poliziotta fa carriera (1975) ,L’insegnante viene a casa (1978),  L’insegnante al mare con tutta la classe (1979) , La dottoressa preferisce i marinai e Giovani, belle… probabilmente ricche (1982).
Film in cui resta davvero poco da ricordare, visto che latitano anche le battute, quelle cioè che assieme ai nudi delle attricette di turno attiravano il pubblico degli affezionati.

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La professoressa di scienze naturali, un film di Michele Massimo Tarantini. Con Lilli Carati, Alvaro Vitali, Ria De Simone,Adriana Facchetti, Giacomo Rizzo,Michele Gammino, Mario Carotenuto, Gastone Pescucci, Gianfranco Barra, Gino Pagnani, Gianfranco D’Angelo, Serena Bennato
Erotico, durata 90 min. – Italia 1976.

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Lilli Carati     …     Stefania Marini
Michele Gammino    …     Barone Fifì Cacciapuopolo
Alvaro Vitali    …     Peppino Cariglia
Giacomo Rizzo    …     Professor Straziota
Ria De Simone    …     Immacolata Balsamo
Gianfranco Barra    …     Preside
Gastone Pescucci    …     Nicola Balsamo
Adriana Facchetti    …     Prof. Mastrilli
Serena Bennato    …     Ernesta
Angela Doria    …     Graziella
Gino Pagnani    …     Cliente della farmacia
Marco Gelardini    …     Andrea Balsamo
Gianfranco D’Angelo    …     Genesio
Mario Carotenuto    …     Don Antonio

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Regia: Michele Massimo Tarantini
Sceneggiatura: Francesco Milizia, Marino Onorati    e Franco Mercuri
Produzione: Luciano Martino
Musiche: Alessandro Alessandroni
Editing : Daniele Alabiso
Costumi : Rosalba Menichelli


Mediocre commedia scoreggiona, con una Carati molto statica. Qualche risatina la strappa, ma troppo spesso si cade nell’infimo (o giù di lì). Per gli affezionati del genere va sottolineato che Carotenuto NON fa il preside (è il prete) e che D’Angelo NON fa l’insegnante (è il commesso della farmacia)! Si arriva all’ora e mezzo inserendo cosucce banali (come Pagnani in farmacia) o tremende (come la partita di calcio). La domestica Ernesta è la Bennato, la Regina dell’atroce Biancaneve e Co.

Dopo averla vista in Di che segno sei?  dell’anno precedente, Tarantini ha il merito (intuitivo) di notare, nella genuina bellezza della Carati, che il suo fisico si presta bene a lanciare nel fervido panaroma delle sexy commedie una nuova “impiegata”: la Professoressa del titolo. Per il resto la pellicola soffre della mancanza di veri attori e si sorregge (poco) unicamente sulla presenza di caratteristi noti per le loro comparsate (Gianfranco Barra, Gino Pagnani, Adriana Facchetti). Su D’Angelo e Vitali meglio stendere un velo pietoso.

Grossolana commedia sexy apparentata al filone scolastico dal quale assume gli immancabili Vitali, D’Angelo, Carotenuto, Gammino, Barra. L’unico appeal è la presenza della Carati, la bellissima insegnante del titolo ovviamente concupita da alunni e colleghi. Il resto è insopportabile squallore, che raggiunge il punto più basso nella De Simone trasformata in… pastasciutta. Finale “cornuto”.

Il canovaccio è sempre lo stesso di tutti i film di questo genere, ovvero la solita bella (in questo caso la Carati) e poi tutta una serie di macchiette (Vitali, D’Angelo e così via). Però, a differenza di altri film dello stesso tipo, fa ridere molto meno e le grazie della Carati non bastano a risollevare il film. Le battute di Vitali e D’Angelo risultano essere delle discrete freddure. Per i fan della Carati e niente di più.

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settembre 10, 2010 Posted by | Commedia, Erotico | , , , , , , | Lascia un commento

L’alcova

L'alcova locandina

Elio de Silveris, ufficiale dell’esercito italiano, ritorna nella sua villa in un luogo imprecisato.
Ad attenderlo c’è sua moglie, Alessandra, che nel frattempo. vista la lontananza del marito, si è consolata con la sua segretaria e factotum Wilma.
L’arrivo di Elio ridesta i sensi sopiti di Alessandra, che inevitabilmente trascura Wilma, che altrettanto inevitabilmente soffre lo stato delle cose.
Ma ad aggravare la situazione, ecco un colpo di scena; l’ufficiale reca con se una splendida donna abissina, Zerbal, che presenta come una sua preda di guerra.
La donna è vista da subito come fumo negli occhi sopratutto dalla legittima consorte, che però ben presto scopre di essere attratta dalla nuova arrivata.

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Annie Belle (Wilma) e Lilli Carati (Alessandra)

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Laura Gemser

Così tra le due nasce una intensa relazione saffica, ben vista dal marito, mentre Wilma, ormai messa completamente da parte, ripiega su un giovane ufficiale.
L’atmosfera nella villa diventa sempre più viziosa; ai giochi lesbici delle due donne, si aggiunge Elio, che proietta filmini porno, eccitando ancor di più i sensi delle protagoniste.
Ma l’eccesso di erotismo gioca uno scherzo fatale.

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Alessandra e Zerbal, ormai indissolubilmente legate, per gioco legano Wilma ad un letto, facendola violentare dal guardiano della villa.
La cosa sconvolge la ragazza, che confessa tutto al giovane ufficiale.
Così, una sera, mentre Elio, Alessandra e Zerbal sono seduti a tavola in giardino, fra torce che illuminano la villa, Wilma e il suo compagno arrivano non attesi.

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Laura Gemser è Zerbal

Zerbal si avvicina alla ragazza, ma il giovane ufficiale lancia in segno spregiativo un oggetto verso lei; cadendo, l’oggetto rovescia una candela, che appicca il fuoco al sottile vestito di Zerbal.
Un attimo e la donna è preda delle fiamme.
Morirà bruciata viva, senza che i presenti possano ( o vogliano) fare qualcosa per salvarla.

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Film scopertamente erotico di Joe D’Amato, diretto nel 1984, L’alcova tuttavia si discosta dai film a luce rossa che imperversavano in quel periodo, pur se le tematiche e molte scene del film sono ai limiti labili del confine con il cinema hard.
Il film ha una sua sceneggiatura, sorprendentemente ben fatta, e si avvale anche di una splendida fotografia, che immerge il film in un’atmosfera quasi d’annunziana, come del resto recita il titolo del film.

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L’aria che si respira è morbosa, decadente; i personaggi agiscono per istinto, un istinto animalesco, che li porta ben oltre la morale comune.
I rapporti lesbici si sprecano, e sono la costante del film.
Ma la storia è ben diretta, ha una sua logica, pur nei limiti di un’operazione di marketing cinematografico.
Non a caso come protagoniste del film D’Amato sceglie due star del cinema erotico, Laura Gemser e Lilli Carati, affiancati da una sfiorita Annie Belle.
Delle tre la più conturbante è proprio l’attrice orientale, che in qualche modo tiene a galla il suo personaggio, rivestendolo di un’aura di esotismo e mistero.

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Lilli Carati appare spaesata, forse perchè già da tempo alle prese con i suoi gravi problemi di dipendenza dalla droga.
Appare appesantita, stralunata, pur mantenendo uno standard recitativo sufficiente.
Annie Belle appare ancor più estranea; sfiorita, appesantita, con i capelli castani, appare quasi irriconoscibile, dall’efebica ragazza che a metà anni settanta aveva interpretato film come La fine dell’innocenza.
Al Cliver fa la sua parte, dignitosamente.
Alla fine, paradossalmente, proprio i difetti decritti fanno si che il prodotto risultante sia accettabile.
Gli attori ci mettono buona volontà, assecondando un D’Amato che sembra aver ritrovato l’antica mano, l’abilità nel creare storie torbide condendole con un pizzico d’erotismo (forse molto più di un pizzico), creando atmosfere lussuriose, malsane e intriganti, in cui il sesso, le sue derivanti sono la struttura stessa del racconto.
Del resto reggere un film con otto attori non è da tutti.
D’Amato ci riesce.

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Qualche nota sulle attrici; per Annie Belle questo è uno degli ultimi film interpretati.
Dopo questo, arriverà La venexiana, in cui ha una breve parte e il terrificante La croce dalle sette pietre, uno dei film più scombinati mai girati in Italia; anche Lilli carati è ormai al tramonto, visto che dopo L’alcova girerà Voglia di guardare e Lussuria, prima di prendere la strada senza ritorno del film hard.
Laura Gemser invece continuerà la sua onesta carriera, grazie anche alla sua bellezza sottile, che manterrà presso chè intatta.

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L’alcova, un film di Joe D’Amato. Con Al Cliver, Lilli Carati, Annie Belle, Nello Pazzafini, Laura Gemser Commedia, durata 86 min. – Italia

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luglio 21, 2010 Posted by | Erotico | , , , , | 4 commenti

Le evase, storia di sesso e di violenza

Le evase locandina

Monica Hadler, una terrorista, fugge dal carcere in cui è rinchiusa grazie all’aiuto del fratello Pierre con la compagnia di tre detenute, tutte psicopatiche e condannate a lunghe pene.
Nella fuga, le donne salgono su un pullman che trasporta alcune atlete che devono gareggiare in incontri di tennis; grazie alla segnalazione di una di loro, Terry, si recano ad una villa in cui abita in solitudine un giudice.
Da quel momento la convivenza tra il gruppo di atlete e le ex detenute diventa un tragico ensemble di storie che si intrecciano drammaticamente tra loro; c’è la detenuta lesbica, Diana, che inizia ai piaceri saffici la giovane Claudine, c’è la detenuta alcolizzata e violenta che sfoga i suoi istinti sulle ragazze e via dicendo.

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Lilli Carati

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Ines Pellegrini

Il peggio dell’umanità viene fuori dalla convivenza forzata, ed il giudice non si mostrerà migliore delle detenute.
Monica, con il fratello ferito, tenterà inutilmente di mantenere una parvenza di ordine nella casa, e all’arrivo della polizia, dopo che alcune tra le detenute e le evase sono morte, tenterà la fuga grazie a Terry ma…..
Film che incrocia il filone classico del sexploitation con quello del Wip, women in prison, Le evase , storia di sesso e di violenze ad onta del titolo ammiccante ha una sua dignità confermata dallo svolgimento del film stesso, girato come un action movie con qualche interessante introduzione di elementi di novità, come i dialoghi serrati tra le varie protagoniste.

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Pur non disponendo di un cast di nomi altisonanti, Giovanni Brusadori, qui nella sua unica regia cinematografica, riesce a tenere alta la tensione, attraverso un ritmo serrato e con la descrizione abbastanza accurata delle varie personalità delle protagoniste.
Un film quasi totalmente al femminile, perchè le presenze maschili sono limitate alle figre del fratello della terrorista Monica, a quella dell’autista del pulman e a quella del giudice.
Tre figure minori, delle quali l’unica ad assumere una qualche valenza è quella del giudice, peraltro in una luce molto negativa.

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Tra le figure femminili emerge uno spaccato quasi totale di negatività, nel quale la lotta per la sopravvivenza si mescola all’emergere del peggio che è nascosto in ognuna delle figure; da Monica a terry, da Claudine a Diana, la figura femminile esce quasi a pezzi quando si trova ad essere coinvolta in questioni pure di sopravvivenza; così alla fine, il bagno purificatore di sangue sembra mettere un punto fermo all’intera vicenda, sovrapponendo le figure fra loro senza ch emerga una sola che meriti davvero la salvezza.
Le evase è un discreto film, retto da una buona sceneggiatura e sopratutto, abbastanza sorprendentemente, da una buona recitazione.

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Le attrici del film, quasi tutte di secondo piano se si esclude Llli Carati, svolgono bene il loro compito, agevolate anche dalla location quasi claustrofobica del film, che le costringe a tirar fuori il meglio di se; forse la più spaesata tra tutte è proprio Lilli Carati, inadatta al ruolo di cattiva e palesemente in difficoltà, mentre se la cavano decisamente meglio Ines Pellegrini (Terry), ambigua e infida, Marina Daunia (Diana), la più pericolosa del gruppetto delle evase, lesbica e psicopatica, Zora Kerova (Anna) uno dei pochissimi personaggi non integralmente bacati, Dirce Funari (Claudine), vittima predestinata di Diana, dalla quale è costretta ad accettare un insano rapporto saffico.
Un film non eccelso ma decisamente accattivante, sorretto da una buona tensione, quindi.
Un film da riscoprire.

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Zora Kerova

Le evase – Storie di sesso e di violenze, un film di Conrad Brueghel (Giovanni Brusadori) Con Lilli Carati, Zora Kerowa, Ines Pellegrini, Filippo Degara,Patrizia (Dirce) Funari, Angela Doria, Marina D’Aunia
Drammatico, durata 90 min. – Italia 1978.

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Lilli Carati     …     Monica Hadler
Ines Pellegrini    …     Terry
Marina Daunia    …     Diana
Zora Kerova    …     Anna
Dirce Funari    …     Claudine
Filippo De Gara    …     Pierre
Ada Pometti    …     Erica
Artemia Terenziani    …     Betty
Angela Doria    …      Bionda

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Regia: Giovanni Brusadori
Soggetto: Giovanni Brusadori, George Eastman, Bruno Fontana
Sceneggiatura: Giovanni Brusadori, George Eastman, Bruno Fontana
Produttore: Bruno Fontana, Aldo Maglietti, Dick Randall
Fotografia: Sebastiano Celeste
Montaggio: Pierluigi Leonardi
Musiche: Giuseppe Caruso
Scenografia: Pier Dante Longanesi
Costumi: Vera Cozzolino

Una squadra (sequestrata) di tenniste viene utilizzata come scudo, al seguito d’un gruppo di evase da un carcere. La comitiva di disparate figure femminili finisce per approdare nella villa d’un giudice: ed è all’interno della casa che si consumerà un dramma scandito da atti di violenza e sesso. Pur essendo il classico lavoro sexploitation -con spunto d’avvio a carattere “Women in Prison”- il film può contare su un ottimo cast (oltre alla Carati e alla Funari è da segnalare l’importante presenza di Zora Kerowa, accreditatata come Zora Keer). Dialoghi accurati, poco espliciti e molto intimisti.

Unica regia dell’attore Brusatori, che per l’occasione si firma con uno pseudonimo quasi fiammingheggiante. Dopo una partenza – fuga, ostaggi, contrasti e nefandezze anche tra le vittime e non solo tra le carnefici – davvero potente, il film esaurisce presto le cartucce ripiegandosi su se stesso e terminando con un finale affrettato. La Carati è sotto tono, a differenza della D’Aunia, ringhiante e mascolina, che inizia alle pratiche lesbo l’immacolata Funari. La csc Pometti è cooptata tra le protagoniste.

Ben congegnato nella trama e soprattutto nella varietà/cura dei personaggi, è un film che parte bene e intreccia diverse sottotrame interessanti. Magari troppe, qualcuna infatti non viene chiusa a dovere e il finale è meno incisivo. Violenza e sesso appaiono in dosi contenute ma sono ben gestite e questo pone l’opera oltre la media del genere. Tra gli attori bene il giudice (De Gara) e la detenuta che vuol fare le scarpe alla Carati (una tosta Marina Daunia).

Ecco uno di quei film che partono male ma finiscono bene (nel senso della qualità): inizio tutto da ridere tra terroristi buoni e detenute lesbiche e violente, poi il film si rimette in riga e ci regala una buona ora di tensione e azione. Ottima la Carati, il giudice arrapato e la detenuta lesbica interpretata da un’eccellente Daunia, passabile il resto del cast. Film erotico-azione gustosissimo e da riscoprire.

Forse bisogna vederlo due volte per apprezzarlo bene; la protagonista non spicca sul resto del cast, molto più battagliero. Il film merita un bel voto, in quanto in nessun altro regista, più sponsorizzato e fornito di mezzi, ho visto tirar fuori così bene tutte le componenti più ributtanti della degenerazione e dell’opportunismo, tanto di vittime quanto di carnefici, di fronte all’inevitabile epilogo…

giugno 21, 2010 Posted by | Drammatico | , , , , , , , | Lascia un commento

Senza buccia

Senza buccia locandina

Quattro amici trascorrono le vacanze estive alle isole Eolie in Sicilia.
Sono i due fratelli Giuliano e Nora, ricchi e annoiati ragazzi della Lombardia bene, Barbara la fidanzata di Giuliano e il giovane e timido Daniele.
Quest’ ultimo è il classico ragazzo disinibito solo a parole; in realtà è ancora a digiuno di donne, un pò per la timidezza e un pò perchè sembra imbranato.

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Ilona Staller è Trella

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Lo dimostra il fatto che Nora, stufa di attendere il primo passo del giovane, molla tutto e se ne va con degli amici.
Il terzetto superstite un giorno incontra casualmente in mare una coppia di giovani scandinavi rimasti in panne con la loro barca; i due, naturisti convinti, accettano l’invito di Giuliano di aspettare nella villa dei suoi genitori l’arrivo di qualcuno che possa sistemare la loro imbarcazione.
Per Barbara, la ragazza di Giuliano, iniziano i problemi; Trella, la ragazza scandinava, va in giro nuda tutto il tempo e su di lei alla fine mette gli occhi il suo fidanzato.Barbara arriverà a tentare il suicidio, mentre nel frattempo nella villa arriva un’amica della famiglia di Giuliano; è Adriana, una bella e affascinante donna, che ben presto diventa l’ossessione di Daniele.

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Olga Karlatos è Adriana

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Lilli Carati è Barbara

Il giovane si innamorerà perdutamente della donna, che gli cederà prima di tornarsene a casa.
Senza buccia,di Marcello Aliprandi, ricavato da una sceneggiatura di Ugo Liberatore, è un banale filmetto senza grosse pretese; già il titolo è indicativo di dove si voglia andare a parare, ovvero in una mega sfilata di nudi integrali, una volta tanto anche maschili.
La storia è ovviamente quanto di più banale si potesse immaginare, ed è sviluppata senza grossa fantasia, anche perchè francamente c’era ben poco da inventari, oltre alla solita avventura del ragazzo con la donna matura e la solita bega amorosa tra fidanzati, questa volta culminata con un tentativo di suicidio.

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Tra le protagoniste femminili, ovvero Lilli Carati, che è Barbara, Ilona Staller, che interpreta Trella e la Olga Karlatos, che interpreta Adriana, l’unica a mantenere un livello decoroso di recitazione è proprio quest’ultima, che è anche l’unica a mantenere la buccia.
La stessa Karlatos è di gran lunga più seducente, vestita, della Staller e della Carati nude; va da se che la Staller figura praticamente solo come nudo itinerante, vista la sua assoluta mancanza di espressività.
Il film è girato nello splendido scenario dell’isola di Vulcano, nelle Eolie; mare stupendo e natura lussureggiante, che finiscono per essere uno dei motivi di interesse della pellicola.

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Per quanto riguarda i tre attori maschi, ovvero Maurizio Lupi, Juan Carlos Naya, Maurizio Interlandi, stendiamo un velo pietoso; a parte l’imbarazzante difficoltà di interpretazione, i tre sono molto a disagio nel ruolo dei naturisti.
Aliprandi, che veniva dal discreto successo del thriller soprannaturale Un sussurro nel buio mostra evidenti limiti con il genere erotico;siamo nel 1979, e tornerà sul set con il discreto Morte in Vaticano.

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Senza buccia, un film di Marcello Aliprandi, con Lilli Carati, Olga Karlatos, Ilona Staller, Maurizio Lupi, Juan Carlos Naya, Maurizio Interlandi, Taida Urruzola, Miki Vouk Erotico, Italia 1979

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Olga Karlatos     …     Adriana Berri
Juan Carlos Naya    …     Daniele
Maurizio Interlandi    …     Giuliano
Taida Urruzola    …     Nora
Miki Vouk    …     Bjorn
Ilona Staller    …     Trella
Lilli Carati    …     Barbara
Maurizio Lupi    …     Maurizio

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Regia Marcello Aliprandi
Soggetto Ugo Liberatore
Sceneggiatura César Fernández Ardavín
Fotografia Raúl Pérez
Montaggio Giorgio Serrallonga
Musiche Pino Donaggio
Scenografia Fernando Imbert
Costumi Jaime Pérez Cubero

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gennaio 26, 2010 Posted by | Erotico | , , , , | 8 commenti

Il corpo della ragassa

Il corpo della ragassa locandina


Rivisitazione in chiave maliziosa del Pigmalione di Shaw. Teresa, o Tirisin, come la chiamano il padre e il fidanzato, è una bella ragazza, rozza e sempliciotta, che aiuta suo padre Pasquale nel lavoro di spalare sabbia dalle rive del Po. Un giorno, mentre è in città con il carretto di suo padre, viene notata dal dottor Ulderico; la ragazza, che il padre ha portato con se per inserirla, se possibile, tra le “lavoranti” della casa di piacere Grotta azzurra entra così a servizio del dottore, che, complice la governante di casa Caterina, la istruisce da cima a fondo, insegnandole portamento, come sedere a tavola, a fare conversazione.

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Lilli Carati è Tirisin

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Enrico Maria Salerno

Il corpo della ragassa 2Renzo Montagnani

In pratica, anche se con molta malizia, la rende più femminile ed attraente. La ragazza impara velocemente, e decide di sfruttare la situazione a suo vantaggio. Dopo aver fatto amicizia con Cecchina, una delle frequentatrici della Grotta azzurra, Tirisin fa capire al suo maturo pigmalione di essere incinta. Quando il dottore le propone l’aborto, Tirisin lo abbandona per entrare a servizio di una coppia di amici dello stesso. L’uomo, incurante dell’eventuale scandalo, la riprende con se, e propone alla ragazza di sposarlo. Tirisin decide di accettare, ma durante il primo, lungo amplesso, il cuore del libertino Ulderico cede di schianto.

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Rimasta vedova e sopratutto ricca, Tirisin, con l’aiuto e la complicità di Cecchina, decide di acquistare una catena di case chiuse. Ma la cosa si rivela una pessima idea e un pessimo affare; la legge Merlin, approvata in quei giorni, chiude per sempre le case di tolleranza, e alle due sfortunate socie altro non resta da fare che offrire una memorabile giornata ai maschi della città.

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Il corpo della ragassa, film del 1979 di Pasquale Festa Campanile, tratto dal soggetto omonimo del giornalista Gianni Brer, con sceneggiatura di Ottavio Jemma e Enrico Oldoini, è un film in bilico tra la vicenda boccaccesca e la farsa. Giocato visivamente sulle grazie di Lilli Carati e sulla solita ottima interpretazione di Enrico Maria Salerno, il film scivola leggero e impalpabile su un canovaccio tutto sommato abbastanza deja vu, anche se non privo di momenti felici. La storia del Pigmalione che istruisce la belloccia grezza e ignorante aveva già avuto delle rappresentazioni, in passato.

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Festa Campanile privilegia l’ironia, affidando a Montagnani, a Salerno e alla Carati il compito di alleggerire il tutto, con alterni e discordanti risultati. E’ in realtà l’erotismo il vero protagonista della storia, l’erotismo dapprima ingenuo, e poi sfrontato che Tirisin adopera per circuire il suo maturo insegnante, finendo, al solito, per superare il maestro. Il finale è in linea con il racconto; è un finale sarcastico, e non ci so poteva aspettare altro. Da segnalare anche le presenze della bravissima Elsa Vazzoler nei panni di Caterina, di Marisa Belli in quelli di Cecchina e di Giuliana Calandra in quelli di Laura. Al soggetto collaborò il regista Lattuada.

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ll corpo della ragassa, un film di Pasquale Festa Campanile. Con Enrico Maria Salerno, Lilli Carati, Renzo Montagnani, Elsa Vazzoler, Marisa Belli, Clara Colosimo, Giuliana Calandra
Commedia, durata 104 min. – Italia 1979

Il corpo della ragassa BANNER PROTAGONISTI

Lilli Carati: Teresa Aguzzi, “Tirisìn”
Enrico Maria Salerno: Professor Ulderico Quario
Marisa Belli: Cecchina
Elsa Vazzoler: Caterina
Nino Bignamini: Erminio Alvarini
Clara Colosimo: Procurer
Giuliana Calandra: Laura Marengo
Gino Pernice: Giovanni
Renzo Montagnani: Pasquale Aguzzi

Il corpo della ragassa BANNER CAST

Regia Pasquale Festa Campanile
Soggetto Alberto Lattuada
Enrico Oldoini
Sceneggiatura Ottavio Jemma
Enrico Oldoini
Produttore Luigi De Laurentiis e Aurelio De Laurentiis
Casa di produzione Filmauro
Fotografia Giuseppe Ruzzolini
Montaggio Alberto Gallitti
Musiche Riz Ortolani
Scenografia Ezio Altieri
Costumi Ezio Altieri

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luglio 11, 2009 Posted by | Erotico | , , , | 1 commento

Candido erotico

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Pessimo titolo per un film che non è da gettare via in toto. Quel candido erotico, spiattellato sulle locandine, appare più un espediente che ammicca l’occhio ad un certo tipo di pubblico piuttosto che un riferimento al film, che ha una trama tutto sommato dignitosa e che di erotico poi non ha moltissimo.

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Maria Baxa è Veronica

La storia è imbatita attorno alla figura di Carlo, giovane emigrante italiano che vive ad Amsterdam, e dove, per mantenersi, fa un pò di tutto: il modello per foto sexy, il porno attore per spettacolini a luci rosse. Un giorno casulamente si imbatte in Charlotte, una belle ragazza figlia della sua datrice di lavoro; la ragazza per lui rappresneta un mondo diverso, pulito, ben differente da quello squallido e vizioso nel quale lavora. I due si innamorano, ma al momento di consumare,  Carlo va in crisi profonda.

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Lilli Carati (Charlotte) a colloquio con Mircha Carven (Carlo)

Abituato ad avere un pubblico, non riesce a lasciarsi andare nell’intimità, con la conseguenza che il rapporto con Charlotte ne soffre. Poco alla volta Carlo si rende conto di essere tutt’uno con il modello porno attore, e convince la ragazza a esibirsi in un amplesso davanti al pubblico. Ma la cosa non resterà senza conseguenze. Charlotte, disgustata dal comportamento dell’uomo, lo lascia e parte.

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Diretto da Claudio Giorgi, che si firma per l’occasione Claudio de Molinis, Candido erotico è un film senza grosse velleità, e forse per questo motivo si lascia vedere. Il regista, senza forzare troppo la mano con l’erotismo, offre un’opera dignitosa, tutto sommato ben recitata dagli attori, Mircha Carven che tratteggia il personaggio di carlo con equilibrio, una brava e bella Lilli Carati nel ruolo di Charlotte e Maria Baxa in quello di Veronica, madre della ragazza.

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Ajita Wilson

La storia, pur incenrata sul problema di Carlo nel rapporto con Charlotte, tenta in qualche modo di descriverne l’oggettiva difficoltà, senza eccessive volgarità o con scene di nudo ad ogni fotogramma. Il risultato è quindi un’opera dignitosa, realizzata in economia, sobria al punto giusto e sopratutto poco pruriginosa.

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Candido erotico, un film di Claudio De Molinis. Con Lilli Carati, Mircha Carven, Maria Baxa, Marco Guglielmi,Ajita Wilson, Fernando Cerulli
Erotico, durata 85 min. – Italia 1978.

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Candido erotico banner protagonisti

Lilli Carati: Charlotte
Mircha Carven: Carlo
Marco Guglielmi: Paul
Ajita Wilson: La spogliarellista
Fernando Cerulli: Guardone del treno
María Baxa: Veronique

Candido erotico banner cast
Regia Claudio Giorgi
Soggetto Luigi Bernardi e Franca Ridolfi
Sceneggiatura Romano Bernardi e George Eastman
Produttore Dino Di Salvo
Casa di produzione Polo Film
Distribuzione (Italia) Romance Home Video
Fotografia Emilio Loffredo
Montaggio Giancarlo Venarucci
Musiche Nico Fidenco
Scenografia Marco Canevari
Costumi Massimo Lentini
Trucco Luciana Maria Costanzi e Mario Scutti

Mag 8, 2009 Posted by | Erotico | , , , , | 2 commenti

Lilli Carati

Lilli Carati oggi

Lilli Carati oggi

La storia di Ileana Caravati, in arte Lilli Carati, attrice di culto nel periodo d’oro della commedia sexy all’italiana, può essere definita come un’insieme di tre tappe assolutamente sequenziali: ascesa, caduta all’inferno e rinascita. Una storia personale che ha portato la popolare attrice attraverso la notorietà prima, il buio del tunnel della droga in seguito, la brutta e umiliante parentesi dei film hard, girati per procurarsi il denaro necessario alla droga e infine la luce dopo il tunnel, vista dopo anni di comunità che oggi l’hanno portata ad essere di nuovo una donna con una speranza nel domani.

Lilli Carati Di che segno sei
Il primo film di Lilli Carati, Di che segno sei

Lilli CaratiCandido erotico
Nel film Candido erotico

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Lilli Carati nella divertente commedia C’è un fantasma nel mio letto

Lilli nasce a Varese nel settembre del 1956;  bella,slanciata, affascinante, viene notata durante una sfilata di moda e invitata al concorso di Miss italia del 1974; qui la sua bellezza la fa notare dal produttore Franco Cristaldi, che la mette sotto contratto e la fa esordire nel cinema nel 1975, nel film comico Di che segno sei, diretto dal regista Bruno Corbucci, e nel quale Lilli si trova a lavorare con attori del calibro di Sordi,Pozzetto,Villaggio; nel film ci sono anche Celentano (con il quale la Carati lavorerà in altri due film), la Ralli,la Melato e la giovane e avvenente Carmen Russo.L’anno successivo Lilli esplode cinematograficamente con La professoressa di scienze naturali, mettendosi in mostra per quel candido erotismo che tanto la agevolò all’inizio della sua carriera. Il successo della pellicola, che si inseriva nel filone studentesco, tanto di moda a metà anni settanta, la porta a girare Candido erotico, per la regia di Claudio Giorgi; la pellicola, alquanto pruriginosa, ha successo, anche per la presenza nel cast di Ajita Wilson e di Maria Baxa, altra stellina specializzata in pellicole softcore .

Lilli Carati Il corpo della ragassa

Lilli Carati Il corpo della ragassa

Due sequenze del sottovalutato Il corpo della ragassa, con Enrico Maria Salerno

Sempre nel 1977 gira un’altra pellicola del genere studentesco, La compagna di banco, al fianco della collaudata coppia Banfi-D’Angelo; Lilli è ormai abbastanza nota ma, come ha raccontato nelle sue recenti interviste, che sono arrivate dopo vent’anni di oblio, i suoi guai hanno origine proprio in questo periodo. Lilli è insofferente agli obblighi derivanti dai contratti cinematografici; non ama le serate mondane, e in un certo senso si sente sola e sperduta a Roma, e rimpiange la tranquilla vita di provincia.

Lilli Carati Il marito in vacanza
Il marito in vacanza

Lilli Carati La Professoressa di scienze naturali
La professoressa di scienze naturali

Lilli Carati La compagna di banco
La compagna di banco

Eppure, a livello cinematografico, è questo il periodo migliore; dopo L’avvocato della mala, film senza infamia e senza lode diretto da Marras, gira due poliziotteschi, film che dividevano con le commedie erotiche la parte più cospicua degli incassi. Entra nel cast di Poliziotto sprint, di Massi, al fianco di Maurizio Merli (“uno con cui non ho legato per nulla“, racconterà) e in Squadra antifurto, nuovamente diretta da Corbucci, al fianco di Milian (“un caciarone, simpatico e divertente“), per girare infine nel 1978 quella che è la sua prova di attrice drammatica più convincente, nel pluri sequestrato Avere vent’anni, di Fernando Di Leo, al fianco di un’altro idolo dei giovani, Gloria Guida;

Lilli Carati Avere vent'anni
Due scene tratte dal buon Avere 20 anni, con Lilli Carati al top della bellezza

è un film scabroso, non solo per le scene ardite che contiene, ma anche e sopratutto per il violentissimo finale, che venne tagliato dalla versione cinematografica. Il film le assicura una vastissima popolarità, e lei entra nei cast di La fine del mondo.(..) della Wertmuller e in quello di Le evase, di Brusadori, torbida storia in cui è Monica, un’evasa da un carcere femminile. Nel 1979 Lilli Carati gira un film molto nteresante, Il corpo della ragassa, diretto da Pasquale Festa Campanile, nel quale recita la parte di Teresa, una ingenua contadinotta che viene “adottata” da un maturo insegnante (Enrico Maria Salerno) e introdotta alla sottile arte della seduzione. Lei recita bene, ma per la critica non ha spessore. E’ un colpo, che va ad aggiungersi ad una situazione psicologica personale già difficile; Lilli inizia ad avere seri problemi con l’ambiente. All’attrice sta stretto anche il rapporto con Cristaldi, che decide in pratica della sua carriera, imponendole, secondo contratto, i film da fare.

Lilli Carati Senza buccia
Senza buccia

Lilli Carati- Squadra antifurto
Con Thomas Milian in Squadra antifurto

Il successivo, Senza buccia, diretto da Aliprandi, è un commedia erotica ad uso e consumo di un pubblico attirato solo dalle tante scene di nudo di Lilli. Nel 1980 un ruolo comico, al fianco di Montagnani; il film è C’è un fantasma nel mio letto, ed è un buon successo di pubblico. L’attrice avrebbe voluto interpretare una commedia teatrale, ma Cristaldi si oppose e così Lilli decise di sciogliere il contratto. Arrivano anche Qua la mano, di Campanile, gran successo di pubblico per la presenza di Celentano e Il marito in vacanza, dei fratelli Lucidi e il film di Odorisio Magic Moment, che sarà anche l’ultimo film di livello girato dall’attrice. I problemi legati alla droga, dalla quale l’attrice ha iniziato a dipendere, la costringono a rallentare le sue partecipazioni a film di u certo livello; il dorato mondo del cinema accetta solo che certi comportamenti non siano di dominio pubblico,e Lilli ormai , non è un mistero per nessuno, è quasi sempre sotto l’effetto della droga. Inizia così il personale calvario di Lilli, che scivola anche professionalmente verso il settore delle pellicole che sono molto più pruriginose di quelle, tutto sommato ingenue e scanzonate, che ha interpretato sinora. Accade così che il cinema la mette in disparte, e le uniche pellicole che le vengono offerte siano solo ai limiti dell’ hard core.

Lilly Carati-Il momento magico 2

Il momento magico

La chiama Joe D’Amato, che le propone L’alcova, che l’attrice gira, malvolentieri, al fianco di Laura Gemser e di Annie Belle, seguito l’anno successivo da Il piacere, ancora con la Gemser e Dagmar Lassander. La discesa è ormai iniziata, e le due pellicole successive, girate nel 1986, Lussuria e Voglia di guardare sono ormai l’anticamera della sua fine cinematografica. La dipendenza dalla droga la costringe a tentare di guadagnare più soldi in maniera veloce. Un film richiede mesi di lavorazione, e Lilli non ha più la necessaria lucidità per stare sul set. Così accetta di girare il suo primo film hard, Una moglie molto infedele, che, ovviamene, ha un gran successo nei cinema che proiettano pellicole a luci rosse. Seguono altri 4 film dello stesso genere, Una ragazza molto viziosa, Il vizio preferito di mia moglie, Una scatenate moglie insaziabile, tristi pagine di una parabola ormai conclusasi in peggio.

Lilli Carati habibi amore mio

Nell’introvabile Habibi amore mio

Ma è anche il momento di svolta; Lilli, schiava della droga, perde anche la voglia di vivere, e si getta dal balcone di casa. Fortunatamente ne esce viva, anche se per tre mesi dovà restare immobile in un letto. In qesto periodo, aiutata anche dai genitori che non l’hanno mai abbandonata, Lilli matura la decisione di riprendersi la vita, ed entra in comunità. Inizia, dal quel momento, un lento eduro periodo di riabilitazione, di reinserimento nella vita, dalla quale si è praticamente esclusa vivendo di droga ed eccessi.

Lilli Carati L'alcova
L’alcova

Lilli Carati Le evase 1

Le evase

Come ha raccontato nella sua prima intervista, dai toni drammatici, “Non mi sopportavo piu’ . Mi odiavo. Ero scesa a 40 chili e mi facevo cinque grammi al giorno. Non stavo in piedi. Non sapevo come uscirne. Alla fine mi buttai dalla finestra. Fu la mia fortuna: mi spaccai tre vertebre, restai bloccata a letto per mesi, pensai molto. Quando fui in grado di camminare entrai da Saman” E’ proprio il periodo passato nella comunità Saman, lungo un anno e mezzo, che la riportano alla vita. Dopo di che Lilli riesce a farsi dimenticare. E dopo vent’anni riemerge dall’oblio matura, serena, sempre bellissima, pronta a riprendersi quello spazio nella vita che si era brutalmente preclusa. In un’ intervista concessa a Stracult e a Giusti, Lilli ripercorre il suo personale cammino, fatto di illusioni, di successo, e poi il triste seguito della caduta negli inferi.

Lilli Carati- L'avvocato della mala

L’avvocato della mala

Lilli Carati Voglia di guardare 2

Voglia di guardare

Le tante pubblicazioni per adulti, lo stesso web, ne hanno mantenuta intatta la popolarità; forse è un pochino triste essere ricordata più per l’hard che per le buone prove date in precednza, ma c’è sempre un prezzo da pagare agli errori fatti. Lilli ha sbagliato, per sua stessa ammissione, e ha pagato un prezzo altissimo. Oggi è però rinata, mostra molto meno dei suoi 53 anni. Ha un sorriso malinconico, maturo, e la bellezza classica di una donna che ha riscoperto la voglia di vivere. in fondo è questo quello che realmente conta.

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Lilli Carati Lussuria

Lussuria

Lilli Carati Le evase 2

Le evase

Lilli Carati- L'avvocato della mala 2

L’avvocato della mala

Lilli Carati Qua la mano

Qua la mano

Lilli Carati Squadra antifurto

Squadra antifurto

Lilli Carati C'è un fantasma nel mio letto 2

C’è un fantasma nel mio letto

Lilli Carati Voglia di guardare

Voglia di guardare

Lilli Carati Il momento magico

Il momento magico

Lilli Carati Avvoltoi sulla città

Avvoltoi sulla città

Lilli Carati Senza buccia 2

Senza buccia

Lilli Carati La professoressa di scienze naturali 2

La professoressa di scienze naturali

Lilli Carati Il marito in vacanza 2

Il marito in vacanza

Lilli Carati Di che segno sei 2

Di che segno sei?

Lilli Carati Avere 20 anni 2

Avere vent’anni

Lilli Carati Il piacere

Il piacere

Lilli Carati banner filmografia

* Di che segno sei?, regia di Sergio Corbucci (1975)
* La professoressa di scienze naturali, regia di Michele Massimo Tarantini (1976)
* Candido erotico, regia di Claudio De Molinis (1977)
* La compagna di banco, regia di Mariano Laurenti (1977)
* L’avvocato della mala, regia di Alberto Marras (1977)
* Poliziotto sprint, regia di Stelvio Massi (1977)
* Squadra antifurto, regia di Bruno Corbucci (1977)
* Avere vent’anni, regia di Fernando Di Leo (1978)
* La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia, di Lina Wertmüller (1978)
* Le evase – Storie di sesso e di violenze, regia di Giovanni Brusadori (1978)
* Il corpo della ragassa, regia di Pasquale Festa Campanile (1979)
* Senza buccia, regia di Marcello Aliprandi (1979)
* Avvolti sulla città, regia di Gianni Siragusa (1980)
* C’è un fantasma nel mio letto, regia di Claudio De Molinis (1980)
* Qua la mano, regia di Pasquale Festa Campanile (1980)
* Habibi, amor mío, regia di Luis Gómez Valdivieso (1981)
* Il marito in vacanza, regia di Alessandro Lucidi e Maurizio Lucidi (1981)
* Il momento magico, regia di Luciano Odorisio (1984)
* L’alcova, regia di Joe D’Amato (1984)
* Il piacere, regia di Joe D’Amato(1985)
* Lussuria, regia di Joe D’Amato (1986)
* Voglia di guardare, regia di Joe D’Amato (1986)
* Lilli Carati’s Dreams (home video), regia di Giorgio Grand (1987) softcore
* Una moglie molto infedele, regia di Giorgio Grand (1987) hardcore
* Il vizio preferito di mia moglie, regia di Giorgio Grand (1987) hardcore
* Una ragazza molto viziosa, regia di Giorgio Grand (1988) hardcore
* Una scatenata moglie insaziabile, regia di Giorgio Grand (1988) hardcore
* Le superscatenate (The Whore), regia di Alex de Renzy e Henri Pachard (1989) hardcore

marzo 3, 2009 Posted by | Biografie | | 6 commenti