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Mazzabubù… Quante corna stanno quaggiù?

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Allo stadio un uomo inveisce contro l’arbitro dandogli del cornuto;al suo fianco un uomo vestito di nero,che scopriremo essere una specie di presentatore di una serie di sketch che trattano il tema dell’adulterio,qui frettolosamente chiamato con il gergo popolare corna.gli chiede se la donna accanto a lui sia sua moglie,facendogli notare che lo sta tradendo sotto i suoi occhi.
Che ci devo fare?Se la lascio a casa me li porta nel letto...” è la risposta dell’uomo.
Cambio di scena.
Chi voleva ammazzare quello li?“chiede il presentatore.
-“A mojie.E chi sennò?Ha saputo de esser cornuto,ja menato e mo finisce pure a bottega (in carcere ndr.)“-
A rispondere è”Gigetto”,un passante che si diverte all’idea che il suo conoscente abbia pestato la moglie fedifraga.
In realtà il cornuto è lui…
Partono così una serie di scenette più o meno divertenti basate sul tradimento presunto,vero o inesistente.
Il primo episodio rilevante come lunghezza vede protagonisti Ciccio e Franco,due amici con un matrimonio in crisi ma fermi oppositori della legge sul divorzio;li vediamo partecipare ad un convegno (poco frequentato) sul tema della fedeltà coniugale,durante il quale Ciccio sogna donne nude che corrono in un bosco e Franco esporre un cartello “e le catene migliori le trovate da Ciccio e Franco-Tazze,lavandini e bidet
Ai due viene proposto,per salvare il matrimonio,lo scambio delle coppie.

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Ma le due mogli non si dimostreranno affatto comprensive e i due finiranno sui giornali additati al ludibrio pubblico come “Due turpi individui”
Corna,corna,corna.
Il tema è sempre lo stesso,anche nello sketch successivo,nel quale un uomo di una certa età scopre la moglie a letto con un altro;è un suo caro amico e amaramente gli fa notare che si fidava di lui e che lo trattava come un fratello.Indifferenti,i due amanti continuano nella loro opera e al marito cornuto non resta altro da fare che osservare in silenzio la scena.
Un critico d’arte (Luciano Salce) nello studio di un pittore si ostina a vedere la bellissima moglie ritratta in una tela del pittore stesso;nonostante quest’ultimo insista nel dire che la donna non ha posato per lui,il critico obbliga dapprima la moglie a spogliarsi e infine la spinge tra le braccia dell’incredulo pittore.
Breve lo sketch successivo,nel quale un uomo (Pippo Franco),nell’igloo di una esquimese,viene sedotto a viva forza da una bella moglie esquimese;al rientro il marito della donna litiga con la stessa perchè a suo modo di vedere non ha saputo intrattenere sessualmente l’ospite.
Incursioni nella storia antica;Minosse scopre l’infedeltà di sua moglie non appena nasce il Minotauro,chiaro segno dei costumi leggeri della stessa,i soldati del re Menelao,convinti che le mogli in loro assenza ne approfittino per tradirli rifiutano di partire per la guerra con Troia mentre un crociato affida ad un amico la chiave della cintura di castità della moglie;appena partito viene raggiunto dall’amico che lo informa di aver sbagliato chiave.
Questi più altri tre brevi sketch costituiscono l’ossatura di Mazzabubu quante corna stanno quaggiù,antenato dei film ad episodi che a partire dalla metà degli anni settanta avranno alterne fortune nelle sale cinematografiche.

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A dirigerlo è Mariano Laurenti,pioniere della commedia sexy che negli anni successivi girerà commedie dai titoli divenuti famosi come Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda o La bella Antonia, prima monica e poi dimonia,L’insegnante va in collegio e La liceale nella classe dei ripetenti.
Qualche buona intuizione,poca volgarità,qualche fugace nudità delle belle attrici protagoniste del film e uno stuolo di attori davvero notevole per una pellicola gradevole che gioca con l’eterno tabù italico dell’infedeltà coniugale.Situazioni surreali e boccacesche si susseguono con ritmo discreto;il divertimento forse non è sempre garantito ma quanto meno siamo lontani dalle becere risate che negli anni successivi circonderanno il tema delle corna,uno di quelli più sfruttati nelle commedie sexy.
Carlo Giufrè e l’inossidabile duo Franchi-Ingrassia,Maurizio Arena e Luciano Salce,Pippo Franco e Lino Banfi,Renzo Montagnani e Giancarlo Giannini sono alcuni dei grandi nomi utilizzati nel film assieme alle bellissime Sylvia Koscina,Nadia Cassini (insolitamente con il sedere coperto),Maria Pia Conte,Rosemarie Dexter con cameo di Silvana Pampanini.

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Un cast di grande spessore impegnato in una commedia senza grosse pretese,che ironizza sulla paura delle corna e sui costumi sessuali degli italiani.
Non c’è ovviamente alcuna intenzione di scavare e analizzare l’argomento,ma di coglierne solo l’aspetto grottesco,utilizzando il tema in chiave ironica e dissacratrice.
Il risultato è un film innocuo,che ha qualche felice momento ma che vivacchia fino al termine fidando più sulla bravura del cast che sui contenuti.
Tra gli episodi,poco incisivo quello con Franchi e Ingrassia (abbastanza inutile la presenza della Cannuli,nota presentatrice televisiva dell’epoca),mentre divertente quello con Salce.
Film pesantemente datato,ebbe tuttavia buoni risultati al box office.
Il film è disponibile all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=P9HGeD8QmpI in una discreta qualità digitale.

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Mazzabubù… Quante corna stanno quaggiù?

Un film di Mariano Laurenti. Con Isabella Biagini, Mariolina Cannuli, Nadia Cassini, Carlo Giuffrè, Silvana Pampanini, Oreste Lionello, Enzo Turco, Michele Malaspina, Alfredo Rizzo, Riccardo Garrone, Ettore Manni, Giancarlo Giannini, Paolo Villaggio, Franco Giacobini, Daniele Vargas, Umberto D’Orsi, Luciano Salce, Lino Banfi, Sylva Koscina, Fausto Tozzi, Claudie Lange, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Renzo Montagnani, Pippo Franco, Maurizio Bonuglia, Gianna Serra, Guido Mannari, Sergio Leonardi, Rosemarie Dexter, Ugo Adinolfi Commedia, durata 91 min. – Italia 1971

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Nadia Cassini: La moglie del tifoso
Carlo Giuffrè: Il presentatore
Guido Mannari: Il baciatore allo stadio
Sylva Koscina: La moglie del presentatore
Maurizio Arena: Maurizio
Franco Franchi: Franco Bello
Ciccio Ingrassia: Ciccio Merendino
Isabella Biagini: La moglie di Franco
Mariolina Cannuli: La moglie di Ciccio
Alfredo Rizzo: Il politico antidivorzista
Enrico Marciani: Ildirettore dell’hotel
Enzo Turco: L’amico di Gennarino
Luciano Salce: Il critico d’arte
Marilù Branco: Carla, moglie del critico d’arte
Lars Bloch: Il pittore
Claudie Lange: La moglie del commendator Bordiga
Umberto D’Orsi: Il commendator Bordiga
Pippo Franco: L’ospite eschimese
Gianna Serra: La moglie eschimese
Fausto Tozzi: Il marito eschimese
Riccardo Garrone: Agilulfo
Rosita Toros: La moglie di Agilulfo
Franco Giacobini: Boemondo
Ugo Adinolfi: Ugo
Lino Banfi: Il pizzicagnolo
Renzo Montagnani: Bepi, il contadino
Ettore Manni: Il medico fecondatore
Maria Pia Conte: La moglie del pizzicagnolo
Sergio Leonardi: Il venditore di enciclopedie
Giancarlo Giannini: Lucio
Rosemarie Dexter: Emma, moglie di Lucio
Silvana Pampanini: La “marchettara”
Maurizio Bonuglia: L’albergatore consolatore di Emma

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Regia Mariano Laurenti
Soggetto Sandro Continenza
Sceneggiatura Sandro Continenza e Amedeo Sollazzo
Produttore Gino Mordini per Claudi Cinematografica
Distribuzione (Italia) Euro International Film
Fotografia Tino Santoni
Montaggio Giuliano Attenni
Musiche Roberto Pregadio
Scenografia Antonio Visone

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Opinioni tratte dal sito http://www.davinotti.com

B. Legnani

Mostra gli anni. Franco e Ciccio al loro peggio, certo non aiutati dalla Biagini e dalla Cannuli. Le cose migliori: una Koscina fantastica, Giuffrè composto, una Pampanini che fa la mignotta
con un’eleganza che le giovani del cast se la sognano, e tre grandi: Riccardo Garrone (sua moglie è la Torosh, splendida c.s.c.), Luciano Salce e Umberto d’Orsi. Nadia Cassini, forse per l’unica volta, non mostra il popò.
Ultima cosa: Sessomatto di Risi ha preso almeno un paio di idee dal film di Laurenti…
Undying 2

Sorta di proto-esemplare della commedia sexy all’italiana, che esploderà verso la metà degli anni ’70, siglata però da un nome che sarebbe diventato garanzia del genere: Mariano Laurenti.
Pur essendo poco incisivo per via di nudità appena esposte (siamo nel 1971) e per una comicità a volte blanda, rappresenta a suo modo un “unicum” per via di un cast di certo interesse
(e fors’anche preveggente: c’è pure Banfi) e per il motivo musicale (composto da Pregadio, quello della Corrida) che dà l’avvio alla serie di semplici, ma divertenti, episodi.
Il Gobbo

Collezione di sketch sul tema dell’adulterio, esile filo conduttore per un risultato diseguale. Fiato corto per lo più, ma ci sono gli acuti: in primis il grandioso Salce critico d’arte concettoso e vaniloquente,
poi Montagnani e D’Orsi alle prese con la fecondazione artificiale. Incomprensibile il doppiaggio di Tozzi nel più brutto degli episodi, con imitazione di Amedeo Nazzari. Da segnalare la canzoncina di Pregadio.
Homesick

Lo schema sarà adottato da innumerevoli commedie sexy degli anni a venire, ma le storielle su corna e cornuti qui presentate hanno la consistenza di barzellette da osteria, in taluni casi
(l’ospite esquimese, il guerriero crociato) assimilabili al decamerotico. Nella passerella dell’affollatissimo cast lasciano il segno il compìto presentatore Giuffrè, il critico d’arte Salce e il villico Montagnani
– gli unici a strappare qualche sorriso -, la marchettara Pampanini e l’appetitosa sposina Dexter.
Ciavazzaro

Non proprio indimenticabile pellicola, con perlomeno un cast interessante. Molto bravo Giuffrè nel ruolo del professore con la Koscina moglie che si rivelerà infedele (quasi una punizione divina: chi di corna ferisce…),
abbastanza scontato quello con Franchi e Ingrassia, bravissima la Pampanini. Gli episodi brevi invece sono molto scialbi (tra i protagonisti anche Pippo Franco). Nota d’onore per la c.s.c. Rosita Torosh.

Lovejoy

Mediocre progenitore della commedia sexy all’italiana, allora vietato ai minori. Rivisto oggi è decisamente superato. Composto da episodi (tutti peraltro dimenticabili) e diretto svogliatamente da un Laurenti che ha dato e
darà il meglio di sè in altre occasioni. Grande spreco di attori. Da Franchi e Ingrassia, chiaramente a disagio nei rispettivi personaggi, a Giuffrè, Salce e gli immancabili Montagnani, D’Orsi e Banfi. In definitiva, si può evitare tranquillamente.
Rambo90

Tipica commediaccia scollacciata anni ’70, composta da episodi messi insieme dal motivo comune delle corna. L’episodio migliore è quello con Franco e Ciccio, un po’ stupido ma ravvivato dalla bravura della coppia; seguono Giannini che parla un insolito dialetto bolognese
e un Montagnani in gran forma ma penalizzato dalla storia. Per il resto sono tutti mini sketch con vari assi della comicità, stupido ma godibile.
Stefania

Il cornuto inconsapevole, il cornuto contento, il cornuto per scelta, il cornuto per vocazione, il cornuto per destino genetico, persino il cornuto per errore…informatico: nessuna tipologia sfugge all’impeto classificatorio di Giuffrè,
nostro Virgilio in questo girone non proprio infernale, anzi spesso paradisiaco, di consorti adultere. L’umorismo non è mai sottile, talvolta è barzellettiero, ma dimostra una certa arguzia, soprattutto nel mettere alla berlina certe “pose” fintamente disinibite del maschio italiota. Elementare ma esemplare.
Panza

Ibrido malriuscito della futura (siamo nel 1971) commedia erotica all’italiana: in cabina di regia troviamo infatti Mariano Laurenti. Partecipano (quasi come star del film) Franchi e Ingrassia come protagonisti di una datatissimo episodio sullo “scambio” delle mogli (*).
C’è anche Salce nei panni di un critico che verra tradito in modo veramente surreale (*!). Insieme a questi troviamo episodi brevi che ben poco dicono (*). Bella la sigla. Media: *

 

 

gennaio 12, 2016 Posted by | Commedia | , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Nerone

Nerone locandina

L’imperatore Nerone è odiato da tutti: dai cristiani che lo accusano di aver fatto bruciare Roma e di aver addossato loro la colpa, dalla madre Agrippina perchè ha nominato senatore un suo avversario politico e dalla moglie Poppea perchè non le affida la parte di Elena di Toria in una rappresentazione teatrale scritta dallo stesso imperatore.
Così, grazie ad una congiura orchestrata da alcuni senatori e con la complicità dell’infido Tigellino, capo dei pretoriani dello stesso imperatore, Agrippina riesce a far rinchiudere in un manicomio Nerone, che ne viene liberato solo grazie all’amico Petronio e con l’aiuto di una bella cristiana convertitati al paganesimo, Nenè.
Così, il tentativo di mettere sul trono il generale Galba, affetto da fastidiosi problemi fisici come le emorroidi fallisce e Nerone riesce a tornare sul trono, non prima di essersi spacciato per Gesù davanti ad un Pietro molto più vicino ad un allocco che alla figura carismatica del capo della cristianità.
Diretto da Castellacci e Pingitore, alla loro seconda e ultima prova di regia in coppia dopo il discreto successo di Romolo e Remo storia di due figli di una lupa, Nerone è una parodia in stile burlesque o anche in puro stile avanspettacolo, realizzato nel 1977 con l’ausilio di un cast di assoluto livello ma con un risultato finale appena sufficiente.
Se l’idea di base, il cast e la formula della storia riadattata con enormi asincronismi temporali può sembrare azzeccata, il film che pure parte con qualche felice battuta e qualche gag che smuovono il sorriso ben presto si spegne in una lunga sequela di banalità, a cui invano i due registi tentano di porre rimedio affidando ai vari attori canzoncine e battute lampo che però risultano piatte e poco divertenti.
Colpa di una sceneggiatura da avanspettacolo, quindi inadatta ai tempi cinematografici, colpa anche di troppe banalità nelle battute, alcune delle quali appaiono grossolane e sconce.

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 Pippo Franco e Bombolo

E colpa anche di una certa blasfemia che serpeggia nel film, che appare davvero gratuita e poco divertente, tra l’altro.
Il film parte con una sequenza in cui Nerone, interpretato da un romanaccio doc come Pippo Franco scambia due battute con Atte: ” A Nerò, che vuoi la lira?” ” Beh, mejo de gnente” e prosegue sulla stessa falsariga, con scambi di battute surreali, come quella con Bombolo :”certo che l’alloro è una grande invenzione” “specie co’ i fegatelli”
Il livello del film è questo, tuttavia non mancano sprazzi di comicità e di divertimento.

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Paola Borboni

Tra una battuta e una canzoncina, spesso in rima, il film prosegue con vivacità, alternando momenti felici (il bagno di Poppea, la sequenza al manicomio) a momenti di stanca.
Tuttavia, alla fine, non si resta completamente delusi.
Merito sopratutto di un cast che raccoglie attori molto bravi, quelli che con un brutto termine erano definiti “caratteristi”e merito anche delle due bellezze protagoniste del film, la ex soubrette Paola Tedesco che interpreta la cristiana convertita Nenè e Maria Grazia Buccella, deliziosamente svampita nel ruolo dell’imperatrice Poppea.

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Enrico Montesano

Nel film compaiono anche un bravo Enrico Montesano nel ruolo di Petronio Arbitro, con tanto di erre moscia e vestito ovviamente di tutto punto e con un anacronistico cappello, Oreste Lionello nel ruolo di un Seneca filosofo futurista dai dialoghi quasi demenziali, che parla una stranissima lingua un pò burina, un pò romana e tanto british de noantri.

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Due fotogrammi con Paola Tedesco

Troviamo ancora la stella del cinema muto Paola Borboni, che interpreta Agrippina, madre di Nerone e ispiratrice della congiura che porterà l’imperatore stesso in manicomio e che si segnala per un’audace scena a seno nudo, mostrato alla bella età di 77 anni; c’è l’immancabile Gianfranco D’Angelo nel ruolo di Tigellino, stravagante e anche lui caratterizzato da una stoltezza quasi commovente.

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“Non sono più cristiana, sono diventata pagana: ecco la prova”

C’è spazio per Paolo Stoppa, un San Pietro rivoluzionario, quasi comunista e anarcoide che alla fine verrà beffato da Nerone, c’è Aldo Fabrizi nel suo penultimo film, che interpreta il generale Galba affetto da problemi fisici fastidiosissimi come le emorroidi, c’è Marina Marfoglia nel ruolo di Atte (storicamente amante di Nerone).
Ancora, completano il cast in ruoli minori Bombolo (Roscio), aiutante squinternato di Nerone, Massimo Dapporto in una particina e infine la futura soubrette Carmen Russo in una breve sequenza in cui mostra il suo celebre seno.
Un film assolutamente scacciapensieri, probabilmente non riuscito ma in grado di strappare qualche momento di ilarità.

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Paolo Stoppa

Nerone, un film di Castellacci e Pingitore, con Pippo Franco, Maria Grazia Buccella, Paola Tedesco, Oreste Lionello, Enrico Montesano, Paola Borboni, Gianfranco D’Angelo, Paolo Stoppa, Bombolo, Carmen Russo, Marina Marfoglia, Laura Troschel, Aldo Fabrizi Italia 1977, commedia

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Gianfranco D’Angelo

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Maria Grazia Buccella

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Bombolo, Pippo Franco e Carmen Russo

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Paola Tedesco

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A destra, Aldo Fabrizi

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Pippo Franco: Nerone
Maria Grazia Buccella: Poppea
Paola Tedesco: Licia
Oreste Lionello: Seneca
Enrico Montesano: Petronio Arbitro
Paola Borboni: Agrippina
Gianfranco D’Angelo: Tigellino
Paolo Stoppa: San Pietro
Aldo Fabrizi: Generale Galba
Bombolo: Roscio
Piero Santi: Vinicio
Gio Staiano: Sporo
Marina Marfoglia: Atte
Laura Troschel: Locusta
Massimo Dapporto: Cristiano liberato
Attilio Dottesio: Centurione
Giancarlo Magalli: Presidente del senato
Valentino Simeoni
Bruno Vilar: Centurione

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Regia     Castellacci e Pingitore
Soggetto     Castellacci e Pingitore
Sceneggiatura     Castellacci e Pingitore
Produttore     Mario Cecchi Gori
Casa di produzione     Capital Film
Distribuzione (Italia)     Gold
Fotografia     Sergio Martinelli
Montaggio     Alberto Gallitti
Musiche     Flavio Bocci
Scenografia     Enrico Rufini e Maurizio Tognalini
Costumi     Enrico Rufini e Maurizio Tognalini

marzo 28, 2011 Posted by | Commedia | , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

I sette magnifici cornuti

I sette magnifici cornuti locandina

I sette magnifici cornuti del titolo sono i sette protagonisti maschili,tutti alle prese con mogli adultere per vari motivi; il film è diviso in sette episodi, che raccontano le gesta in verità poco nobili dei protagonisti.
Primo episodio: due sposi in viaggio di nozze, Gasparino e Mafalda, arrivano a Roma. Spaesati, vengono addocchiati da alcuni loschi figuri, che offrono all’uomo una somma di denaro esorbitante (un miliardo) per permettere ad un fantomatico riccone di godere delle grazie di Mafalda. I due, alla fine, accettano e Mafalda viene sedotta in un auto. Verranno pagati, ma con denaro falso e la donna finirà malinconicamente a battere il marciapiede.

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Secondo episodio: Wolfang Von Kraut, un folle inventore tedesco, sogna gesta erotiche sempre più spinte con sua moglie. Così programma un computer- robot per farsi aiutare, con il risultato che il robot prenderà il suo posto, mentre il cornuto viene spedito sulla luna.
Terzo episodio: Liberati è il proprietario di una fabbrica di oli di semi. E’ sposato, ma non riesce ad avere figli. Consultato un urologo, apprende di essere lui ad essere impotente e impossibilitato a procreare.Spinto da sua moglie, una donna bruttina e scheletrica, cerca in tutti i modi un sostituto, ma ognuno di essi, per un motivo o l’altro fallisce. Così alla fine assolda un disoccupato a digiuno da diversi giorni che durante l’amplesso ci rimane secco.

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Il cameriere dell’hotel in cui alloggia la coppia, che ha assistito al tentativo di occultare il cadavere dell’uomo, in cambio del silenzio chiede a Liberati di diventare suo socio. Il finale è indecifrabile, perchè si vede inquadrata la moglie di Liberati armata di pistola sparare probabilmente ai due uomini.
Quarto episodio:un edicolante, che sogna di poter ampliare la sua edicola, ha bisogno di un autorizzazione speciale. Per poterla ottenere, spinto dalla moglie, studia un ricatto ai danni di un onorevole. Ma l’uomo e la moglie sono in combutta e hanno una tresca, così il piano del giornalaio va a farsi benedire.

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Quinto episodio: un cinema proietta Ultimo tango a Parigi. Di fronte alla sala c’è una macelleria, e un macellaio che sogna di ripetere le prodezze erotiche di Marlon Brando, senza sapere che la moglie se la intende con un lavorante della macelleria.
Sesto episodio: un vigile urbano, Benito, totalmente dedito al lavoro, multa impietosamente tutti coloro che contravvengono alla morale pubblica. Ma un giorno, in un parco, ha la sgradita sorpresa di trovare sua moglie a bordo di una 500, occupata in atti che possiamo immaginare.

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Settimo e ultimo episodio: Antonio ha problemi di sesso (è un erotomane) e si rivolge ad una sessuologa, che naturalmente soddisfa carnalmente. Tornato a casa scopre la moglie con un uomo, rinchiuso in un armadio.
La donna e l’amante sono la soluzione ai suoi problemi di sesso con la donna, così Antonio brinda con i due amanti.

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I sette magnifici cornuti, film del 1974 diretto da luigi Russo è uno squallido sotto prodotto della commedia sexy; i sette episodi sono imbarazzanti nel loro squallore e nella loro bruttezza, mancando sia l’ironia che un minimo di satira di costume, oltre ad essere deprimenti dal punto di vista della comicità.
Forse l’unico su uno standard accettabile è il primo, quello che vede protagonisti i due sposini siciliani, interpretati da Femi Benussi e Tiberio Murgia;gli altri si distinguono solo per la volgarità e per l’assoluta mancanza di idee.
Spiace vedere dei professionisti come Carlo delle Piane, Oreste Lionello, la stessa Benussi, Didi Perego o Luciano Pigozzi sprecare il loro talento in un’opera assoltamente indegna.

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Per quanto riguarda Russo, autore di altri B movies della commedia sexy come Morbosità, La nuora giovane ecc, mostra una sconsolante mancanza di idee, che si traduce in un film di rara bruttezza e noioso in modo sconfinato.
Ultimo appunto: a parte la Benussi, di un altro pianeta rispetto alle protagoniste del film, c’è da chiedersi perchè mai non siano state scelte delle attrici con un minimo di fascino e sensualità invece delle varie Luciana Scalice ecc. che popolano malamente il film.
Decisamente sconsigliato e da evitare a tutti i costi.

I sette magnifici cornuti un film di Luigi Russo. Con Femi Benussi, Carlo Delle Piane, Tiberio Murgia, Didi Perego,Oreste Lionello, Eolo Capritti, Luciano Pigozzi, Enzo Liberti, Luciana Scalise
Commedia, durata 94 min. – Italia 1974.

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Femi Benussi  – Mafalda, la sposina e La moglie del giornalaio (epis. 1 e 4)
Vincenzo Crocitti- Liberati (epis.3)
Carlo Delle Piane – Wolfang Von Kraut (epis.2)
Elena Fiore – Prostituta (epis.1)
Oreste Lionello     L’erotomane (epis.7)
Tiberio Murgia – Gasparino (epis.1)
Didi Perego- La psicanalista (epis.7)
Luciano Pigozzi- L’amante (epis. 7)


ottobre 13, 2010 Posted by | Erotico | , , , , , | Lascia un commento

La signora gioca bene a scopa?

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Michele è un commerciante di scarpe, napoletano trapiantato in Emilia, con due debolezze: il gioco e le donne. Il primo dei due vizi, il poker, è responsabile del suo temporaneo tracollo economico. Il suo socio, Peppino, non manca di fargli notare la ormai drammatica situazione economica in cui versa; a questo punto Michele è costretto a ricorrere alle armi della seduzione, riallacciando la precedente relazione con la pittrice Giulia. Grazie alla donna, Michele riesce a sedurre la ricca sorella Monica, un’allevatrice di polli; ma la situazione si ingarbuglia quando a casa di Monica e Giulia, dove ormai Michele si è trsaferito come amministratore delle due donne, arriva uno scrittore di libri erotici, Alberto, con la moglie Eva.

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Aldo Giuffrè e Edwige Fenech

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Lia Tanzi

Quest’ultima, una tedesca che riesce a far l’amore solo sotto l’acqua, dapprima tratta con disprezzo Michele, per poi diventare un’insaziabile amante. Stretto nel giro a tre, Michele ben presto mostra la corda e decide di correre ai ripari. Riesce con uno stratagemma a insinuare nei letti delle due il suo commesso Peppino, un giovane timido ma molto dotato (sessualmente) L’espediente ha successo, e Tonino diventa immediatamente l’amante delle due donne. Ma la cosa si rivela un’arma a doppio taglio per Michele: il giovane, infatti, lo soppianta ben presto, ma non solo. Eva, di cui ormai Michele è quasi innamorato, dopo avergli soffiato i soldi frutto di un’epica notte d’amore con le due sorelle, fugge piantando sia lui che il marito Alberto.

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Edwige Fenech

Michele è alla disperazione, ma accade un imprevisto; Tonino non regge al super lavoro con le due sorelle e muore d’infarto. Michele può così riprendere il suo posto tra le due donne. Film diretto da Giuliano Carnimeo nel 1974, La signora gioca bene a scopa? è la classica commedia sexy di metà anni settanta, con qualche nudo (qui affidato a Edwige Fenech), qualche lazzo volgarotto e qualche battuta anche simpatica. Se il film non si distacca dal filone delle commedie per palati grossolani, quantomeno ci si rifà gli occhi con qualche scena di nudo, peraltro molto castigata, della sempre splendida Fenech, che questa volta parla con un buffo accento inglese. Il cast è fatto da ottimi caratteristi e vede la presenza anche di Carlo delle Piane, che interpreta il commesso Tonino, che pagherà la sua avidità con un infarto, di Carlo Giuffrè, nei panni del playboy Michele, di Didi Perego e Franca Valeri,

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rispettivamente le due sorelle Monica e Giulia, di Enzo Cannavale, al solito a suo agio nei panni di spalla, questa volta di Giuffrè, infine di Gigi Ballista, Gervasio, colui che spenna sistematicamente Michele e di Oreste Lionello, simpatico nel ruolo del marito di Eva. Film senza grossi meriti, ma nemmeno con grossi demeriti, qualche battuta la risata la strappa anche se, come già detto, siamo nell’ambito della commedia sexy più disimpegnata.

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La signora gioca bene a scopa? un film di Giuliano Carnimeo. Con Edwige Fenech, Didi Perego, Franca Valeri, Carlo Giuffrè, Adriana Facchetti, Oreste Lionello, Enzo Cannavale, Enzo Andronico, Vittorio Fanfoni, Gigi Ballista, Enzo Robutti, Carla Mancini, Lia Tanzi, Commedia, durata 90 min. – Italia 1974

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La signora gioca bene a scopa personaggi

Carlo Giuffrè     …     Michele Cammagliulo
Edwige Fenech    …     Eva
Didi Perego    …     Monica
Franca Valeri    …     Giulia Nascimbeni
Carlo Delle Piane    …     Tonino
Lia Tanzi    …     Marisa
Gigi Ballista    …     Gervasio Caminata
Oreste Lionello    …     Alberto
Enzo Cannavale    …     Peppino
Adriana Facchetti    …     Giuditta
Enzo Andronico    …     Dottore
Enzo Robutti    …     Primo Guendalini

La signora gioca bene a scopa cast

Regia: Giuliano Carnimeo
Sceneggiatura: Tito Carpi, Carlo Giuffrè
Prodotto da : Gianfranco Couyoumdjian, Luciano Martino
Editing: Eugenio Alabiso
Costumi: Rosalba Menichelli
Direzione musicale: Alessandro Alessandroni
Art department: Antonio Visione

gennaio 13, 2010 Posted by | Erotico | , , , , , , , , , | Lascia un commento

La pretora

La pretora locandina

In un minuscolo paesino della provincia veneta il magistrato di ruolo è una donna, la dottoressa Viola Orlando; dura e severa, la donna è però l’amante di un conte, che da un momento all’altro dovrebbe divorziare dalla legittima consorte. La durezza e inflessibilità del magistrato attira però le inimicizie dei potenti del luogo; i suoi principali nemici diventano così due loschi affaristi, Esposito, un ingegnere con molte qualifiche fasulle e Amorini, un altro losco tipaccio che spaccia per opere artistiche quelli che sono filmetti e fotoromanzi porno.

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A cambiare l’ordine delle cose e a fornire una formidabile arma di ricatto ai due, arriva un giorno in paese Rosa, sorella del magistrato, identica a lei in tutto e per tutto, ma soltanto fisicamente. La donna, infatti, è tanto libera e disinibita tanto la sorella è severa e moralmente ineccepibile. I due nemici della pretora colgono la palla al balzo e cercano di screditare il magistrato, facendo girare alla sosia della stessa un filmetto porno, con Rosa protagonista di una versione erotica di Biancaneve.

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L’arma di ricatto si rivela vincente, e la povera Viola viene chiamata a discolparsi dal procuratore della repubblica. Riuscirà a farlo, grazie ad un particolare anatomico, ma alla fine, sdegnata per essere stata messa sotto accusa, e approfittando del sopravvenuto divorzio del suo amante, la donna, dopo aver riportato giustizia e aver riabilitato il proprio nome, rassegna le dimissioni.

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Edwige Fenech (nel ruolo di Rosa), interpreta la versione a luci rosse di Biancaneve

Incursione di Lucio Fulci nel genere commedia sexy, La pretora, diretto dal maestro nel 1976, si distacca da altre pellicole del genere sia per la verve ironica che affiora spesso, sia per la bonaria presa in giro del moralismo e dell’essere bacchettoni, difetto molto radicato, allepoca, nella sonnolenta provincia italiana.

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La Fenech sostiene con garbo il doppio ruolo di Viola e di Rosa, donando ai personaggi un certo spessore narrativo, oltre che prestando il suo magnifico corpo alla telecamera. Un film che andrebbe rivisto alla luce di una stagione, quella della commedia sexy, che partorì diversi buoni film, all’epoca bocciati come commedie scollacciate. Solito giudizio tanciato con le forbici dal solone “critico so tutto”, che riprendo, as usual, dal Morandini, vera e propria Bibbia per coloro che non amano il cinema:

La dottoressa Viola Orlando, pretore in Veneto, ha una sorella gemella birichina. Film anonimo e inconsistente con la Fenech nella parte delle gemelle.

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La pretora, un film di  Lucio Fulci. Con Gianni Agus, Giancarlo Dettori, Edwige Fenech, Oreste Lionello.
Piero Palermini, Michele Malaspina, Pietro Tordi, Galliano Sbarra, Mario Maranzana, Walter Valdi, Luca Sportelli, Raf Luca, Gianni Solaro

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Edwige Fenech: Viola/Rosa
Giancarlo Dettori: conte Renato Altieri
Gianni Agus: Angelo Scotti
Oreste Lionello: Francesco Lo Presti
Raf Luca: Raffaele Esposito
Mario Maranzana: avvocato Bortolon
Carletto Sposito: procuratore

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Regia Lucio Fulci
Soggetto Franco Marotta, Laura Toscano
Sceneggiatura Franco Marotta, Laura Toscano; coll. dial. Franco Mercuri
Casa di produzione Coralta Cinematografica
Distribuzione (Italia) Dear International
Fotografia Luciano Trasatti
Musiche Nico Fidenco
Scenografia Eugenio Liverani
Costumi Vera Cozzolino

 

marzo 30, 2009 Posted by | Commedia | , , | Lascia un commento

Perchè quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer?

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Jennifer, una giovane e bellissima modella (Edwige Fenech), con un passato molto torbido da dimenticare, sceglie come domicilio un appartamento in un condominio in cui abitano strane persone; una donna lesbica molto ambigua (Annabella Incontrera), una spogliarellista che lavora in un night (Carla Brait), un suonatore di violino sicuramente con il cervello fuori fase.

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Edwige Fenech

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Paola Quattrini

Assieme alla ragazza va a vivere una sua amica (Paola Quattrini), un po svampita; un giorno la spogliarellista viene uccisa proprio nell’ascensore. Da quel momento qualcuno inizia ad attentare alla vita di Jennifer,che nel frattempo conosce un giovane architetto del quale si innamora (George Hilton).

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Carla Brait

Ma nella vita di Jennifer rientra anche il vecchio amante, che la aveva iniziata ai rapporti a tre e alla droga; Jennifer lo respinge,mentre nel frattempo l’assassino misterioso colpisce ancora,uccidendo la sua amica.

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La storia prosegue fino al colpo di scena finale, dopo che la ragazza ha rischiato ancora una volta di morire, e dopo aver sospettato anche del suo nuovo amore. Giallo sui generis di Giuliano Carnimeo, regista specializzato in western, che tenta,senza grossi risultati, la strada del giallo non andando oltre un onesto lavoro, nonostante un cast discreto, nel quale figurano,oltre alla Fenech e a Hilton, Oreste Lionello, nel ruolo di un fotografo gay e Paola Quattrini, che compare in una fugace scena di nudo dentro una vasca da bagno.

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Perchè quelle gocce di sangue sul corpo di Jennifer,

un film di Giuliano Carnimeo. Con George Hilton, Paola Quattrini, Edwige Fenech, Oreste Lionello, Luciano Pigozzi, Annabella Incontrera, Georges Rigaud, Giampiero Albertini, Carla Brait, Carla Mancini, Franco Agostini. Genere Giallo, colore 97 minuti. – Produzione Italia 1973.

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Edwige Fenech     …     Jennifer Lansbury
George Hilton    …     Andrea Barto
Annabella Incontrera    Sheila Heindricks
Paola Quattrini    …     Marilyn Ricci
Giampiero Albertini    Commissario Enci
Franco Agostini    …     Redi
Oreste Lionello    …     Arthur
Ben Carra    …     Ex-Marito Di Jennifer
Carla Brait    …     Mizar Harrington
Gianni Pulone    …     Waiter
George Rigaud    …     Professor Isaacs, padre di Sheila
Antonio Basile    …     (uncredited)
Evi Farinelli    …     Prima vittima (uncredited)
Francesco Narducci    Fotografo(uncredited)
Gennarino Pappagalli    Guardiano Nightclub  (uncredited)
Filippo Perego    …     Guardiano Nightclub  (uncredited)
Luciano Pigozzi    …     Fanelli
Maria Tedeschi    …     Signora Moss (uncredited)

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Regia: Giuliano Carnimeo
Sceneggiatura: Ernesto Gastaldi
Prodotto da: Luciano Martino
Produttore associato: Marcello Romeo
Muscihe: Bruno Nicolai
Film editing: Eugenio Alabiso
Costumi: Silvio Laurenzi
Production Management: Furio Rocchi, Lamberto Palmieri
Rita Savagnone doppia Edwige Fenech

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giugno 18, 2008 Posted by | Thriller | , , , , , , , | Lascia un commento