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Amore mio,spogliati che poi ti spiego

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Il timido Alberto ha una bellissima fidanzata,Cristina,sulla quale però nutre qualche dubbio.
Giustificato.
La donna infatti ha una relazione con un impenitente playboy,Giuliano,che tra l’altro è il suo migliore amico.
Lungi dall’essere un amante traquillo e fidato,Giuliano ha una vita sentimentale molto movimentata.
Ha infatti altre due relazioni con le belle Benita e Helga,mantenendo in piedi un impossibile menage a quattro.
Dietro consiglio della sua segretaria Rossana,segretamente infatuata di lui,Alberto assume un investigatore privato
scoprendo così di essere fatto becco dal suo miglior amico.
Consigliato da Rossana,Alberto prepara una trappola per Giuliano,riuscendo a combinare un incontro tra tutte e tre le amanti e Giuliano;
tutti i nodi verranno al pettine e Alberto in un colpo solo si vendicherà della coppia di amanti e seminerà zizzania fra loro,
oltre che trovare un nuovo amore nella timida Rossana.

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Dopo un passato di assistente regista e con alle spalle quattro documentari,Renzo Ragazzi si cimenta nella sua prima e unica
regia cinematografica,con risultati tutto sommati sufficienti,con la co direzione dello scrittore,regista e sceneggiatore Fabio Pittorru.
Amore mio spogliati che poi ti spiego è una delle tantissime commedie a sfondo sexy uscite sugli schermi a metà degli anni settanta,
garbata e con qualche sprazzo di umorismo.
Nonostante il titolo pesantemente allusivo,non siamo di fronte ad una delle tante versioni osè del florido filone erotico,bensi
ad una commedia in agro dolce,ben recitata e tenuta su con dignitoso mestiere da Ragazzi,che si era fatto le ossa in precedenza
con Margheriti,per esempio,facendogli da spalla in Il pianeta degli uomini spenti, con Jacques Deray in Sinfonia per un massacro e con Tessari
nel suo Il fornaretto di Venezia e da Fabio Pittorru,fecondo scrittore di soggetti come …A tutte le auto della polizia… Una ondata di piacere,
La dama rossa uccide sette volte ed altri,anche lui proveniente come regista da tre documentari a carattere di divulgazione scientifica.
Una commedia gustosa,quindi,non volgare,con un cast di comprimari di buon livello,fra cui spiccano Enzo Cerusico,il timido dottore fatto becco
dalla splendida fidanzata,interpretata dalla bellissima Silvia Dionisio,brava e in parte,da Nino Castelnuovo che è Giuliano,falso amico del dottore
e da una imbruttita per esigenze di copione Lia Tanzi.

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Completano il cast Valeria Fabrizi e la sorella minore di Silvia,Sofia Dionisio,carina ma nulla più.
Un’ora e mezza che scivola via senza grossi sussulti ma piacevolmente,per un film in ultima analisi inoffensivo ma almeno non becero.
Passato raramente in tv,è oggi assolutamente introvabile in rete.

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Amore mio spogliati che poi ti spiego…

Un film di Fabio Pittorru. Con Nino Castelnuovo, Enzo Cerusico, Silvia Dionisio, Lia Tanzi, Valeria Fabrizi, Umberto D’Orsi,
Gino Pagnani Commedia, durata 95 min. – Italia 1975.

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amore-mio-spogliati-che-poi-ti-spiego-banner-protagonisti

Enzo Cerusico: Alberto Donati
Silvia Dionisio: Cristina
Nino Castelnuovo: Giuliano
Lia Tanzi: Rosanna
Valeria Fabrizi: Benita
Umberto D’Orsi: Il commissario
Gino Pagnani: Otello
Dante Cleri: Martuccio
Luca Sportelli: Carabiniere
Toni Ucci: Gerbino

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Regia Fabio Pittorru, Renzo Ragazzi
Soggetto Fabio Pittorru
Sceneggiatura Fabio Pittorru
Casa di produzione Jarama Film
Fotografia Pier Luigi Santi
Montaggio Romeo Ciatti
Musiche Mario Pagano
Costumi Orietta Nasalli-Rocca

amore-mio-spogliati-che-poi-ti-spiego-banner-recensioni

Opinioni tratte dal sito http://www.davinotti.com

Undying

Alberto (Enzo Cerusico) mette alle calcagna della fidanzata un investigatore privato, perché dubita fortemente della sua fedeltà. Come volevasi dimostrare la bella Cristina (Silvia Dionisio) se la spassa con il suo migliore amico, tale Giuliano (Nino Castelnuovo) che a sua volta se l’intende con altre due stangone. Con il supporto della segretaria Rossana (Lia Tanzi) Alberto medita vendetta. La storia è piuttosto scontata e si ricorda per essere un’insolita regia dell’esperto sceneggiatore di gialli e thriller Pittorru. Ottimo il comparto d’attori, con presenza di entrambe le sorelle Dionisio.
Homesick

Commedia erotica dalla trama elementare ma spiritosa, irrobustita da interpreti disinvolti come Cerusico, ingenuo ma risoluto, e l’amichevole Castelnuovo. Da parte sua il cast femminile, oltre a spogliarsi con una grazia e un’allegria purtroppo non più riscontrabile nel cinema di oggi, sa infondere personalità e vividezza ai suoi personaggi simpaticamente vogliosi di fidanzate irrequiete (Silvia Dionisio) e di segretarie in carriera (Tanzi, Sofia Dionisio).
Markus

Modesta pellicola vagamente sexy con un titolo piuttosto divertente e “prurignosamente” promettente, come spesso capitava negli anni Settanta. Per l’ennesima volta il bravo attore Nino Castelnuovo è mal gestito, ma forse anche lui, in fin dei conti, ha dato il meglio di sè a teatro e negli sceneggiati Rai. Il film si segnala più che altro per la presenza graditissima al pubblico maschile delle sorelline Dionisio.
Motorship

Commediola sexy non riuscitissima ma neanche da buttar via. La storia è una delle più semplici (uomo maturo geloso della fidanzata giovane la pedina tramite un investigatore) e anche prevedibili (ha ragione: lo fa becco col baldo giovine), ma c’è un bel clima, personaggi simpatici e battute sagaci che convergono in una sceneggiatura troppo all’acqua di rose. Ottimo il cast, a cominciare dal simpatico Enzo Cerusico passando per la bellissima (e qui simpatica anche) Silvia Dionisio, Lia Tanzi, Sofia Dionisio e Nino Castelnuovo.

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settembre 28, 2016 Posted by | Commedia | , , , , , | 1 commento

Fatevi vivi, la polizia non interverrà

Fatevi vivi la polizia non interverrà locandina

Luisa Bonsanti, figlia di un ingegnere, viene rapita sotto gli occhi della prostituta Marisa e di alcuni involontari passanti
L’ingegner Bonsanti informa del rapimento il commissario Caprile mentre la banda che ha rapito la piccola Luisa, che risponde agli ordini dell’uomo che è dietro al sequestro chiamato il Maestro discute sull’entità del riscatto da chiedere per la liberazione della stessa Luisa.
La polizia non ha altra pista se non quella di Marisa, l’unica fonte attendibile per capire chi si nasconda dietro il rapimento.

Così, in attesa di una telefonata da parte dei rapitori, la polizia perde tempo inutilmente in quanto la donna sembra essere del tutto all’oscuro non avendo potuto vedere i rapitori, coperti da cappucci.
Il commissario Caprice ha dei sospetti sul più importante mafioso della zona, Don Francesco, che però si dichiara completamente estraneo alla faccenda: l’uomo infatti, pur non potendo escludere la partecipazione di qualche suo uomo all’azione criminale, dichiara con forza di avere un codice morale che gli impedisce di utilizzare donne e bambini come vittime di sequestri o di atti criminosi.
Ed è proprio il mafioso a individuare, dopo una serie di avvenimenti, il luogo dove il misterioso maestro ha posto la sua base operativa; Don Francesco uccide il maestro e dopo aver liberato la piccola Luisa fornisce anche le indicazioni per ritrovare i soldi del riscatto.

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Fatevi vivi la polizia non interverrà è un poliziesco girato nel 1974 da Giovanni Fago, qui al suo primo (ed anche unico) poliziesco dopo aver girato tre western, il più famoso dei quali O Cangaçeiro (1970) interpretato da Thomas Milian aveva ottenuto un buon riscontro al box office.
Il film non ha particolari motivi di interesse, essendo un poliziesco abbastanza tradizionale, uno dei tanti prodotti del genere che affollarono le sale cinematografiche nella parte centrale degli anni settanta.
Ha però dalla sua l’ambizione di radiografare uno dei temi più scottanti della cronaca nera dell’epoca, ovvero la piaga dei sequestri di persona, utilizzando questa volta la novità del sequestro di una bambina.
L’indagine socio politica sulla storia, l’intreccio tra malavita e forze dell’ordine e altri possibili sviluppi della tematica restano però delle pie illusioni, in quanto il film non si scosta mai da una certa banalità di fondo, che si registra sopratutto nei dialoghi evidentemente artefatti e superficiali.

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Però il film ha dalla sua qualche buona iniziativa, ha una buona fotografia e un certo senso del ritmo e sopratutto vede tra i protagonisti un ottimo cast di attori sicuramente espressivi.
Pur non scendendo mai sul terreno della denuncia e non approfondendo mai la tematica del rapimento come espressione del disagio sociale degli anni di piombo, il film ha un suo decoro e quanto meno ha un buon ritmo e sopratutto non scende mai sul terreno della bassa macelleria, uno degli espedienti più usati nel genere poliziesco.
Come dicevo, il film ha un cast di ottimo livello che include il qui legnoso Henry Silva (il commissario Caprice), generalmente utilizzato come cattivo in molte produzioni e questa volta nei panni del commissario intelligente, acuto; Philippe Leroy, sempre moderato ed elegante nei panni del Maestro, deux ex machina organizzatore del rapimento,Gabriele Ferzetti, il mafioso dal rigido codice morale e le due presenze femminili, Lia Tanzi e Rada Rassimov, la prima nei panni della prostituta Marisa e la seconda in quelli di Marta.

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Fago dirige un film tutto sommato godibile, senza grossi scatti ma anche senza vistose cadute di tensione.
Nessuna indicazione, purtroppo, su siti che permettano una visione in streaming del film; unica possibilità, il download del film, rigorosamente in lingua inglese, al link http://k2s.cc/file/2f2b1878fa5dc/Ki74nap.rar
Fatevi vivi, la polizia non interverrà
Un film di Giovanni Fago. Con Henry Silva,Gabriele Ferzetti, Rada Rassimov, Philippe Leroy, Loris Bazzocchi,Pino Ferrara, Renato Pinciroli, Calisto Calisti, Bruno Boschetti, Luciano Bartoli, Rosita Torosh, Gianfranco Barra, Omero Antonutti, Lia Tanzi, Armando Brancia, Fausta Avelli, Franco Diogene Drammatico, durata 90 min. – Italia 1974.

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Fatevi vivi la polizia non interverrà banner protagonisti

Henry Silva: Commissario Caprile
Rada Rassimov: Marta
Philippe Leroy: il professore
Gabriele Ferzetti: Frank Salvatore
Franco Diogene: Nino
Lia Tanzi: Marisa
Calisto Calisti: mafioso
Marco Bonetti: rapitore
Pino Ferrara: Mercuri
Armando Brancia: avvocato
Loris Bazzocchi: mafioso
Paul Muller: Jimmy
Fausta Avelli: Luisa Barsanti
Luciano Bartoli: Pino

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Regia Giovanni Fago
Sceneggiatura Adriano Bolzoni, Giovanni Fago
Musiche: Piero Piccioni
Montaggio:Alberto Gallitti
Fotografia:Roberto Gerardi
Casa di produzione Produzioni Associate Delphos

 Fatevi vivi la polizia non interverrà banner recensioni

L’opinione del sito http://www.pollanetsquad.it

“Nonostante il titolo, il nuovo film di Giovanni Fago non si allinea pedissequamente dietro gli ormai tanti dedicati alla polizia italiana con non sempre chiare moralità politiche. “Fatevi vivi la polizia non interverrà” ha ambizioni sensibilmente maggiori del consueto, se non altro perché cerca di armonizzare due temi: da un lato la radiografia di un kidnapping; dall’altro un’indagine sui rapporti tra legge e mafia. Ciò detto, va anche subito aggiunto che tali ambizioni rimangono campate in aria, più annunciate che realizzate. Ma resta almeno al film un certo sapore di denuncia non velleitaria né qualunquista. E gli argomenti sfiorati hanno pur sempre il pregio di una drammatica attualità. […] Fago ha narrato in modo sufficientemente interessante pur se, tra le molte fila dell’intreccio, non sempre ha scelto e seguito le più significative, preferendo anzi spesso le più facili e spettacolari: col risultato di dover poi colmare certi vuoti psicologici mediante didascaliche battute che alla lunga non salvano i personaggi da una fondamentale banalità. […] “

L’opinione di Undjing dal sito http://www.davinotti.com

Il “maestro” (Philippe Leroy) dispone il sequestro della figlia di un ingegnere, convogliando le indagini della polizia – guidata da un monocorde Henry Silva – sulla banda capeggiata da Frank Salvatore (Gabriele Ferzetti). Confuso poliziesco maldiretto da un cineasta attivo su altri fronti: melodrammi (Il maestro di violino) e spaghetti western di terz’ultima generazione (Per 100.000 dollari t’ammazzo). Il film azzarda un sottotesto tipico dei tardo-polizieschi, ovvero la collaborazione tra le forze dell’ordine e alcune frange della malavita. Cast notevole, ma mal gestito.

L’opinione di Gestarsh99 dal sito http://www.davinotti.com

Gli echi di Milano odia risuonano ai confini svizzeri in più punti: il rapimento della pargola di famiglia abbiente; la gang di cani sciolti invisi alla malavita locale; il barcone-rifugio nascosto in un anfratto lacustre; il “colombesco” Henry Silva, stavolta passivissimo. Fago se la prende molto comoda, con l’azione ben chiusa in un cassetto e nonostante gli eventi di sangue stila un dramma poliziesco dai toni pacati e sereni. Pellicola semplicissima, di innocente linearità: non annoia e scivola via pacifica tra ampi interni lussuosi, eleganti facciate architettoniche e gli splendidi scorci naturali comensi.

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aprile 16, 2014 Posted by | Drammatico | , , , , , , , | Lascia un commento

La vergine, il toro e il capricorno

La vergine il toro e il capricorno locandina

Gianni Ferretti, architetto di grido e marito della splendida Giulia, seduce tutte le donne che gli capitano a tiro; un giorno, ospite di un amico nella sua villa, ha un rapporto con la moglie del proprietario, la Signora Scapicolli, nella vasca da bagno.
Giulia, insospettita dal comportamento del marito, che la sera accampa scuse per non avere rapporti con lei, lo segue nella notte e attraverso il buco della serratura scopre l’adulterio.

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Edwige Fenech è Giulia

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Il giorno dopo, davanti agli amici esterrefatti, si denuda, prende per mano un ospite inglese e si rinchiude nel garage della villa, simulando di avere un rapporto con l’uomo.
Disperato, Gianni promette alla moglie di non tradirla più, ma dopo poco tempo ci ricasca con la sua dattilografa, Enrica.

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Alberto Lionello è Gianni

E’ Luisa, un’amica di Giulia, ad avvisare la donna della nuova infedeltà del marito.
Giulia, a questo punto, pianta tutto e si rifugia ad Ischia, dove ben presto la sua bellezza miete le prime vittime; a farne le spese è Felice Spezzaferri, un playboy di provincia, che tenta in tutti i modi di sedurre Giulia.
Nel frattempo Gianni sta cercando disperatamente la moglie, e dopo una serie di disavventure, scopre che anche Enrica, la segretaria, lo tradisce; con l’inganno riesce a sedurre Luisa, facendosi dire il nascondiglio della moglie.
Che nel frattempo si è consolata con Patrizio, un giovane mantenuto da una turista; quando Gianni arriva, non può far altro che accettare la situazione.

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Sul traghetto che riporta i coniugi a casa Gianni ha però modo di agganciare proprio l’ex donna di Patrizio.
Luciano Martino dirige, nel 1977, La vergine il toro e il capricorno film appartenente as usual al genere sexy- commedia; lo fa con una storia assolutamente scontata, fatta dal classico binomio corna/bellona di turno; la musa questa volta è Edwige Fenech, affiancata da un cast notevole di caratteristi.
Ma la storia, già di per se banalissima, perde ulteriore consistenza per la mancanza di gag, nonostante nel cast figurino i migliori protagonisti della commedia sexy, ovvero Alvaro Vitali, Mario Carotenuto, Alberto Lionello, Aldo Maccione…..

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Ria De Simone, la Signora Scapicolli

A parte le rituali docce della Fenech (cronometrati 3 minuti buoni di docce, su un totale di 90 minuti di pellicola!) il film si segnala solo per l’uso del turpiloquio, assolutamente ingiustificato, e per le nudità molto abbondanti della Fenech, questa volta affiancata anche dalla brava Lia Tanzi; il resto è davvero poca cosa, a partire dallo scontatissimo tema delle corna, passando per l’immancabile guardone con binocolo che spia la provocante Giulia e Luisa, per finire al belloccio di turno, Ray Lovelock, che riesce a godersi tanto ben di Dio alla faccia del marito becco e anche contento.

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Il cast, alle prese con una commedia spompata in partenza, si arrangia come può, mancando questa volta il pezzo forte del genere, ovvero la battuta sarcastica; qui predomina la battuta da caserma, tipica dei Pierini che arriveranno di la a poco.
Così appaiono decisamente sprecati Lionello e Maccione, la Bisera e la De Simone, Carotenuto e Vitali, la Tanzi e la stessa Fenech, la Schurer, Garrone e tutto il resto del notevole cast; un film che non prende mai, che parte in sordina e termina anche peggio.

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Un esempio di battute che circolano nel film: ” Scrivi, dattilografa: sei la mia puttanografa“; il livello ahimè è questo….
Trovo molto pertinenti questi due sintetici commenti, che condivido appieno, presi il primo dal Davinotti e il secondo dal Morandini:

“Ho visto questo film quasi senza nemmeno accennare un mezzo sorriso. Purtroppo i meccanismi comici sono un po’ troppo forzati e vaghi, poco definiti; la colpa è più che altro di una sceneggiatura troppo ripetitiva e allungata all’infinito: una semplice storiella di corna che sarebbe potuta durare la metà. Alvaro Vitali, poi, compare pochissimo e si limita a diventare rosso in faccia ripetendo l’adagio “Che Bona-che Bona”. Film pessimo, più che una commedia è una storiella scema con sequenze di nudo.”

“Tradita a ripetizione dal marito, speculatore edilizio, la bella Giulia decide di rendergli la pariglia. Farsa imperniata ossessivamente sul tema delle corna con dialoghi di programmatico cattivo gusto.”

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Edwige Fenech e Lia Tanzi

Il film è disponibile su You tube,in una versione accettabile qualitativamente all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=Zpm7PEM-qhc

La vergine, il toro e il capricorno, un film di Luciano Martino  Con Edwige Fenech, Aldo Maccione, Alberto Lionello, Ugo Bologna, Riccardo Garrone, Cesarina Gheraldi, Adriana Facchetti, Mario Carotenuto, Tiberio Murgia, Fiammetta Baralla, Erna Schurer, Ray Lovelock, Pinuccio Ardia, Gianfranco Barra, Gabriella Lepori, Giacomo Rizzo, Lia Tanzi, Alvaro Vitali, Olga Bisera, Laura Trotter, Anna Melita, Michele Gammino
Erotico, durata 90 min. – Italia 1977.

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Edwige Fenech     …     Gioia Ferretti
Alberto Lionello    …     Gianni Ferretti
Aldo Maccione    …     Felice Spezzaferri
Olga Bisera    …     Enrica
Alvaro Vitali    …     Alvaro
Erna Schürer    …     Tourist with Patrizio
Michele Gammino    …     Raffaele
Mario Carotenuto    …     Pietro Guzzini
Giacomo Rizzo    …     Peppino Ruotolo
Fiammetta Baralla    …     Aida, la cameriera
Gianfranco Barra    …     Alberto Scapicolli
Lars Bloch    …     Professore mericano
Sabina De Guida    …     Marchesa
Ria De Simone    …     Signora Scapicolli
Adriana Facchetti    …     Moglie di Guzzoni
Riccardo Garrone    …     Il marito di Enrica
Cesarina Gheraldi    …     Zoraide, la madre di Gianni
Gabriella Lepori    …     La segretaria di Gianni
Patrizia Webley    …     Moglie di Raffaele
Lia Tanzi    …     Luisa
Ray Lovelock    …     Patrizio Marchi
Dante Cleri    …     Venditore di gelati
Sofia Lombardo    …     Un’altra segretaria di Gianni

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Regia Luciano Martino
Soggetto Luciano Martino
Francesco Milizia
Sceneggiatura Cesare Frugoni
Luciano Martino
Francesco Milizia
Fotografia Giancarlo Ferrando
Montaggio Eugenio Alabiso
Musiche Franco Pisano

febbraio 11, 2010 Posted by | Erotico | , , , , , , , , | Lascia un commento

La signora gioca bene a scopa?

La signora gioca bene a scopa locandina

Michele è un commerciante di scarpe, napoletano trapiantato in Emilia, con due debolezze: il gioco e le donne. Il primo dei due vizi, il poker, è responsabile del suo temporaneo tracollo economico. Il suo socio, Peppino, non manca di fargli notare la ormai drammatica situazione economica in cui versa; a questo punto Michele è costretto a ricorrere alle armi della seduzione, riallacciando la precedente relazione con la pittrice Giulia. Grazie alla donna, Michele riesce a sedurre la ricca sorella Monica, un’allevatrice di polli; ma la situazione si ingarbuglia quando a casa di Monica e Giulia, dove ormai Michele si è trsaferito come amministratore delle due donne, arriva uno scrittore di libri erotici, Alberto, con la moglie Eva.

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Aldo Giuffrè e Edwige Fenech

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Lia Tanzi

Quest’ultima, una tedesca che riesce a far l’amore solo sotto l’acqua, dapprima tratta con disprezzo Michele, per poi diventare un’insaziabile amante. Stretto nel giro a tre, Michele ben presto mostra la corda e decide di correre ai ripari. Riesce con uno stratagemma a insinuare nei letti delle due il suo commesso Peppino, un giovane timido ma molto dotato (sessualmente) L’espediente ha successo, e Tonino diventa immediatamente l’amante delle due donne. Ma la cosa si rivela un’arma a doppio taglio per Michele: il giovane, infatti, lo soppianta ben presto, ma non solo. Eva, di cui ormai Michele è quasi innamorato, dopo avergli soffiato i soldi frutto di un’epica notte d’amore con le due sorelle, fugge piantando sia lui che il marito Alberto.

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Edwige Fenech

Michele è alla disperazione, ma accade un imprevisto; Tonino non regge al super lavoro con le due sorelle e muore d’infarto. Michele può così riprendere il suo posto tra le due donne. Film diretto da Giuliano Carnimeo nel 1974, La signora gioca bene a scopa? è la classica commedia sexy di metà anni settanta, con qualche nudo (qui affidato a Edwige Fenech), qualche lazzo volgarotto e qualche battuta anche simpatica. Se il film non si distacca dal filone delle commedie per palati grossolani, quantomeno ci si rifà gli occhi con qualche scena di nudo, peraltro molto castigata, della sempre splendida Fenech, che questa volta parla con un buffo accento inglese. Il cast è fatto da ottimi caratteristi e vede la presenza anche di Carlo delle Piane, che interpreta il commesso Tonino, che pagherà la sua avidità con un infarto, di Carlo Giuffrè, nei panni del playboy Michele, di Didi Perego e Franca Valeri,

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rispettivamente le due sorelle Monica e Giulia, di Enzo Cannavale, al solito a suo agio nei panni di spalla, questa volta di Giuffrè, infine di Gigi Ballista, Gervasio, colui che spenna sistematicamente Michele e di Oreste Lionello, simpatico nel ruolo del marito di Eva. Film senza grossi meriti, ma nemmeno con grossi demeriti, qualche battuta la risata la strappa anche se, come già detto, siamo nell’ambito della commedia sexy più disimpegnata.

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La signora gioca bene a scopa? un film di Giuliano Carnimeo. Con Edwige Fenech, Didi Perego, Franca Valeri, Carlo Giuffrè, Adriana Facchetti, Oreste Lionello, Enzo Cannavale, Enzo Andronico, Vittorio Fanfoni, Gigi Ballista, Enzo Robutti, Carla Mancini, Lia Tanzi, Commedia, durata 90 min. – Italia 1974

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La signora gioca bene a scopa personaggi

Carlo Giuffrè     …     Michele Cammagliulo
Edwige Fenech    …     Eva
Didi Perego    …     Monica
Franca Valeri    …     Giulia Nascimbeni
Carlo Delle Piane    …     Tonino
Lia Tanzi    …     Marisa
Gigi Ballista    …     Gervasio Caminata
Oreste Lionello    …     Alberto
Enzo Cannavale    …     Peppino
Adriana Facchetti    …     Giuditta
Enzo Andronico    …     Dottore
Enzo Robutti    …     Primo Guendalini

La signora gioca bene a scopa cast

Regia: Giuliano Carnimeo
Sceneggiatura: Tito Carpi, Carlo Giuffrè
Prodotto da : Gianfranco Couyoumdjian, Luciano Martino
Editing: Eugenio Alabiso
Costumi: Rosalba Menichelli
Direzione musicale: Alessandro Alessandroni
Art department: Antonio Visione

gennaio 13, 2010 Posted by | Erotico | , , , , , , , , , | Lascia un commento

La stanza del Vescovo

La stanza del vescovo locandina

Un giovane giramondo, Marco Maffei, con la sua barca Tinca, durante un approdo sul Lago Maggiore, conosce l’avvocato Temistocle Orimbelli; l’uomo, personaggio stravagante quanto infido e ambiguo, lo porta nella villa dove vive con sua moglie Cleofe e la cognata Matilde, che è sposata per procura con Angelo Berlusconi, apparentemente scomparso in Etiopia durante la guerra d’Africa.

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Patrick Dewaere è Marco Maffei, Ugo Tognazzi è Temistocle

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Ornella Muti è Matilde

Qui Maffei ha modo di constatare i pessimi rapporti esistenti tra Temistocle e la moglie, che l’uomo ha sposato solo per denaro, e ha modo di capire il forte interesse che suscita sulla ragazza, sposata senza aver mai conosciuto il marito. Marco e Temistocle hanno alcune avventure in comune, come quella in cui l’avvocato riesce a sedurre prima l’amica svizzera dell’amante di Maffei e poi la donna stessa, suscitando in Marco reazioni contrastanti;

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se da un lato ammira quell’uomo bugiardo, donnaiolo ma comunque spavaldo e sicuro di se, dall’altro non può fare a meno di notare come l’avvocato sia privo di qualsiasi scrupolo.Durante una delle visite a casa della signora Cleofe, Matilde chiede a Marco di fare un giro con la sua barca, in compagnia di Temistocle; la notte l’uomo raggiunge Maffei nella sua stanza, e gli confessa di avere una relazione con la donna. L’indomani i tre partono per l’escursione in barca, durante la quale si aggrega una giovane amica di Marco, Landina.

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Nella notte Marco capisce che davvero Temistocle e Matilde hanno una relazione, ma l’indomani Matilde racconterà all’uomo che la relazione è inziata proprio la notte prima, in seguito al disinteresse mostrato da Marco per la donna.Durante un’escursione a Stresa, mentre sono tutti e quattro a pranzo, un appuntato dei carabinieri li raggiunge al tavolo, e li informa della morte della moglie di Temistocle, Cleofe. Rientrati alla villa, trovano il giudice istruttore che è convinto che la donna sia stata uccisa; ma Temistocle ha un alibi, che è confermato sia da Marco che da Matilde.

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Tuttavia, nella notte, a Marco è sembrato di aver visto l’avvocato in sella ad una bicicletta, ma non racconta nulla al giudice. Così l’inchiesta sulla morte di Cleofe viene archiviata e Temistocle a questo punto, erede dei beni della donna, sposa la cognata, che nel frattempo ha visto il suo matrimonio annullato per la presunta morte del marito.
Ma, a sorpresa, tre mesi dopo ecco un colpo di scena: nella villa arriva proprio Angelo Berlusconi, che ha appreso dai giornali etiopi della morte della sorella, ed è tornato in Italia per investigare sulle vere cause della morte di Cleofe. Con la testimonianza di Marco, Temistocle viene così smascherato, e per evitare l’arresto si uccide; dopo una notte d’amore con Matilde, Marco lascia per sempre la villa, rinunciando alla donna e riprendendo la sua vita vagabonda.

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Diretto da Dino Risi e tratto dall’omonimo romanzo di Pietro Chiara,La stanza del vescovo è uno splendido affresco tinto di noir, nel quale il grande regista riesce a ricreare le atmosfere dark del romanzo, grazie anche ad una splendida ricostruzione anche visiva, a cui non è estranea la suggestiva cornice del Lago Maggiore; gli attori, ovvero Tognazzi, Dewaere e la Muti, oltre alla bravissima Giacobbe, esaltano i loro personaggi caratterizzandoli in maniera precisa.

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Accolto bene dalla critica, il film è stato un pò dimenticato sopratutto per la presenza, nel film, di alcuni nudi femminili, che hanno finito per creare problemi con la commissione di vigilanza; tuttavia, ancora oggi, leggendo alcune critiche online, ci si chiede che film abbiano visto mai alcuni critici all’epoca della sua uscita. Valga per tutti questo commento tratto da uno dei siti più impotanti dedicati al cinema:
Da un romanzo (1976) di Piero Chiara. Due amici improvvisati veleggiano sul Lago Maggiore, nell’Italia del 1946, facendo scalo in caccia di donne, ma poi l’anziano incastra il giovane in un tenebroso intrigo di amore e di morte. Il mestiere di D. Risi è fuori discussione con l’eleganza della scrittura e il puntiglio scenografico ma, forse per la preoccupazione di agganciare il grosso pubblico, il film risulta appannato, come adagiato in stracche cadenze.”

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Una recensione assolutamente ridicola, che non tiene conto della bontà della trasposizione cinematografica del romanzo, cosa da sempre molto complicata, della solita straordinaria bravura di Risi nel dirigere, con ampio respiro, storie difficili, rendendole con un mestiere senza pari. Di appannato, verrebbe da dire, c’è solo l’intelletto di colui che ha stilato questo giudizio rozzo e grossolano.

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Un bellissimo primo piano di Ornella Muti

La stanza del Vescovo, un film di Dino Risi. Con Ugo Tognazzi, Ornella Muti, Lia Tanzi, Patrick Dewaere, Gabriella Giacobbe, Francesca Juvara, Renzo OzzanoCommedia, durata 110 min. – Italia 1977.

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Ugo Tognazzi: Temistocle Mario Orimbelli
Ornella Muti: Matilde Scrosati in Berlusconi
Patrick Dewaere: Marco Maffei
Lia Tanzi: Landina
Gabriella Giacobbe: Cleofe Berlusconi In Orimbelli
Katia Tchenko: Charlotte
Karina Verlier: Germaine
Franco Sangermano: Giudice Istruttore Mazzoleni
Marcello Turilli: Angelo Berlusconi
Piero Mazzarella: Brighenti
Renzo Ozzano: Brigadiere

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Regia Dino Risi
Soggetto Piero Chiara
Sceneggiatura Leo Benvenuti, Piero De Bernardi, Dino Risi, Piero Chiara
Produttore Giovanni Bertolucci
Fotografia Franco Di Giacomo
Montaggio Alberto Gallitti
Musiche Glenn Miller, Parish, Armando Trovajoli
Scenografia Luigi Scaccianoce
Costumi Orietta Naselli Rocca

Incipit del romanzo di Chiara

“Nel tardo pomeriggio di un giorno d’estate del 1946 arrivavo, al timone di una grossa barca a vela, nel porto di Oggebbio sul Lago Maggiore. L’inverna, il vento che nella buona stagione si alza ogni giorno dalla pianura lombarda e risale il lago per tutta la sua lunghezza, mi aveva sospinto, tra le dodici e le diciotto, non più in su di quel piccolo abitato lacustre, dove decisi di pernottare.”

Citazione dal romanzo

“Il Vescovo era un prozio di mia moglie, monsignor Alemanno Berlusconi, morto nel ventotto, che fino a vent’anni fa passava l’estate in questa villa. Il padre di mia moglie gli aveva fatto addobbare la stanza migliore in modo degno d’un prelato che era Nunzio Apostolico in varie parti del mondo e faceva parte della Congragazione dei Riti.”

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settembre 12, 2009 Posted by | Drammatico | , , , , , | 4 commenti

Morte sospetta di una minorenne


Claudio Germi è un commissario di polizia che lavora sotto copertura; gira con una scassatissima Dyane 6, e per rendere credibile la sua copertura non esita a rapinare, con il giovane Giannino, prostitute.

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In realtà il commissario sta indagando sul sequestro di un bambino, quando si imbatte, per una coincidenza non fortuita, nell’omicidio di Marisa, una minorenne che si scoprirà essere la nipote del ricchissimo e potente Gaudenzio Pesce. Durante le indagini, Germi si imbatte nell’agenzia Smcd, all’apparenza una normale agenzia che procura baby sitter, in realtà una centrale operativa per il mercato del sesso di minorenni.

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Lia Tanzi (Carmela) con Claudio Cassinelli (Claudio Germi)

Seguendo Floriana, una giovane prostituta a tempo perso, Claudio Germi si imbatte nel Menga, un balordo che sfrutta la ragazza e che è implicato nel sequestro del bambino. Durante una sparatoria, sia Floriana che il Menga rimangono uccisi, ma Claudio riesce a recuperare i due miliardi del riscatto. Avversato dai colleghi per i suoi metodi anticonvenzionali, Germi deve guardarsi anche dal procuratore Listri, poco propenso all’uso dei sistemi spicci del commissario.

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Barbara Magnolfi è Floriana

Appoggiato, almeno agli inizi, dal questore, Claudio continua sulla sua strada, sicuro che dietro l’agenzia si nascondano sia i veri motivi della morte di Marisa, sia qualcosa di molto peggio del giro di squillo. Grazie a Carmela, un’altra prostituta, trova altre tracce, mentre un killer biondo, con gli occhiali a specchio, semina attorno a lui la morte, uccidendo dapprima la tenutaria della casa dove Marisa incontrava il suo amante, sia Carmela.

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Ma l’input decisivo arriva da Gloria, amica intima e “collega” di Marisa; la ragazza svela i veri retroscena, coinvolgendo il ricco e insospettabile Gaudenzio Pesce. Ma Giannino e Gloria muoiono saltando in aria sulla vespa del ragazzo, e un Claudio Germi assetato di vendetta andrà fino alla fine della strada, per catturare il vero responsabile morale della vicenda.Diretto bene da Sergio Martino , Morte sospetta di una minorenne è un thriller tradizionale, di buona fattura; molto carina la scena dell’inseguimento della Dyane scalcinata di Germi da parte del collega Teti, che non sospetta chi ci sia alla guida dell’auto.

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a destra Adolfo Caruso è Giannino

Buone le recitazioni di Cassinelli, di Mel Ferrer e di Massimo Girotti. Le bellezze di turno, ed è il caso di dirlo, sono Jenny Tamburi,Lia Tanzi, Barbara Magnotti,Patrizia Castaldi.

Il film è ora disponibile su Youtube,all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=5k35Cm3DTm4 in un’ottima versione.

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Morte sospetta di una minorenne, un film di Sergio Martino. Con Mel Ferrer, Claudio Cassinelli, Lia Tanzi, Jenny Tamburi.Barbara Magnolfi, Massimo Girotti, Gino Pernice, Fiammetta Baralla, Pino Caruso, Gianfranco Barra, Carlotta Wittig
Poliziesco, durata 94 min. – Italia 1975.

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Claudio Cassinelli: Paolo Germi
Mel Ferrer: questore
Lia Tanzi: Carmela
Gianfranco Barra: Teti
Patrizia Castaldi: Marisa
Adolfo Caruso: Giannino
Jenny Tamburi: Gloria
Massimo Girotti: Gaudenzio Pesce
Carlo Alighiero: capo ufficio S.M.C.D.
Franco Alpestre: il Menga, Raimodo Menghini
Fiammetta Baralla: albergatrice
Barbara Magnolfi: Floriana
Aldo Massasso: procuratore Listri
Roberto Posse: killer con occhiali da sole
Carlotta Witting: direttrice di S.M.C.D.
Franca Scagnetti: madre di Giannino
Anita Laurenzi: madre di Gloria
Franco Diogene: avvocato di Pesce
Alessandra Vazzoler: prostituta
Dino Emanuelli: giornalista
Maurizio Mattioli: protettore delle prostitute

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Regia Sergio Martino
Soggetto Ernesto Gastaldi
Sceneggiatura Ernesto Gastaldi, Sergio Martino
Produttore Luciano Martino
Casa di produzione Dania Film
Distribuzione (Italia) Titanus
Fotografia Giancarlo Ferrando
Montaggio Raimondo Crociani
Musiche Luciano Michelini
Scenografia Paolo Innocenzi e Elio Micheli
Costumi Elio Micheli

Trucco Mario Van Riel

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Morte sospetta di una minorenne locandina 1

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gennaio 29, 2009 Posted by | Thriller | , , , , , | Lascia un commento