Cleopatra

La lotta per il potere tra Caio Giulio Cesare e Pompeo è ormai alla fine;Cesare affronta nell’ultima battaglia il rivale,lo sconfigge e lo insegue per i mari,fino in Egitto,dove Pompeo chiede aiuto a Tolomeo XIV,fratello di Cleopatra,con la quale è in lotta per il trono d’Egitto.
Per inimicarsi il vincitore,Tolomeo fa uccidere e decapitare Pompeo,ma Cesare,inorridito,e soprattutto per dare una lezione a chiunque avesse attentato alla vita di un romano,decide di mettere sul trono d’Egitto la bellissima Cleopatra.
Il fascino della donna,le sue arti di seduzione,vincono ben presto il cuore del condottiero romano,e i due diventano amanti,tanto che dalla loro unione nasce un figlio,Cesarione. Cesare porta con se la regina a Roma,dove però viene ucciso da una congiura organizzata dal figliastro Bruto,in collaborazione con Cassio.
Ad Antonio,generale romano,viene affidato l’incarico di inseguire i due fuggitivi;Antonio arriva in Egitto,e anche lui si innamora della bellissima Cleopatra,che nel frattempo è ritornata nel suo paese.
Elizabeth Taylor è Cleopatra
La passione tra i due sfocia inevitabilmente in una congiura di corridoio a Roma,dove Antonio viene visto come un nemico della patria,avendo scelto di restare in Egitto con la sua amante. E’ l’erede di Cesare,Ottaviano,che ad Azio sconfigge le poche legioni fedeli a Antonio e a Cleopatra,che,perduti,decidono di darsi la morte. Polpettone storico in stile peplum,Cleopatra costò una cifra spropositata,e il non felice esito ai botteghini mandò quasi in rovina la 20th Century Fox,che aveva investito moltissimo nel titanico lavoro di Mankievitz;Cleopatra venne girato negli studi di Cinecittà,a Roma,con uno sfarzo imponente,ma con scarsa aderenza storica.
Tutto appare troppo grande,dalla profusione dei costumi fino alla bellezza davvero eccessiva di Cleopatra,della quale,storicamente,si elogiava solo la cultura e il fascino,doti che potrebbero appartenere anche ad una donna non bella.Il film portò comunque alle stelle la notorietà di Elizabeth Taylor,assolutamente inarrivabile nella sua straordinaria bellezza,e si trasformò in una miniera di gossip per anni,grazie allo sbocciare della storia d’amore tra Liz e Richard Burton,l’Antonio del film.
In pratica Cleopatra fu uno degli insuccessi più clamorosi della storia del cinema;i motivi sono da ricercare probabilmente nello scarso fascino che esercitò il film sulle platee mondiali,unito probabilmente all’eccessiva lunghezza dello stesso.
Cleopatra
un film di Joseph L. Mankiewicz. Con Elizabeth Taylor, Richard Burton, Rex Harrison, Hume Cronyn, George Cole, Pamela Brown,
Roddy McDowall. Genere Storico, colore 243 minuti. – Produzione USA 1963.
Elizabeth Taylor: Cleopatra
Richard Burton: Antonio
Rex Harrison: Giulio Cesare
Pamela Brown: High Priestess
George Cole: Flavio
Hume Cronyn: Sosigene
Cesare Danova: Apollodoro
Kenneth Haigh: Bruto
Andrew Keir: Agrippa
Martin Landau: Rufio
Roddy McDowall: Ottaviano – Cesare Augusto
Robert Stephens: Germanico
Francesca Annis: Eiras, Cleopatra’s handmaiden
Gregoire Aslan: Potino
Martin Benson: Ramos
Herbert Berghof: Teodoto
John Cairney: Febo
Jacqui Chan: Lotos, royal taster
Isabelle Cooley: Charmian
John Doucette: Achilla
Andrew Faulds: Canidio
Michael Gwynn: Cimber
Michael Hordern: Cicerone
John Hoyt: Cassio
Marne Maitland: Euphranor
Carroll O’Connor: Casca
Richard O’Sullivan: Faraone Tolomeo XIII
Gwen Watford: Calpurnia
Douglas Wilmer: Decimo
Regia: Joseph L. Mankiewicz
Soggetto: Carlo Mario Franzero
Sceneggiatura: Joseph L. Mankiewicz, Ranald MacDougall, Sidney Buchman
Fotografia: Leon Shamroy
Montaggio: Dorothy Spencer
Effetti speciali:
Musiche: Alex North
Scenografia: Herman Blumenthal, Hilyard Brown, John de Cuir, Boris Juraga, Maurice Pelling, Jack Martin Smith, Elven Webb, Paul S. Fox, Ray Moyer, Walter M. Scott

007 Thunderball-Operazione tuono


Operazione tuono segna il ritorno di Terence Young dietro la macchina da presa;il tandem ormai collaudatissimo con Sean Connery nel ruolo di James Bond prosegue,con la quarta avventura della serie,sempre tratta dai romanzi di Fleming.

Una splendida Claudine Auger è Domino
Largo (Adolfo Celi),il numero 2 della SPECTRE,ha intenzione di rubare da un aereo due testate atomiche con le quali ricattare l’Inghilterra e il mondo.M,il capo dell’Intelligence inglese riceve il messaggio e prima di cedere al ricatto manda in Kenia 007,con l’incarico di fare il possibile per recuperare le bombe.
Qui Bond,con l’aiuto di Domino (una delle donne di Largo),nuova Bond girl,penetra all’interno di una base sottomarina in cui sono custodite le bombe,le recupera,e dopo una furibonda battaglia tra sommozzatori trasportati via aereo ,chiamati da Bond e tra gli uomini di Largo,lea partita fnisce con James che insegue lo yacht di Largo e lo uccide.

Sean Connery è James Bond, Agente 007
Spettacolare e pieno di effetti speciali,prodigiosi per l’epoca in cui venne girato il film,Operazione tuono fu un grande successo di pubblico;meno,ovviamente di critica,sempre pronta a colpire film all’apparenza disimpegnati e fatti per il puro intrattenimento. La Bond girl di turno è la bellissima Claudine Auger,algida e sdegnosa nel ruolo di Domino,pentita di prassi e pronta a seguire il fascino indiscreto dell’agente inglese;ottima la prova di Celi,che disegna un Largo satanico,spietato.
La colonna sonora è cantata da Tom Jones,,cantante assai in voga nel 1965.
007 Operazione Tuono,
un film di Terence Young, con Sean Connery,Claudine Auger, Bernard Lee,Lois Maxwell,Desmond Llewelyn,Rik Van Nutter,Adolfo Celi,Luciana Paluzzi, Guy Doleman,Philip Locke
Martine Beswick,Molly Peters colore 129 minuti. – Produzione Gran Bretagna
James Bond Sean Connery
Felix Leiter Rik Van Nutter
Fiona Volpe Luciana Paluzzi
Emilio Largo, SPECTRE #2 Adolfo Celi
Dominique ‘Domino’ Derval Claudine Auger
Count Lippe Guy Doleman
Paula Caplan Martine Beswick
M Bernard Lee
Q Desmond Llewelyn
Miss Moneypenny Lois Maxwell
Major Francois Derval Paul Stassino
Vargas Philip Locke
Regia Terence Young
Soggetto Ian Fleming, Kevin McClory, Jack Whittingham
Sceneggiatura John Hopkins, Richard Maibaum
Fotografia Ted Moore
Montaggio Ernest Hosler
Musiche John Barry, Monty Norman
Tema musicale Thunderball – Tom Jones
Pino Locchi: James Bond
Maria Pia Di Meo: Dominique “Domino” Derval
Giorgio Capecchi: M
Rosetta Calavetta: Miss Moneypenny
Gino Baghetti: Q
Sergio Graziani: Felix Leiter
Rita Savagnone: Fiona Volpe
Cesare Barbetti: Conte Lippe
Mario Mastria: Francois Derval
Sergio Tedesco: Vargas
Giulio Panicali: Ernst Stavro Blofeld
Gianni Bonagura: Wladislav Kutze
Fiorella Betti: Paula Caplan
Valeria Valeri: Patricia Fearing
Così come sei

Giulio è un architetto attempato,vicino alla sessantina. Una vita tranquilla,una moglie,una figlia.
Un giorno,mentre è in visita a Firenze per lavoro,gli viene presentata una ragazza,Francesca,figlia di una sua ex. Tra i due inizia una relazione,passionale e torrida,fatta di incontri clandestini;la differenza di età tra i due e notevole,ed un giorno un amico di Giulio resosi conto della relazione tra i due,rende palese un suo sospetto;che Francesca possa essere figlia di Giulio,essendo nata subito dopo la fine della relazione tra l’architetto e la mamma della ragazza,che non ha mai reso noto il nome del padre di Francesca.
Giulio è scosso dalla rivelazione,ma più del timore dell’incesto,gioca la passione autentica che ormai prova per la ragazza;cerca di indagare sulla verità,ma alla fine lascia perdere tutto e continua la sua seconda giovinezza al fianco di Francesca.
Barbara De Rossi
I due,infatti,vanno in vacanza in Spagna,dove si abbandonano al delirio dei sensi;al ritorno Francesca si rende conto che l’esperienza potrebbe bruciarsi nella clandestinità,che hanno vissuto qualcosa di unico e irripetibile,ma che la relazione deve terminare;così,come aveva fatto sua madre,un giorno lo lascia,proprio all’uscita dalla proiezione di un film.

Marcello Mastroianni e Nastassja Kinski
Così come sei affronta un tema scottante,l’incesto,senza però affondare i colpi veramente;per il regista conta più lo scontro generazionale,la morale,l’amore e la passione,la confusa ribellione di anziani e giovani ad un mondo in cui è difficile essere.
Ma alla fine il tutto appare sfumato,senza incidere veramente;Mastroianni appare a disagio,soprattutto nelle scene erotiche del film,mentre la Kinskj è decisamente a suo agio nel ruolo della lolita seduttrice,capace di sfidare le convenzioni per quella che crede sia un’occasione per sfuggire al vuoto che confusamente avverte nella sua esistenza.
Bella la fotografia,con sullo sfondo Firenze,che appare sonnolenta e indolente,come l’erotismo della pellicola e come la passione che lentamente svanisce in Francesca.

Cosi come sei, un film di Alberto Lattuada. Con Francisco Rabal, Nastassja Kinski, Marcello Mastroianni, Giuliana Calandra, Ania Pieroni,Alberto Lattuada, Mario Cecchi, Massimo Bonetti, Claudio Aliotti, Rodolfo Bigotti. Genere Drammatico, colore 109 minuti. – Produzione Italia 1978.
Marcello Mastroianni: Giulio Marengo
Nastassja Kinski: Francesca
Francisco Rabal: Lorenzo
Mónica Randall: Luisa Marengo
Ania Pieroni: Cecilia
Barbara De Rossi: Ilaria Marengo
José María Caffarel: Bartolo
Giuliana Calandra: Teresa
Maria Pia Attanasio: Contessa Archi
Raimondo Penne: Notaio
Claudio Aliotti:
Massimo Bonetti: Allenatore cavalli
Mario Cecchi: Il giardiniere
Adriana Falco: Segretaria di giulio
Rodolfo Bigotti:
Regia Alberto Lattuada
Soggetto Paolo Cavara, Enrico Oldoini
Sceneggiatura Alberto Lattuada, Enrico Oldoini
Produttore Giovanni Bertolucci
Casa di produzione P.C. Ales
Fotografia José Luis Alcaine
Montaggio Sergio Montanari
Musiche Louis Ducreux, Ennio Morricone, Marc Perrone
Scenografia Luigi Scaccianoce
Costumi Bona Nasalli-Rocca
Trucco Giuseppe Banchelli
Classifica al botteghino 1970
I dati sono forniti dal magnifico sito: www.hitparadeitalia.it,il sito più completo in Italia per conoscere la storia delle vendite di 45 giri e Lp.
1) Per grazia ricevuta
di Nino Manfredi; con: Nino Manfredi – Delia Boccardo – Lionel Stander – Veronique Vendell – Paola Borboni – Mariangela Melato – Enzo Cannavale.
2) Lo chiamavano Trinità
di E.B. Clucher; con: Terence Hill – Bud Spencer – Steffen Zacharias – E.B. Clucher – Farley Granger.
3) La moglie del prete
di Dino Risi; con: Sophia Loren – Marcello Mastroianni – Pippo Starnazza – Venantino Venantini – Gino Cavalieri – Giuseppe Maffioli.
4) Anonimo veneziano
di Enrico Maria Salerno; con: Florinda Bolkan – Tony Musante – Toti Dal Monte – Brizio Montinaro.
5) Il piccolo grande uomo (Little Big Man)
di Arthur Penn; con: Dustin Hoffman – Faye Dunaway – Martin Balsam – Chief Dan George – Richard Mulligan – Jeff Corey – Aimee Eccles.
6) Il prete sposato
di Marco Vicario; con: Lando Buzzanca – Rossana Podestà – Barbara Bouchet – Enrico Maria Salerno – Salvo Randone – Magalì Noel – Mariangela Melato – Silvia Dionisio – Pietro De Vico – Wendy D’Olive – Isabella Savona – Luciano Salce.
7) Borsalino
di Jacques Deray; con: Alain Delon – Jean-Paul Belmondo – Catherine Rouvel – Arnoldo Foà.
8 ) Il gatto a 9 code
di Dario Argento; con: Karl Malden – James Franciscus – Catherine Spaak – Rada Rassimov – Tino Carraro – Stefano Oppedisano.
9) Venga a prendere il caffè da noi
di Alberto Lattuada; con: Ugo Tognazzi – Francesca Romana Coluzzi – Milena Vukotic – Jean-Jacques Fourgeaud – Valentine.
10) Soldato blu (Soldier Blue)
di Ralph Nelson con: Candice Bergen – Peter Strauss – Donald Pleasence – John Anderson – Jorge Rivero.
11) Confessioni di un commissario di polizia ad un procuratore della Repubblica
di Damiano Damiani; con: Franco Nero – Marilù Tolo – Martin Balsam – Claudio Gora.
12) Il Presidente del Borgorosso F.C.
di Luigi Filippo D’Amico; con: Alberto Sordi – Margarita Lozano – Carlo Taranto – Tina Lattanzi – Daniele Vargas.
13) Brancaleone alle crociate
di Mario Monicelli; con: Vittorio Gassman – Paolo Villaggio – Stefania Sandrelli – Adolfo Celi – Luigi Proietti – Lino Toffolo – Gianrico Tedeschi – Shel Shapiro.
14) Quando le donne avevano la coda
di Pasquale Festa Campanile; con: Giuliano Gemma – Senta Berger – Frank Wolff – Renzo Montagnani – Lando Buzzanca – Paola Borboni – Lino Toffolo – Gabriella Giorgelli.
15) Sacco e Vanzetti
di Giuliano Montaldo; con: Gian Maria Volonté – Riccardo Cucciolla – Rosanna Fratello – Cyril Cusack – Milo O’Shea – Marisa Fabbri – Sergio Fantoni – Armenia Balducci.
16) Waterloo
di Serghej Bondarciuk; con: Rod Steiger – Christopher Plummer – Orson Welles – Jack Hawkins – Ivo Garrani – Gianni Garko – Virginia McKenna – Andrea Checchi – Orso Maria Guerrini.
17) La figlia di Ryan (Ryan’s Daughter)
di David Lean; con: Sarah Miles – Robert Mitchum – Christopher Jones – John Mills – Trevor Howard – Leo McKern.
18) La califfa
di Alberto Bevilacqua; con: Romy Schneider – Ugo Tognazzi – Marina Berti – Guido Alberti – Stefano Satta Flores.
19) M.A.S.H. (M*A*S*H*)
di Robert Altman; con: Donald Sutherland – Elliott Gould – Robert Duvall – Tom Skerritt – Sally Kellerman – Jo Ann Pflug.
20) La prima notte del Dr. Danieli industriale col complesso del giocattolo
di Gianni Grimaldi; con: Lando Buzzanca – Françoise Prévost – Saro Urzì – Katia Christine – Ira Fürstenberg – Enzo Garinei.
Forrest Gump

Un giovane seduto su una panchina di un parco; tra le mani ha una scatola di cioccolatini e inizia un soliloquio con una occasionale passante. Si chiama Forrest Gump, è un giovane quasi normale. Quel quasi è importante infatti il giovane ha un QI (quoziente intellettivo) appena sotto la soglia della normalità. E’ importante anche perchè la cosa lo ha condizionato per tutta la vita, fin da quando era un ragazzino con l’apparecchio ortopedico alle gambe, preso in giro da tutti tranne che da Jenny, che vuol bene a quello strambo ragazzo dolce e strano e che sarà per tutta la vita l’unico vero amore di Forrest.
Così, seduto sulla panchina come un personaggio in attesa di Godot, Forrest racconta a coloro che si siedono affianco a lui, la storia di una vita incredibilmente varia, piena di incontri strabilianti; a cominciare da quando, casualmente, riesce a diventare l’eroe della sua scuola durante una partita di football, proseguendo poi con l’arruolamento nell’esercito cosa che lo porterà in Vietnam. Sarà qui che la vita di Forrest prenderà una direzione fatalmente diversa; conoscerà un giovane , Bubba, che gli trasmetterà la passione per i gamberi, conoscerà il capitano Dan, che lui salverà dalla morte a rischio della propria vita. Un Dan senza gambe, che all’inizio odierà quel giovane strano, per poi, nel corso degli anni,tornare a vivere, trovando un nuovo scopo per sorridere ancora. E Forrest, come un viaggiatore del tempo, riesce a essere determinante in ogni cosa che farà;
conoscerà Kennedy e Johnson,Lennon,Presley e Nixon,quest’ultimo quando verrà mandato in Cina come rappresentante della squadra americana di tennis tavolo. Mentre Forrest racconta la sua incredibile vita,e mentre attorno a lui cambia anche l’ascoltatore di turno,scorrono gli anni sessanta e la protesta anti guerra nel Vietnam,scorre il periodo degli Hippy e la diplomazia del ping pong;l’America cambia e si evolve,muta pelle,mentre lui resta sempre il candido giovane che era.
E influenza le vite di coloro che gli sono affianco,come quella di Dan, che ha ritrovato o come quella di Jenny,che finalmente avrà con lui una parvenza di storia d’amore.
Forrest è l’anima buona dell’America e in fondo assomiglia a quello strano popolo,quell’americano standard che vuol portare la pace nel mondo e libera l’Europa dalla follia nazista,ma in seguito va in Vietnam e uccide oltre un milione di civili in una sporca guerra senza alcun risultato tangibile.
In Forrest Gump c’è l’America del rock and roll e l’America dei primi movimenti dei figli dei fiori;c’è un’America un tantino provinciale e c’è l’America imperialista di Nixon, c’è un’America dai paesaggi meravigliosi,visti e raccontati visivamente nella lunga corsa di Forrest da un capo all’altro del paese.
C’è l’America che sogna e che soffre, che si indigna e che diventa il riferimento del mondo a livello economico e sociale; c’è l’America delle mille contraddizioni, il grande paese dove tutto è possibile, anche che una persona apparentemente sotto il livello normale di intelligenza riesca a fare carriera in modo strabiliante.
Ecco Forrest Gump è anche questo; un racconto commosso di un paese che cambia e muta pelle, offrendo a tutti la straordinaria opportunità di diventare qualcuno.
Il finale del film,con Forrest che piange, per la prima volta davanti alla tomba della sua adorata Jenny e le racconta di come sia orgoglioso di quel figlio normale, lui che sa, che sente di non essere uguale agli altri è una delle cose più belle della storia del cinema.
Forrest Gump è un film straordinario, lirico e commovente; Tom Hanks interpreta alla perfezione il personaggio del giovane strano,dandogli una patente di lirismo incredibile.
Una recitazione sofferta e a tratti da attore grandissimo.Bene anche la straordinaria Robin Wright Penn nel ruolo di Jenny, la musa di Forrest.
In ultimo un accenno alla colonna sonora; mentre il film scorre raccontando uno spaccato dell’America, ascoltiamo canzoni storiche,di quelle che hanno segnato la storia della musica. E’ una cosa da fare, ascoltare la colonna sonora; si fa un viaggio a ritroso,con la memoria,ad un epoca irripetibile, segnata dai Doors e dai CCR, da Simon e Garfunkel e dagli Alabama.
Forrest Gump
Un film di Robert Zemeckis. Con Sally Field, Tom Hanks, Gary Sinise, Robin Wright Penn, Mykelti Williamson.
Genere Commedia, colore 142 minuti. – Produzione USA 1994.
Tom Hanks … Forrest Gump
Robin Wright Penn Jenny Curran
Gary Sinise … Lt. Dan Taylor
Mykelti Williamson Benjamin Buford ‘Bubba’ Blue
Sally Field … Signora Gump
Rebecca Williams Nurse al Park Bench
Michael Conner Humphreys … Giovane Forrest Gump
Harold G. Herthum Dottore
George Kelly … Barber
Bob Penny … Crony
John Randall … Crony
Sam Anderson … Principal
Margo Moorer … Louise, Mrs. Gump’s Housekeeper
Ione M. Telech … Elderly Woman
Christine Seabrook Elderly Woman’s Daughter
“Mamma diceva sempre che i miracoli accadono tutti i giorni!”
“Non lo so… se abbiamo ognuno il suo destino o se siamo tutti trasportati in giro per caso come da una brezza… ma io credo, può darsi le due cose, forse le due cose capitano nello stesso momento.”
“Mi chiamo Forrest, Forrest Gump, vuole un cioccolatino ? Potrei mangiarne una tonnellata di questi qui, mamma diceva sempre, la vita è uguale a una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita.”
“Mamma diceva sempre: devi gettare il passato dietro di te prima di andare avanti.”
“Ha gambe robuste il mio ragazzo, robuste come quelle dei bambini forti, ma la sua schiena è più contorta di un politico.”
“Il gambero è un frutto del mare, te lo puoi fare sia arrosto, bollito, grigliato, al forno, saltato, c’è lo spiedino di gamberi, gamberi con cipolle, zuppa di gamberi, gamberi fritti in padella, con la pastella, a bagnomaria, gamberi con le patate, gamberi al limone, gamberi strapazzati, gamberi al pepe, minestra di gamberi, stufato di gamberi, gamberi all’insalata, gamberi e patatine, polpette di gamberi, tramezzini coi gamberi… e questo è tutto mi pare.”
“Quel giorno, non so proprio perché decisi di andare a correre un po’, perciò corsi fino alla fine della strada, e una volta lì pensai di correre fino la fine della città, e una volta lì pensai di correre attraverso la contea di Greenbow. Poi mi dissi, visto che sono arrivato fino a qui tanto vale correre attraverso il bellissimo stato dell’ Alabama, e cosi feci. Corsi attraverso tutta l’Alabama, e non so perché continuai ad andare. Corsi fino all’oceano e, una volta lì mi dissi, visto che sono arrivato fino a qui tanto vale girarmi e continuare a correre. Quando arrivai a un altro oceano, mi dissi, visto che sono arrivato fino a qui, tanto vale girarmi di nuovo e continuare a correre; quando ero stanco dormivo, quando avevo fame mangiavo, quando dovevo fare… insomma, la facevo!”
Hound Dog – Elvis Presley
Lovesick Blues – Hank Williams
Sloop John B – Beach Boys
All Along The Watchtower – Jimi Hendrix
Hey Joe – Jimi Hendrix
Soul Kitchen – The Doors
California Dreamin’ – Mamas and Papas
People Are Strange – The Doors
Fortunate Son – Creedence Clearwater Revival
Break On Through (To The Other Side) – The Doors
Mrs. Robinson – Simon & Garfunkel
Volunteers – Jefferson Airplane
Where Have All The Flowers Gone – Pete Seeger
Let’s Get Together – The Youngbloods
San Francisco (Be Sure To Wear Some Flowers In Your Hair) – Scott McKenzie
Aquarius – The Fifth Dimension
Everybody’s Talkin’ – Harry Nilsson
Sweet Home Alabama – Lynyrd Skynyrd
Running On Empty – Jackson Browne
Against The Wind – Bob Seger
Blowin’ in the Wind – Bob Dylan
Free Bird – Lynyrd Skynyrd
For what it’s worth – Buffalo Springfield
A Venezia…un dicembre rosso shocking

Come si possa tradurre Don’t look now in A Venezia un dicembre rosso shocking resterà per sempre un mistero.
Perchè questo film non è assolutamente un horror,ma un thriller parapsicologico.
Uno dei migliori in assoluto.
Baxter (Donald Sutherland),un restauratore,è a Venezia con la moglie (Julie Christie).
I due fuggono dal passato,dalla perdita della loro bimba,affogata in uno stagno.
A Venezia la donna conosce una sensitiva,che la mette in guardia sul pericolo di restare in città.
E dice di aver parlato proprio con la bimba morta.
Baxter crede solo che la moglie sia impazzita ,ma ben presto visioni premonitrici e altri segni gli spiegheranno che in effetti la moglie non solo non è pazza,ma…
Una Venezia meravigliosamente demodè,immersa quasi sempre nella nebbia.
Due attori straordinari,un film fatto di flashback,sempre in attesa che accada qualcosa.
Una tensione palpabile,che si respira per tutto il film,sul quale sembra sempre gravitare un’oscura minaccia. Sin dalle prime scene,con la morte della bimba nello stagno,si capisce che il film non è un horror qualsiasi,ma qualcosa di più misterioso.
Nicholas Roeg riesce a catturare l’attenzione proprio con l’atmosfera;quella dell’albergo di Venezia,dove i due coniugi,che hanno lasciato l’altro figlio in un college,cercano disperatamente di riallacciare i nodi della vita insieme;oppure con la descrizione analitica delle due sorelle,una delle quali sensitiva,che sembra guardare con gli occhi dell’anima quella donna disperata per la perdita della propria bimba.
Visioni premonitrici,nebbia,tensione palpabile,in una città che sembra quasi sospesa in un’altra vita;il romanzo di Daphne Du Maurier prende corpo e si anima di vita propria,elegantemente e misteriosamente. Roeg,dopo L’uomo che cadde sulla terra,filma un altro capolavoro,che in Italia ebbe meno successo di quello che sarebbe stato lecito aspettarsi;ma A Venezia un dicembre rosso shocking è un film che richiede attenzione,immedesimazione in un’atmosfera che non ha nulla dei classici film del genere.
Oggi,rivedendolo dopo trent’anni,si riscopre il fascino di una pellicola girata da un grande regista e due attori in stato di grazia,la bellissima Julie Christie e Donald Sutherland.
A Venezia…un dicembre rosso shocking,
un film di Nicolas Roeg. Con Clelia Matania, Donald Sutherland, Julie Christie, Massimo Serato, Leopoldo Trieste, Sergio Serafini, Bruno Cattaneo, Renato Scarpa, Giorgio Trestini, Hilary Mason, David Tree Titolo originale Don’t Look Now. Drammatico, durata 110 min. – Gran Bretagna, Italia 1973.
Julie Christie: Laura Baxter
Donald Sutherland: John Baxter
Hilary Mason: Heather
Clelia Matania: Wendy
Massimo Serato: vescovo Barbarrigo
Renato Scarpa: commissario Longhi
Giorgio Trestini: operaio
Leopoldo Trieste: Alessandro
David Tree: Anthony Babbage
Ann Rye: Mandy
Nicholas Salter: Johnny Baxter
Sharon Williams: Christine Baxter
Sergio Serafini: operaio
Bruno Cattaneo: investigatore Sabion
Adelina Poerio: la nana
Regia Nicolas Roeg
Soggetto Daphne Du Maurier
Sceneggiatura Allan Scott e Chris Bryant
Fotografia Anthony B. Richmond e Nicolas Roeg
Montaggio Graeme Clifford
Musiche Pino Donaggio (la canzone Colori di dicembre è interpretata da Iva Zanicchi)
Scenografia Giovanni Soccol

La chiave

Venezia,epoca imprecisata durante il fascismo.
Un anziano professore ha una moglie giovane,Teresa. L’uomo è alla ricerca di qualcosa che risvegli la sua sessualità,e decide così di lasciare per terra una chiave che apre un cassetto in cui è contenuto un diario,nel quale l’uomo ha scritto tutte le sue fantasie erotiche. Teresa trova la chiave casualmente,e dopo aver letto il diario,decide di fare la stessa cosa,affidando alla parola scritta la sua relazione con il fidanzato della figlia e le sue fantasie erotiche.
Stefania Sandrelli
Da questo momento i due coniugi sono legati da un rapporto morboso,fatto di voyeurismo e di immaginazione,nel quale l’uno instaura un immaginario dialogo con l’altro,fatto di eros e sesso sfrenato. Attraverso i diari i due scopriranno una nuova frontiera della sessualità,fino al drammatico epilogo. Diretto da Tinto Brass,su un romanzo di Junichiro Junichiro Tanizaki,La chiave è un film erotico che però non sfocia mai nella pornografia tipica dei lavori successivi di Brass;una splendida e matura Sandrelli,dalle forme conturbanti,piene e voluttuose,espone il suo corpo senza impudicizia,dando un tocco di classe ad un film che fa fatica ad uscire dal clichè classico dei film per voyeur. La storia forse regge,anche se l’atmosfera decadente del romanzo manca quasi completamente,e si basa sulla raffigurazione visiva di un Brass che predilige le tinte cupe,recuperando parte dell’atmosfera dark e masochistica tipica dei libri dello scrittore giapponese.
La chiave,un film di Tinto Brass. Con Stefania Sandrelli, Frank Finlay, Franco Branciaroli, Eolo Capritti, Tinto Brass, Armando Marra, Milly Corinaldi, Enzo Turrin, Barbara Cupisti, Gino Cavalieri
Titolo originale . Erotico, durata 110 min. – Italia 1983.
Stefania Sandrelli: Teresa Rolfe
Frank Finlay: Nino Rolfe
Franco Branciaroli: Laszlo Apony
Maria Grazia Bon: Giulietta
Barbara Cupisti: Lisa Rolfe
Ugo Tognazzi: Un ubriaco
Ricky Tognazzi: Uno studente
Regia Tinto Brass
Soggetto Jun’ichirō Tanizaki
Sceneggiatura Tinto Brass
Fotografia Silvano Ippoliti
Montaggio Tinto Brass
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Paolo Biagetti
Costumi Michaela Gisotti
Le recensioni qui sotto appartengono al sito http://www.davinotti.com
TUTTI I DIRITTI RISERVATI
Tremendissimo film di Tinto Brass, che mostra il suo talento nei primi due minuti di pellicola e poi decide di non usarlo più, preso com’è da una pessima messa in scena che anziché apparire erotica, purtroppo, si fa grottesca ed insopportabile, popolata pure da personaggi antipatici. L’unica cosa da salvare è l’opima Stefania Sandrelli, che fa scorgere la patonza e ostenta tettone che innestano, inesorabili, fantasie facilmente immaginabili nelle menti degli allupandi ed allupatissimi spettatori di sesso maschile. Ciononostante, è da evitare.
Successo spropositato ed inspiegabile per questo polpettone soft core di Tinto Brass, tratto da un romanzo di un autore giapponese con l’azione trasferita a Venezia attorno al 1940. A parte la presenza di una Stefania Sandrelli in gran forma, tutto è da dimenticare: trama, sceneggiatura (ridicola) e prove (imbarazzanti) degli altri attori, diretti da un Brass che nella sua smania di trasgressione finisce per essere quanto mai convenzionale e noioso.
Film che fece epoca, anche se resta mistero capirne i motivi. A meno che non lo si consideri (più per intenzioni -date anche dall’allegorico titolo- che per fatti) come uno dei primi soft-porno (terreno di futuro lavoro del regista) che ha sdoganato la famiglia borghese, portando il sesso nelle comuni sale cinematografiche (addio alla squallida “Luce Rossa”). Per il resto la Sandrelli è bravissima come attrice e Brass dimostra uno stile geniale nella composizione della prima mezz’ora del film (che mostra poi invece la corda, visto che non c’è una storia).
Lui anziano e lei giovane ravvivano la loro unione leggendo a vicenda i diari segreti pieni di confidenze erotiche. Dal bellissimo romanzo di Tanizaki, un film curato, con il sapore di una Venezia decadente e decaduta che intacca con la sua salmastra umidità i corpi degli attori. Ma non parlerei di erotismo, piuttosto di voyeurismo: non c’è brivido erotico in questo come in altri lavori di Brass, solo osservazione di sederi in primo piano. E se tutta la storia confluisce sempre verso il fondoschiena della Sandrelli, la noia ben presto incombe.
Un’occasione mancata: ottima, infatti, l’idea di partenza, tratta da uno splendido romanzo di Tanizaki. Pessima, come quasi sempre, la trasposizione di Brass che riempie il film di scene noiose e un po’ volgarotte (compreso il suo topos per eccellenza: il pissing) e non riesce a districare una sceneggiatura confusa e farraginosa che alterna fantasia e realtà. La Sandrelli è mediocre. L’ambientazione di stampo fascista è ridicola. Tuttavia in futuro il regista farà ben di peggio. Grande scandalo (eccessivo) e successo di pubblico (immeritato).
Vabbè, confrontare pagina scritta e trasposizione cinematografica lascia spesso e volentieri il tempo che trova, ma come non rimpiangere che le stupende pagine di Tanizaki non abbiano trovato un interprete più atto a coglierne lo spirito reticentemente erotico, sottilmente sadico? Qui invece è tutto esposto, volgarmente, come le cosce aperte di una Sandrelli strabordante nelle carni, immemore del proprio passato cinematografico, senza che questa esibizione di ciccia riesca a suscitare altro se non ilarità (involontaria) e soprattutto noia.
Celeberrimo film di Brass generalmente criticatissimo, in realtà non così malvagio. La storia è vuota e lentissima e dopo un’ora e 50 di film si inizia a pensare che sia tutto un pretesto, ma il film è ben diretto (nonostante qualche parentesi un po’ squallida), ben musicato da Morricone e ben interpretato. Piuttosto spinto, ma già all’epoca si vedeva di molto peggio.
Mah… a parte la bella ambientazione veneziana (quasi) fuori dai luoghi comuni, il film è abbastanza noioso e si basa essenzialmente sulle riprese ginecologiche della protagonista, visto che la trama a mio avviso è confusa e il protagonista doppiatissimo è ridicolo. Mi fa un po’ sorridere Branciaroli, qui giovanissimo e imberbe, poi diventato (insieme ai suoi splendidi occhi) un bravo e serioso attore di teatro.
Orrenduccia commediola sexy duecentomila volte inferiore alle orrenducce commediole sexy tipiche dei ’70. Stefania Sandrelli qui è come la “Fanta”: no l’è bona ma l’è tanta. Le ambientazioni polverosamente stantie provocano ancor più un senso di rigetto nei confronti di un film tutto sommato miserabile, che non avendo storia certa è avulso dal suscitare anche la più misera sensazione di sorta. Per fortuna la produzione “brassiana” vede pellicole migliori di questa che, pur provandoci, non ci riesce mai.
Uno dei film di Tinto Brass che ha avuto grande successo di pubblico e che ci fa godere delle grazie della bellissima Stefania Sandrelli. La storia di corna tra la Sandrelli e il marito più anziano di lei non è che sia così originale e non spiega l’ampio consenso ricevuto dalla gente. Rivisto poi a distanza di anni non sembra proprio un granchè. Francamente evitabile.
Affetto da attacco di dietrologia mi dico: se “La chiave” non avesse avuto velleità pseudoartistiche e si fosse chiamato “la chiave della dottoressa del distretto militare”, staremmo a discutere di un altro cult trash? Un film erotico è un film erotico. La Sandrelli ai tempi riempiva tutte le riviste del settore con il suo enorme culo, quindi funzione assolta. Regista come al solito rimandato a settembre, ma se si paragona ad altri suoi film, questo è oro. A proposito di dietrologia, non mi riferivo al solo significato etimologico, ma anche ai fondoschiena.
Waterworld

In un non definito futuro la terra è stata invasa dalle acque in seguito allo scioglimento delle calotte polari. Coloro che si sono salvati vivono da molto tempo su rudimentali barche o anche su isolotti ricavati in maniera fortunosa. Tra questa realtà fatta di squallore si muove una strana figura,un essere mutante uomo ma con le branchie di un pesce, capace quindi di immergersi sott’acqua,cosa che fa spesso riportando in superficie i resti di quella che era la civiltà umana.
Un giorno capita su una di queste isole dove finirebbe per diventare cibo per i sopravvissuti se una donna, Helen non lo salvasse e fuggisse con lui, in compagnia di una bambina di nome Enola. Proprio nel momento in cui scappano arrivano gli Smokers,un gruppo di pirati che si mette subito sulle loro tracce. Enola infatti è una bambina molto importante; sulle sue spalle i genitori hanno tatuato la mappa per raggiungere Dryland,la terra secca ovvero una porzione di terra che emerge dalle acque.
Dopo numerose avventure,il mutante,Helen e Enola,in compagnia di un pugno di uomini,riusciranno a raggiungere la mitica Dryland,dove il mutante,dopo aver salutato tutti,riprenderà la sua errabonda esistenza sul mare. Massacrato dai critici, ignorato dal pubblico,Waterworld rappresenta uno dei fallimenti più costosi della storia del cinema; diretto da Kevin Costner è un film che in realtà ha una trama intrigante ed è ben diretto,pur con alcune clamorose ingenuità sul piano della trama. In un mondo coperto d’acqua non riesce comprensibile,per esempio,capire dove i superstiti riescano a trovare acqua dolce,o per esempio alcune piante che fanno bella mostra nel film.
Tuttavia l’impegno c’è e anche un certo fascino legato alle immense e solitarie distese d’acqua;buona la fotografia e decisamente brave nelle loro parti le due attrici,Jeanne Tripplehorn nel ruolo di Helena e la piccola Tjna Maiorino in quello di Elona. Inespressivo Costner sempre rabbuiato.
Waterworld, Un film di Kevin Reynolds. Con Kevin Costner, Michael Jeter, Jeanne Tripplehorn, Tina Majorino, Dennis Hopper.Chaim Jeraffi, John Fleck, Gerard Murphy, Zakes Mokae, Sab Shimono, Robert A. Silverman, Robert LaSardo, Lee Arenberg, Kim Coates, Doug Spinuzza
Fantascienza, durata 135 min. – USA 1995.
Kevin Costner: Mariner
Dennis Hopper: Deacon
Jeanne Tripplehorn: Helen
Tina Majorino: Enola
Michael Jeter: Gregor
Chaim Jeraffi: primo drifter
John Fleck: Medico
Gerard Murphy: Nord
Michele Gammino – Kevin Costner
Dario Penne – Dennis Hopper
Sergio Graziani – Michael Jeter
Cristina Boraschi – Jeanne Tripplehorn
Domitilla D’Amico – Tina Majorino
Massimo De Ambrosis – Chaim Jeraffi
Mino Caprio – John Fleck
Francesco Pannofino – Gerard Murphy
Fotografia: Scott Fuller, Dean Semler
Montaggio: Peter Boyle
Effetti speciali: Martin Bresin, John Cassel
Musiche: James Newton Howard, Artie Kane
Scenografia: Dennis Gassner





































































































































































































































































































































