Filmscoop

Tutto il mio cinema

I racconti di Canterbury

I racconti di Canterbury locandina

Chaucer, lo scrittore dei Racconti di Canterbury, è in viaggio con un gruppo di pellegrini, meta la cittadina inglese; per rendere meno noioso il viaggio, propone ad ognuno dei pellegrini di raccontare una storia, che allieti il viaggio stesso. Così assistiamo a otto novelle raccontate con malizia e impudicizia, divertimento misto a ironia anti religiosa; vediamo un ricco mercante, anziano e bavoso, smaniare per passare la prima notte di nozze con la bella Maggio, che lo cornificherà quando l’uomo perderà la vista.

I racconti di Canterbury 13
Il mercante, Hugh Griffith e la bella Maggio, Josephine Chaplin

Il mercante la riacquista proprio nel momento in cui la donna si gode il suo amplesso, ma la ragazza stessa riuscirà a far credere al marito di aver avuto le traveggole. Sarà poi la volta di un giovane agghindato come il monello di Chaplin che si muove arraffando cibo dove può, assistendo alle varie unioni carnali (spesso omosessuali), prima di finire sulla gogna, passando per il diavolo

I racconti di Canterbury 2

I racconti di Canterbury 3

che beffa un taglieggiatore portandolo con se all’inferno, per una quattro volte vedova che al quinto matrimonio finisce per morire accidentalmente per colpa del neo marito, del quale si vendicherà strappandogli il naso a morsi, per un giovane che beffa un legnaiolo seducendogli la moglie, ma che verrà a sua volta beffato da un innamorato respinto dalla donna stessa, che lo punirà, involontariamente, mettendogli un bastone infuocato nelle terga. Infine, assisteremo alla parte più cupa del film, con tre giovani che si uccideranno fra loro per impossessarsi di un tesoro, prima del gran finale con un frate trasportato agli inferi, dove i suoi correligiosi vengono sputati fuori direttamente dal deretano di un gigantesco demonio.

I racconti di Canterbury 4
Laura Betti

Seconda parte della trilogia della vita, I racconti di Canterbury è dei tre film il meno riuscito, anche se esteticamente e fotograficamente, probabilmente è il migliore. Chaucer è lontano da Boccaccio, diviso da oltre 50 anni, e si vede; lo scrittore inglese non ha la finezza e lo stile narrativo di messer Boccaccio, e sembra che Pasolini faccia a gara con se stesso per rimarcarlo nel corso della sua narrazione, che questa volta è meno rigorosa, più scollacciata e sicuramente meno divertita rispetto al Decameron e meno ancora rispetto al Fiore delle mille e una notte.

I racconti di Canterbury 6

I racconti di Canterbury 7

Rimane comunque la solarità, anche se solo a tratti, delle situazioni, degli ambienti e delle persone di quel medioevo visto da Pasolini come un’epoca in cui probabilmente tutto era più semplice, anche se gestito dai poteri forti, il re, i ricchi e il clero. Ma ancora una volta assistiamo alla rivincita dell’umile, dello straccione, nei confronti dei potenti: lo dimostra l’abile Maggio, che beffa il bavoso mercante, così come l’anticlericalismo è tutto nelle scene finali, con il frate trasportato in un inferno flatulente, in cui diavoli rigorosamente colorati di rosso e blu sputano fuori a intervalli regolari dai loro posteriori orde di confratelli.

I racconti di Canterbury 5

I racconti di Canterbury 8

Il percorso del film non è omogeneo, mancando il regista di quell’umorismo greve, ma autenticamente popolare che possedeva Chaucer; lo stesso percorso del film, che inizia allegramente, con la novella del mercante e di Maggio, finisce in maniera tetra con i racconti finali, quello dei due ragazzi che beffano il mugnaio seducendogli moglie e figlia, quello dei tre giovani che si ammazzano per denaro e con il citato episodio del frate.

I racconti di Canterbury 9

Questa volta, però, Pasolini abbonda in costumi, scenografia e ambientazione, andando a girare il film proprio in Inghilterra, restituendo quanto meno l’aria che pervade il libro di Chaucer, attraverso le costruzioni inglesi medioevali, costumi semplici ma assolutamente a tono, sopratutto utilizzando splendidamente la fotografia, luminosa e ariosa, che ci restituisce un medioevo non cupo e drammaticamente pervaso da morte e miseria, ma un’epoca quasi ridanciana, in cui i poveri sembrano vivere allegramente le loro vite,

I racconti di Canterbury 10

beffandosi di oro e gloria, vanità e alterigia, grazie alla loro capacità di usare quel poco che hanno, ovvero l’aria, i campi e sopratutto il sesso, vera valvola di sfogo anche a livello sociale. Ecco, il sesso, in questo film di Pasolini, non ha la stessa valenza di altri suoi film; le stesse scene erotiche sono ridotte al lumicino, le beffe sessuali non hanno la valenza che avevano in Decameron e che avranno in Il fiore delle mille e una notte. Tant’è vero che il film stesso non venne perseguitato come il precedente Decameron; Pasolini sceglie anche, questa volta, attori presi dalla strada, con l’eccezione dei fidi Ninetto Davoli, che interpreta il giovane che si muove come Chaplin, Franco Citti, che interpreta il diavolo, la bravissima Laura Betti, la pluri vedova dell’episodio più riuscito del film assieme a quello del mercante (Hugh Griffith, bravissimo) e di sua moglie Maggio, la giovane Josephine Chaplin.

I racconti di Canterbury 11

Accolto in maniera difforme dalla critica, che ancora una volta si divise tra strenui difensori e accaniti contestatori, I racconti di Canterbury, pur non possedendo l’energia selvaggia e dissacratrice di altri lavori del regista, rimane comunque un’opera pregevole, anche grazie alle sue numerose pecche. Pasolini ridà corpo all’anima spontanea del cinema, senza voler costruire un racconto imbellettato da attori che declamano stentorei e fini dicitori. Utilizza come al solito gente qualsiasi, rendendo quindi spontaneo il rapporto tra il racconto popolare e  la sua anima più vera, il popolano, che in fin dei conti è il vero protagonista delle storie. Ci riesce, anche se solo a tratti, e consegna ancora una volta alla storia del cinema un’opera che quanto meno fa discutere e meditare.

Il film è disponibile su You tube all’indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=Hx41orl7Tn4

I racconti di Canterbury, un film di Pier Paolo Pasolini. Con Hugh Griffith, Franco Citti, Laura Betti, Ninetto Davoli, Joséphine Chaplin, Alan Webb, Tom Baker, Vittorio Fanfoni, Anita Sanders, Vernon Dobtcheff, Jenny Runacre, Philip Davis
Commedia, durata 122 (111) min. – Italia 1972.

I racconti di Canterbury banner protagonisti

Hugh Griffith: Sir January
Laura Betti: la donna di Bath
Ninetto Davoli: Perkin il buffone
Franco Citti: il diavolo
Alan Webb: il vecchio
Josephine Chaplin: May
Pier Paolo Pasolini: Geoffrey Chaucer

I racconti di Canterbury banner cast

Regia:     Pier Paolo Pasolini
Soggetto:     I racconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer
Fotografia:     Tonino Delli Colli
Montaggio:     Nino Baragli
Musiche:     Ennio Morricone
Scenografia:     Dante Ferretti

 

Interni Safa Palatino, Roma,
Esterni Canterbury, Abbazia di Battle,
Warwick,
Maidstone,
Cambridge,
Bath,
Hastings,
Lavenham,
Rolvenden (Inghilterra)
Etna (Sicilia)

I racconti di Canterbury banner gallery

I racconti di Canterbury 15

I racconti di Canterbury 14

I racconti di Canterbury 12

Banner incipit romanzi

Quando aprile con le sue dolci piogge ha penetrato fino alla radice la siccità di marzo, impregnando ogni vena di quell’umore che ha la virtù di dar vita ai fiori, quando anche Zeffiro col suo dolce soffio ha rianimato per ogni bosco e per ogni brughiera i teneri germogli, e il nuovo sole ha percorso metà del suo cammino in Ariete, e cantano melodiosi gli uccelletti che dormono tutta la notte ad occhi aperti, (tanto li punge al cuore la natura), la gente allora è presa dal desiderio di mettersi in pellegrinaggio e d’andare come palmieri per contrade forestiere alla ricerca di lontani santuari variamente noti, e fin dalle più remote parti d’ogni contea d’Inghilterra molti si recano specialmente a Canterbury per visitare il santo martire benedetto che li soccorse quand’erano malati e infermi …

«C’è dentro ogni ben di Dio», scrisse John Dryden dei Canterbuiy Tales di Geoffrey Chaucer (1340?-1400), vasto affresco incompiuto in versi sulla società inglese del XIV secolo. Ispirandosi forse a Boccaccio, ma comunque da buon conoscitore degli autori nostri, Chaucer immagina che nell’aprile 1383, durante un pellegrinaggio da Southwark all’abbazia di Canterbury, i partecipanti si narrino delle storie. Questi racconti dovevano essere 120: l’autore ne completò ventuno, ne lasciò abbozzati tre. Pasolini (che ridacchia in prima persona impersonando Chaucer nel film) ne ha scelti otto di tipo grottesco e scurrile, sorvolando sulla cornice che nel testo invece è molto significativa. » Tullio Kezich

Ancora una volta il verdetto di una giuria cinematografica non aderisce all’opinione che la maggioranza del pubblico e della critica si è fatta di un film. Un applauso striminzito, e commenti imbarazzati nonostante molte grasse risate durante la proiezione, hanno accolto la prima mondiale dei Racconti di Canterbury, il film di Pier Paolo Pasolini girato in Inghilterra (e quella inglese è l’edizione che l’autore considera originale) ma presentato dall’Italia al Festival di Berlino, secondo pannello d’un trittico ideale, governato dalla gioia di raccontare, che fu aperto dal Decameron e sarà chiuso dalle Mille e una notte. » Giovanni Grazzini

Tratto da The Canterbury Tales (prima edizione: 1478), l’opera maggiore e incompiuta del poeta inglese Geoffrey Chaucer (1343-1400). In cammino verso Canterbury – per onorare le spoglie dell’arcivescovo Thomas Beckett – Chaucer (P.P. Pasolini) e altri pellegrini raccontano storie e aneddoti. Tra i 24 che compongono la raccolta, il regista ne ha scelti 8, talvolta liberamente rielaborandoli o inventando. Tra Il Decameron (1971) e Il fiore delle Mille e una notte (1974), è il 2° film della cosiddetta “trilogia della vita”, e il meno riuscito. Chaucer è un grande umorista; Pasolini è talvolta ilare, ma quasi privo di umorismo. Nell’uno c’è gaiezza in penombra, nell’altro tetraggine. Il primo è licenzioso, il secondo scurrile con una programmata provocazione in cui entrano, forse, anche il calcolo e un esibizionismo quasi infantile. A livello figurativo sono innegabili l’occhio e il gusto di Pasolini, ma non c’è più l’orecchio, almeno nell’edizione italiana. Non mancano le figure azzeccate (L. Betti, F. Citti) né gli episodi riusciti, ma l’amalgama non convince. Morandini

I racconti di Canterbury foto 9

 

I racconti di Canterbury foto 8

 

I racconti di Canterbury foto 7

 

I racconti di Canterbury foto 6

 

I racconti di Canterbury foto 5

 

I racconti di Canterbury foto 4

 

I racconti di Canterbury foto 3

 

I racconti di Canterbury foto 2

 

I racconti di Canterbury foto 1

 

I racconti di Canterbury locandina 7

 

I racconti di Canterbury locandina 6

 

I racconti di Canterbury locandina 4

 

I racconti di Canterbury locandina 5

 

I racconti di Canterbury locandina 3

 

I racconti di Canterbury locandina 2

 

I racconti di Canterbury locandina 1

agosto 21, 2009 Pubblicato da: | Commedia | , , , , , | 5 commenti

Ettore Lo Fusto

Il potente Giove, cardinale, chiede aiuto al suo scaltro segretario Mercurio per cercare di impossessarsi di un terreno sul quale dovrebbe sorgere un complesso residenziale per ricchi. Il problema è però rappresentato da Ettore lo Fusto, che proprio su quei terreni ha una villa trasformata in un bordello di lusso, frequentato da gente insospettabile.

Ettore Lo Fusto 9

Così Mercurio escogita un piano: coinvolgere i fratelli Menelao e Agamennone Due Re in una guerra privata contro Ettore, che in pratica fa concorrenza anche ai due fratelli. Il casus belli diviene così la bella Elena, moglie non certo fedele di Menelao, che viene sedotta ( anche se in realtà accade il contrario) dal bellimbusto Paride. Consigliati dallo scaltro Ulisse, i due fratelli organizzano la vendetta: assaltare la villa di Ettore.

Ettore Lo Fusto 1

Ettore Lo Fusto 2

Che però è estremamente ben difesa, tanto che la prima volta i due fratelli e la loro scalcinata banda rimediano una figuraccia. Grazie all’aiuto di Achille, che ha perso il fido amico gay Patroclo in una gara motociclistica con Ettore, i due fratelli espugnano la villa, non prima, però, di aver visto il loro locale raso al suolo proprio da Achille. Nell’assalto, Ettore finisce in un blocco di cemento, e diventerà la prima pietra del complesso residenziale sorto sui terreni proprio del defunto ettore, complesso inaugurato da Giove e Mercurio. La volubile Elena si consolerà con un onorevole, mentre Ulisse tornerà in Sicilia.

Ettore Lo Fusto 3

Ettore Lo Fusto 4

Commedia farsa interpretata da un cast straordinario, Ettore lo Fusto però tende molto più all’aspetto farsesco,  denotando, in qualche momento, stanchezza di idee unite a dialoghi infarciti di qualche volgarità di troppo. Però il film si fa vedere con interesse, grazie anche, come già detto, al nutrito cast che comprende Vittorio De Sica, un cardinale Giove più satanico che religioso, Luciano Salce, ancor più luciferino del suo capo nel ruolo di Mercurio, segretario e mente pensante,

Ettore Lo Fusto 5

Ettore Lo Fusto 6

Philippe Leroy nei panni dello scaltro Ettore Lo Fusto, sconfitto solo dalla sua arroganza, Rosanna Schiaffino, assolutamente bella e spettacolosa nel ruolo della volubilissima Elena, Giancarlo Giannini nella parte dello scaltro Ulisse, Vittorio Caprioli in quella del cornuto Menelao e Aldo Giuffrè in quella di Agamennone e infine Franca Valeri nella parte della profetessa si sventure Cassandra. Completano il cast due bellezze, orchidea De Santis e Aydeèè Politoff nel ruolo di due ragazze squillo detinate a Ettore Lo Fusto e finite invece, grazie a Ulisse, nella magione dei due fratelli Due Re.

Ettore Lo Fusto 7

Non manca qualche momento felice, come la sequenza dell’assalto alla villa di ettore oppure la parte finale, con il cardinale Giove trionfante che si accorge della presenza del corpo di Ettore tra i massi delle fondamenta e che guarda con sguardo complice il fido segretario Mercurio.

Ettore Lo Fusto 8

Commedia sfilacciata, un tantino sguaiata, ma sorretta quanto meno dall’eccellente cast.
Ettore Lo Fusto, un film di Enzo Girolami Castellari. Con Giancarlo Giannini, Rosanna Schiaffino, Vittorio De Sica, Philippe Leroy, Aldo Giuffré, Vittorio Caprioli, Luciano Salce, Michael Forest, Edoardo Nevola, Franca Valeri, Gianrico Tedeschi, Pepe Calvo, Giancarlo Prete, Gigi Rizzi, Haydée Politoff, Pietro Torrisi, Orchidea De Santis
Commedia, durata 109 min. – Italia 1971.

Ettore lo fusto locandina gallery

Ettore lo fusto 8

Ettore lo fusto 7

Ettore lo fusto 6

Ettore lo fusto 5

Ettore lo fusto 4

Ettore lo fusto 3

Ettore lo fusto 2

Ettore lo fusto 1

Ettore lo fusto locandina personaggi

Vittorio De Sica: Cardinal Giove
Giancarlo Giannini: Ulisse “il drittone”
Michael Forest: Achille
Aldo Giuffré: Agamennone
Philippe Leroy: Ettore
Juan Luis Galiardo: Paride
Gigi Rizzi: Polite
Haydée Politoff: Criseide
Giancarlo Prete: Patroclo, detto Clò-Clò
Rosanna Schiaffino: Elena
Luciano Salce: Conte Mercurio
Franca Valeri: Cassandra
Gianrico Tedeschi: Priamo
José Calvo: il dottore

Ettore lo fusto locandina cast

Regia Enzo G. Castellari
Soggetto Henri Viard, Bernard Zacharias (romanzo)
Sceneggiatura Enzo G. Castellari, Sandro Continenza, Lucio Fulci, Leonardo Martín
Casa di produzione Empire Films
Distribuzione (Italia) Fida Cinematografica
Fotografia Guglielmo Mancori
Montaggio Vincenzo Tomassi
Musiche Francesco De Masi, eseguite da Il Punto
Scenografia Alberto Boccianti

Ettore lo fusto locandina sound

Ettore lo fusto locandina 3

Ettore lo fusto locandina 1

agosto 17, 2009 Pubblicato da: | Commedia | , , , , | 10 commenti

La matriarca

La matriarca locandina

Margherita, chiamata da amici e parenti Mimi, è una giovane e bella donna, che all’improvviso si ritrova vedova, senza per’altro molta sofferenza da parte sua, visto che in un monologo inizale dice testualmente di non aver trovato motivi per piangere. Dopo il funerale la giovane, mentre è nell’azienda del marito, apprende dall’avvocato della stessa dell’esistenza di un appartamento intestato al marito, ma misteriosamente non compreso tra i suoi beni.

La matriarca 7
Catherine Spaak è Mimi

La matriarca 1

Incuriosita, Mimi si reca nell’apartamento, e scopre che suo marito in realtà aveva una vita parallela a quella di bravo marito e industriale: nell’appartamento, arredato come una garconniere, con tanto di specchi, bar fornitissimo e altre comodità, l’uomo riceveva le sue numerose amanti, con le quali praticava sesso anche sadomasochistico. All’interno dell’appartamento, infatti, c’era un registratore ed una cinepresa, con la quale l’uomo filmava i suoi incontri erotici.

La matriarca 2

La matriarca 3

Mimi, sconvolta da quanto ha appreso, si interroga sul perchè suo marito fosse così disinibito all’esterno, mentre era così riservato con lei; acquista quindi un libro sul sesso, e subito dopo, un pò per per curiosità, un pò per desiderio postumo di vendetta, inizia a portare nella garconniere uomini di ogni genere. Il primo è l’avvocato dell’azienda, nonchè amico del marito, e subito dopo tocca ad altri.

La matriarca 4

La madre di Mimi, preoccupata dalle condizioni della ragazza, riesce a farla ricoverare per analisi nella clinica del suo compagno: qui la donna incontra il dottor De Marchi, e dopo breve tempo ne diventa l’amante. Sembra un’avventura come le altre, ma l’uomo è innamorato della ragazza, e dopo una terapia d’urto, e con molta dolcezza, riuscirà a convincerla di sposarlo.

La matriarca 5

Diretto da Pasquale Festa Campanile nel 1968, La matriarca è una gradevole commedia, senza particolare impegno e senza grosse ambizioni, ad onta di un cast di ottimo livello, che vede protagonisti Catherine Spaak nel ruolo di Mimi, la giovane e confusa vedova, Jean Louis Trintignant in quello del dottor De Marchi, e uno stuolo di attori di ottimo livello in parti secondarie, a partire da Paolo Stoppa, che ricopre il ruolo del compagno della madre di Mimi, Luigi Pistilli,

La matriarca 6

La matriarca 8

Philippe Leroy, Vittorio Caprioli, un simpatico e stravagante Gigi Proietti nel ruolo dell’avvocato che tenterà invano di farsi sposare da Mimi, Nora Ricci, nei panni della madre della ragazza e infine Venantino Venantini , Gabriele Tinti e Renzo Montagnani, assolutamente irriconoscibile dietro strane lenti e capelli riccioluti, nei panni di un pervertito sadomasochista. Un film ben congegnato, a tratti anche gradevole, proprio per la leggerezza del tema trattato. da segnalare le numerose, anche se castigatissime, scene di nudo della Spaak, al massimo della sua bellezza.

La matriarca 9

La matriarca, un film di Pasquale Festa Campanile. Con Paolo Stoppa, Luigi Pistilli, Jean-Louis Trintignant, Philippe Leroy, Catherine Spaak, Vittorio Caprioli, Renzo Montagnani, Luigi Proietti, Nora Ricci, Gabriele Tinti, Venantino Venantini, Frank Wolff
Commedia, durata 92 min. – Italia 1968.

La matriarca banner gallery

La matriarca 10

La matriarca 2

La matriarca 1

La matriarca 11

La matriarca 12

La matriarca 13

La matriarca 14

La matriarca 15

La matriarca 16

La matriarca banner personaggi

Gigi Proietti: Sandro Maldini
Catherine Spaak: Margherita, detta Mimmi
Jean-Louis Trintignant: dottor Carlo De Marchi
Luigi Pistilli: Otto Frank, detto Mr. X
Renzo Montagnani: Fabrizio
Fabienne Dalì: Claudia
Nora Ricci: madre di Mimmi
Edda Ferronao: Maria
Vittorio Caprioli: il libraio
Gabriele Tinti: uomo nella macchina
Venantino Venantini: Aurelio
Frank Wolff: dottor Giulio, il dentista
Paolo Stoppa: professor Zauri
Philippe Leroy: istruttore di tennis
Mario Erpichini: Franco, marito di Mimmi

La matriarca banner cast

Regia Pasquale Festa Campanile
Soggetto Nicolò Ferrari
Sceneggiatura Nicolò Ferrari, Ottavio Jemma
Produttore Silvio Clementelli
Casa di produzione Clesi Cinematografica, Finanziaria San Marco
Distribuzione (Italia) Euro International Film
Fotografia Alfio Contini
Montaggio Sergio Montanari
Musiche Armando Trovajoli
Tema musicale L’amore dice ciao di Guardabassi e Trovajoli, cantato da Andee Silver
Scenografia Flavio Mogherini
Costumi Gaia Rossetti Romanini
Trucco Franco Freda

Doppiatori italiani
Maria Pia Di Meo: Margherita, detta Mimmi
Cesare Barbetti: dottor Carlo De Marchi
Rita Savagnone: Claudia
Pino Colizzi: uomo nella macchina
Aldo Giuffré: dottor Giulio, il dentista
Sergio Graziani: istruttore di tennis
Luciano De Ambrosis: Franco, marito di Mimmi

La matriarca banner foto book

La matriarca flano

La matriarca foto 1

La matriarca foto 2

La matriarca foto 3

La matriarca foto 4

La matriarca foto 5

La matriarca foto 6

La matriarca foto 7

La matriarca lobby card 1

La matriarca lobby card 2

La matriarca locandina 1

La matriarca locandina 2

La matriarca locandina sound

agosto 10, 2009 Pubblicato da: | Commedia | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Folli e liberi amplessi (Les galettes de Pont Aven)

Di folle in questo film c’è soltanto il titolo, assolutamente fuorviante, visto che tradotto letteralmente significherebbe I biscotti di Pont Aven. Un film che di erotico non ha praticamente nulla, fatta eccezione per qualche scena di nudo inserita in un contesto più drammatico che da commedia.

Folli e liberi amplessi 14

Henry è un rappresentante di commercio, vende ombrelli; un lavoro che svolge con impegno, ma i suoi problemi sono a casa: la sua famiglai sembra ignorarlo, se non disprezzarlo. Lui conduce la sua vita monotona tra lavoro e hobby, quello della pittura. Un giorno, dopo aver avuto una fugace relazione con Madame Licquois, una sua cliente che aveva commissionato un ritratto, Henry, mentre torna a casa ha un incidente d’auto. Conosce così il pittore Emile, che ha il suo stesso hobby e conosce anche Angela, la sua disinibita amante.

Folli e liberi amplessi 15

Folli e liberi amplessi 1Andrea Ferreol è la signora Licquois

Con l’evidente beneplacito di Emile, Henry si ritrova ben presto a diventare l’amante della ragazza. Così riacquista d’un colpo vitalità, voglia di tornare a dipingere e sopratutto si innamora. Per qualche giorno le cose sembrano funzionare, ma la ragazza decide di rientrare al suo paese, il Canada, e lo fa senza avvisare l’amante. Henry la cerca, ma poi, deluso, decide di rientrare a casa. qui lo attende una brutta sorpresa: trova la moglie a letto con un altro uomo. Deluso, Henry ritorna a Pont Aven, dove aveva conosciuto Emile e Angela: qui, senza più un valido motivo per combattere, decide di darsi all’alcool, abbruttendosi.

Folli e liberi amplessi 2
Folli e liberi amplessi 3

Reincontra Emile, ma sopratutto ha la fortuna di imbattersi in Marie, una giovane e brava ragazza che lavora in un albergo locale. sarà proprio Marie a fare uscire l’uomo dal tunnelFolli e liberi amplessi 4

Folli e liberi amplessi 5

dell’alcool, e per lei Henry sceglierà di restare a lavorare come cameriere in spiaggia.

Diretto da Joel Seria nel 1975, il film vive sopratutto sulla grande interpretazione di Jean Pierre Marielle, che presta il suo volto al personaggio di Henry, uno dei tanti anonimi personaggi che popolano le città a tutte le latitudini. Anche se molto discontinuo, e a tratti anche improbabile, il film si lascia guardare con piacere, attraverso l’odissea di un uomo qualunque, in un posto qualunque, afflitto da problemi che possono tranquillamente essere considerati universali.

Folli e liberi amplessi 6

Ben assortito il cast, che include, oltre al citato Marielle, una bella Andrea Ferreol nei panni della signora Licquois, la prima avventura di Henry nella sua nuova vita, la bella Dolores Mc Donough nel ruolo della disinibita canadesina Angela, Jeanne Goupil nel ruolo chiave di Marie, la fresca e bella ragazza che con il suo candore sarà il viatico di Henry per il ritorno dall’inferno dell’alcool e dell’abbruttimento.

Folli e liberi amplessi 7

Folli e liberi amplessi 8

Un film di discreta fattura, ben girato, ben recitato  e che scorre via con piacere e interesse da parte dello spettatore.

Folli e liberi amplessi 9

Folli e liberi amplessi 10

Folli e liberi amplessi (Les galettes de Pont Aven),un film di Joël Séria. Con  Claude Piéplu, Jean-Pierre Marielle, Bernard Fresson, Dolores McDonough, Jeanne Goupil,Romain Boutelle,Andréa Ferréol
Titolo originale Les galettes de Pont-Aven. Commedia, durata 105 min. – Francia 1975.

Folli e liberi amplessi 11

Folli e liberi amplessi 12

Folli e liberi amplessi 13

Folli e liberi amplessi 3

Folli e liberi amplessi 2

Folli e liberi amplessi 1

 

Jean-Pierre Marielle : Henri Serin,
Bernard Fresson : Emile
Jeanne Goupil : Marie
Andréa Ferréol : Madame Licquois
Claude Piéplu
Dolorès Mac Donough : Angéla
Romain Bouteille : il curato
Dominique Lavanant : Marie Pape, la prostituta con il costume
Gisèle Grimm : la moglie d’Henri
Nathalie Drivet : Une serva
André Chaumeau : un commerciante
André Lacombe : Un pittore di Pont-Aven
Louison Roblin : Una commerçiante

agosto 4, 2009 Pubblicato da: | Commedia | , , , | 2 commenti

Spogliamoci così senza pudor

Spogliamoci cosi senza pudore locandina

Film a episodi diretto da Sergio Martino, su un soggetto di Raimondo Vianello e Sergio Continenza, anno 1976.

Primo episodio, Il detective: un uomo dubita della fedeltà della coniuge e così decide di assoldare un detective per pedinarla e scoprire le prove di un suo adulterio. Ma il detective, senza scrupoli, pur di raggranellare denaro, fabbrica delle prove false. Il cliente, tutt’altro che sciocco, scoprirà l’inganno, perchè il filmato compromettente girato dal detective lo vedrà protagonista con la moglie durante un loro rapporto coniugale;  l’uomo si vendicherà seducendo la moglie del detective

Spogliamoci cosi senza pudore 6
Maria Baxa e Aldo Maccione

Spogliamoci cosi senza pudore 5
Maria Baxa

Spogliamoci cosi senza pudore 1

Barbara Bouchet

Secondo episodio, La squadra di calcio: un ex calciatore squalificato a vita per motivi truffaldini, viene chiamato da un suo amico, allenatore di una squadra femminile, a far parte del gruppo, ovviamente travestito da donna. Ne succederanno di tutti i colori, con il calciatore che vedrà scoperto l’nganno durante una partita nella quale segna dei goal, prima di essere colpito l basso ventre da una pallonata. L’arbitro e le altre ragazze scopriranno l’inganno.

Spogliamoci cosi senza pudore 3

Spogliamoci cosi senza pudore 4

Enrico Montesano sotto la doccia nell’episodio La partita di calcio

Terzo episodio, L’armadio di Troia : Un produttore di film hard sogna un incontro ravvicinato con un’attricetta di un suo film. Non riuscirà nell’impresa per colpa di un ladruncolo che oltre che svaligiargli la casa,lo farà litigare con la moglie e gli soffierà l’attricetta.

Spogliamoci cosi senza pudore 2

Spogliamoci cosi senza pudore 7

Nadia Cassini

Spogliamoci cosi senza pudore 8

Alberto Lionello

Quarto episodio, La visita: un uomo e una donna, regolarmente sposati con altre persone, cercano disperatamente di poter consumare l’adulterio, ma un’improvvisa morte li pone di fronte ad una scelta:copulare sul letto del morto, quando il cadavere verrà rimosso.

Spogliamoci cosi senza pudore 13

Spogliamoci cosi senza pudore 14
Ursula Andress

Spogliamoci cosi senza pudore 15
Johnny Dorelli

Nonostante il cast di buon livello, il film non ha ritmo, e gli episodi non si discostano poi molto dal canovaccio della più trita commedia sexy. Forse l’unico episodio davvero divertente è quello che vede protagonista Enrico Montesano, nei panni del calciatore, Divertente la scena nello spogliatoio femminile nel quale il povero Montesano si trova attorniato da splendide ragazze nude, mentre lui è costretto a sudare ( in tutti i sensi) travestito da donna.

Spogliamoci cosi senza pudore 12

Spogliamoci cosi senza pudore 11

Spogliamoci cosi senza pudore 10
La sequenza con Ria De Simone: un adulterio mai consumato

Da segnalare anche il duo Dorelli-Andress nell’ultimo episodio, con qualche trovata groottesca; discreto Maccione in tandem con Maria Baxa nell’episodio del detective, anche se il livello delle battute, come ” che imbecille, occhio di lince e orecchie di merda” danno un’idea del tono generale. L’episodio dell’armadio è davvero il punto più basso del film , nonostante Lionello e una Cassini quantomeno generosa nel mostrare le sue grazie ( esempio di battute: la madonna! ah no, volevo dire mia moglie“), mentre la parte della moglie del produttore è affidata alla olita bellissima Barbara Bouchet. Tra i co protagonisti troviamo Alvaro Vitali, nell’episodio del detective e Ninetto Davoli in quello dell’armadio, Ria De Simone in quello del detective. Tutto sommato film poco divertente,abbastanza scontato e anche poco scollacciato, secondo i canoni del genere di pellicola in cui rientra questo film.

Spogliamoci cosi senza pudore 9

Spogliamoci così senza pudor, un film di Sergio Martino. Con Enrico Montesano, Johnny Dorelli, Barbara Bouchet, Ursula Andress, Ninetto Davoli,Alberto Lionello, Maria Baxa, Ria De Simone, Nadia Cassini,Aldo Maccione
Commedia durata 110 min. – Italia 1977.

Enrico Montesano: Dante Zatteroni (La squadra di calcio)
Barbara Bouchet: Violante (L’armadio di Troia)
Alberto Lionello: Giangi Busacca (L’armadio di Troia)
Ninetto Davoli: Pietro (L’armadio di Troia)
Nadia Cassini: Françoise (L’armadio di Troia)
Ursula Andress: Marina (La visita)
Johnny Dorelli: Marco Antonioli (La visita)
Alvaro Vitali: Broccolini (Il detective)
Gianrico Tedeschi: Silvestri (La visita)
Brenda Welch: prostituta (La squadra di calcio)
Roberto Della Casa: dipendente di Busacca (L’armadio di Troia)
Gianfranco Barra: allenatore (La squadra di calcio)
Armando Brancia: Presidente Bernasconi (La squadra di calcio)
Aldo Maccione: l’investigatore privato (Il detective)
Ria De Simone: la “presunta” moglie adultera (Il detective)
Fernando Cerulli: automobilista che soccore Busacca (L’armadio di Troia)
Daniele Vargas: Avvocato Sante Zenaro (La visita)
Marzio Honorato: Enrico (La squadra di calcio)
Angelo Pellegrino: Felice (L’armadio di Troia)
Maria Baxa: Maria (Il detective)
Sophia Lombardo: ragazza sulla barca (La visita)

 

Regia Sergio Martino
Soggetto Raimondo Vianello, Sandro Continenza
Sceneggiatura Raimondo Vianello, Sandro Continenza
Casa di produzione Medusa
Distribuzione (Italia) Medusa
Fotografia Roberto Gerardi, Giancarlo Ferrando
Montaggio Eugenio Alabiso
Musiche Enrico Simonetti

luglio 29, 2009 Pubblicato da: | Commedia | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Una donna di seconda mano

Una donna di seconda mano locandina

Firenze, anni 50. Luca, uno studente orfano di entrambi i genitori, vive con suo zio Augusto, un donnaiolo cinquantenne, proprietario di un negozio di scarpe. L’uomo è legato sentimentalmente a Clelia, una sua dipendente. La donna ha una figlia, Simona, che è la ragazza di Luca. Un giorno suo zio, per svezzarlo sessualmente, lo porta in un bordello, dove il ragazzo conosce Nerina, una matura ma seducente prostituta.

Una donna di seconda mano 1
Enrico Maria Salerno è Augusto

Una donna di seconda mano 8
Rena Niehaus è Simona

Il giorno dopo, in seguito all’ennesimo rifiuto di Simona di avere rapporti con lui, la violenta.  La ragazza racconta tutto alla madre, che decide di vendicarsi. Istruisce la figlia a dovere, con l’incarico di sedurre il maturo Augusto. Il piano riesce, e Simona circuisce Augusto. Un amico di Luca scopre la ragazza mentre è in auto con il suo amante e informa il giovane, che reagisce male. Ritorna al bordello e si fa consolare da Nerina. Nerina però ha un suo piano: è stufa di essere una donna di seconda mano, come si definisce durante un colloquio con una collega, e medita di farsi sposare.

Una donna di seconda mano 13
Macha Meril

Una donna di seconda mano 4

Senta Berger

Nel frattempo Simona si sposa con Augusto, e il giovane per un pò riesce a consolarsi tra le braccia di Nerina. Ma un giorno la donna scompare, e sarà un amico camionista di Luca a scoprirla casualmente a Venezia: la donna è riuscita nel suo intento, ha sposato un ricco uomo d’affari. Luca, dopo aver respinto la corte di Simona, segue Nerina a Venezia, dove riesce a riallacciare la relazione. Ma la donna non vuol perdere quanto faticosamente conquistato, dichiara al giovane di non amarlo e lo lascia, prende un vaporetto e guarda in direzione del giovane, con uno sguardo appena velato dalla nostalgia, mentre Luca urla dal ponte che non la ama.

Una donna di seconda mano 6
Luca violenta Simona

Una donna di seconda mano 2

Nonostante l’ottimo cast, che include Enrico Maria Salerno (Augusto), Senta Berger (Nerina), Macha Meril ( Clelia), Rena Niehaus (Simona), Stefano Satta Flores (l’autista amico di Luca), Stefano Amato (Luca), Una donna di seconda mano, film del 1977 diretto da Pino Tosini e sceneggiato da Renato Izzo, scorre sullo schermo nella più assoluta indifferenza dello spettatore. Colpa principalmente di una trama scontata sin dall’inizio, di una sceneggiatura raffazzonata e sopratutto della scarsa volontà mostrata dal cast, che sembra svogliato e impigrito, quasi anestetizzato da ruoli senza spessore.

Una donna di seconda mano 3
Luca alla ricerca di Nerina nel bordello

A salvarsi è il solito Salerno, in parte la deliziosa Niehaus e parzialmente anche Senta Berger, troppo sorridente e poco incisiva. Un film che penzola tra il dramma e la commedia e che forse aveva l’ambizione di mostrare uno squarcio del mondo dei bordelli prima della legge Merlin. Alla fine tra qualche casto nudo, qualche amplesso una volta tanto mostrato con pudore, si arriva senza scossoni alla parte finale, che forse è la più interessante, non fosse per la fretta e per la scarsa incisività degli attori, tra i quali spicca in senso negativo proprio il protagonista principale, Stefano amato, che piattamente interpreta Luca.

Una donna di seconda mano 5

Una donna di seconda mano 7

Poca roba, alla fine, forse l’unica cosa da rimarcare è la location, parzialmente ambientata a Firenze nelle parti iniziali e a Venezia in quelle finali. Un’altra nota dolente è il fiorentino di Augusto-Enrico Maria Salerno, davvero poco credibile anche nel doppiaggio.

Una donna di seconda mano 9

Una donna di seconda mano, un film di Pino Tosini con Stefano Amato, Senta Berger, Macha Meril, Rena Niehaus, Enrico Maria Salerno, Stefano Satta Flores, Bruno Valente, Italia 1977

Una donna di seconda mano banner gallery

Una donna di seconda mano 10

Una donna di seconda mano 11

Una donna di seconda mano 12

Una donna di seconda mano 14

Una donna di seconda mano 15

Una donna di seconda mano 16

Una donna di seconda mano banner personaggi

 

Senta Berger- Nerina
Enrico Maria Salerno:Augusto
Macha Meril:Clelia
Stefano Amato:Luca
Rena Niehaus:Simona
Stefano Satta Flores:l’autista

Una donna di seconda mano banner cast

Regia Pino Tosini
Soggetto Sergio Perillo
Sceneggiatura Renato Izzo
Casa di produzione Boxer Films
Fotografia Tonino Nardi
Montaggio Massimo Ferlicco
Musiche Michele Francesio
Scenografia Massimo Lentini

luglio 28, 2009 Pubblicato da: | Commedia | , , , , , , | 2 commenti

Il gatto

Il gatto locandina

Il gatto 4
Ugo Tognazzi e Mariangela Melato

Amedeo e Ofelia, due fratelli, hanno ricevuto in eredità dal padre uno stabile fatiscente con diversi appartamenti, tutti locati a canone fisso. I due, gretti, avidi, meschini, tiranneggiano gli inquilini, sopratutto dopo la proposta di un’immobiliare, che vuole acquistare lo stabile per una somma enorme, 500 milioni pro capite, con l’unico vincolo del palazzo libero da inquilini. La morte sospetta del loro gatto porta i due all’azione: spiando i condomini, cercano di capire quali vizi possano nascondere, in modo da trovare finalmente il casus belli che permetta loro l’agognato sfratto. Il primo a fare le spese della perfida e laida coppia di guardoni è un disgraziato commissario di polizia, che finirà per passare attraverso una montagna di guai sia con i suoi superiori sia con la stampa.

Il gatto 2

Il gatto 1

Il gatto 8

Dalila Di Lazzaro

Amedeo e Ofelia iniziano così un’attività voyeuristica, che li porta a scoprire un piccolo bordello installato in uno degli appartamenti, frequentato da insospettabili avventori e da altrettanto insospettabili prostitute, fino alla scoperta (non casuale, ma costruita) di una improbabile centrale dello spaccio della droga, gestito da un gruppo di orchestrali in pensione.

Il gatto 5

Con il ricatto e con altri mezzi sporchi, i due riescono a mandar via quasi tutti gli inquilini. Sarà la scoperta di un omicidio a provocare un’ accelerazione degli eventi, e alla fine i due finalmente si ritrovano con lo stabile sgombro. Ma il diavolo fa le pentole, dimenticando i coperchi…….

Il gatto 6

Il gatto è un film grottesco, un classico lavoro alla Comencini, che assomiglia in maniera sinistra a Fratelli coltelli, film di molti anni successivo. Un prodotto in cui è difficile trovare un solo personaggio raffigurato in chiave positiva, a cominciare dai due avidi e amorali protagonisti, Amedeo-Ugo Tognazzi e Ofelia-Mariangela Melato, che si odiano, si disprezzano ma trovano nell’interesse un legame più forte del vincolo del sangue. I due usano mezzi bassi per muoversi comunque tra bassezze e miserie, in un universo costellato solo da persone alle quali non fanno difetto di certo le peggiori caratteristiche degli uomini.

Il gatto 7

Meschinità, grettezza, arrivismo, tutto il peggio delle qualità negative racchiuse in un microcosmo, uno stabile che è decrepito e fatiscente come la moralità di coloro che lo abitano, proprietari inclusi. La storia del gatto diventa quindi un pretesto per una frustata generale, inferta da Comencini nel suo classico stile, anche se non così appariscente come per esempio nel citato Fratelli coltelli o nel ben più nichilista L’ingorgo, storia in cui proprio le qualità negative dei protagonisti diventano il centro della storia. La similitudine più azzeccata potrebbe essere, fatta salva l’ambientazione, il sottoproletariato, con il film di Scola Brutti sporchi e cattivi: un’umanità resa cinica ed egoista, vista attraverso quella che sembra essere la molla principale delle mosse umane, l’interesse. Comencini forse non graffia come altre volte, scegliendo di rimanere in bilico tra la commedia nera, la farsa, infarcita di grottesco e di situazioni al limite del surreale.

Il gatto 3

Il gatto ha il suo limite proprio nell’essere monocorde, nel suo volere ad ogni costo dipingere in grottesco i personaggi del film stesso, rendendoli una massa amorfa di gente senza scrupoli, dignità o valori. Alla fine proprio le situazioni che si vengono a creare nel film diventano troppo macchinose: l’onorevole con la villa al mare accusato di aver avuto una relazione gay con un suo cameriere e di averlo ucciso, la ragazza dell’attico, cinica e amorale, che alla fine esce unica vera vincitrice dalla storia, i due stessi protagonisti principali, per i quali lo spettatore prova immediatamente repulsione e antipatia, caricaturizzati come sono, sin dal loro odioso dialetto milanese importato nella capitale. Un film quindi riuscito in parte, in cui le situaioni comico grottesche si accavallano, ma senza un ritmo ben definito. Un discorso a parte lo merita il cast, di rispetto: se Ugo Tognazzi e Mariangela Melato riescono, in qualche modo, a dare l’esatta dimensione della meschinità e dell’avidità ai loro personaggi, lo stesso non si può dire di Dalila Di Lazzaro, davvero a disagio nel ruolo della complessa inquilina dell’attico, così come poco convincente appare Philippe Leroy nei panni di in equivoco sacerdote. Il resto del film è popolato da caratteristi, che svolgono come possono il lavoro richiesto.

Film quindi in bilico tra luci ed ombre, comunque da vedere, come ogni prodotto del grande regista

Il gatto, un film di Luigi Comencini. Con Ugo Tognazzi, Philippe Leroy, Mariangela Melato, Dalila Di Lazzaro, Aldo Reggiani, Michel Galabru, Jean Martin, Matteo Spinola, Mario Brega, Adriana Innocenti, Armando Brancia, Raffaele Curi, Fabio Gamma, Bruno Gambarotta
Commedia, durata 115 min. – Italia 1977.

Il gatto banner gallery

Il gatto 10

Il gatto 11

Il gatto 12

Il gatto 13

Il gatto 14

Il gatto 15

Il gatto banner personaggi

Ugo Tognazzi: Amedeo Pegoraro
Mariangela Melato: Ofelia Pegoraro
Dalila Di Lazzaro: Wanda
Michel Galabru: commissario Francisci
Jean Martin: avv. Legrand
Aldo Reggiani: Salvatore
Adriana Innocenti: Principessa
Armando Brancia: capo della polizia
Philippe Leroy: Don Pezzolla
Angelo Matacena: Garofalo
Bruno Gambarotta: l’avvocato dell’immobiliare
Luigi Comencini: vecchio violinista
Mario Brega: killer barbuto
Raffaele Curi: se stesso, telecronista
Fabio Gamma: la guardia del corpo di Garofalo
Matteo Spinola: speaker televisivo
Vittorio Zarfati: anziano al processo
Pino Patti: portiere dello stabile
Franco Santarelli: il brigadiere
Nerina Di Lazzaro: sig.ra Tiberini
Lino Fuggetta: sig. Tiberini

Il gatto banner cast

Regia Luigi Comencini
Soggetto Rodolfo Sonego
Sceneggiatura Rodolfo Sonego, Augusto Caminito, Fulvio Marcolin
Produttore Sergio Leone
Casa di produzione Rafran Cinematografica
Distribuzione (Italia) United Artists Europa
Fotografia Ennio Guarnieri
Montaggio Nino Baragli
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Dante Ferretti
Costumi Danda Ortona

Il gatto locandina sound

Il gatto locandina sound 2

luglio 25, 2009 Pubblicato da: | Commedia | , , , , | Lascia un commento

L’anatra all’arancia

L'anatra all'arancia locandina

Riduzione cinematografica  di una piece teatrale di Douglas Home e Marc Sauvajon, ripresa da Luciano Salce nell’omonimo film del 1975. Una coppia di maturi coniugi, con figli, Livi0 e Lisa, sono ormai ai ferri corti. Il loro rapporto è in crii, e ben presto Lisa confessa al marito di avere una relazione con Jean Claude, un uomo affascinante e per giunta molto ricco, oltre che proprietario di un castello.

L'anatra all'arancia 4
Barbara Bouchet

L'anatra all'arancia 1
Monica Vitti

Apparentemente Livio accetta la confessione della moglie senza traumi, ma saputo dalla moglie che ben presto partirà con l’amante per un lungo viaggio, invita i due, più la segretaria Patty, ad un incontro a quattro, cui segue l’invito nella splendida casa della coppia in riva al mare. Il furbo Livio intende ingelosire così la moglie, che in realtà è solo stanca del menage familiare, delle evidenti bugie del marito e di dover vivere alla sua ombra occupandosi solo della casa e della famiglia.

L'anatra all'arancia 5

L'anatra all'arancia 3

L'anatra all'arancia 9

Tre sequenze con la bellissima Barbara Bouchet

L’arrivo di Patty, disinibita e sexy, mette in crisi i propositi di Lisa, che scopre un sottile fremito di gelosia; memorabile in questo senso la scena in cui le due coppie di amanti sono nelle rispettive camere da letto e i due coniugi simulano rapporti sessuali molto soddisfacenti che in realtà non stanno conumando. Il perfido Livio arriva a prepapare l’anatra all’arancia, piatto simbolo del matrimonio con Lisa, facendo credere a Jena Paul e alla donna, di averla condita con un potente afrodisiaco.

L'anatra all'arancia 2

L'anatra all'arancia 3

La commedia tra i protagonisti continua: Lisa annuncia che vorrebbe restare sola, Jean Paul medita di andarsene e il conflitto tra i due uomini sfocia nell’aggressione di Livio verso Jean Paul. Questo accelera la conclusione della storia: Lisa decide di imbarcarsi con Jean Paul e Livio, vistosi perduto, insegue la barca dell’uomo con il suo motoscafo. Ma ad un certo punto il motore della barca salta, fonde, e Livio disperato si accascia nella barca mormorando ” Lisa possa tu essere condannata ad essere infelice”. Ma Lisa non ce l’ha fatta a lasciare suo marito: si è lanciata in acqua e ha nuotato per tre miglia; con Livio, che si getta in acqua, raggiunge la riva, proprio mentre il motoscafo, incredibilmente, riprende vita e si dirige verso la terra ferma.

L'anatra all'arancia 6

L'anatra all'arancia 7

A riva, mentre Livio la bacia, Lisa guarda verso un surfista, con un pò di nostalgia. Luciano Salce mantiene la struttura della commedia, usandone in pratica anche i tempi e i dialoghi, modificati in senso peggiore però, con qualche parolaccia e doppio senso di troppo. La location resta invariabilmente la stessa, la villa, con qualche escursione sulla spiaggia. I protagonisti, Ugo Tognazzi (Livio), Monica Vitti (Lisa), John Richardson (Jean Paul) e Barbara Bouchet (Patty), sono molto bravi, anche se va detto che la Vitti tende troppo a esagerare la sua recitazione, quasi volesse essere la vera protagonista in assoluto del film.

L'anatra all'arancia 8

L'anatra all'arancia 10

Sicuramente più misurato ed impeccabile Tognazzi, con quel suo sguardo ironico, a tratti sarcastico, carico di intelligenza e bene anche una sorprendente Bouchet, nel ruolo comico forse meglio interpretato dall’attrice cecoslovacca. Film quindi gradevole, anche se con qualche sbavatura; inutili le scene tipo falshback, che finiscono per rallentare un film che è tutto dialoghi. La morale c’è, ed è una certa esaltazione dei valori della famiglia, approdo e porto sicuro dalle facili illusioni; tutto già visto, ma Salce ci mette qualcosina dal punto di vista dell’eleganza formale.

L'anatra all'arancia 11

L'anatra all'arancia 12

L’anatra all’arancia,un film di Luciano Salce. Con Monica Vitti, Ugo Tognazzi, Barbara Bouchet, John Richardson. Antonio Allocca Commedia, durata 102 min. – Italia 1975.

L'anatra all'arancia banner gallery

L'anatra all'arancia 13

L'anatra all'arancia 7

L'anatra all'arancia 6

L'anatra all'arancia 5

L'anatra all'arancia 4

L'anatra all'arancia 3

L'anatra all'arancia 2

L'anatra all'arancia banner personaggi

Ugo Tognazzi: Livio Stefani
Enrico Montesano: Enrico Tuccio
Monica Vitti: Lisa Stefani, moglie di Livio
Barbara Bouchet: Patty, segretaria e amante di Livio
John Richardson: Jean-Claude, amante di Lisa
Sabina De Guida: Cecilia, cameriera degli Stefani
Antonio Allocca: Carmine, cameriere degli Stefani

L'anatra all'arancia banner cast

Regia Luciano Salce
Soggetto dall’omonimo lavoro teatrale di William Douglas-Home e Marc-Gilbert Sauvajon
Sceneggiatura Bernardino Zapponi
Produttore Mario Cecchi Gori
Casa di produzione Capital Films, Cinerix
Fotografia Franco Di Giacomo
Montaggio Antonio Siciliano
Musiche Armando Trovajoli
Tema musicale Canard à l’orange eseguita da Suan
Scenografia Lorenzo Baraldi
Costumi Luca Sabatelli
Trucco Giancarlo Del Brocco

L'anatra all'arancia foto 1

L'anatra all'arancia foto 2

L'anatra all'arancia locandina sound

luglio 24, 2009 Pubblicato da: | Commedia | , , , | 1 commento

Basta guardarla

Basta guardarla locandina

Mentre è in campagna a lavorare, la giovane Enrichetta vede arrivare da lontano un’auto che si dirige verso il vicino paese; a bordo c’è Silver Boy, ballerino e comico a capo di una piccola compagnia d’avanspettacolo, specializzata in rappresentazioni dedicate alla provincia. La giovane segue la compagnia in paese, e grazie all’aiuto di un ballerino gay, che ricopre vari ruoli nella compagnia, riesce ad ottenere un’audizione. La ragazza, dopo una seduta dal parrucchiere, ben truccata, si rivela essere una gran bella donna, tra l’altro anche dotata dal punto di vista artistico.

Basta guardarla 1

Mariangela Melato

Ribattezzata Erika, la ragazza deve guardarsi dall’invidia della prima donna dello spettacolo, Marisa Del Sol, che vede progressivamente oscurarsi il suo ruolo ma non solo; Silver boy inizia a valutare Enrichetta/Erika anche dal punto di vista personale. Durante un acquazzone estivo, la coppia rimane isolata in un fienile, ed è l’occasione giusta per Silver boy per gustare le grazie di Erika, segretamente attratta, sin dal primo incontro, dalla personalità dell’uomo. “Questo non è amore, ma febbre dei sensi”, mormorerà un po delusa la ragazza durante l’incontro con Silver boy…..

Basta guardarla 9
Carlo Giuffrè è Silver boy

Basta guardarla 3
  Maria Grazia Buccella

Basta guardarla 2

All’interno della compagnia, intanto, Marisa Del Sol trama vendetta, e riesce a far cacciare Erika convincendo Silver boy che la ragazza, destinata a sostituirla nella prima di uno spettacolo, di un suo presunto tradimento. Erika, allontanata dal gruppo, non senza rimpianti della maggior parte degli attori, trova lavoro, e la sua fortuna, entrando nella compagnia di Farfarello e di Pola Prima, un gruppo di ben altra fama e rilevanza di quello di Silver boy.

Basta guardarla 15

Pippo Franco

Basta guardarla 13

Ben presto Erika Rikk, come è stata ribattezzata diventa la star dello spettacolo, nonostante un tentativo di boicottaggio della solita infida Marisa, che una sera cerca di aizzare contro di lei il pubblico. Nel frattempo Silver boy, che ha capito la vera natura dell’attrazione che provava verso Erika, va  a trovare la ragazza, impelagandosi nella rissa scoppiata nel teatro. Quando Erika apprende da Pola che l’uomo è in ospedale, ferito, non esita a lasciare tutto e tutti, abbandonando la sua carriera per amore di Silver Boy.

Basta guardarla 4

Enrichetta/Erika è interpretata da Maria Grazia Buccella

Basta guardarla è un film importante; diretto da Luciano Salce nel 1971, è un commosso ritratto di un mondo, quello dell’avanspettacolo che calca i teatrini di provincia, in rapida e definitiva dissoluzione. E’ uno sguardo ironico e tenero rivolto ad un mondo semplice, in cui dominano i sentimenti, sia in positivo che in negativo. Amicizia, amore, ma anche rivalità e gelosie: un microcosmo complesso in cui gravitano esistenze da veri vagabondi, hobos di quella che era la più antica forma di teatro itinerante, che dispensò cultura e divertimento in tutta quella provincia che altrimenti non avrebbe mai conosciuto tante opere minori solo nella fortuna che ebbero.

Basta guardarla 12 Franca Valeri interpreta Pola Prima

Basta guardarla 14Il curioso effetto fotoromanzo inserito da Salce nel film

Salce usa un linguaggio visivo e uditivo di facile impatto, caratterizzando i suoi personaggi anche all’eccesso, quasi fossero l’esaltazione di vizi e virtù. C’è il Silver boy cantante melodico e discreto cabarettista che pensa di essere un playboy e che alla fine cederà proprio all’amore, c’è Erika che rappresenta la volontà di affermazione, ma anche la saldezza dei giusti valori, quelli forti. C’è la gelosia e l’invidia, rappresentata dalla perfida Marisa e l’amicizia spontanea, quella del ballerino gay Danilo.

Basta guardarla 5

E ci sono molti altri personaggi, tutti con difetti e pregi, portati spesso all’eccesso, in una volontà ironica, quasi sarcastica, di descrivere un mondo così lontano da quello comune. Uno sguardo finalmente ironico al punto giusto su uno spaccato d’umanità per lo più sconosciuto, che si anima e prende forma anche attraverso la scelta, da parte di Salce, di inserire nella pellicola sequenze di stampo fotoromanzesco. Qualche riga sul cast, che è di assoluto livello.

Basta guardarla 6

Basta guardarla 7

Basta guardarla 8

– Bella, brava e svampita al punto giusto Maria Grazia Buccella, che purtroppo mai più in carriera riuscirà ad eguagliare la misura del personaggio Erika, ingenua ma tenace, dai sani principi morali;

-assolutamente perfetto Carlo Giuffrè, un Silver Boy che ad un tratto fa quasi tenerezza nella sua canagliesca, ma simpatica parodia del capo comico, sbruffone e esagerato.

-brava Mariangela Melato, agli esordi sugli schermi, nel ruolo di Marisa Del Sol, la perfida e intrigante rivale di Erika;

– Irresistibile Pippo Franco nel ruolo di Danilo, il ballerino gay dal gran cuore, che prende a benvolere Erika e che involontariamente ne decide il futuro;

– Ottimo Luciano Salce, nel ruolo di Farfarello, capo comico dalla comicità greve, finto donnaiolo;

-Bravissima, la solita sicurezza, Franca Valeri nei panni di Pola Prima, stella al tramonto del varietà, capace però di mettersi da parte al momento giusto, e sopratutto capace di pronunciare le parole giuste al momento giusto nei confronti di Erika.

Basta guardarla 10

Luciano Salce

Basta guardarla 11

Film davvero bello, che andrebbe riesumato proprio per guardare, anche con un briciolo di malinocnia, ad un mondo oggi completamente scomparso, tra tanti rimpianti.

Basta guardarla, un film di Luciano Salce. Con Maria Grazia Buccella, Umberto D’Orsi, Luciano Salce, Mariangela Melato, Riccardo Garrone, Franca Valeri, Pippo Franco, Spiros Focas, Carlo Giuffrè, Dino Curcio, Pinuccio Ardia, Loredana Berté.Commedia, durata 106 min. – Italia 1971.

Maria Grazia Buccella: Enrichetta
Carlo Giuffré: Silver Boy
Mariangela Melato: Marisa do Sol
Spiros Focás: Fernando
Pippo Franco: Danilo
Franca Valeri: Pola Prima
Luciano Salce: Farfarello
Riccardo Garrone: Impresario Pelliconi

Regia Luciano Salce
Soggetto Jaja Fiastri
Sceneggiatura Steno, Luciano Salce, Jaja Fiastri
Casa di produzione Fair
Distribuzione (Italia) Interfilm
Fotografia Aiace Parolin
Montaggio Marcello Malvestito
Musiche Franco Pisano
Tema musicale Tre rose
Scenografia Luciano Spadoni
Costumi Luca Sabatelli

Basta guardarla locandina wallpaper

Basta guardarla foto 1

luglio 17, 2009 Pubblicato da: | Commedia | , , , , , | 4 commenti

Le calde notti di Lady Hamilton

Una bellissima ragazza inglese, una contadinella, Emma Lyon, coltiva il segreto sogno di andare a vivere in città, a Londra. Così quando un pittore, George Romney, colpito dalla sua bellezza decide di farne la sua modella, Emma coglie l’occasione e si trasferisce in città.

Le calde notti di Lady Hamilton 5
Michele Mercier è Emma Lyon-Lady Hamilton

L’opportunità le permette anche di conoscere le persone più in vista, aristocratici e nobili, così Emma ben presto lascia il suo protettore per le case dei ricchi. La sua bellezza fa strage di cuori, ed un nobile inglese le propone il matrimonio; ma Emma, ambiziosa, sceglie invece di sposare lo zio di questi, un anziano ambasciatore, che diverrà il diplomatico in carica presso il regno di Napoli.

Le calde notti di Lady Hamilton 6

Le calde notti di Lady Hamilton 7

Qui la vita della giovane Emma prosegue tranquilla, fino al giorno in cui arriva a corte il giovane ammiraglio Oratio Nelson; è un colpo di fulmine, e i due diventano amanti. Scoppia la rivoluzione, a Napoli, così i coniugi Hamilton ritornano a Londra, dove l’anziano ambasciatore muore. Subito dopo ad Emma nasce una bimba, figlia della relazione con l’ammiraglio inglese: la loro felicità durerà poco, perchè l’ammiraglio, inviato a fermare la flotta francese, morirà gloriosamente nella battaglia di Trafalgar.

Le calde notti di Lady Hamilton 8

Diretto da Christian Jaque nel 1968, il film è assolutamente meno malizioso di quanto il titolo infelice lascerebbe presupporre; siamo di fronte ad un dramma in costume, chiaramente ispirato al romanzo Emma Lyona di Alexandre Dumas. Film scorrevole, con una trama abbastanza semplice e ottimi costumi, il tutto immerso in un’atmosfera che sembra abbastanza reale. Un film in cui spicca la prorompente bellezza di Michele Mercier, finalmente libera dai panni dell’eroina che l’aveva resa famosa, Angelica Marchesa degli angeli.

Le calde notti di Lady Hamilton 1

Le calde notti di Lady Hamilton 2

In qualche scena la splendida attrice compare in fugaci nudi, che però bastano per lasciar intravedere le sue grazie assolutamente di prim’ordine. Nel cast figurano anche la nostra Gabriella Giorgelli e Venantino Venantini, oltre all’inossidabile Gigi Ballista.

Le calde notti di Lady Hamilton 3

Le calde notti di Lady Hamilton 4

Le calde notti di Lady Hamilton, un film di Christian-Jaque. Con John Mills, Mario Pisu, Nadia Tiller, Michèlle Mercier, Richard Johnson, Venantino Venantini, Mirko Ellis, Dieter Borsche, Gabriella Giorgelli, Harald Leipnitz, Boy Gobert, Gigi Ballista, Gisela Uhlen
Titolo originale Les amours de Lady Hamilton. Storico, durata 95 min. – Francia 1968.

Le calde notti di Lady Hamilton banner gallery

Le calde notti di Lady Hamilton 9

Le calde notti di Lady Hamilton 10

Le calde notti di Lady Hamilton 11

Le calde notti di Lady Hamilton 12

Le calde notti di Lady Hamilton 13

Le calde notti di Lady Hamilton 14

Le calde notti di Lady Hamilton 15

Le calde notti di Lady Hamilton 16

Le calde notti di Lady Hamilton banner protagonisti

Michèle Mercier è Emma Lyon-Hamilton

Richard Johnson è Horatio Nelson

John Mills è Lord William Hamilton

Harald Leipnitz è Harry Featherstone

Claudio Undari è il Capitano Hardy

Mirko Ellis è John Payne

Lorenzo Terzon è Lord Charles Greville

Howard Ross è Dick Strong

Gabriella Giorgelli è Laurie Strong

Gisela Uhlen è Mrs Love

Venantino Venantini è il principe Carraciolo

Mario Pisu è Re Ferdinando

Boy Gobert è George Romney

Gigi Ballista è il Cardinale Ruffo

Dieter Borsche è il Dr. Graham

Nadia Tiller è La regina Carolina

Le calde notti di Lady Hamilton banner cast

Regista: Christian-Jaque
Romanzo:Alexandre Dumas padre
Sceneggiatura:Jameson Brewer,Valeria Bonamano,Werner P. Zibaso,Christian-Jaque
Produzione:Alberto Grimaldi,Wolf C. Hartwig,Peer J. Oppenheimer
Musiche:Riz Ortolani
Fotografia:Pierre Petit
Montaggio:Eugenio Alabiso,Herbert Taschner

Le calde notti di Lady Hamilton banner foto

Le calde notti di Lady Hamilton foto 1

Le calde notti di Lady Hamilton foto 2

Le calde notti di Lady Hamilton lc19

Le calde notti di Lady Hamilton lc18

Le calde notti di Lady Hamilton lc17

Le calde notti di Lady Hamilton lc16

Le calde notti di Lady Hamilton lc15

Le calde notti di Lady Hamilton lc14

Le calde notti di Lady Hamilton lc13

Le calde notti di Lady Hamilton lc12

Le calde notti di Lady Hamilton lc11

Le calde notti di Lady Hamilton lc9

Le calde notti di Lady Hamilton lc8

Le calde notti di Lady Hamilton lc7

Le calde notti di Lady Hamilton lc6

Le calde notti di Lady Hamilton lc5

Le calde notti di Lady Hamilton lc4

Le calde notti di Lady Hamilton lc3

Le calde notti di Lady Hamilton lc2

Le calde notti di Lady Hamilton lc1

Le calde notti di Lady Hamilton locandina 5

Le calde notti di Lady Hamilton locandina 4

Le calde notti di Lady Hamilton locandina 3

Le calde notti di Lady Hamilton locandina 2

Le calde notti di Lady Hamilton locandina 1

luglio 10, 2009 Pubblicato da: | Commedia | , | 4 commenti