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I giochi proibiti de l’Aretino Pietro

I giochi proibiti dell'Aretino Pietro locandina

Dopo il saccheggio a piene mani del Boccaccio, ecco una versione alternativa delle classiche novelle licenziose trecentesche, prese a pretesto per imbastire un film, I giochi proibiti de l’Aretino Pietro, che, a differenza di molti altri prodotti simili, ha quanto meno il pregio di suscitare qualche risata. L’Aretino, considerato autore licenzioso e fuori dagli schemi, diventa così il nume tutelare di un onesto prodotto, non di certo il peggiore della fortunata serie denominata decamerotici. L’ingrediente principale è, al solito, lo stuolo di belle ragazze impegnato a mostrare centimetri di epidermide, sfruttando una storia imbastita secondo i canoni più classici del filone.

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Orchidea De Santis (sulla destra) è Lisa

Siamo in Umbria, precisamente a Gubbio, dove quattro donne sono state denunciate all’autorità preposta per una serie di violazioni del vincolo coniugale che hanno del beffardo. Angelica, che è una suora affatto contenta del suo stato, ha un amante, Righetto, con il quale si sollazza, per usare un termine boccaccesco, ad ogni occasione utile. Ma un giorno decide di dividere tal fortuna con le consorelle, provocando nel giovane una vera e propria crisi fisica. Violetta, moglie trascurata di un villico e bifolco paesano,si è furbescamente sostituita ad una donna di facili costumi, concedendosi così all’ignaro marito e a tutti i suoi amici, prima di essere scoperta e denunciata dal marito fedifrago.

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In questo fotogramma: Femi Benussi è Violetta

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Poi c’è Lisa, che è una domestica, che si mette d’accordo con l’amante per estorcere, grazie alle sue doti fisiche furbescamente messe in mostra al momento giusto, una somma di denaro, ed infine Bettina, che inganna il proprio marito fingendosi morta. Portata in un monastero, diventa l’amante dei locali frati, restando però incinta. Per cavarsi dai guai, in accordo con i frati gaudenti, cercherà inutilmente di far credere al marito geloso di essere miracolosamente resuscitata.

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Orchidea De Santis e Femi Benussi

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La trama del film è ovviamente un pretesto, anche se comunque qualche risata, quà e là, si riesce anche a rimediarla; il punto di forza resta però la bellezza fisica delle protagoniste, fra le quali spiccano Orchidea De Santis, bellissima come al solito, Femi Benussi, che è doppiata nel film con un curiosissimo accento che sembra romano e che i realtà chissà da dove viene,oltre alla ex star dei fotoromanzi Angela Covello e a Rosita Torosh. Particolarmente simpatico l’episodio con protagonista Femi Benussi, alias Violetta, che beffa il marito concedendosi in una sola volta, allo stesso più volte e a tutti i suoi amici. Il finale, che vede le quattro donne assolte da un giudice che poi saprà approffittare delle grazie delle donne, è ovviamente in linea con il racconto. Il regista, Pietro Regnoli, fa il suo lavoro con una qualche dignità, che mancherà in molti altri prodotti del genere.

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I giochi proibiti de l’Aretino Pietro, di Pietro Regnoli, con Orchidea de Santis, Tony Kendall, Fausto Tommei, Femi Benussi, Pupo De Luca, Tiberio Murgia, Paola Corazzi, Angela Covello, Rosita Torosh, Shirley Corrigan, Luigi Leoni, Franco Agostini, Ben Carra, Livio Galassi.Italia,1973

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Luigi Montini: Salvatore Anselmi (Il miracolo)
Franco Mazzieri: (Il miracolo)
Rose Marie Lindt: Betta (Il miracolo)
Tony Kendall: Bitto Ranieri/Fra’ Luce (Il miracolo – L’imbroglio)
Orchidea De Santis: Lisa Martini (L’imbroglio)
Luigi Crivello: Fra’ Pendolare (Il miracolo)
Angela Covello:
Shirley Corrigan: Eugenia (L’imbroglio)
Femi Benussi: Violetta (4 mogli)

Regia Piero Regnoli
Soggetto Piero Regnoli
Sceneggiatura Piero Regnoli
Casa di produzione PARF
Fotografia Fausto Zuccoli
Montaggio Adriano Tagliavia
Musiche Nico Fidenco

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marzo 24, 2009 Pubblicato da: | Erotico | , , | 2 commenti

La dama rossa uccide 7 volte

La dama rossa uccide sette volte locandina 5

Due sorelle, Ketty e Evelyn, sono divise, fin dall’infanzia da odio e rancore. Il nonno, discendente dei Wildenbruck, un’antica famiglia nobile, proprietaria di un castello dalla fama sinistra, un giorno, dopo l’ennesimo litigio tra le sorelle, la bionda Ketty e la bruna Evelyn, avvenuto per il possesso di una bambola, racconta alle due sorelle la leggenda che perseguita la famiglia.

Secoli addietro, quattro per la precisione, due sorelle, la dama rossa e la dama nera, completamente diverse tra loro, si affrontarono per rivalità in amore. La perfida dama rossa, che voleva ad ogni costo l’amore del ragazzo, lo concupì, così la dama nera uccise con sette coltellate la rivale in amore. Da quel momento, ogni cento anni precisi, la dama rossa tornò in vita, reclamando vendetta, uccidendo sette persone e facendo altrettanto ogni cento anni.

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A quattordici anni esatti dal racconto del vecchio Tobias, esattamente cento anni dopo l’ultima apparizione della dama rossa, ecco che la leggenda sembra prendere corpo. Una donna vestita di rosso appare una notte nella camera del vecchio, che muore per lo spavento. Ketty, che nel frattempo è diventata adulta, ha sposato il vice direttore della sua agenzia di moda; la ragazza nasconde però un segreto. Un giorno, dopo una violenta lite, ha colpito la sorella Evelyn con uno schiaffo. La ragazza è così finita contro un masso, cadendo in acqua; Ketty, convinta della sua morte, ne nasconde il corpo con la complicità di Franziska e di suo marito.

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Barbara Bouchet e Marina Malfatti

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Pia Giancaro

Il giorno dell’apertura del testamento di Tobias, ecco la sorpresa; il vecchio ha rinviato all’anno successivo l’apertura dello stesso, per evitare la maledizione che sembra accanirsi contro i proprietari del castello. Ma la precauzione sembra inutile, perchè da quel momento la misteriosa dama rossa sembra scatenarsi. Ad una alla volta muoiono persone che sono legate in qualche modo sia a Ketty che alla sua agenzia; muore il direttore della stessa,  seguito poco dopo da una modella.

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Sybill Danning e Ugo Pagliai

La stessa fine farà il fidanzato di Evelyn, che in qualche modo ha scoperto la verità sull’omicidio involontario della ragazza, e che ricattava Ketty. Mentre i delitti si susseguono, ad essere sospettato degli stessi è il marito di Ketty. La storia va avanti fino all’epilogo, per la verità alquanto scontato, ed evito di raccontarne il seguito per non rovinare l’effetto sorpresa.

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La dama rossa uccide 7 volte 13

Il film, diretto da Emilio Miraglia nel 1972, pur partendo da una buona idea iniziale, finisce per perdersi nei labirinti di una trama troppo tesa al colpo di scena. Non giova nemmeno il finale, con l’immancabile sorpresa dell’identità del vero colpevole e il solito salvataggio all’ultimo minuto, questa volta aggravato da troppe combinazioni che avvengono contemporaneamente.

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Sybill Danning, l’affascinante Lulu

Per fortuna il cast si dimostra all’altezza; è sicuramente brava Barbara Bouchet, nel ruolo della tormentata Ketty, così come di buon livello è l’interpretazione di Ugo Pagliai nel ruolo di Martin, marito di Ketty e principale sospettato dalla polizia. Bella e sicuramente all’altezza Marina Malfatti, nei panni della ambigua Franziska.

Ruoli di contorno per Sybill Danning e Pia Giancaro, due delle vittime della complessa storia. Un film che avrebbe meritato un ottimo voto non fosse stato per i difetti citati; la tensione c’è, la storia si guarda e si segue, ma con difficoltà, legate anche ad alcune incertezze nella sceneggiatura. Punti di forza sono la splendida fotografia e il commento musicale all’altezza, oltre alla magnifica location.

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La dama rossa uccide 7 volte, un film di Emilio P. Miraglia. Con Barbara Bouchet, Maria Pia Giancaro, Marino Masé, Marina Malfatti, Ugo Pagliai.Fabrizio Moresco, Carla Mancini, Sybil Danning
Giallo, durata 90 min. – Italia 1972.

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La dama rossa uccide 7 volte banner protagonisti

Barbara Bouchet: Ketty Wildenbrück
Ugo Pagliai: Martin Hoffmann
Marina Malfatti: Franziska Wildenbrück
Marino Masé: ispettore di polizia
Maria Pia Giancaro: Rose Mary Müller
Sybil Danning: Lulù Palm
Nino Korda: Herbert
Rudolf Schündler: Tobias Wildenbrück
Fabrizio Moresco: Petar
Bruno Bertocci: Hans Mayer

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Regia Emilio P. Miraglia
Soggetto Emilio P. Miraglia e Fabio Pittorru
Sceneggiatura Emilio P. Miraglia e Fabio Pittorru
Casa di produzione Phoenix Cinematografica, Romano Film e Traian Boeru
Fotografia Alberto Spagnoli
Montaggio Romeo Ciatti
Musiche Bruno Nicolai
Scenografia Lorenzo Baraldi
Costumi Lorenzo Baraldi
Trucco Iolanda Conti e Giulio Natalucci

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Esattamente 14 anni dop il racconto, a cento anni esatti dall’ultima apparizione La dama rossa uccide sette volte locandina sound

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marzo 23, 2009 Pubblicato da: | Thriller | , , , , , , , | Lascia un commento

Marisa Mell

Parlando di Marisa Mell, una delle star cinematografiche più amate e rimpiante nel campo delle pellicole di genere del periodo che va da metà anni sessanta a metà anni ottanta, non si può non notare la mano preponderante del destino, che l’ha messa di fronte a dure prove prima di portarla alla morte a soli 53 anni, il 16 maggio del 1992, per le conseguenze di un devastante cancro alla gola.

Marisa Mell Bella ricca lieve difetto fisico
Bella, ricca, lieve difetto fisico cerca anima gemella

Una fine terribile, aggravata e resa più sinistra dalle condizioni di estrema indigenza in cui versava la popolare attrice, ridotta sul lastrico e con pochi e fidati amici intorno. Eppure, quel destino che la portò via prematuramente, le aveva dato una chance nel 1963, quando, dopo un incidente automobilistico, rischiò di restare sfigurata, uscendo invece dalla sala operatoria con un labbro leggermente all’insù, che diede al suo bellissimo volto quell’aria leggermente ironica che fu una delle sue caratteristiche.

Marisa Mell Diabolik
Il primo, grande successo di Marisa Mell: Diabolik

Nata a Graz il 24 febbraio del 1939, Marlies Theres Moitzi, in arte Marisa Mell, ha interpretato oltre 60 film, dall’esordio avvenuto nel 1954 fino all’ultimo lavoro, Amo Vienna, del 1991. Una carriera segnata da molte pellicole di genere, che spaziano dal thriller alla commedia, fino all’erotico, che fu l’ultima spiaggia dell’attrice, coinvolta in storie di droga e ridotta alla disperazione dalla mancanza di denaro.

Marisa Mell Sette orchidee macchiate di rosso
Dal film Sette orchidee macchiate di rosso

In mezzo una vita costellata da episodi dubbi, giocata sul filo dell’eccesso, fino al rapido declino che la costrinse ad accettare umilianti partecipazioni a servizi fotografici a luce rossa, dove prestava soltanto il suo bellissimo corpo, senza esserne parte attiva.

E pensare che ad Hollywood, dove erano in molti i produttori convinti delle sue capacità, era pronto un mega contratto per sette film da girare in America, e che lei rifiutò perchè, come si legge dalla sua autobiografia, “ avrei avuto bisogno del permesso anche per andare in toilette

Marisa Mell Nel buio del terrore
Con un’altra attrice scomparsa, Sylva Koscina nel film Nel buio del terrore

Una costante, la sua, quella di voler essere indipendente. Conscia dei propri mezzi, e sopratutto fiera della sua straordinaria bellezza, Marisa Mell non accettò compromessi, salvo poi lanciarsi spericolatamente in una carriera fatta di film di buon livello, ma anche infarcita di pellicole mediocri.

Marisa Mell Una sull'altra
Marisa Mell nell’ottimo Una sull’altra

Film, questi ultimi, che abbondarono verso la fine della sua carriera, quando la straordinaria bellezza del suo volto aveva lasciato il posto a lineamenti più marcati, segnati dalla vita irregolare e dalle vicissitudini personali, fra le quali l’uso di droghe. Sicuramente gli anni più appaganti e artisticamente rilevanti sono quelli che vanno dal 1967 al 1977,segnati da partecipazioni a film di ottima fattura. Il primo di questi è sicuramente il film di Mario Bava Diabolik, girato nel 1968 accanto a Law, nel quale è la bellissima compagna del criminale creato dalle sorelle Giussani. Lei è una Eva Kant credibile; bellissima e altera, con quel suo corpo appena nascosto per sfuggire alle dure maglie della censura. Un ruolo che le permette un’affermazione personale clamorosa; il film diventa rapidamente un cult, e le procura subito altri contratti.

Marisa Mell La belva col mitra

Con Helmut Berger in La belva col mitra

Il che avviene immediatamente, nel 1969: a volerla sul set è Lucio Fulci, che le affida il duplice ruolo di Susan Dumurrier-Monica Weston nello splendido Una sull’altra (Perversion story), un thriller serratissimo in cui la Mell mostra grandi capacità interpretative e in cui si mostra in tutta la sua bellezza, che in Italia verrà apprezzata parzialmente vista la formidabile censura a cui venne sottoposto il film. Sexy, bellissima, Marisa Mell è protagonista di una delle scene a più alta densità erotica del decennio sessanta, quella dello spogliarello sulla moto. Gli stessi colleghi della Mell, la Martinelli e Jean Sorel, restarono incantati dalla sua esibizione, che resero visivamente nelle inquadrature della sequenza, in cui il loro stupore appare genuino e non simulato.

Marisa Mell La profezia
Marisa Mell nel film La profezia

Nel film Marisa fu protagonista di un’altra celebre sequenza, quella saffica con Elsa Martinelli. Nello stesso anno è nel cast di Senza via d’uscita, nel quale è la bellissima Michelle, accanto a Lea Massari e Philippe Leroy. Negli anni successivi si specializza in thriller, quasi che il suo volto, reso volutamente ambiguo, da vera dark queen, sia l’ideale per rendere al meglio le anime quasi perverse dei personaggi che interpreta. Nascono così i personaggi di Carla, in Diabolicamente sole con il delitto, il doppio ruolo di Anna e Maria in Sette orchidee macchiate di rosso, di Laura in Doppia coppia con Regina.

Marisa Mell La compagna di viaggio
La compagna di viaggio

Marisa Mell La liceale al mare
La liceale al mare

Ma non ci sono soltanto ruoli drammatici, nella carriera di Marisa Mell; da segnalare il surreale Bella,ricca, lieve difetto fisico cerca anima gemella, di Cicero, girato nel 1973, in cui è Paola, preda ambita da un cacciatore di donne ricche che cambia sesso, seduce la moglie del malcapitato seduttore e la mette incinta. Film massacrato dalla critica e rivelatosi un buon successo di pubblico.

Marisa Mell Casanova e C.
Con Tony Curtis nel mediocre Casanova e C.

E’ in questo momento che la carriera della Mell diventa difficilmente inquadrabile: a parte Milano rovente, di Lenzi, nel quale è Jasmine, i film successivi mostrano la tendenza, da parte di registi e produttori, a sottovalutare le sue capacità interpretative a tutto vantaggio della sua innegabile carica erotica. Così gira film dai titoli inequivocabili, come La moglie giovane, dignitosa produzione americana, Amori letti e tradimenti di Alfonso Brescia,Perversione,Taxi love servizio per signora. Il genere è sempre lo stesso, pellicole pericolosamente ammiccanti all’erotismo, come confermato dalla mega commedia Casanova e C, in cui è al massimo della bellezza, lavora con un cast di prim’ordine, ma alla fine si trova prigioniera del clichè che le hanno costruito, quello della bellissima da mostrare nuda.


Doppia coppia con regina

Infamia

In questo film rivaleggia con uno stuolo di belle donne, in primis la Berenson, oltre alla Koscina ed altre bellezze. Il ritorno al thriller avviene con La belva con il mitra, pretenzioso poliziesco interpretato al fianco di Helmut Berger, per la regia di Grieco. Celebre, in questo film, la scena di sesso con Berger. Le parti che le sottoporranno d’ora in poi riguarderanno solo commedie sexy: La compagna di viaggio, Peccati a Venezia, La liceale al mare con l’amica di papà, La dottoressa preferisce i marinai confermano una specie di declino professionale ormai inarrestabile. L’ultima parte della sua carriera è assolutamente trascurabile, così come è meglio stendere un velo pietoso sulla sua vita privata.

Marisa Mell apparirà ,dopo la seconda metà degli anni settanta, su riviste di un certo livello, come Playboy, in nudi quantomeno artistici, per poi passare a veri servizi hard, in cui si limita a comparire in parti non attive, come in quelli proposti dal mensile Le ore, in cui il triste declino dell’artista si accompagna al rammarico per il talento sprecato.

Marisa Mell Boccaccio 70,1

Marisa Mell Boccaccio 70,2

Due fotogrammi tratti da Boccaccio 70

Come nel caso di altre attrici dalle indubbie doti interpretative, come Lilli Carati, ad esempio, la Mell ha dovuto fare i conti con la bestia peggiore in cui poteva incappare un’attore in quegli anni vissuti a tutta velocità: la dipendenza da droghe. E anche Marisa Mell non sfuggì alla dura legge che vuole associare il declino di attore a quello umano, proprio in virtù dell’assunzione di sostanze stupefacenti.

Marisa Mell Dopo di che uccide il maschio e lo divora
Marisa Mell in un fotogramma dell’introvabile E dopo di che uccide il maschio e lo divora

Marisa Mell La dottoressa preferisce i marinai
La dottoressa preferisce i marinai

Un sinistro destino, comune a Karin Schubert, passata ai film porno e alle chat erotiche. Un vero peccato, perchè proprio la Mell le qualità le aveva, e le ha mostrate sopratutto agli inizi della sua carriera, che lasciava presagire ben altri risultati. Restano, di lei, le bellissime sequenze di Una sull’altra, di Diabolik, film che ne hanno lanciato la figura facendola diventare una star.

Marisa Mell gallery

La moglie giovane 

Marisa Mell The Last Ride to Santa Cruz

The last ride to Santa Cruz

Marisa Mell Train d'enfer
Train d’enfer

Marisa Mell Doppia coppia con regina
Doppia coppia con regina

Marisa Mell Anyone Can Play

Anyone can play 

Marisa Mell Amori letti e tradimenti

Amori letti e tradimenti

Marisa Mell Un'ombra nell'ombra

Un’ombra nell’ombra

 Peccati a Venezia

Marisa Mell Sensoria

Sensoria

Marisa Mell Quest for the Mighty SwordQuest for the mighty sword

Marisa Mell New York chiama superdrago

New York chiama Superdrago

Marisa Mell Mahogany

Mahoghany

Marisa Mell L'intreccio

L’intreccio

Marisa Mell L'enigma dell'orchidea rossa

L’enigma dell’orchidea rossa

Marisa Mell Es muß nicht immer Kaviar sein

 Es muß nicht immer Kaviar sein

Marisa Mell Elisabeth Kaiserin von Österreich

Elisabeth Kaiserin von Österreich

Marisa Mell Doktor aka DR

Doktor aka DR

Marisa Mell Danger dimensione morte

Dimensione morte

Marisa Mell Vita privata di un pubblico accusatore

Vita privata di un pubblico accusatore

Marisa Mell Corpi nudi

Corpi nudi

Marisa Mell Sensazioni d'amore

Sensazioni d’amore

Marisa Mell Le dolci signore

Le dolci signore

Marisa Mell I love vienna

I love Vienna

Marisa Mell Amico stammi lontano almeno un palmo

Amico stammi lontano almeno un palmo

Marisa Mell Senza via d'uscita

Senza via d’uscita

Marisa Mell Abbigliamento francese

Abbigliamento francese

Marisa Mell Der grüne Kakadu

Der grune kakadu

Marisa Mell Divisione Lebensborn

Divisione Lebensborn

Marisa Mell La diabolica spia

La diabolica spia

Marisa Mell La lunga strada della vendetta

La lunga strada della vendetta

Marisa Mell L'ultima volta

L’ultima volta

Marisa Mell Obiettivo 500 milioni

Obiettivo 500 milioni

Marisa Mell Stuntman

Stuntman

Marisa Mell Taxi love servizio per signore

Taxi love servizio per signora

Marisa Mell Tutti fratelli nel West

Tutti fratelli nel west

Marisa Mell filmografia

1991 I Love Vienna
1990 Sensazioni d’amore
1990 Quest for the Mighty Sword
1988 La tempesta
1985 Passaporto segnalato
1984 Seifenblasen
1984 Heiße Wickel – kalte Güsse (TV Series)
1983 Corpi nudi
1983 In Zeiten wie diesen (TV Movie)
1983 Dieci registi italiani, dieci racconti italiani (TV Series)
1983 Kottan ermittelt (TV Series)
1981 La dottoressa preferisce i marinai
1981 Peccati di giovani mogli
1980 La compagna di viaggio
1980 Peccati a Venezia
1980 La liceale al mare con l’amica di papà
1980 I guerrieri del terrore
1980 Febbre a 40!
1979 Un’ombra nell’ombra
1979 Sam et Sally (TV Series)
1978 L’osceno desiderio – Le pene nel ventre
1977 La belva col mitra
1977 Es muß nicht immer Kaviar sein (TV Series)
1977 Casanova & Company
1976 L’ultima volta
1976 Taxi love, servizio per signora
1975 Amori, letti e tradimenti
1975 Mahogany
1975 Perversione
1975 Sensoria
1974 La moglie giovane
1973 Vita privata di un pubblico accusatore
1973 Bella, ricca, lieve difetto fisico, cerca anima gemella
1972 Elisabeth Kaiserin von Österreich (TV Movie)
1972 Tutti fratelli nel west… per parte di padre
1972 Magic Graz (Short)
1972 Doppia coppia con Regina
1972 Sette orchidee macchiate di rosso
1972 Amico, stammi lontano almeno un palmo
1971 …dopo di che, uccide il maschio e lo divora
1971 Diabolicamente sole con il delitto
1970 Senza via d’uscita
1970 L’intreccio
1969 Una sull’altra
1968 Stuntman
1968 Le dolci signore
1968 Diabolik
1966 Che notte ragazzi!
1966 Obiettivo 500 milioni
1966 New York chiama Superdrago
1965 Danger dimensione morte
1965 S3S massacro e diamanti
1965 La diabolica spia
1965 Casanova ’70
1965 50.000 sterline per tradire
1964 Abbigliamento francese
1964 La lunga strada della vendetta
1964 Ein Mann im schönsten Alter
1963 Suspect
1963 Der grüne Kakadu
1962 Dr
1962 L’enigma dell’orchidea rossa
1961 Ruf der Wildgänse
1961 Divisione Lebensborn
1960 Wegen Verführung Minderjähriger
1960 Ordine di esecuzione
1960 Il bravo soldato Schwejk
1959 Ragazze per l’Oriente
1954 Das Licht der Liebe (uncredited)

marzo 21, 2009 Pubblicato da: | Biografie | | 6 commenti

Una ondata di piacere

Una ondata di piacere locandina 1

Giorgio e Silvia, Irem e Barbara; i primi due formano una coppia legata da un rapporto di sudditanza della donna verso l’uomo, un ricchissimo, cinico e amorale industriale, con tendenze sadiche. Gli altri due sono dei giramondo, vagabondi legati da un rapporto non esclusivo, una coppia aperta in definitiva. Un giorno Giorgio invita Barbara, e di riflesso anche Irem, a fare una mini crociera sul suo lussuoso yacht, portandosi dietro ovviamente Silvia.

Ondata di piacere 15
Elizabeth Turner è Silvia

E’ l’inizio di uno strano gioco delle coppie, in cui si mescolano le differenti psicologie dei personaggi, e in cui si intravedono, da subito, le enormi diversità legate alle convenzioni dei rispettivi mondi di appartenenza. Lui, Giorgio, industriale con il pelo sullo stomaco, non esiterà a mettere in cassa integrazione 600 dipendenti, pur di guadagnare qualche lira in più; lei, Silvia, la sua donna, accetterà di farsi schiavizzare psicologicamente da Giorgio, incapace com’è di intraprendere qualsiasi cosa senza l’autorizzazione di quello che appare più un padrone che un amante.

Ondata di piacere 6
Silvia Dionisio è Barbara, John Steiner è Giorgio

Barbara accetterà, con cinismo misto a divertimento, i goffi tentativi di Giorgio di sedurla, tentativi legati più all’impossibilità da parte dell’uomo di dominare la ragazza che da vero desiderio . Così il viaggio sullo yacht si trasforma ben presto in un incubo; le differenti personalità vengono in conflitto. Irem, provetto marinaio, trova in Silvia una donna fragile, e ben presto inizia con lei una relazione, mentre mantiene viva quella libera con Barbara. Giorgio, frustrato e sempre più dipendente dall’alcool, si lascia andare a gesti di violenza gratuita, come quando massacra ferocemente una povera murena.

Ondata di piacere 1

E a niente vale la discesa su un’isolotto, dove i quattro provano, con il cambio di coppia, a trovare un senso al loro esperimento di vita in comune. Infatti troppe sono le differenze tra i personaggi, e troppo instabile è il carattere di Giorgio. Così le tensioni sullo yacht aumentano, fino all’uccisione di Silvia da parte dell’allucinato industriale, che morirà anch’esso, vittima della sua follia. Sopravvivono Barbara e Irem, che riprendono il viaggio, da veri vagabondi, verso il mare aperto.

Ondata di piacere 11
Al Cliver è Irem,John Steiner è Giorgio

Diretto da Ruggero Deodato nel 1975, il film è un tentativo, a volte riuscito, di coniugare un cinema di denuncia, impersonato dalle differenti estrazioni sociali dei protagonisti, il thriller canonico, che a volte affiora attraverso la tensione palpabile dei protagonisti e, buon ultimo, il pruriginoso cinema erotico, per evidenti ragioni di cassetta. E alla fine è proprio l’erotismo la maggior componente del film; Elizabeth Turner, e sopratutto Silvia Dionisio, splendida moglie del regista, passano più tempo a mostrare le loro grazie che con gli indumenti addosso.

Ondata di piacere 2

A scusante di Deodato, va dato credito di essere stato il primo a girare un film ambientato su uno yacht, antesignano di molti film successivi . Altra difficoltà, superata parzialmente, quella di reggere un film con soli quattro attori; che comunque svolgono egregiamente le loro parti. Pare che Silvia Dionisio, durante le riprese del film, avesse grossi problemi a girare le scene di eros sotto la direzione del marito. Se andò così, il risultato mostra che se la cavò brillantemente.

Ondata di piacere 3

Una nota a margine: mi chiedo quanti recensori cinematografici abbiano visto in realtà il film. Quasi tutti chiamano Irem l’industriale e Giorgio il giovane marinaio; errore marchiano, perchè i nomi sono esattamente da invertire. Evidentemente c’è la pessima usanza di fare critica senza aver visto le pellicole.

Una ondata di piacere, un  film di Ruggero Deodato. Con Elizabeth Turner, Al Cliver, Silvia Dionisio, John Steiner
Erotico, durata 88 min. – Italia 1975.

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Ondata di piacere 4

Ondata di piacere 5

Ondata di piacere 7
Ondata di piacere 8
Ondata di piacere 9

Ondata di piacere 10

Ondata di piacere 12

Ondata di piacere 13

Ondata di piacere 14

 Una ondata di piacere banner personaggi

Al Cliver … Irem
Silvia Dionisio … Barbara
John Steiner … George
Elizabeth Turner … Silvia

Una ondata di piacere banner cast

Regia: Ruggero Deodato
Sceneggiatura:Gianlorenzo Battaglia,Lamberto Bava,Franco Bottari,Fabio Pittorru
Produzione:Alberto Marras,Vincenzo Salviani
Musiche:Marcello Giombini
Fotografia:Mario Capriotti
Montaggio:Mario Gargiulo
Costumi:Giovanna Deodato

marzo 20, 2009 Pubblicato da: | Erotico | , , , | 9 commenti

Anita Strindberg

Anita Strindberg foto

Bellezza tipicamente nordica, fisico statuario, seno probabilmente rimodellato ad arte in un periodo in cui le attrici non usavano molto gli interventi addizionali sul fisico, Anita Strindberg, svedese classe 1944, è stata una delle attrici più importanti nel panorama cinematografico italiano degli anni settanta, anche se limitatamente ad un genere, il thriller, che ebbe comunque parte rilevante dell’intera produzione del periodo. Attrice di culto, per gli amanti del genere, la svedese ha esordito sugli schermi nel 1971 nel film di Duccio Tessari Forza G;

Anita Strindberg Una lucertola con la pelle di donna 2

Anita Strindberg Una lucertola con la pelle di donna 1

Anita Strindberg Una lucertola con la pelle di donna 3

Tre immagini della Strindberg da Una lucertola con la pelle di donna

ma la sua vera scoperta cinematografica la deve a Lucio Fulci, che la volle nel film Una lucertola con la pelle di donna, primo film thriller con tematiche scabrose. Nella pellicola Anita è Julia Durer, che ha un rapporto saffico con Carol, interpretata da un altro astro nascente, Florinda Bolkan. La celebre scena girata al rallentatore, in cui simula un amplesso con la Bolkan fece scalpore, e ne impose la personalità magnetica, oltre al corpo fascinoso, all’attenzione di altri registi.

Anita Strindberg Al tropico del cancro
Anita Strindberg Al tropico del cancro 2
Fotogrammi tratti da Al tropico del cancro

Così, nello stesso anno, Sergio Martino le affidò il ruolo di Cleo Dupont in La coda dello scorpione, vibrante thriller girato in Grecia, nel quale Anita interpreta splendidamente il ruolo di una giornalista che si innamora di un agente delle assicurazioni, interpretato d George Hilton, che è sulle tracce di una donna sospettata di aver fatto esplodere l’aereo sul quale viaggiava il marito per incassarne l’assicurazione sulla vita. Parte da protagonista, che svolge nel migliore dei modi, tanto che anche Aldo Lado le affida un ruolo importante in Chi l’ha vista morire, ottimo thriller nel quale è Elizabeth;

Anita Strindberg All'onorevole piacciono le donne

La celebre sequenza di All’onorevole piacciono le donne

il film, un classico che ispirerà numerosi registi, la vede in primo piano al fianco di Adolfo Celi e di george Lazenby, la meteora che aveva interpretato James Bond in Al servizio di sua maestà. Ormai specializzata in thriller, entra nel cast di I due volti della paura, buon film di genere diretto da Tullio De Micheli nel 1972, nuovamente al fianco di Hilton, di Fernando Rey e della Paluzzi. Il film non è memorabile, ma la sua parte, quella della dottoressa Paola, moglie del professor Miguel, vale la pena di essere ricordata.

Contratto carnale

Anita Strindberg Chi l'ha vista morire

Anita Strindberg nell’ottimo Chi l’ha vista morire

Sempre nel 1972, Anita torna a lavorare con Lucio Fulci, nel graffiante e satirico All’onorevole piacciono le donne, un film nel cui cast rivaleggia in bellezza con Laura Antonelli. Nel film è protagonista della memorabile scena nella quale lei, moglie dell’ambasciatore francese, mentre è a colloquio con alti prelati vaticani, viene spogliata mentalmente dall’onorevole Puppis, il frustrato futuro presidente che sogna avventure erotiche con tutte le donne che incontra.

Anita Strindberg Il tuo vizio è una stanza chiusa 2Con Luigi Pistilli in Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave

E’ sempre il 1972, anno chiave e fortunatissimo per la sua carriera, a vederla protagonista di un’altra pellicola culto; si tratta di Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave, di Sergio Martino. Nel film è Irina, moglie dello scrittore alcolizzato Olivier, dal quale è maltrattata. Nel film avrà una relazione con la nipote di quest’ultimo, la disinibita Floriana, interpretata magistralmente da Edwige Fenech.

Anita Strindberg L'anticristoNel ruolo di Greta in L’Anticristo

Chiude l’anno indimenticabile, professionalmente, il torrido Al tropico del cancro, nel quale ha una parte scabrosa, quella di Grace. Una delle scene la vede protagonista di un sogno o incubo onirico, nel quale è inseguita, nuda, da molti haitiani decisamente eccitati. Dopo un trascurabile ruolo in Partirono preti, tornarono curati, diretto da Stelvio Massi nel 1973, western senza pretese, è una delle protagoniste dello scabroso Diario segreto di un carcere femminile,

Anita Strindberg fotogramma censuratoFotogramma censurato tratto da Diario segreto di un carcere femminile (immagine tratta da un fotoromanzo)

pruriginoso film a metà strada tra il thriller e l’erotico diretto da Rino Di Silvestro, che vede nel cast uno stuolo di belle attrici, come la Senatore, Jenny Tamburi, Olga Bisera, Gabriella Giorgielli, la sfortunata Eva Czemerys e Bedi Moratti Può sembrare paradossale, ma l’abbandono dei ruoli fino ad allora interpretati nei thriller all’italiana, le costerà una perdita di popolarità. Per quanto sia dotata di una buona tecnica recitativa, qualcosa la riporta ai margini delle produzioni più importanti.

Anita Strindberg La segretaria privata di mio padreNel film La segretaria privata di mio padre

Prigioniera di un clichè, che la vede sempre bellona e sexy, la Strindberg gira Contratto carnale, per la regia di Giorgio Bontempi; nel film è Eva, la moglie di un finanziatore senza scrupoli, interpretato da Enrico Maria Salerno. E’ un ruolo che assolve con dignità, e subito dopo, nel 1974, gira l’ennesimo thriller, questa volta per la regia di Tessari, che l’aveva fatta esordire sullo schermo. Il film è L’uomo senza memoria, nel quale è Mary, seguito da un’altra pellicola discutibile, La profanazione, di Tiziano Longo, storia morbosa di un dottore che si innamora di una suora, la convince a sciogliere i voti per scoprire poi che la ragazza è inibita sessualmente. Sempre nel 1974 è nel cast di Milano odia, la polizia non può sparare,

Anita Strindberg Milano odiaMilano odia, la polizia non può sparare

con un ruolo minore, così come minore è il ruolo di Greta in L’anticristo, di De Martino. La figura di Greta, amante del nobile Oderisi, amore osteggiato dalla posseduta Ippolita, la mostra nel pieno fulgore della sua bellezza. La verginella, regia di Sequi, datato 1976, mostra che l’attrice svedese non riesce più a trovare ruoli adatti alle sue caratteristiche; La segretaria privata di mio padre, regia di Laurenti, nel quale è Ingrid, amate svedese di Renzo Montagnani, sostanzialmente fallisce nel ruolo di riciclarla in parti comiche. Siamo nel periodo della commedia sexy, e i thriller ormai non vanno più di moda.

Anita Strindberg Murder obsession

L’ultima interpretazione in Murder obsession

Così, dopo una piccola parte nel film L’inconveniente, di De Luca, Anita si eclissa. Tornerà nel 1981 con il ruolo di Glenda in Murder obsession,Follia omicida di Freda , dopo di che di lei non ci sarà più traccia. Misteriosa la sua vita dopo di allora; nessuna fonte ne parla, come se l’attrice, volutamente o no, abbia scelto di proteggere la sua vita privata dopo gli anni della fama.

Anita Strindberg La coda dello scorpioneLa coda dello scorpione

Oggi soltanto i cultori del thriller all’italiana ricordano la sua bellezza forse un tantino mascolina, la sua capacità espressiva, davvero notevole e le numerose parti interpretate nella fortunata stagione del cinema italiano che andò dal 1969 al 1980.

Anita Strindberg Il tuo vizio è una stanza chiusaIl tuo vizio è una stanza chiusa

Anita Strindberg Chi l'ha vista morire

Un intenso primo piano dall’ottimo Chi l’ha vista morire


La salamandra

La profanazione

L’uomo senza memoria

Anita Strindberg- L'eredità della priora

L’eredità della priora

Anita Strindberg Forza G

Forza G

Anita Strindberg I due volti della paura

I due volti della paura

Forza ‘G’ (1971)

Una Lucertola con la pelle di donna (1971)

La salamandra (1971)

La Coda dello scorpione  (1971)

Chi l’ha vista morire? (1972)

Due volti della paura (1972)

All’onorevole piacciono le donne (Nonostante le apparenze… e purché la nazione non lo sappia) (1972)

Il Tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave (1972)

Al tropico del cancro (1972

Partirono preti, tornarono… curati (1973)

Diario segreto da un carcere femminile (1973)

Contratto carnale (1973)

L’ Uomo senza memoria(1974)

La profanazione (1974)

Milano odia: la polizia non può sparare (1974)

L’anticristo (1974)

La verginella (1976)

La segretaria privata di mio padre (1976)

L’inconveniente (1976)

Murder Obsession (Follia Omicida) (1981)

 

 




marzo 19, 2009 Pubblicato da: | Senza Categoria | | 5 commenti

L’Anticristo

Una giovane rampolla della nobiltà romana, Ippolita Oderisi, rimasta parzialmente priva dell’uso delle gambe da bambina, dopo un incidente stradale nel quale è morta la madre, inizia ad essere perseguitata da strani sogni. Un giorno suo padre e suo cugino decidono di farla visitare da uno psicologo, che la sottopone ad una seduta di ipnosi regressiva.

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Carla Gravina

Così Ippolita rivive dapprima il terribile incidente che le è costato l’invalidità, e subito dopo frammenti di una vita precedente di 400 anni. Rivive così la terribile esperienza di Ippolita, l’antenata omonima, che decise di aderire ad una setta satanica, e che perciò, dopo essere stata posseduta dal diavolo, venne condannata al rogo dall’inquisizione, riuscendo a pentirsi però in punto di morte. Dal momento della seduta di ipnosi, la personalità di Ippolita inizia a trasformarsi: la ragazza mostra evidenti segni di insofferenza per il legame che unisce il padre alla nuova compagna, inizia a comportarsi in maniera differente, e alla fine si alza dalla sedia a rotelle.

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Anita Strindberg

Mentre i famigliari gioiscono per l’improvvisa guarigione, Ippolita mostra sempre più i segni della possessione diabolica. Un giorno, durante una visita alle catacombe, seduce e poi uccide un giovane studente. Da quel momento la presenza del maligno diventa sempre più evidente; nonostante tutto la famiglia prova a curarla con i metodi tradizionali, ma senza risultato.

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Nella ricca casa dove la ragazza vive si succedono episodi inquietanti, con oggetti che volano, con Ippolita che parla in lingue sconosciute, mostrando i segni di un’alterazione profonda della personalità.A questo punto, dopo una violenta discussione tra Ippolita e il padre, durante la quale quest’ultimo ricava la certezza che la figlia è posseduta dal diavolo, viene deciso di rivolgersi alle autorità religiose. Sarà Ascanio, zio della ragazza, alto prelato, dapprima scettico, a rendersi conto che il demonio si è impadronito della ragazza. Viene perciò autorizzato l’esorcismo……

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L’anticristo, film del 1974, girato da Alberto De Martino, segue di un anno l’uscita del più famoso L’Esorcista; pur pagando dazio in alcune scene ( il vomito verde, la levitazione, gli oggetti che volano, l’anziano prete che pratica l’esorcismo), mostra comunque una sua linea particolare, e si caratterizza sopratutto per il buon cast e per la strepitosa prova offerta da Carla Gravina, all’epoca attrice molto in auge grazie a nuerose partecipazioni a film di ottima fattura e alla partecipazione indimenticabile al serial tv Il segno del comando. Ancora una volta vale segnalare la miopia dei critici italiani, che lo bollarono come prodotto mediocre. Valga per tutti la solita, ineffabile recensione del Morandini: “Giovane patrizia romana, paralizzata alle gambe dall’età di 12 anni, è affidata alle cure di un medico, ma la scienza è impotente perché, oltre a un complesso edipico e un legame incestuoso col fratello, c’è una possessione diabolica. Interviene un frate tedesco, esorcista autoritario. Goffo e squallido prodotto autarchico di imitazione della moda soprannaturale hollywoodiana (L’esorcista, 1973) con palesi scopi di erotismo pecoreccio.

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Se è vero che c’è qualche scena di nudo, peraltro limitata, il film ha una sua storia molto interessante, oltre a valersi di effetti scenici credibili, tenendo conto del budget sicuramente limitato rispetto a quelli disponibili ad Hollywood. Da segnalare la vigorosa prova degli attori, tutti all’altezza, fra i quali spiccano, oltre alla citata Gravina, la sempre bella Anita Strindberg, nel ruolo dell’amante del padre di Ippolita, di Alida Valli, la anziana tata di Ippolita, di Mel Ferrer nel ruolo del padre, di Arthur Kennedy nei panni dello zio Ascanio, di Umberto Orsini in quelli dello psicologo, di Filippo Oderisi. Piccoli camei per Mario Scaccia e Gloria Guida.

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L’anticristo, un film di Alberto De Martino. Con Mario Scaccia, Umberto Orsini, Carla Gravina, Mel Ferrer, Arthur Kennedy.George Coulouris, Alida Valli, Ernesto Colli, Vittorio Fanfoni, Remo Girone, Anita Strindberg Drammatico, durata 115 min. – Italia 1974

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Carla Gravina: Ippolita Oderisi
Mel Ferrer: Massimo Oderisi
Arthur Kennedy: Ascanio Oderisi
George Coulouris: Padre Mittner
Alida Valli: Irene
Mario Scaccia: Padre Healer
Umberto Orsini: Dr. Marcello Sinibaldi
Anita Strindberg: Greta
Ernesto Colli: il posseduto
Beatrice De Bono
Vittorio Fanfoni
Remo Girone: Filippo Oderisi
Luigi Antonio Guerra
Gloria Guida:
Lea Lander: Mariangela
John Francis Lane
Bruno Tocci: un amico del posseduto

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Regia Alberto De Martino
Sceneggiatura Gianfranco Clerici, Alberto De Martino e Vincenzo Mannino
Produttore Edmondo Amati
Fotografia Aristide Massaccesi
Montaggio Vincenzo Tomassi
Effetti speciali Giovanni Corridori, Alberto De Martino
Musiche Ennio Morricone e Bruno Nicolai

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L'anticristo locandina 2

marzo 18, 2009 Pubblicato da: | Horror | , , , , , , , | 3 commenti

La orca

La orca locandina

 

Mentre passeggia per la città in compagnia di un’amica, Alice, ricca studentessa, viene rapita da tre uomini, caricata a forza su un auto e poi , dopo un trasbordo in un furgone, viene portata in un casolare, legata con una catena al letto e stordita con potenti sedativi.

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Flavio Bucci è Paolo

I tre autori del sequestro sono tre sprovveduti, manipolati da una mente; uno di essi, Gino, è un giocatore di biliardo, il secondo, Paolo, un riparatore di flipper e a tempo perso contrabbandiere, ed è anche l’amante della moglie di Gino. Il terzo, Michele, il più ingenuo dei tre, è un emigrante calabrese, che fino a poco tempo prima era un pescatore.

La orca 1
Michele Placido è Michele

E’ proprio Michele a dover badare alla ragazza, a provvedere alle sue necessità fisiologiche e a doverle somministrare i sedativi. Mentre la ragazza è sotto l’effetto dei farmaci, Michele la spoglia e la accarezza, fermandosi quando la ragazza da segni di risveglio. Intanto la polizia, guidata da un astuto commissario, riesce a mettersi sulle tracce dei rapitori; arresta dapprima Gino e subito dopo, con un inseguimento a piedi, Paolo.

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Rena Niehaus è Alice

Nel frattempo nel casolare i due giovani sembrano vivere un rapporto se non d’amore, di complicità; ma all’arrivo della polizia nel casolare, Alice, ricevuta la pistola da Michele, che vuole arrendersi, gli spara brutalmente. sarà il commissario a prendersi la rsponsabilità della morte di Michele, evitando problemi alla ragazza.

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Diretto da Eriprando Visconti nel 1976, La orca è u film di dubbia colocazione; non è un thriller, perchè l’ambientazione e la trama sono distanti dal genere. Non è un poliziesco, o meglio, ha qualcosa che ricorda lontanamente il genere. In effetti è un ibrido, un film che tenta di coniugare un’analisi sociale, a volte psicologica, partendo dalle motivazioni e dai comportamenti dei protagonisti. Ma resta comunque sul vago, mantenendo una certa fumosità che pregiudica il risultato finale. Buone le prove degli attori, fra i quali si segnalano Flavio Bucci nei panni di Paolo, di un giovane ma già padrone della scena Michele Placido, nel ruolo di Michele, il carceriere ingenuo, e di Rena Niehaus, perfida quanto basta nei panni di Alice.

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Il perspicare commissario è interpretato da Vittorio Mezzogiorno. Secca la recitazione e i dialoghi, con una fotografia dai toni morbidi; l’ambientazione è spoglia e monotona, tanto che il casolare che funge da prigione finisce per riempire di un’aria di malinconia tutto il film.

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Un film di Eriprando Visconti. Con Michele Placido, Flavio Bucci, Rena Niehaus, Bruno Corazzari.Vittorio Mezzogiorno,Piero Palermini, Otello Toso
Drammatico, durata 90 min. – Italia 1976.

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La orca banner protagonisti

Michele Placido: Michele
Rena Niehaus: Alice
Lisa Morpurgo: Elisa
Flavio Bucci: Gino
Bruno Corazzari: Paolo
Carmen Scarpitta: Irene

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Regia     Eriprando Visconti
Soggetto     Eriprando Visconti, Roberto Gandus
Sceneggiatura     Eriprando Visconti, Roberto Gandus
Produttore     Michele Placido
Fotografia     Blasco Giurato
Montaggio     Franco Arcalli
Effetti speciali     Luciano Anzelotti
Musiche     Federico Monti Arduini
Scenografia     Francesco Vanorio

marzo 17, 2009 Pubblicato da: | Drammatico | , , , , | Lascia un commento

Isabella, duchessa dei diavoli

Nel 1969 Bruno Corbucci porta sullo schermo le avventure di Isabella De Frissac , uno dei primissimi fumetti a connotazione fortemente erotica, edito sin dal 1966 dall’Editrice 66. Il fumetto era decisamente in anticipo sui tempi, perchè fino ad allora, almeno in Italia, il mondo delle nuvole parlanti aveva riservato all’eros qualche tavola nei fumetti della premiata ditta Magnus e Bunker, come Kriminal e Satanik. Isabella è, viceversa, un fumetto dove, oltre ai nudi, compaiono anche storie parecchio spinte, con scene di rapporti saffici o sadomasochistici. Ci sono anche i primi nudi integrali frontali, che valsero al fumetto l’indicazione di Solo per adulti, che bollava, quasi come un marchio d’infamia, tutti i prodotti destinati ai maggiori di 21 anni, quale era il limite della maggiore età in quei tempi.

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Fino alla realizzazione di questa pellicola, i tentativi di portare sullo schermo gli eroi e le eroine dei fumetti avevano avuto risultati molto modesti, fatta eccezione per Diabolik, diretto dal grande Mario Bava e interpretato molto bene dalla Mell e da J.P.Law; l’anno precedente Vivarelli aveva diretto un’altra riedizione dai fumetti, il mediocre Satanik, con Magda Konopka nel ruolo di Marny Bannister. Nel 1967 ci aveva provato Cerchio con Il marchio di Kriminal, il peggiore di tutti, chiamando nei panni di Anthony Logan l’attore Saxon e nei panni di Lola la Helga Linè, riprendendo il film di Lenzi dell’anno precedente, Kriminal, che aveva avuto un discreto successo.

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Corbucci, quindi, trasporta sullo schermo la storia di Isabella De Frissac, e sceglie di affidare il ruolo principale , quello di Isabella, all’attrice Brigitte Skay, mentre il ruolo del barone sadico e crudele, Eric Von Nutter, venne affidato ad un bravo attore che si era fatto le ossa con i peplum, Mimmo Palmara.

Il risultato fu un film che ebbe varie vicissitudini con la censura, visto che Isabella, come nei fumetti, viene stuprata mentre passa tra avventure erotiche di ogni genere. Un film comunque ben confezionato, anche se ammiccante in maniera eccessiva verso l’eros che più era possibile mostrare in quei tempi sullo schermo.

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La storia inizia con Isabella, unica superstite di una nobile famiglia della Lorena, che viene allevata da una tribù di zingari; sarà con la maggiore età che la ragazza apprenderà le vere origini personali, e apprenderà anche che il crudele barone Eric Von Nutter è l’autore del massacro dei suoi genitori, che ha consumato per impadronirsi degli averi e delle terre dei De Frissac. Isabella decide di vendicarsi e con uno stratagemma entra nel castello del nobile, lo seduce, e mentre è a letto con lui lo sfigura con un pugnale.

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Costretto a nascondere il viso deturpato sotto una maschera di cuoio, Von Nutter medita vendetta e riuscirà a far catturare la ragazza, che però aiutata da alcuni amici, a sua volta catturerà il perfido barone che verrà condannato a morte, ma riuscirà a fuggire, trasformandosi nel genio malefico della vita di Isabella. Il film finisce qui, mentre ovviamente il fumetto prenderà un’altra strada, prima di chiudere i battenti, rimpianto da molti, nel 1976.

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Detto che la recitazione è quella che è, tutto sommato possiamo accordare un certo credito ad un’opera dignitosa, come al solito maltrattata dalla critica, pronta ad osannare film cecoslovacchi, russi, coreani e via discorrendo pallosi come un discorso papale. Decisamente brava la Skay, anche se con qualche chiletto in più rispetto alla filiforme eroina dei fumetti. Ma è un particolare trascurabile.Da segnalare la presenza di un grande caratterista, Sal Borgese. Il film è disponibile in versione completa in buona qualità e in italiano all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=IzB4TgmRQus

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Isabella,duchessa dei diavoli un film di Bruno Corbucci. Con Fred Williams, Mimmo Palmara, Sal Borgese, Brigitte Skay.Elina De Witt, Loris Gizzi, Tino Scotti, Alberto Sorrentino, Furio Meniconi, Giacomo Furia, Renato Baldini, Lucia Modugno, Enzo Andronico, Mario Novelli, Gioia Desideri, Luca Sportelli, Thomas Astan, Aldo RalliAvventura, durata 93 min. – Italia 1969.

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Elina De Witt: Marguerite Fontaine
Mario Novelli: Aguzzino
Mimmo Palmara: Barone Eric Von Nutter
Brigitte Skay: Isabella Frissac
Fred Williams: Gilbert De Villancourt
Enzo Andronico: Un Sicario
Giacomo Furia: Un Popolano
Tino Scotti: Melicour
Furio Meniconi: Sicario
Lucia Modugno: Fabienne Kruger
Alberto Sorrentino: Uno Zingaro
Gioia Desideri: Nadia
Loris Gizzi: M.Llo Bassompierre
Thomas Astan: Il Negro
Renato Baldini: Gunther

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Regia Bruno Corbucci
Soggetto Elisabeth Forster, Giorgio Cavedon, Mario Amendola
Sceneggiatura Elisabeth Forster, Giorgio Cavedon, Mario Amendola
Produttore Italo Martinenghi
Casa di produzione Cinesecolo
Distribuzione (Italia) I.N.D.I.E.F.
Fotografia Fausto Zuccoli
Montaggio Luciano Anconetani
Musiche Sante Romitelli

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Isabella nei fumetti

marzo 16, 2009 Pubblicato da: | Avventura | , , , | Lascia un commento

Orchidea De Santis

Sinuosa, bella ed affascinante come il fiore del quale porta il nome: Orchidea De Santis, sangue pugliese, è stata una delle attrici più eclettiche del cinema italiano. Ha unito a doti di simpatia evidentemente naturali, una certa grazia e la capacità di saper scegliere i copioni, senza scadere, come molte sue colleghe, in scelte di dubbio gusto, in film scollacciati o per palati dozzinali. E ha attraversato le varie fasi, in simbiosi, che il cinema italiano ha affrontato tra il finire degli anni sessanta e il finire del decennio successivo. Orchidea è nata a Lecce nel dicembre del 1948, e non a Bari come erroneamente riportato da molti siti; come è possibile apprendere dal suo sito,http://www.orchideadesantis.it, ha avuto da piccola l’occasione per lavorare nel mondo dello spettacolo, anche se limitatamente alla partecipazione al coro delle voci bianche della Rai.

Orchidea De Santis Ettore lo fusto

Orchidea De Santis in Ettore Lo Fusto

Appena adolescente, lavora nel film di Parolini Gli invincibili tre, accanto a Lisa Gastoni e Rosalba Neri; è il 1964, e questo film segna il debutto sul grande schermo. Due anni dopo lavora in La battaglia dei Mods,uno dei primi film creati per sfruttare la fama del cantante di turno, in questo caso del bel tenebroso Ricky Shayne. Accanto a lei c’è un’altra ragazza, che diverrà famosa.

Orchidea De Santis Beffe licenze et amori
Orchidea De Santis in Beffe licenze et amori del decamerone segreto

Si tratta di Solvi Stubing, la bellezza nordica che pubblicizzerà la birra Peroni. Nel 1966 è Agnes nel film Come imparai ad amare le donne, per la regia di Luciano Salce, un film con un cast di ottimo livello, nel quale spiccano la Ekberg,Elsa Martinelli, la stupenda Michele Mercier, famosa come Angelica e un’altra giovanissima soubrette, Mita Medici. Ancora due anni di attesa e Orchidea torna sul set, questa volta in I due figli di Ringo, nel quale è Marisol, e lavora con due beniamini del pubblico, Franchi e Ingrassia.

Inizia così una costante della carriera di Orchidea, che diverrà quella di entrare nei cast dei film del momento: western, comici, commedie, senza soluzione di continuità. Dopo un’apparizione nei panni di Manuela in Sigpress contra Scotland Yard, di Guido Zurli, nel quale c’è la star Klaus Kinskij,nel 1969 lavora in Togli le gambe dal parabrezza, con la bella Carole Andrè, la futura perla di Labuan nel Sandokan di Sollima. Siamo ormai sul finire di quelli che, pomposamente, vengono definiti i favolosi anni sessanta. Il cinema è in pieno boom, e Orchidea torna a lavorare con Salce in Colpo di stato, in cui forse è oggi l’unica attrice davvero conosciuta, e sempre nello stesso anno, il 1969, in Nel labirinto del sesso, di Brescia, che non è un vero e proprio film, ma un documentario sul sesso e sulle sue deviazioni.

Orchidea De Santis I giochi proibiti
I giochi proibiti di l’Aretino Pietro

L’anno successivo gira 5 film: Una macchia rosa, per la regia di Enzo Muzii, con Giannini e la Boccardo, un altro musicarello, Quelli belli siamo noi, accanto a Maurizio, leader del gruppo New dada, Il tuo dolce corpo da uccidere, thriller sexy ancora per la regia di Alfonso Brescia,L’invasione di Allegret, dove ritrova Lisa Gastoni e infine Concerto per pistola solista, un robusto thriller di Michele Lupo, ambientato in Inghilterra, ben intepretato dagli attori partecipanti, fra i quali spicca il soprano Anna Moffo. Nel 1971 l’unica pellicola che interpreta è il mediocre Sette cadaveri per Scotland Yard

Orchidea De Santis Sette cadaveri per Scotland YardUn fotogramma tratto da Sette cadaveri per Scotland Yard

Ma è il 1972 l’anno della svolta; arrivano film di buon livello, come Il diavolo  nel cervello di Sergio Sollima, nel cui cast figurano due mostri sacri come Buazzelli e la Sandrelli, seguiti da due pellicole molto rivalutate nel tempo, le antesignane di un cinema erotico tutto sommato gradevole e mai volgare, ovvero Decameroticus, e Beffe licenze et amori del decamerone segreto. Questi due film, che annoverano uno stuolo di belle ragazze, come Gabriella Giorgelli, Krista Nell,Antonia Santilli, Malisa Longo, Patrizia Viotti, esaltano ancor di pù le sue indubbie qualità recitative, oltre che la sfolgorante bellezza.

Orchidea De Santis Attenti arrivano le collegiali

Orchidea De Santis in Attenti arrivano le collegiali

Orchidea De Santis Una bella governante di colore
Una bella governante di colore

E’ nel pieno della giovinezza, Orchidea, e le sue forme morbide, anche se non da pin up, ne esaltano la figura. Dopo aver lavorato in Anche se volessi lavorare, che faccio?, ecco che arriva una parte importante in Ettore Lo Fusto, surreale commedia di Castellari girata ai tempi nostri sullo schema della guerra di Troia: nel cast ci sono i più importanti attori del cinema brillane, da Leroy a Caprioli, dalla Schiaffino, da Vittorio De Sica, da Giannini, da Giuffrè, Salce, dalla Valeri…quasi il gotha del cinema italiano.Paradossalmente, nonostante si tratti di un film ben fatto e anche divertente, il successo non è quello sperato. E Orchidea torna sul set dei decamerotici, per interpretare Le Mille e una notte all’italiana,Le Calde notti del Decameron, Decamerone proibito – le altre novelle del Boccaccio; accanto alla Longo e alle altre già citate bellezze, Orchidea trova la bellissima Femi Benussi e Pia Giancaro, futura moglie di un titolato. Altri film successivi sono Amore  e morte nel giardino degli dei, il simpatico I racconti di Viterbury e La padrina

Orchidea De Santis Quelli belli siamo noi

Orchidea De Santis Quelli belli siamo noi 2
Due fotogrammi tratti da Quelli belli siamo noi


Uno dei film più importanti girati da Orchidea è senza dubbio Paolo il caldo, di Marco Vicario, tratto da una storia di Vitaliano Brancati. Anche questo film annovera un cast di alto livello: Giancarlo Giannini, Cucciolla, la Podestà, Ornella Muti, Adriana Asti, Moschin, Lionel Stander, oltre alle giovani bellezze Angela Covello, ex star dei fotoromanzi Lancio, Enrica Bonaccorti e Femi Benussi. Ormai gli anni settanta sono ben avviati, anche se il paese vive la triste stagione degli anni di piombo.

Orchidea De Santis San Pasquale Baylonne

Orchidea De Santis in San Pasquale Baylonne

Dopo La Preda e l’avvoltoio, I giochi proibiti dell’Aretino Pietro (un altro decamerotico), Provaci anche tu Lionel, parodia del film di Woody Allen con Oreste Lionello, la sua voce italiana, arriva Per amare Ofelia, di Flavio Mogherini, in cui Orchidea lavora con la Ralli e Pozzetto; il suo ruolo è quello di una prostituta, Trieste. E sempre di prostitute parla il film successivo, Prostituzione, in cui ritrova Krista Nell e Magda Konopka, che aveva avuto un breve ma fulmineo successo interpretando Satanik, l’antieroina di Magnus e Bunker

Orchidea De Santis L'ingenua
Orchidea in  L’ingenua

Nel 1974 arriva il primo film del filone “parentale”, La nipote; seguono Le calde labbra del carnefice e l’inedito in Italia  Confessions of a Sexy Photographer (titolo dell’opera inglese), oltre ad una insulsa commedia dal titolo Scusi si potrebbe evitare il servizio militare? No!, che anticipano un bel film interpretato nel 1974, per la regia di Luciano Salce: Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno. Nel film l’attrice lavora con un inedito Villaggio, fino ad allora fermo ai film fantozziani. Accanto a lei c’è una giovane ed emergente Eleonora Giorgi.

Orchidea De Santis La dottoressa sotto il lenzuolo
La dottoressa sotto il lenzuolo

Intanto il boom del cinema si sta pian piano affievolendo, complice la drammatica crisi economica del paese; i cinema iniziano a svuotarsi e le uniche pellicole a realizzare incassi cospicui, (parliamo naturalmente di cinema italiano) sono quelle emergenti della comedia sexy: arriva così Il vizio di famiglia, pellicola erotica diretta da Mariano Laurenti, con Montagnani, la Fenech, sempre più nuda e Susan Scott, seguita da L’ingenua, di Baldanello, nel quale è Susy, accanto al fenomeno emergente Ilona Staller.

Orchidea De Santis Le dolci zie
Le dolci zie

Le altre tre pellicole del 1975 non sfuggono a questa regola: cavalcare la tigre vincente. Si tratta di Le dolci zie, di Imperoli, ancora una volta accanto a Femi Benussi, nel quale interpreta la parte di una delle tre zie di un giovane a cui lei e le sorelle vorrebbero sottrarre l’eredità, e che svezzeranno il ragazzo con le loro arti erotiche. segue Attenti, arrivano le collegiali, in cui è realmente l’unica attrice di valore. L’ultimo film dell’anno è La sensualità è un attimo di vita, accanto a Margaret Lee e Rita Calderoni.

Orchidea De Santis La nipote
Orchidea De Santis nel film La nipote

Il 1976 la vede impegnata sul set di film del cosiddetto filone “caserme”, nuova frontiera del cinema sexy: il primo è La dottoressa sotto il lenzuolo, con la Schubert e Alvaro Vitali, oltre ad Ely Galleani, seguito da Una bella governante di colore, accanto alla bella e sottovalutata interprete amata da Pasolini, Ines Pellegrini. L’ultimo film dell’anno è San Pasquale Baylonne, protettore delle donne, film cucito addosso a Lando Buzzanca, ormai lontano dai fasti di inizi settanta.

Nel 1977 è la volta di Ride bene chi ride ultimo di Marco Aleandri, accanto al comico Bramieri, a Walter Chiari, a Salce, una volta tanto attore e non regista e alla emergente Anna Maria Rizzoli. Nello stesso anno è nel cast dell’allegro  Tre simpatiche carogne, con Depardieu e Piccoli, oltre all’Emanuelle cinematografica, Sylvia Kristel. Chiudono l’insulso Il signor ministro li pretese tutti e subito e L’appuntamento. Due pellicole da dimenticare, queste. Intanto la crisi del cinema va facendosi devastante: il lavoro diminuisce per tutti e anche Orchidea non fa eccezione. Nel 1978 partecipa a Tanto va la gatta al lardo, film diretto da Marco Aleandri, che, nonostante il cast che schiera Chiari, la Cortese e il solito Salce, non ottiene successo.

Orchidea De Santis Ride bene chi ride ultimo
Ride bene chi ride ultimo

Orchidea De Santis Prostituzione
Prostituzione

Lo stesso Aleandri ci riprova con maggior successo girando Ridendo e scherzando; è un film ad episodi, la nuova moda del cinema, basato su piccoli episodi e gag. Nel film lavora accanto a Bramieri, Chiari, Salce e alla Karlatos. L’anno successivo viene chiamata per Tre sotto il lenzuolo, sexy commedia che gira, ancora una volta, accanto a Chiari. E’ il 1980 l’anno della svolta nella vita dell’attrice; sul set di Arrivano i gatti, insulsa commediola creata per sfruttare la fama degli emergenti Gatti di vicolo miracoli, ossia Cala,Oppini e Smaila si fa male gravemente, e dovrà superare una lunga e dolorosa riabilitazione.

Orchidea De Santis Ettore lo fusto 2
Ettore Lo Fusto

Orchidea De Santis Beffe, licenze et amori del Decamerone segreto
Beffe, licenze et amori del Decamerone segreto

La sua carriera subisce uno stop lunghissimo, che le permette, però di uscire dalla palude di un cinema che sembra aver smarrito la bussola. Così l’attrice, che tornerà sul set solo per due film, uno nel 1987, Tenerezza, di Miloni e l’altro nel 1992, Le amiche del cuore, di Michele Placido, sperimenta altre strade, mostrando intelligenza e voglia di cambiamento. Lavora per l teatro, per la radio e si dedica alla sua passione, gli animali. Questo la porterà ad essere la prima a creare programmi in difesa degli animali; è una pioniera, in questo, una che non ha seguito una moda, ma ha davvero creato dal nulla una coscienza animalista che fino ad allora era sconosciuta nell’ambito dei mass media

Orchidea De Santis I racconti di Viterbury
I racconti di Viterbury

 Orchidea De Santis Il vizio di famiglia

Il vizio di famiglia

Orchidea De Santis non è stata una meteora o una delle tante starlette; anche se non è mai diventata una star di prima grandezza, è stata tra le protagoniste di un cinema per tutti. Una di quelle attrici che non ha mai scelto la strada del compromesso per lavorare a dispetto dei santi. Al contrario di tante stelline che hanno accettato pellicole che andavano dal softcore spinto fino alle soglie dell’hard, Orchidea ha cercato di selezionare i film a cui partecipava, evitando quindi di impelagarsi in film scadenti. E le sue scelte successive hanno mostrato come sia stata tra le poche a sfuggire alle sirene del successo, scegliendo un profilo sicuramente più dimesso, ma non per questo meno appagante in quello che è il percorso più importante, anche per un’attrice: una vita degna di autostima personale, senza compromessi.

Orchidea De Santis Concerto per pistola solista
Concerto per pistola solista

Orchidea De Santis Amore e morte nel giardinmo degli dei
Amore e morte nel giardino degli dei

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Arrivano i gatti (1980)
Tre sotto il lenzuolo (1979)
Ridendo e scherzando (1978)
Tanto va la gatta al lardo… (1978)
L’appuntamento (1977)
Il signor Ministro li pretese tutti e subito (1977)
Tre simpatiche carogne (1977)
Ride bene… chi ride ultimo (1977)
San Pasquale Baylonne protettore delle donne (1976)
La dottoressa sotto il lenzuolo (1976)
Una bella governante di colore (1976)
Il vizio di famiglia (1975)
Attenti… arrivano le collegiali! (1975)
La sensualità è un attimo di vita (1975)
Le dolci zie (1975) ….
L’ingenua (1975)
Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno (1974)
Scusi, si potrebbe evitare il servizio militare?… No! (1974)
Le calde labbra del carnefice (1974)
Charlys Nichten (1974)
La nipote (1974)
Per amare Ofelia (1974)
Prostituzione (1974)
Provaci anche tu, Lionel (1973)
I giochi proibiti dell’Aretino Pietro (1973)
La preda e l’avvoltoio (1973)
I racconti di Viterbury – Le più allegre storie del ‘300 (1973)
La padrina (1973)
Paolo il caldo (1973)
Amore e morte nel giardino degli dei (1972)
Le mille e una notte all’italiana (1972)
Le calde notti del Decameron (1972)
Il decamerone proibito – le altre novelle del Boccaccio (1972)
Ettore lo fusto (1972)
Anche se volessi lavorare, che faccio? (1972)
Beffe, licenze et amori del Decamerone segreto (1972)
Decameroticus (1972
Il diavolo nel cervello (1972)
Concerto per pistola solista (1970)
Il tuo dolce corpo da uccidere (1970)
L’invasion (1970)
Una Macchia rosa (1970)
Quelli belli… siamo noi (1970)
Nel labirinto del sesso (Psichidion) (1969)
Colpo di stato (1969)
Togli le gambe dal parabrezza (1969)
Mister Zehn Prozent – Miezen und Moneten (1968)
I due figli di Ringo (1966)
Das gewisse Etwas der Frauen (1966)
La battaglia dei mods (1966)
Gli invincibili tre (1964)
Queste pazze pazze donne (1963)

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Orchidea De Santis- Tanto va la gatta al lardo

Tanto va la gatta al lardo

Orchidea De Santis- Nel labirinto del sesso

Nel labirinto del sesso

Orchidea De Santis- L'invasione

Invasion

Orchidea De Santis- L'appuntamento

L’appuntamento

Orchidea De Santis- La sensualità è un attimo di vita

La sensualità è un attimo di vita

Orchidea De Santis- La preda e l'avvoltoio

La preda e l’avvoltoio

Orchidea De Santis- I maniaci

I maniaci

Orchidea De Santis- I due figli di Ringo

I due figli di Ringo

Orchidea De Santis- Togli le gambe dal parabrezza

Togli le gambe dal parabrezza

Orchidea De Santis- Come imparai ad amare le donne

Come imparai ad amare le donne

Orchidea De Santis- Colpo di stato

Colpo di stato

Orchidea De Santis Sigfried contro Scotland yard

Sigfried contro Scotland Yard

Orchidea De Santis Le mille e una notte all'italiana

Le mille e una notte all’italiana

Orchidea De Santis Le calde labbra del carnefice

Le calde labbra del carnefice

Orchidea De Santis Il tuo dolce corpo da uccidere

Il tuo dolce corpo da uccidere

Orchidea De Santis Charlys Nitchen 1

Charlys Nitchen

Orchidea De Santis Una macchia rossa

Una macchia rossa

Orchidea De Santis Alla mia cara mamma

Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno

Orchidea De Santis Il signor ministro li pretese tutti e subito

Il signor ministro li pretese tutti e subito

Diavolo nel cervello

I due figli di Ringo

La preda e l’avvoltoio

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marzo 13, 2009 Pubblicato da: | Biografie | | 14 commenti

Il Cavalier Costante Nicosia demoniaco,ovvero Dracula in Brianza.

Il cavalier Costante Nicosia locandina

Costante Nicosia,siciliano trapiantato in Lombardia, all’apparenza ha tutto; un’azienda florida, che produce la Pasta del colonnello, una bella moglie,una bella casa. E’ un furbacchione, Costante; ha sposato la bella Mariu (Sylva Koscina), e alla morte del suocero è entrato da padrone nell’azienda che produce dentifrici.

Il cavalier Costante Nicosia 2
Lando Buzzanca e Sylvia Koscina

Ha un difetto, Costante: è molto superstizioso, tanto da tenere sul libro paga un uomo gobbo, per poterlo toccare all’occorrenza. Un giorno, durante un viaggio in Romania, Costante Nicosia viene ospitato nel castello del conte Draculescu; va a letto con due donne spose del conte, che in realtà è un vampiro.

Il cavalier Costante Nicosia 5

Ciccio Ingrassia

Ritornato in Brianza, Costante Nicosia si accorge che ha qualcosa che non va; si scopre a guardare le natiche dei giocatori di pallacanestro e si convince di aver contratto un virus che porta all’omosessualità. In realtà la sua è solo fame di sangue; sarà una sua dipendente a dargli l’idea per poter sfamare la sua bramosia di sangue,creando una emoteca. Riconciliatosi con la moglie, Costante vedrà nascere un figlio corredato di lunghi e affilati canini…

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Francesca Romana Coluzzi

Un film davvero strano, quello di Fulci, che mescola più generi, anticipando alcune novità economiche degli anni odierni, come la delocalizzazione della manodopera. Il cast è davvero di prim’ordine, con Buzzanca nel ruolo di costante Nicosia, con Sylva Koscina in quello della moglie, e con le partecipazioni di ottimi attori, come Ciccio Ingrassia, Valentina Cortese, John Steiner, Rossano Brazzi, Francesca Romana Coluzzi. Appare anche una giovane e nuda Ilona Staller nel ruolo di una delle mogli del conte Draculescu.

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Ilona Staller

Il cavalier Costante Nicosia 6

Regia di Lucio Fulci
con Lando Buzzanca, Sylva Koscina, John Steiner, Ciccio Ingrassia, Rossano Brazzi, Valentina Cortese, Moira Orfei, Francesca Romana Coluzzi, Ilona Staller, Antonio Allocca, Renato Malavasi
Anno: 1975Genere: commedia (colore)

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Il cavalier Costante Nicosia 1

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Il cavalier Costante Nicosia banner personaggi

Lando Buzzanca     …     Costante Nicosia
Rossano Brazzi    …     Dr. Paluzzi
Sylva Koscina    …     Mariù moglie di  Costante
Moira Orfei    …     Bestia Assatanata
Christa Linder    …     Liù Pederzoli
John Steiner    …     Conte Dragulescu
Francesca Romana Coluzzi    …     Wanda Torsello
Grazia Di Marzà    …     Prostituta
Antonio Allocca    …     Peppino
Grazia Spadaro    …      Maria
Franco Nebbia    …     Meniconi
Michele Cimarosa    …     Salvatore Cannata
Giampaolo Rossi    …
Ciccio Ingrassia    …     Salvatore, il mago
Valentina Cortese    …     Olghina Franchetti

Il cavalier Costante Nicosia banner cast

Regia     Lucio Fulci
Soggetto     Lucio Fulci
Sceneggiatura     Lucio Fulci, Bruno Corbucci, Pupi Avati, Mario Amendola
Produttore     Mario Mariani
Casa di produzione     Coralta Cinematografica
Distribuzione (Italia)     Titanus
Fotografia     Sergio Salvati
Montaggio     Ornella Micheli
Musiche     Vince Tempera, Fabio Frizzi, Franco Bixio

 

Disarmonico. Un film con Buzzanca che segue il suo cliché è basato sul grottesco. Difatti quando è lui che catalizza l’attenzione va tutto bene, nel senso che ci dà quello che ci aspettiamo. Molto meno bene le cose vanno, invece, quando il tema viene calcato da altri, cui la sceneggiatura ha fornito cose non in linea. Mi riferisco al mediocre episodio con Ingrassia e al ruolo, abbastanza tremendo, della Cortese. La slava Koscina, la laziale Coluzzi e l’austriaca Linder fanno le brianzole… L’addormentamento pre-coito è preso dal Dottor Danieli.

Che Fulci sia stato un genio del cinema (erroneamente catalogato come serie B) che ogni vero amante di film adora, stanno a dimostrarlo non tanto alcune pietre miliari del genere horror, quanto le divagazioni “sui generis” cui questa raffinata ed esilarante (ma mai leggera) parodia sui vampiri appartiene. Buzzanca offre una delle sue migliori performance (ammantate di satira sociale): i tic, le manie, le idiosincrasie e le superstizioni come metafora di un arrampicatore sociale, che tenta di scrollarsi di dosso (inutilmente) l’umile origine.

La parodia del vampirismo – immediata la connessione con Polanski  – abbraccia una satira di costume discontinua e cangiante che alla debolezza degli assunti (tutti risaputi, non ultima l’equazione capitalista=vampiro) oppone un carosello di personaggi mosso da una vis comica ben calibrata e decisa: se Buzzanca dà corpo all’ennesima, saporita variazione dell’”uccello migratore”, ugualmente centrati sono il draculesco e promiscuo Steiner, il contegnoso Brazzi, la dannunziana Cortese e Ingrassia che, a pochi mesi da L’Esorciccio, riveste i panni del fattucchiere ciarlatano e maldestro.

Una bizzarra commedia con una sceneggiatura piuttosto originale e piena di spunti interessanti, ma tutto sommato abbastanza strampalata, con vari episodi disomogenei uniti tra loro senza troppa convinzione. Alcune battute vanno a segno, altre no; la regia comunque è decisamente buona e garantisce alla pellicola un livello più che accettabile. Buzzanca ripeta con poche variazioni il suo solito personaggio. Molto bella la colonna sonora di Frizzi, Bixio e Tempera. Tutt’altro che perfetto, ma curioso e, quindi, da vedere.

Parodia vampiresca, ma non solo. In modo alquanto intelligente vengono trattati aspetti sociali sensibili, quali l’ingiusta paura per le diverse preferenze sessuali e l’indiffrenza per le condizioni di lavoro nelle fabbriche. Temi bollenti, sapientemente inseriti nella baraonda del sangue e del sesso (quest’ultimo, terreno naturale del Lando). Fulci pratica un’ottima regia, la fotografia è buona e ci sono bravi attori, alcuni anche molto noti in contesti diversi. La Brianza, mia terra d’adozione, emerge attraverso il linguaggio e taluni stereotipi.

Ben inizia un film, che è da appprezzare per vari motivi (non ultimo l’avere affrontato con originalità un tema, il vampirismo, tra i più abusati del cinema mondiale). Fulci ci mette la sua mano nelle inquadrature più “strane” (tenendo presente che si tratta di un film comico, anche se il volpone non è la prima volta che si cimenta nel genere). La sceneggiatura a più mani arricchisce il film che non stanca mai, la presenza di una Moira Orfei bellissima e di una Koscina un po’ imbolsita fanno il resto. Brazzi molto simpatico.


marzo 12, 2009 Pubblicato da: | Commedia | , , , , | 2 commenti