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L’esorcista

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Un’equipe di archeologi è al lavoro su un sito in Iraq;durante gli scavi uno di loro dissotterra una statuetta raffigurante il demone Pazuzu. Alla scena assiste padre Merrin,un sacerdote,che rimane molto colpito dalla cosa. La scena si sposta a Georgestown,dove l’attrice Chris si è trasferita con la figlia Regan;durante la lavorazione del film nota un sacerdote,padre Damian,che è ancora sconvolto per la perdita della madre,alla quale si rimprovera di non essere stato abbastanza vicino.

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Un nuovo cambio di scena:Regan va dalla mamma,e le chiede di poter dormire con lei,perché,a suo dire,il letto si muove,non lasciandola riposare.

Qualche sera più tardi Chris organizza una serata,a cui partecipano il regista del film,Burke,e padre Dyers;durante la cena Regan scende le scale,e mentre orina sul pavimento guarda Burke e gli dice :”tu morirai presto” E’ questo il vero inizio del film,che fino alla scena descritta ha vissuto di una tensione palpabile,espressa dai volti di Chris e di Regan,entrambe alle prese con gli strani fenomeni a cui sembra soggetta la ragazzina.

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Chris decide di portare Regan in ospedale per degli accertamenti,che però non danno risultati;accade invece che Burke viene trovato morto giù dalla scala che porta in camera di Regan.

Il tenente Kinderman,incaricato delle indagini,sospetta un omicidio e si reca da Chris;la quale,a questo punto,è convinta che la figlia,in qualche modo,sia coinvolta nella morte dell’amico. Le visite psichiatriche a cui viene sottoposta Regan non danno alcun esito,mentre la ragazzina inizia a comportarsi in modo violento,arrivando ben presto a cambiare voce e,in alcuni casi,anche i lineamenti del volto.

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Chris decide,disperata,di consultare padre Damian,che dopo una serie di visite alla ragazza,si convince che sia posseduta dal diavolo;chiede pertanto ai suoi superiori di poter sottoporre Regan ad una pratica di esorcismo. La situazione precipita,e nella stanza della ragazza accadono fenomeni assolutamente straordinari;la ragazza si solleva dal letto come in levitazione,parla in lingue sconosciute,bestemmia e si comporta come chi è davvero posseduto da un’entità estranea,diabolica.

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Damian,inesperto in esorcismi,chiama affianco a se padre Merrin,che riconosce immediatamente il demone che possiede Regan;durante la prima drammatica seduta di esorcismo,Damian cede quando il diavolo,per bocca di Regan,parla con la voce di sua madre;padre Merrin lo fa uscire dalla stanza,ma quando Damian torna,trova il vecchio sacerdote morto,stroncato da un infarto.

Damian si lancia contro Regan,sfida il diavolo ad impossessarsi di lui,e quando ciò avviene,si getta fuori dalla finestra,morendo sul selciato.

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Regan è libera,è può finalmente abbracciare sua madre. L’esorcista è in assoluto uno dei film più belli sul tema della possessione,forse il più rigoroso e meglio girato;il perfezionista Friedkin non lesinò tutte le astuzie del mestiere per rendere veritiere le scene,incluso il trucco di abbassare la temperatura della stanza dell’esorcismo per creare la condensa dell’alito,o utilizzare il pasticcio di piselli che Regan vomita addosso al sacerdote senza avvisare l’attore della trovata.

Assecondato da ottimi attori,Friedkin riesce a girare un film in cui la tensione è palpabile in ogni singola scena,creando una maschera,quella di Regan,che per lungo tempo fece venire gli incubi agli spettatori. Splendida la colonna sonora di Mike Oldfield,Tubular bells,mentre una citazione particolare va al cast,con le bravissime Linda Blair (Regan) ed Hellen Burstyn (Chris),oltre al gigante Max Von Sidow (padre Merrin) e Jason Miller (padre Damian). Il film ha avuto due seguiti e due prequel.

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L’esorcista
un film di William Friedkin. Con Lee J. Cobb, Max von Sydow, Ellen Burstyn, Linda Blair, Jason Miller, Kitty Winn.
Genere Horror, colore 120 minuti. – Produzione USA 1973.

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L'esorcista banner protagonisti

Max von Sydow: Padre Lankaster Merrin
Jason Miller: Padre Damien Karras
Ellen Burstyn: Chris MacNeil
Lee J. Cobb: Tenente William F. Kinderman
Kitty Winn: Sharon Spencer
Jack MacGowran: Burke Dennings
Linda Blair: Regan Theresa MacNeil
Reverend William O’Malley: Padre Dyer
Barton Heyman: Dr. Klein
Peter Masterson: Dr. Barringer, Direttore della Clinica
Rudolf Schündler: Karl
Gina Petrushka: Willi
Robert Symonds: Dr. Taney
Arthur Storch: Psichiatra
Reverend Thomas Bermingham: Tom, Presidente dell’Università
Vasiliki Maliaros: madre di Karras
Titos Vandis: zio di Karras
Wallace Rooney: Vescovo Michael
Donna Mitchell: Mary Jo Perrin
Roy Cooper: Jesuit Dean
Robert Gerringer: Senatore al Party
William Peter Blatty: Producer
Mary Boylan: Primo paziente
Richard Callinan: Astronauta
Yvonne Jones: Infermiera del Bellevue
John Mahon: Direttore del laboratorio del linguaggio
Reverend John Nicola: Prete
Vincent Russell: vagabondo della metropolitana

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Regia:     William Friedkin
Soggetto:     William Peter Blatty (romanzo)
Sceneggiatura:     William Peter Blatty
Fotografia:     Owen Roizman, Billy Williams
Montaggio:     Norman Gay, Evan A. Lottman, Bud Smith
Effetti speciali:     Marcel Vercoutere
Musiche:     Mike Oldfield, Jack Nitzsche
Tema musicale: Mike Oldfield, Tubular bells
Scenografia:     Bill Malley


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Il demone è bugiardo. Mentirà per confonderci e alle menzogne mescolerà anche la verità per aggredirci.

Anche il Diavolo spesso è tentato dal fare del bene contro la sua volontà.

Giornata ideale per un esorcismo (Il demone rivolto a padre Karras)

Demi… perchè hai fatto questo a me, Demi ? Perchè ?
(la madre di Karras, ispirata dal demone)


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Maggio 14, 2008 Pubblicato da: | Horror | , , , , | 2 commenti

Emmanuelle

Emmanuelle,tratto dal romanzo della Arsan,è il primo,grande successo del cinema erotico degli anni settanta;un film che riesce a mantenersi sul difficile confine tra erotismo e pornografia,e ancor più in bilico tra cinema da voyeur e cinema con una qual certa eleganza.

Emmanuelle è la moglie di un diplomatico francese che,durante un viaggio in aereo,si concede ad un sconosciuto;giunta in Thailandia,meta finale del suo viaggio,conosce dapprima i segreti dell’amore lesbico con la studiosa Bee e poi,con l’incoraggiamento di Mario,esperienze sessuali con persone sconosciute. Il tutto trattato con una certa eleganza formale,come del resto avviene nel libro della Arsan,in cui Emmanuelle ha rapporti sessuali sempre improntati ad un certo snobismo con appartenenti alla sua classe sociale,la buona borghesia. Non è la donna che si da a tutti,ma che sceglie,che è consapevole del suo fascino e che quindi pretende un suo ruolo dominante,non passivo.

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Just Jaeckin ,il regista del primo film dedicato all’eroina del sesso,sceglie come protagonista una giovane attrice di origine olandese,Sylvia Kristel,all’epoca del film appena 21 enne;una scelta intelligente,perchè la Kristel,pur non bellissima,ha esattamente l’aria esotica che la Arsan aveva creato attorno al suo personaggio. Un personaggio che però finirà per condizionare pesantemente la carriera dell’attrice,che non riuscirà mai più a liberarsi dell’aria erotica del personaggio che le si era cucito addosso.

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Emmanuelle ebbe numerosissimi sequel,quattro dei quali interpretati dalla Kristel,che ad un certo punto ne ebbe abbastanza e mollò il personaggio. La stessa Kristel ha di recente pubblicato un libro confessione,nel quale racconta di come il personaggio di Emmanuelle le abbia cambiato la vita,e di come il cinema le abbia dato fama e notorietà,ma anche problemi di dipendenza da droga.

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Emmanuelle, un film di Just Jaeckin. Con Sylvia Kristel, Alain Cuny, Marika Green, Daniel Sarry. Genere Erotico, colore 95 minuti. – Produzione Francia 1973.

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Sylvia Kristel: Emmanuelle
Alain Cuny: Mario
Marika Green: Bee
Daniel Sarky: Jean
Jeanne Colletin: Ariane
Christine Boisson: Marie-Ange

Regia    Just Jaeckin
Soggetto    Emmanuelle Arsan (romanzo)
Sceneggiatura    Jean Louis Richard
Produttore    Yves Rousset-Rouard
Casa di produzione    Trinacra Films e Orphee Productions
Distribuzione (Italia)    Cineriz
Fotografia    Richard Suzuki
Montaggio    Claudine Bouché
Musiche    Pierre Bachelet
Costumi    Sylvia Panijel, Georges Bril (costumi uomini)
Trucco    Christiane Fornelli

Emanuela Fallini: Emmanuelle
Bruno Alessandro: Mario
Paola Mannoni: Bee
Michele Kalamera: Jean
Marzia Ubaldi: Ariane

“Emmanuelle sale a Londra sull’aereo che deve condurla a Bangkok.
L’odore di cuoio nuovo, simile a quello che anche dopo anni di uso conservano le vetture britanniche, lo spessore e il silenzio delle moquettes, un’illuminazione da altro mondo, sono ciò che percepisce al suo primo impatto con questo ambiente in cui si avventura per la prima volta.
Non capisce cosa le sta dicendo l’uomo sorridente che le fa da guida; eppure non se ne preoccupa.”

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Maggio 14, 2008 Pubblicato da: | Erotico | , , | Lascia un commento

Il fiore delle mille e una notte

Il fiore delle mille e una notte locandina

Dopo Decameron e I racconti di Canterbury,due libri della tradizione classica scritti da due soli autori,Pasolini utilizza ancora un libro classico,Le mille e una notte,una raccolta di storie creata in un periodo di tempo imprecisato,non più quindi composto organicamente,ma assolutamente disomogeneo almeno nello stile narrativo.

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Il fiore delle mille e una notte conclude così la trilogia della vita;ed è anche il film più solare di Pasolini,pur essendo quello che ha avuto minor successo di pubblico. Pasolini abbandona il tema del potere che annichilisce il popolo,a cui resta ben poco per essere felice (il sesso è solo una estrema ratio,l’unica vera fonte di sopravvivenza e di vita),e approda ad una serie di storie in cui i veri protagonisti sono l’amore,la fatalità,il destino e anche la morte.

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Il tema conduttore comune della vita dell’essere umano,in pratica;l’uomo è capace di vivere in armonia quando si spoglia delle convenzioni sociali,affidandosi ad una gioioIl fiore delle mille e una notte 14

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sa sessualità,la vera arma della gente,in contrasto con la cupa sessualità del Decameron,in cui il regista aveva pesantemente attaccato la morale cattolica,pronta a condannare il sesso salvo poi praticarlo all’interno dei luoghi deputati al culto,i conventi,per esempio.Non c’è nulla di tutto ciò nel Fiore delle mille e una notte;la sessualità è libera e spontanea,il che mostra il fascino che aveva indubbiamente la cultura arabo-orientale sullo scrittore;e la scelta di utilizzare ancora una volta un cast di persone prese letteralmente dalla strada testimonia il tentativo del regista di avvicinare la recitazione allo spirito autenticamente popolare dei racconti da cui ha tratto i film della trilogia.

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Il film inizia con la scena di un mercato,dove la schiava Zumurrud sceglie di farsi acquistare da un giovane,Nur-er-Din,al quale da i soldi del riscatto.Tra i due c’è immediatamente amore,un amore spontaneo,che termina bruscamente con il rapimento della bella Zumurrud (interpretata da Ines Pellegrini),e che il giovane ritroverà,dopo lunghe traversie,solo alla fine del film,nei panni del re Sair.

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Le scene cambiano,e cambiano anche i racconti,mentre paesaggi esotici,splendidamente fotografati,si aprono davanti agli occhi dello spettatore;dallo Yemen all’Etiopia,passando per il Sudan e l’India, lo splendore e la magnificenza,il fascino misterioso dei luoghi si mescola in maniera sapiente ad altre quattro storie.

Nella storia successiva,Hamud e Zeudi,un anziano e una splendida donna,osservano due ragazzi fare l’amore,mentre loro devono decidere chi dei due sia il più bello,per passare ad una storia dolorosa,quella di Aziz,che si innamora di una bellissima e misteriosa donna,che lo evirerà.

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Ancora,la storia di due monaci e poi quella della principessa Dunya,che raccontano le loro vite,in cui si intuisce come il destino abbia sempre in riserbo qualcosa di imprevedibile;tutte storie dove la componente sesso è abbastanza esplicita,con l’esposizione di numerosi nudi maschili.

Che però diventano assolutamente e totalmente innocenti,immersi come sono in un candore assoluto;le immagini non hanno nulla di erotico,e diventano quasi una tela impressionista,un a parte integrante di un paesaggio sospeso,che fatalmente,secondo il punto di vista del regista,è destinato a scomparire,preda della società consumistica,con i suoi miti e le sue apparenze.Una visione,quella di Pasolini,serena e gioiosa,che non era mai stata presente nei film precedenti,in cui si nota l’ammirazione e la simpatia per una cultura fatta di cose semplici;un film che contrasta in maniera copernicana con il film successivo,l’ultimo del grande regista,Salò.In cui le cose cambiano radicalmente,trasformando la vita in un concerto di morte,nella distruzione assoluta a e totale della vita da parte del potere;una visione da incubo che avebbe avuto chissà quali sviluppi se purtroppo Pasolini non fosse stato assassinato durante le riprese.

Il fiore delle mille e una notte

Un film di Pier Paolo Pasolini. Con Franco Citti, Ninetto Davoli, Ines Pellegrini, Christian Alegny, Margareth Clementi.
Genere Fantastico, colore 130 minuti. – Produzione Italia 1974.

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Il fiore delle mille e una notte protagonisti

Ninetto Davoli: Aziz
Tessa Bouché: Aziza
Franco Citti: il genio
Franco Merli: Nur-e-Din
Ines Pellegrini: Zumurrud
Abadit Ghidei: Principessa Dunya
Alberto Argentino: Principe Shahzmah
Francesco Paolo Governale: Principe Tagi
Salvatore Sapienza: Principe Yunan
Giana Idris: Giana
Fessazion Gherentiel: Berhane

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Regia:     Pier Paolo Pasolini
Soggetto: Le mille e una notte
Sceneggiatura:     Dacia Maraini
Fotografia:     Giuseppe Ruzzolini
Montaggio:     Nino Baragli, Tatiana Casini Morigi
Musiche:    Ennio Morricone
Scenografia:     Dante Ferretti

Il fiore delle mille e una notte recensioni

Non si può immaginare fino a che punto fosse dolce Pier Paolo e quanta la sua capacità di complicità, i suoi silenzi, perché era un uomo estremamente silenzioso, che parlava molto poco, poteva stare delle ore senza dire una parola, però la sua presenza era sempre lì, non mancava mai agli amici, la sua compagnia durante i viaggi (noi abbiamo fatto moltissimi viaggi insieme, in Africa, per esempio), avevamo molte cose che ci accomunavano: per esempio, la curiosità sociale, l’interesse e il desiderio di conoscere meglio e di frequentare il mondo di chi è impedito o comunque di chi è privo degli strumenti della cultura e di chi addirittura è menomato da questo punto di vista”  Dacia Maraini


Il fiore delle Mille e una notte è una sorta di affresco di un mondo, passato e presente  quel Terzo Mondo dal il quale il regista, da qualche anno, si sentiva particolarmente affascinato e attratto e attraversato da un grande senso di serenità e di sensualità mai presente prima, in questo modo, nei film di Pasolini. Egli mette in scena, dunque, il suo sogno, la sua idealizzazione e mitizzazione del Terzo Mondo. In tal modo, il sesso viene liberato dagli aspetti legati al reciproco possesso, alla prevaricazione, al predominio. Vi è pienamente realizzata una libertà sessuale che è anche simbolo di purezza dei sentimenti, che fa sì che il sesso non appaia mai né morboso né osceno, ma rappresenti invece un dono reciproco, innocente e delicato, soprattutto libero da inibizioni e sovrastrutture culturali.
Pasolini esprime, con Il fiore delle Mille e una notte, un cinema di pura poesia delle immagini, riuscendo a trovare un sereno equilibrio tra alcune componenti essenziali già presenti nei suoi film precedenti, particolarmente in Edipo re e in Medea: il richiamo prepotente alla sessualità e la grandiosa maestosità dei paesaggi, ricchi di valenze pittoriche e di un acuto, sensibilissimo senso artistico
. ”
Nico Naldini, Pasolini, una vita, Einaudi, Torino 1989

“Dall’omonima raccolta di novelle arabe, sistemata in forma canonica intorno al 1400: nella storia di Nur-er-Din che cerca Zumurrud, l’amata rapita, e la ritrova sotto le spoglie maschili del re Sair sono contenute, come in una scatola cinese, le altre quattro. “La verità non sta in un solo sogno, ma in molti sogni” è la citazione che fa da filo conduttore all’ultima parte della cosiddetta “trilogia della vita”, tutta sotto il segno dell’esaltazione del sesso e della morte incombente. Dei 3 film appare come il più sereno e risolto, probabilmente perché la natura stessa della raccolta araba aveva esentato l’autore da ogni obbligo di fare i conti con la storia e il potere, qui sostituiti dalla forza trascinatrice della fatalità e dei sentimenti assoluti.” Morandini

 Il fiore delle mille e una notte location

Stabilimenti Labaro Film, Roma
Yemen del Nord
Yemen del Sud
Persia
Nepal
Etiopia
India

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Maggio 13, 2008 Pubblicato da: | Drammatico | , , , , | Lascia un commento

Non si sevizia un paperino

Tre misteriose morti di bambini,un giornalista (Thomas Milian),una giovane donna disinibita (Barbara Bouchet),ricca e annoiata,ex tossicodipendente,una maciara,(Florinda Bolkan),ovvero una specie di strega a cui vengono attribuiti poteri malefici.

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Florinda Bolkan, la Maciara

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Barbara Bouchet

Sullo sfondo un paese della Lucania, abbarbicato tra i sassi, preda ancora di antichi retaggi medioevali, come la superstizione. In questo scenario si muove la storia di Lucio Fulci,un thriller che muove i primi passi proprio sulle indagini dei carabinieri,che cercano l’assassino dei tre bambini,mentre il giornalista,che ha fiutato lo scoop,con l’aiuto della disinibita ragazza di città,inizia ad indagare per suo conto sulla terribile storia.

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Il giornalista arriva subito ad una prima conclusione,quando si rende conto che la maciara,su cui si sono addensati i sospetti,in realtà è colpevole soltanto di aver cercato,con pratiche magiche,di colpire i tre che avevano profanato la tomba di suo figlio,nato da una relazione clandestina.

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Ma la povera donna,vittima della superstizione,cadrà sotto i colpi di pietra di una folla inferocita,che scaricherà su di lei antiche superstizioni,causando un’altra vittima innocente della storia;il giornalista così si ritrova a dover ricominciare da zero,e si imbatte in personaggi che sembrano nascondere oscuri segreti,come la madre del prete (Irene Papas),oppure lo stesso prete,che sembra all’apparenza normale.

Lo scenario inquietante sembra mutare sotto gli occhi del giornalista,che si rende conto come in quel posto sperduto si agitino storie che sono intrecciate fra di loro,forse legate ad un oscuro passato,ad una storia seppellita dal tempo.

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E proprio indagando a fondo,aiutato dalla giovane di città,farà la terribile scoperta. Lucio Fulci dirige un thriller di ottima fattura,aiutato da un cast davvero ben assortito,e sopratutto dirige un film che in alcuni momenti sembra avere caratteristiche specifiche di denuncia,o quanto meno di racconto di una realtà altrimenti poco conosciuta,come la vita di un paese legata a filo doppio all’ignoranza e alla superstizione;sono superstziosi tutti,così come sono tutti diffidenti,verso di lui e verso la ragazza di città,simboli di un mondo esterno che gli abitanti del paese guardano come fumo negli occhi.

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Ma la vera forza del film è nella tensione latente,nelle indagini del giornalista,che scava là dove gli abitanti del posto preferirebbero tacere;la scena madre è quella,terribile,della lapidazione della povera maciara,incolpevole vittima della superstizione,della caccia al colpevole diverso,perchè nel paese è inimmaginabile un colpevole dalla vita normale.

Bravi,come già detto gli attori,e bravo Fulci,con una regia sapientemente dosata tra il canovaccio del thriller e quello dell’insolito film di denuncia.

Forse questa parte non è quella più riuscita,ma la cosa è giustificata dall’impianto narrativo;quello che conta è capire come,chi e perchè può arrivare a compiere gesti inumani come l’assassinio di tre giovani vittime.La soluzione è imprevedibile,e rappresenta il colpo di scena finale;la normalità,alle volte,si veste di ferocia,e la stessa ferocia,gli stessi autori dei crimini più efferati vanno ricercati attorno a noi,all’interno della nostra tranquilla comunità.

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In ultimo riporto il giudizio dell’ineffabile Morandini, uno che il cinema lo capisce a modo suo, e che passa per un critico competente:

«Non si sevizia un paperino rientra perfettamente nelle regole più bieche di questo genere d’imitazione: disonestà nell’impiego della “suspense”, abuso dei particolari orripilanti, sadomasochismo a piene mani, recitazione a ruota libera, disprezzo della logica»

Dopo aver letto questo spezzone della sua recensione, viene da chiedersi perchè il buon Morandini non abbia dedicato il suo prezioso tempo alla coltivazione degli asparagi o in subordine delle patate.

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Non si sevizia un paperino, un film di Lucio Fulci. Con Irene Papas, Florinda Bolkan, Barbara Bouchet, Virgilio Gazzolo, Marc Porel, Tomas Milian, Georges Wilson, Linda Sini, Rosalia Maggio, Andrea Aureli, Ugo D’Alessio, Franco Balducci, Duilio Cruciani, Antonello Campodifiori, Vito Passeri, Virginio Gazzolo
Thriller, durata 110 min. – Italia 1972.

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Tomas Milian: Andrea Martelli
Florinda Bolkan: la maciara
Barbara Bouchet: Patrizia
Irene Papas: Aurelia Avallone
Marc Porel: don Alberto Avallone
George Wilson: zio Francesco
Antonello Campodifiori: tenente dei carabinieri
Ugo D’Alessio: maresciallo dei carabinieri
Virginio Gazzolo: magistrato
Rosalia Maggio: madre di Michele
Franco Balducci: padre di Michele
Vito Passeri: Giuseppe Barra
Andrea Aureli: padre di Bruno Lo Cascio
Linda Sini: madre di Bruno Lo Cascio
John Bartha: ufficiale di polizia
Duilio Cruciani: Mario

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Regia:     Lucio Fulci
Soggetto:     Lucio Fulci, Roberto Gianviti
Sceneggiatura:     Gianfranco Clerici, Lucio Fulci, Roberto Gianviti
Produttore:     Agostino Pane
Produttore esecutivo:     Renato Jaboni
Casa di produzione:     Medusa Produzione
Fotografia:     Sergio D’Offizi
Montaggio:    Ornella Micheli
Effetti speciali:     Carlo Rambaldi (supervisore)
Musiche:     Riz Ortolani
Scenografia:     Pier Luigi Basile
Costumi:     Marisa Crimi
Trucco:     Franco Di Girolamo, Nilo Jacoponi, Dante Trani, Maurizio Trani (assistente)

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Maggio 13, 2008 Pubblicato da: | Thriller | , , , , , , , | Lascia un commento

Cleopatra

La lotta per il potere tra Caio Giulio Cesare e Pompeo è ormai alla fine;Cesare affronta nell’ultima battaglia il rivale,lo sconfigge e lo insegue per i mari,fino in Egitto,dove Pompeo chiede aiuto a Tolomeo XIV,fratello di Cleopatra,con la quale è in lotta per il trono d’Egitto.

Per inimicarsi il vincitore,Tolomeo fa uccidere e decapitare Pompeo,ma Cesare,inorridito,e soprattutto per dare una lezione a chiunque avesse attentato alla vita di un romano,decide di mettere sul trono d’Egitto la bellissima Cleopatra.

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Rex Harrison è Giulio Cesare

Il fascino della donna,le sue arti di seduzione,vincono ben presto il cuore del condottiero romano,e i due diventano amanti,tanto che dalla loro unione nasce un figlio,Cesarione. Cesare porta con se la regina a Roma,dove però viene ucciso da una congiura organizzata dal figliastro Bruto,in collaborazione con Cassio.

Ad Antonio,generale romano,viene affidato l’incarico di inseguire i due fuggitivi;Antonio arriva in Egitto,e anche lui si innamora della bellissima Cleopatra,che nel frattempo è ritornata nel suo paese.

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Elizabeth Taylor è Cleopatra

La passione tra i due sfocia inevitabilmente in una congiura di corridoio a Roma,dove Antonio viene visto come un nemico della patria,avendo scelto di restare in Egitto con la sua amante. E’ l’erede di Cesare,Ottaviano,che ad Azio sconfigge le poche legioni fedeli a Antonio e a Cleopatra,che,perduti,decidono di darsi la morte. Polpettone storico in stile peplum,Cleopatra costò una cifra spropositata,e il non felice esito ai botteghini mandò quasi in rovina la 20th Century Fox,che aveva investito moltissimo nel titanico lavoro di Mankievitz;Cleopatra venne girato negli studi di Cinecittà,a Roma,con uno sfarzo imponente,ma con scarsa aderenza storica.

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Tutto appare troppo grande,dalla profusione dei costumi fino alla bellezza davvero eccessiva di Cleopatra,della quale,storicamente,si elogiava solo la cultura e il fascino,doti che potrebbero appartenere anche ad una donna non bella.Il film portò comunque alle stelle la notorietà di Elizabeth Taylor,assolutamente inarrivabile nella sua straordinaria bellezza,e si trasformò in una miniera di gossip per anni,grazie allo sbocciare della storia d’amore tra Liz e Richard Burton,l’Antonio del film.

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In pratica Cleopatra fu uno degli insuccessi più clamorosi della storia del cinema;i motivi sono da ricercare probabilmente nello scarso fascino che esercitò il film sulle platee mondiali,unito probabilmente all’eccessiva lunghezza dello stesso.

Cleopatra
un film di Joseph L. Mankiewicz. Con Elizabeth Taylor, Richard Burton, Rex Harrison, Hume Cronyn, George Cole, Pamela Brown,
Roddy McDowall. Genere Storico, colore 243 minuti. – Produzione USA 1963.

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Elizabeth Taylor: Cleopatra
Richard Burton: Antonio
Rex Harrison: Giulio Cesare
Pamela Brown: High Priestess
George Cole: Flavio
Hume Cronyn: Sosigene
Cesare Danova: Apollodoro
Kenneth Haigh: Bruto
Andrew Keir: Agrippa
Martin Landau: Rufio
Roddy McDowall: Ottaviano – Cesare Augusto
Robert Stephens: Germanico
Francesca Annis: Eiras, Cleopatra’s handmaiden
Gregoire Aslan: Potino
Martin Benson: Ramos
Herbert Berghof: Teodoto
John Cairney: Febo
Jacqui Chan: Lotos, royal taster
Isabelle Cooley: Charmian
John Doucette: Achilla
Andrew Faulds: Canidio
Michael Gwynn: Cimber
Michael Hordern: Cicerone
John Hoyt: Cassio
Marne Maitland: Euphranor
Carroll O’Connor: Casca
Richard O’Sullivan: Faraone Tolomeo XIII
Gwen Watford: Calpurnia
Douglas Wilmer: Decimo

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Regia:     Joseph L. Mankiewicz
Soggetto:     Carlo Mario Franzero
Sceneggiatura:     Joseph L. Mankiewicz, Ranald MacDougall, Sidney Buchman
Fotografia:     Leon Shamroy
Montaggio:     Dorothy Spencer
Effetti speciali:
Musiche:     Alex North
Scenografia:     Herman Blumenthal, Hilyard Brown, John de Cuir, Boris Juraga, Maurice Pelling, Jack Martin Smith, Elven Webb, Paul S. Fox, Ray Moyer, Walter M. Scott

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Maggio 12, 2008 Pubblicato da: | Storico | , , , | Lascia un commento

007 Thunderball-Operazione tuono

Operazione tuono segna il ritorno di Terence Young dietro la macchina da presa;il tandem ormai collaudatissimo con Sean Connery nel ruolo di James Bond prosegue,con la quarta avventura della serie,sempre tratta dai romanzi di Fleming.

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Una  splendida Claudine Auger è Domino

Largo (Adolfo Celi),il numero 2 della SPECTRE,ha intenzione di rubare da un aereo due testate atomiche con le quali ricattare l’Inghilterra e il mondo.M,il capo dell’Intelligence inglese riceve il messaggio e prima di cedere al ricatto manda in Kenia 007,con l’incarico di fare il possibile per recuperare le bombe.

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Qui Bond,con l’aiuto di Domino (una delle donne di Largo),nuova Bond girl,penetra all’interno di una base sottomarina in cui sono custodite le bombe,le recupera,e dopo una furibonda battaglia tra sommozzatori trasportati via aereo ,chiamati da Bond e tra gli uomini di Largo,lea partita fnisce con James che insegue lo yacht di Largo e lo uccide.

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Luciana Paluzzi è Fiona Volpe

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Sean Connery è James Bond, Agente 007

Spettacolare e pieno di effetti speciali,prodigiosi per l’epoca in cui venne girato il film,Operazione tuono fu un grande successo di pubblico;meno,ovviamente di critica,sempre pronta a colpire film all’apparenza disimpegnati e fatti per il puro intrattenimento. La Bond girl di turno è la bellissima Claudine Auger,algida e sdegnosa nel ruolo di Domino,pentita di prassi e pronta a seguire il fascino indiscreto dell’agente inglese;ottima la prova di Celi,che disegna un Largo satanico,spietato.

La colonna sonora è cantata da Tom Jones,,cantante assai in voga nel 1965.

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007 Operazione Tuono,

un film di Terence Young, con Sean Connery,Claudine Auger, Bernard Lee,Lois Maxwell,Desmond Llewelyn,Rik Van Nutter,Adolfo Celi,Luciana Paluzzi, Guy Doleman,Philip Locke
Martine Beswick,Molly Peters colore 129 minuti. – Produzione Gran Bretagna

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James Bond     Sean Connery
Felix Leiter     Rik Van Nutter
Fiona Volpe     Luciana Paluzzi
Emilio Largo, SPECTRE #2     Adolfo Celi
Dominique ‘Domino’ Derval     Claudine Auger
Count Lippe     Guy Doleman
Paula Caplan     Martine Beswick
M     Bernard Lee
Q     Desmond Llewelyn
Miss Moneypenny     Lois Maxwell
Major Francois Derval     Paul Stassino
Vargas     Philip Locke

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Regia Terence Young
Soggetto Ian Fleming, Kevin McClory, Jack Whittingham
Sceneggiatura John Hopkins, Richard Maibaum
Fotografia Ted Moore
Montaggio Ernest Hosler
Musiche John Barry, Monty Norman
Tema musicale Thunderball – Tom Jones

Pino Locchi: James Bond
Maria Pia Di Meo: Dominique “Domino” Derval
Giorgio Capecchi: M
Rosetta Calavetta: Miss Moneypenny
Gino Baghetti: Q
Sergio Graziani: Felix Leiter
Rita Savagnone: Fiona Volpe
Cesare Barbetti: Conte Lippe
Mario Mastria: Francois Derval
Sergio Tedesco: Vargas
Giulio Panicali: Ernst Stavro Blofeld
Gianni Bonagura: Wladislav Kutze
Fiorella Betti: Paula Caplan
Valeria Valeri: Patricia Fearing

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Maggio 12, 2008 Pubblicato da: | 007 | , , , , | 3 commenti

Così come sei

Giulio è un architetto attempato,vicino alla sessantina. Una vita tranquilla,una moglie,una figlia.

Un giorno,mentre è in visita a Firenze per lavoro,gli viene presentata una ragazza,Francesca,figlia di una sua ex. Tra i due inizia una relazione,passionale e torrida,fatta di incontri clandestini;la differenza di età tra i due e notevole,ed un giorno un amico di Giulio resosi conto della relazione tra i due,rende palese un suo sospetto;che Francesca possa essere figlia di Giulio,essendo nata subito dopo la fine della relazione tra l’architetto e la mamma della ragazza,che non ha mai reso noto il nome del padre di Francesca.

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Nastassja Kinski

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Giulio è scosso dalla rivelazione,ma più del timore dell’incesto,gioca la passione autentica che ormai prova per la ragazza;cerca di indagare sulla verità,ma alla fine lascia perdere tutto e continua la sua seconda giovinezza al fianco di Francesca.

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Barbara De Rossi

I due,infatti,vanno in vacanza in Spagna,dove si abbandonano al delirio dei sensi;al ritorno Francesca si rende conto che l’esperienza potrebbe bruciarsi nella clandestinità,che hanno vissuto qualcosa di unico e irripetibile,ma che la relazione deve terminare;così,come aveva fatto sua madre,un giorno lo lascia,proprio all’uscita dalla proiezione di un film.

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Marcello Mastroianni e Nastassja Kinski

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Così come sei affronta un tema scottante,l’incesto,senza però affondare i colpi veramente;per il regista conta più lo scontro generazionale,la morale,l’amore e la passione,la confusa ribellione di anziani e giovani ad un mondo in cui è difficile essere.

Ma alla fine il tutto appare sfumato,senza incidere veramente;Mastroianni appare a disagio,soprattutto nelle scene erotiche del film,mentre la Kinskj è decisamente a suo agio nel ruolo della lolita seduttrice,capace di sfidare le convenzioni per quella che crede sia un’occasione per sfuggire al vuoto che confusamente avverte nella sua esistenza.

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Bella la fotografia,con sullo sfondo Firenze,che appare sonnolenta e indolente,come l’erotismo della pellicola e come la passione che lentamente svanisce in Francesca.

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Ania Pieroni

Cosi come sei, un film di Alberto Lattuada. Con Francisco Rabal, Nastassja Kinski, Marcello Mastroianni, Giuliana Calandra, Ania Pieroni,Alberto Lattuada, Mario Cecchi, Massimo Bonetti, Claudio Aliotti, Rodolfo Bigotti. Genere Drammatico, colore 109 minuti. – Produzione Italia 1978.

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Marcello Mastroianni: Giulio Marengo
Nastassja Kinski: Francesca
Francisco Rabal: Lorenzo
Mónica Randall: Luisa Marengo
Ania Pieroni: Cecilia
Barbara De Rossi: Ilaria Marengo
José María Caffarel: Bartolo
Giuliana Calandra: Teresa
Maria Pia Attanasio: Contessa Archi
Raimondo Penne: Notaio
Claudio Aliotti:
Massimo Bonetti: Allenatore cavalli
Mario Cecchi: Il giardiniere
Adriana Falco: Segretaria di giulio
Rodolfo Bigotti:

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Regia Alberto Lattuada
Soggetto Paolo Cavara, Enrico Oldoini
Sceneggiatura Alberto Lattuada, Enrico Oldoini
Produttore Giovanni Bertolucci
Casa di produzione P.C. Ales
Fotografia José Luis Alcaine
Montaggio Sergio Montanari
Musiche Louis Ducreux, Ennio Morricone, Marc Perrone
Scenografia Luigi Scaccianoce
Costumi Bona Nasalli-Rocca
Trucco Giuseppe Banchelli

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Maggio 11, 2008 Pubblicato da: | Drammatico | , , , , , | 1 commento

Classifica al botteghino 1970

I dati sono forniti dal magnifico sito: www.hitparadeitalia.it,il sito più completo in Italia per conoscere la storia delle vendite di 45 giri e Lp.

1) Per grazia ricevuta

1 Per grazia ricevuta locandina

1 Per grazia ricevuta foto

di Nino Manfredi; con: Nino Manfredi – Delia Boccardo – Lionel Stander – Veronique Vendell – Paola Borboni – Mariangela Melato – Enzo Cannavale.

2) Lo chiamavano Trinità

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2 Lo chiamavano Trinità foto

di E.B. Clucher; con: Terence Hill – Bud Spencer – Steffen Zacharias – E.B. Clucher – Farley Granger.

3) La moglie del prete

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3 La moglie del prete foto

di Dino Risi; con: Sophia Loren – Marcello Mastroianni – Pippo Starnazza – Venantino Venantini – Gino Cavalieri – Giuseppe Maffioli.

4) Anonimo veneziano

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4 Anonimo veneziano foto

di Enrico Maria Salerno; con: Florinda Bolkan – Tony Musante – Toti Dal Monte – Brizio Montinaro.

5) Il piccolo grande uomo (Little Big Man)

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5 Il piccolo grande uomo foto

di Arthur Penn; con: Dustin Hoffman – Faye Dunaway – Martin Balsam – Chief Dan George – Richard Mulligan – Jeff Corey – Aimee Eccles.

6) Il prete sposato

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di Marco Vicario; con: Lando Buzzanca – Rossana Podestà – Barbara Bouchet – Enrico Maria Salerno – Salvo Randone – Magalì Noel – Mariangela Melato – Silvia Dionisio – Pietro De Vico – Wendy D’Olive – Isabella Savona – Luciano Salce.

7) Borsalino

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di Jacques Deray; con: Alain Delon – Jean-Paul Belmondo – Catherine Rouvel – Arnoldo Foà.

8 ) Il gatto a 9 code

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di Dario Argento; con: Karl Malden – James Franciscus – Catherine Spaak – Rada Rassimov – Tino Carraro – Stefano Oppedisano.

9) Venga a prendere il caffè da noi

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9 Venga a prendere il caffè da noi foto

di Alberto Lattuada; con: Ugo Tognazzi – Francesca Romana Coluzzi – Milena Vukotic – Jean-Jacques Fourgeaud – Valentine.

10) Soldato blu (Soldier Blue)

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di Ralph Nelson con: Candice Bergen – Peter Strauss – Donald Pleasence – John Anderson – Jorge Rivero.

11) Confessioni di un commissario di polizia ad un procuratore della Repubblica

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di Damiano Damiani; con: Franco Nero – Marilù Tolo – Martin Balsam – Claudio Gora.

12) Il Presidente del Borgorosso F.C.

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di Luigi Filippo D’Amico; con: Alberto Sordi – Margarita Lozano – Carlo Taranto – Tina Lattanzi – Daniele Vargas.

13) Brancaleone alle crociate

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di Mario Monicelli; con: Vittorio Gassman – Paolo Villaggio – Stefania Sandrelli – Adolfo Celi – Luigi Proietti – Lino Toffolo – Gianrico Tedeschi – Shel Shapiro.

14) Quando le donne avevano la coda

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di Pasquale Festa Campanile; con: Giuliano Gemma – Senta Berger – Frank Wolff – Renzo Montagnani – Lando Buzzanca – Paola Borboni – Lino Toffolo – Gabriella Giorgelli.

15) Sacco e Vanzetti

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di Giuliano Montaldo; con: Gian Maria Volonté – Riccardo Cucciolla – Rosanna Fratello – Cyril Cusack – Milo O’Shea – Marisa Fabbri – Sergio Fantoni – Armenia Balducci.

16) Waterloo

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di Serghej Bondarciuk; con: Rod Steiger – Christopher Plummer – Orson Welles – Jack Hawkins – Ivo Garrani – Gianni Garko – Virginia McKenna – Andrea Checchi – Orso Maria Guerrini.

17) La figlia di Ryan (Ryan’s Daughter)

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di David Lean; con: Sarah Miles – Robert Mitchum – Christopher Jones – John Mills – Trevor Howard – Leo McKern.

18) La califfa

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di Alberto Bevilacqua; con: Romy Schneider – Ugo Tognazzi – Marina Berti – Guido Alberti – Stefano Satta Flores.

 

19) M.A.S.H. (M*A*S*H*)

di Robert Altman; con: Donald Sutherland – Elliott Gould – Robert Duvall – Tom Skerritt – Sally Kellerman – Jo Ann Pflug.

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20) La prima notte del Dr. Danieli industriale col complesso del giocattolo

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di Gianni Grimaldi; con: Lando Buzzanca – Françoise Prévost – Saro Urzì – Katia Christine – Ira Fürstenberg – Enzo Garinei.

Maggio 10, 2008 Pubblicato da: | Box office | | Lascia un commento

Suspiria

Due anni dopo il travolgente successo di Profondo rosso,Dario Argento torna dietro la macchina da presa,e questa volta opera una svolta copernicana nella sua produzione. Al thriller canonico,come L’uccello dalle piume di cristallo,Il gatto a nove code e 4 mosche di velluto grigio,si sostituisce il theriller parapsicologico/horror,con protagoniste le tre madri infenali,Mater tenebrarum,Mater sospiriorum e Mater lacrimorum,trilogia inizata con Suspiria,proseguita con Inferno e chiusa,ai giorni nostri,con La terza madre. Suspiria racconta la storia di Susy Bannon, una ragazza americana arrivata in Germania per studiare danza, che si troverà da subito in una situazione terrificante,tra omicidi,messe nere e situazioni al limite del paranormale. L’incursione di Argento nel gotico-noir,con spiccata predilezione per i colori accesi e le situazioni splatter,stravolge completamente i canoni che il regista aveva seguito;

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al thriller schematico,con il classico binomio assassino/motivazione,con la consueta scoperta dell’insospettabile mano omicida,si sostituisce un genere che Argento non aveva mai nemmeno sfiorato. I risultati,almeno nel caso di Suspiria,appaiono di buon livello,anche se il regista mostra la tendenza a voler stupire ad ogni costo,abbandonando la liquidità della trama che diventa più complessa e di minor presa iniziale;tendenza che sarà esasperata in Inferno,in cui avremo il trionfo dei colori accesi,mentre Suspiria è il trionfo del nero,dell’oscurità.

In Suspiria Susy è la classica brava ragazza che riesce a sconfiggere la prima delle tre madri,il bene che trionfa sul male;esce indenne da attentati in serie,sempre casualmente,come se fosse protetta da qualcosa di arcano.

Il film mostra la capacità di Dario Argento di impressionare con scene ad effetto,come la caduta del lucernario,o la pioggia di vermi,o la scena finale,quando riesce a uccidere Helena,la fondatrice dell’istituto.

Il film resta oscuro per buona parte,perchè la trama risente della necessità di un seguito esplicativo,cosa che avremo con Inferno,in cui molte delle parti oscure di Suspiria,verranno chiarite.

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Buona la recitazione dei vari protagonisti,sopratutto quella della luciferina Alida Valli,perfida e insopportabile nel ruolo di una delle direttrici.La colonna sonora,affidata a quel geniaccio di Simonetti e dei suoi Goblin è ottima,anche se non all’altezza del capolavoro creato con profondo rosso;un binomio,quello di Argento-Goblin interrotto con Inferno,dove un grande Keith Emerson creerà una delle musiche più belle ascoltate nei film orror,Mater tenebrarum,ripresa poi dallo stesso Simonetti.

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Suspiria
Un film di Dario Argento. Con Flavio Bucci, Alida Valli, Stefania Casini, Jessica Harper, Miguel Bosè, Barbara Magnolfi,
Rudolf Schundler, Fulvio Mingozzi, Renato Scarpa, Udo Kier, Susanna Javicoli, Renata Zamengo, Eva Axen, Joan Bennett
Genere Horror, colore 97 minuti. – Produzione Italia 1977.

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Jessica Harper: Susy Benner
Stefania Casini: Sara
Flavio Bucci: Daniel
Miguel Bosé: Mark
Barbara Magnolfi: Olga
Susanna Javicoli: Sonia
Eva Axén: Patricia “Pat” Ingle
Rudolf Schündler: professor Milius
Udo Kier: dottor Frank Mandel
Alida Valli: miss Tanner
Franca Scagnetti: cuoca
Joan Bennett: madame Blanc
Renato Scarpa: professor Verdegast
Giuseppe Transocchi: Pablo
Margherita Horowitz: insegnante
Jacopo Mariani: Albert
Fulvio Mingozzi: autista del taxi
Serafina Scorceletti: cuoca
Renata Zamengo: Caroline
Alessandra Capozzi: ballerina
Salvatore Capozzi: ballerino
Diana Ferrara: ballerina
Cristina Latini: ballerina
Alfredo Raino: ballerino
Claudia Zaccari: ballerina
Giovanni Di Bernardo: ispettore di polizia
Dario Argento: narratore
Daria Nicolodi: donna all’aeroporto

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Regia     Dario Argento
Soggetto     Dario Argento, Daria Nicolodi
Sceneggiatura     Dario Argento, Daria Nicolodi
Produttore     Claudio Argento
Produttore esecutivo     Salvatore Argento
Casa di produzione     Seda Spettacoli
Distribuzione (Italia)     CDE Home Video
Fotografia     Luciano Tovoli
Montaggio     Franco Fraticelli
Effetti speciali     Germano Natali
Musiche     Goblin, Dario Argento
Tema musicale     Suspiria
Scenografia     Giuseppe Bassan
Costumi     Pierangelo Cicoletti
Trucco     Pierantonio Mecacci, Maria Teresa Corridoni, Piero Mecacci, Aldo Signoretti

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Maggio 10, 2008 Pubblicato da: | Thriller | , , , , | 7 commenti

Forrest Gump

Un giovane seduto su una panchina di un parco; tra le mani ha una scatola di cioccolatini e inizia un soliloquio con una occasionale passante. Si chiama Forrest Gump, è un giovane quasi normale. Quel quasi è importante infatti il giovane ha un QI (quoziente intellettivo) appena sotto la soglia della normalità. E’ importante anche perchè la cosa lo ha condizionato per tutta la vita, fin da quando era un ragazzino con l’apparecchio ortopedico alle gambe, preso in giro da tutti tranne che da Jenny, che vuol bene a quello strambo ragazzo dolce e strano  e che sarà per tutta la vita l’unico vero amore di Forrest.

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Così, seduto sulla panchina come un personaggio in attesa di Godot, Forrest racconta a coloro che si siedono affianco a lui, la storia di una vita incredibilmente varia, piena di incontri strabilianti; a cominciare da quando, casualmente, riesce a diventare l’eroe della sua scuola durante una partita di football, proseguendo poi con l’arruolamento nell’esercito cosa che lo porterà in Vietnam. Sarà qui che la vita di Forrest prenderà una direzione fatalmente diversa; conoscerà un giovane , Bubba, che gli trasmetterà la passione per i gamberi, conoscerà il capitano Dan, che lui salverà dalla morte a rischio della propria vita. Un Dan senza gambe, che all’inizio odierà quel giovane strano, per poi, nel corso degli anni,tornare a vivere, trovando un nuovo scopo per sorridere ancora. E Forrest, come un viaggiatore del tempo, riesce a essere determinante in ogni cosa che farà;

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conoscerà Kennedy e Johnson,Lennon,Presley e Nixon,quest’ultimo quando verrà mandato in Cina come rappresentante della squadra americana di tennis tavolo. Mentre Forrest racconta la sua incredibile vita,e mentre attorno a lui cambia anche l’ascoltatore di turno,scorrono gli anni sessanta e la protesta anti guerra nel Vietnam,scorre il periodo degli Hippy e la diplomazia del ping pong;l’America cambia e si evolve,muta pelle,mentre lui resta sempre il candido giovane che era.

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E influenza le vite di coloro che gli sono affianco,come quella di Dan, che ha ritrovato o come quella di Jenny,che finalmente avrà con lui una parvenza di storia d’amore.

Forrest è l’anima buona dell’America e in fondo assomiglia a quello strano popolo,quell’americano standard che vuol portare la pace nel mondo e libera l’Europa dalla follia nazista,ma in seguito va in Vietnam e uccide oltre un milione di civili in una sporca guerra senza alcun risultato tangibile.

In Forrest Gump c’è l’America del rock and roll e l’America dei primi movimenti dei figli dei fiori;c’è un’America un tantino provinciale e c’è l’America imperialista di Nixon, c’è un’America dai paesaggi meravigliosi,visti e raccontati visivamente nella lunga corsa di Forrest da un capo all’altro del paese.

C’è l’America che sogna e che soffre, che si indigna e che diventa il riferimento del mondo a livello economico e sociale; c’è l’America delle mille contraddizioni, il grande paese dove tutto è possibile, anche che una persona apparentemente sotto il livello normale di intelligenza riesca a fare carriera in modo strabiliante.

Ecco Forrest Gump è anche questo; un racconto commosso di un paese che cambia e muta pelle, offrendo a tutti la straordinaria opportunità di diventare qualcuno.

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Il finale del film,con Forrest che piange, per la prima volta davanti alla tomba della sua adorata Jenny e le racconta di come sia orgoglioso di quel figlio normale, lui che sa, che sente di non essere uguale agli altri è una delle cose più belle della storia del cinema.

Forrest Gump è un film straordinario, lirico e commovente; Tom Hanks interpreta alla perfezione il personaggio del giovane strano,dandogli una patente di lirismo incredibile.

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Una recitazione sofferta e a tratti da attore grandissimo.Bene anche la straordinaria Robin Wright Penn nel ruolo di Jenny, la musa di Forrest.

In ultimo un accenno alla colonna sonora; mentre il film scorre raccontando uno spaccato dell’America, ascoltiamo canzoni storiche,di quelle che hanno segnato la storia della musica. E’ una cosa da fare, ascoltare la colonna sonora; si fa un viaggio a ritroso,con la memoria,ad un epoca irripetibile, segnata dai Doors e dai CCR, da Simon e Garfunkel e dagli Alabama.

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Un film di Robert Zemeckis. Con Sally Field, Tom Hanks, Gary Sinise, Robin Wright Penn, Mykelti Williamson.
Genere Commedia, colore 142 minuti. – Produzione USA 1994.

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Tom Hanks     …     Forrest Gump

Robin Wright Penn    Jenny Curran
Gary Sinise    …     Lt. Dan Taylor
Mykelti Williamson    Benjamin Buford ‘Bubba’ Blue
Sally Field    …     Signora Gump
Rebecca Williams    Nurse al Park Bench
Michael Conner Humphreys    …     Giovane Forrest Gump
Harold G. Herthum    Dottore
George Kelly    …     Barber
Bob Penny    …     Crony
John Randall    …     Crony
Sam Anderson    …     Principal
Margo Moorer    …     Louise, Mrs. Gump’s Housekeeper
Ione M. Telech    …     Elderly Woman
Christine Seabrook    Elderly Woman’s Daughter

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“Mamma diceva sempre che i miracoli accadono tutti i giorni!”

“Non lo so… se abbiamo ognuno il suo destino o se siamo tutti trasportati in giro per caso come da una brezza… ma io credo, può darsi le due cose, forse le due cose capitano nello stesso momento.”

“Mi chiamo Forrest, Forrest Gump, vuole un cioccolatino ? Potrei mangiarne una tonnellata di questi qui, mamma diceva sempre, la vita è uguale a una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita.”

“Mamma diceva sempre: devi gettare il passato dietro di te prima di andare avanti.”

“Ha gambe robuste il mio ragazzo, robuste come quelle dei bambini forti, ma la sua schiena è più contorta di un politico.”

“Il gambero è un frutto del mare, te lo puoi fare sia arrosto, bollito, grigliato, al forno, saltato, c’è lo spiedino di gamberi, gamberi con cipolle, zuppa di gamberi, gamberi fritti in padella, con la pastella, a bagnomaria, gamberi con le patate, gamberi al limone, gamberi strapazzati, gamberi al pepe, minestra di gamberi, stufato di gamberi, gamberi all’insalata, gamberi e patatine, polpette di gamberi, tramezzini coi gamberi… e questo è tutto mi pare.”

“Quel giorno, non so proprio perché decisi di andare a correre un po’, perciò corsi fino alla fine della strada, e una volta lì pensai di correre fino la fine della città, e una volta lì pensai di correre attraverso la contea di Greenbow. Poi mi dissi, visto che sono arrivato fino a qui tanto vale correre attraverso il bellissimo stato dell’ Alabama, e cosi feci. Corsi attraverso tutta l’Alabama, e non so perché continuai ad andare. Corsi fino all’oceano e, una volta lì mi dissi, visto che sono arrivato fino a qui tanto vale girarmi e continuare a correre. Quando arrivai a un altro oceano, mi dissi, visto che sono arrivato fino a qui, tanto vale girarmi di nuovo e continuare a correre; quando ero stanco dormivo, quando avevo fame mangiavo, quando dovevo fare… insomma, la facevo!”

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Hound Dog – Elvis Presley
Lovesick Blues – Hank Williams
Sloop John B – Beach Boys
All Along The Watchtower – Jimi Hendrix
Hey Joe – Jimi Hendrix
Soul Kitchen – The Doors
California Dreamin’ – Mamas and Papas
People Are Strange – The Doors
Fortunate Son – Creedence Clearwater Revival
Break On Through (To The Other Side) – The Doors
Mrs. Robinson – Simon & Garfunkel
Volunteers – Jefferson Airplane
Where Have All The Flowers Gone – Pete Seeger
Let’s Get Together – The Youngbloods
San Francisco (Be Sure To Wear Some Flowers In Your Hair) – Scott McKenzie
Aquarius – The Fifth Dimension
Everybody’s Talkin’ – Harry Nilsson
Sweet Home Alabama – Lynyrd Skynyrd
Running On Empty – Jackson Browne
Against The Wind – Bob Seger
Blowin’ in the Wind – Bob Dylan
Free Bird – Lynyrd Skynyrd
For what it’s worth – Buffalo Springfield

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Maggio 10, 2008 Pubblicato da: | Drammatico | , , , , | 1 commento